L'Issòpo o Isòpo, Hyssopus officinalis (o Hysopus), è una pianta erbacea perenne molto aromatica, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae (ex Labiatae), una famiglia che annovera numerose specie aromatiche assai conosciute quali
Basilico,
Lavanda,
Menta,
Origano,
Rosmarino,
Salvia,
Timo ed altre, la cui caratteristica peculiare è quella di possedere ghiandole che secernono
oli essenziali, dotati di odore gradevole, che forniscono essenze officinali, medicinali, commestibili, per cosmetici e da profumo.
La pianta di Issopo è di piccole dimensioni, cespugliosa, glabrescente (che tende a perdere i peli, diventando glabra), alta al massimo dai 20 ai 60 cm; cresce prevalentemente selvatica, ma è anche coltivata a scopi salutistici per l'estrazione dell'olio essenziale e per usi culinari.
Presenta fusti legnosi solo alla base, molto ramificati, a sezione quadrangolare (caratteristica peculiare delle Lamiaceae), ricoperti di minutissimi peli crespi ghiandolari (tricomi), che producono gli oli essenziali che conferiscono alla pianta il caratteristico profumo, e svolgono inoltre una funzione di protezione da agenti dannosi quali i raggi UV, temperature estreme, siccità, insetti.
Le foglie revolute (arrotolate) ai bordi, simili a quelle di Lavanda e Rosmarino, sono piccole, lanceolate, opposte, con breve picciolo, dotate anch'esse di ghiandole oleifere.
I fiori ermafroditi di colore variabile dal celeste al blu al violetto, sono riuniti in infiorescenze verticillate formanti spighette laterali, fioriscono in luglio e agosto e sono molto appariscenti e gradevoli alla vista, dotati di intenso profumo aromatico canforato; il frutto è un tetrachenio ovale e oblungo contenente 4 semi neri rugosi, uno in ciascuna loggia.
L'Issopo è una pianta mellifera molto ricercata dalle api per la ricchezza di nettare della sua copiosa e sgargiante fioritura aromatica, che conferisce al
miele un gusto delicato ma decisamente profumato.
Per la sua evidente fioritura l'Issopo è adatto anche come pianta ornamentale per i giardini, nei quali si utilizza anche per formare piccole siepi, che attraggono farfalle e altri insetti impollinatori che si nutrono di nettare e
polline.
L'Issopo è originario delle regioni del Mediterraneo, dell'Asia centrale e occidentale, della Siberia, e si è naturalizzato anche nel nord Africa e nel nord America; in Italia cresce spontaneo soprattutto nelle zone collinari e montane del nord, dove prospera dai 200 fino a 1200 metri di altitudine, preferendo terreni calcarei sciolti e asciutti, pascoli sassosi e soleggiati, poiché resiste bene al freddo e alla siccità, ma teme i ristagni d'acqua. La sua presenza è dubbia in toscana e Calabria, mentre è assente in Sardegna e Sicilia.
L'Issopo gode di protezione regionale totale in Piemonte, Lombardia, Umbria e Marche, e protezione parziale in Campania.
L'etimologia del nome di genere Hyssopus deriverebbe dal greco "ys(s)opos", dal significato probabile di freccia, per la forma allungata delle foglie.
Per alcuni autori deriverebbe dal termine ebraico "ezòbh" o "ezòv" (erba sacra), che nella tradizione biblica ha il significato di purificazione, ma l'identificazione è incerta, poiché non è assodato che la pianta di cui si parla nei testi sacri sia riferita allo stesso arbusto che Linneo definì, e ancora oggi è denominato, Hyssopus officinalis.
Il nome di specie deriva dal latino scientifico officinalis, da officina, come era chiamato il laboratorio medievale, e ne individua l'uso officinale.
Proprietà e Indicazioni
Da tutte le parti della pianta, dotate di proprietà officinali, si estrae l'
olio essenziale, usato per molteplici scopi erboristici, per preparare estratti aromatizzanti per liquori, dal forte odore aromatico simile alla
canfora e sapore amarognolo ma gradevole, e per la produzione di cosmetici.
L'Issopo contiene, oltre agli oli essenziali,
flavonoidi (diosmoside), acido rosmarinico, terpeni, marrubina, acido oleoanolico, tannini, principi attivi che gli conferiscono proprietà officinali balsamiche,
espettoranti,
antisettiche e antiasmatiche indicate per il benessere del sistema respiratorio, e inoltre
eupeptiche, aromatiche,
toniche,
amaro-
stomachiche,
carminative, specifiche per favorire i processi digestivi.
Sciroppi o infusi delle sommità fiorite sono indicati nelle forme catarrali e nei raffreddori per lenire l'infiammazione delle vie respiratorie per l'azione
antisettica,
mucolitica ed
espettorante, contro raucedine e mal di
gola; ovvero per favorire i processi digestivi mediante lo stimolo della secrezione di succhi gastrici, e contribuire a ridurre la formazione di gas intestinali.
L'
uso topico dell'infuso di Issopo, per l'azione antisettica e antimicrobica è indicato contrastare le infezioni mediante la detersione di piccole ferite,
ulcerazioni, e
ustioni; in presenza di infiammazione della mucosa oro-faringea è usato per gargarismi con azione
astringente e antinfiammatoria.
L'infuso dei fiori e delle foglie è idoneo come lozione per lenire gli
occhi stanchi e arrossati, mediante applicazione con garze imbevute.
Lozioni cosmetiche contenenti l'
idrolato dei fiori sono utilizzate per tonificare e ammorbidire la pelle; anticamente in Persia l'acqua distillata era usata come tonico per illuminare l'incarnato.
L'olio essenziale è usato in cosmesi per confezionare creme per viso e corpo, oli per massaggio, lozioni, saponi, shampoo-doccia e profumi.
Per uso ambientale è utilizzato in aromaterapia nei diffusori per l'ambiente, e per confezionare i bastoncini di incenso.
L'Issopo è usato in cucina come
spezia, per il suo gusto che richiama la
Salvia e la
Menta, per insaporire carni, pesce, insalate, zuppe e minestre e per aromatizzare salse e conserve, dolci e bevande alcoliche.
E' presente nei liquori amari e digestivi, e nel famoso liquore Chartreuse, prodotto dai monaci certosini della certosa Grande Chartreuse, nelle Prealpi della Francia meridionale.
Precauzioni d'uso
L'olio essenziale di Issopo è neurotossico per il contenuto di tujone e può indurre convulsioni, per cui è sconsigliato l'uso dell'olio puro, anche a bassi dosaggi, sia per uso orale che per uso topico su pelle e mucose. Inoltre è fortemente emmenagogo e può essere abortivo.