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Rafano nero

Rafano nero

Il Rafano nero, Raphanus sativus niger, denominato anche Ramolaccio o Radice d'inverno, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Cruciferae, o Brassicaceae, dalle radici commestibili che possono assumere forma subglobosa o allungata, dalla cuticola bruno-scura o nera, con polpa bianca croccante dal sapore particolarmente intenso e piccante, in particolare la varietà a forma allungata (da non confondere con il Cren, o Rafano Tedesco, o Barbaforte, Armoracia rusticana, sinonimo di Cochlearia armoracia, pianta perenne dalla lunga radice aromatica chiara, utilizzata anche per fare una salsa chiamata ugualmente Cren).
Il nome Brassicaceae della famiglia deriva dal latino brassica = cavolo, mentre quello di Cruciferae dal latino crucifer = portatore di croce, e allude alla forma del fiore di questa famiglia che ha quattro petali disposti a due a due a formare una croce. Il nome di genere Raphanus deriva probabilmente da raphys = rapa, mentre altri autori lo fanno derivare dal persiano rafe = apparizione rapida, in relazione alla veloce germinazione dei semi del ravanello comune, Raphanus sativus.
Il Rafano nero, chiamato anche Ravanello spagnolo, può essere conservato per qualche mese dopo il raccolto, immerso in sabbia umida e in luogo fresco.

Proprietà e Indicazioni
La parte di pianta contenente i principi attivi medicinali è la radice, che contiene vitamina C, sostanze sulfo-azotate (rafanolo), eterosidi solforati (glucosinati) dotati di attività detossificante, azione drenante sul fegato e sulle vie biliari, sull'intestino come attivatore della peristalsi, specifici per favorire la depurazione dell'organismo.
Il Rafano nero era utilizzato tradizionalmente nella medicina popolare cinese per problemi digestivi, come tonico della cistifellea e stimolante della secrezione biliare. Attualmente al Rafano nero si attribuiscono proprietà aperitive, stimolanti dell'appetito, digestive, coleretiche e colagoghe, diuretiche, antiallergiche, antiscorbutiche, epatoprotettrici, che ne raccomandano l'uso come drenante epatico e per riattivare le cellule epatiche, normalizzare l'escrezione della bile nelle discinesie biliari, contro gli ingorghi epato-biliari, litiasi biliare e coliche epatiche, emicranie di origine digestiva, contro la stipsi come leggero lassativo e per riattivare la peristalsi intestinale.
Consigliato anche come tonico respiratorio in caso di tosse, bronchiti, asma, allergie, pertosse, e ancora come diuretico nelle malattie dell'apparato genito-urinario, e contro i reumatismi.
Ottimo drenante dalle tossine, è consigliato particolarmente al cambio di stagione, dopo eccessi alimentari e quando si desideri depurare in profondità l'organismo.
In cucina si possono usare le radici crude come antipasto o condimento per piatti particolari, e come decorazione, oppure lessato e saltato in padella, mentre le giovani foglie possono essere condite e mangiate come insalata, anche associata ad altri vegetali.
Dalla spremitura dei semi si ottiene un olio aromatico piccante, usato prevalentemente nella cucina orientale.
Rafano nero



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