L'Achillea, Achillea millefolium, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae (o Compositae), conosciuta anche con i nomi Millefoglio montano, Erba dei tagli, Stagnasangue.
Il nome di genere Achillea fu dedicato dal medico e naturalista svedese Linneo, il fondatore della moderna sistematica, ad Achille, il mitico eroe greco dell'Iliade di Omero, che secondo la tradizione tramandataci da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, sembra che usasse le sue foglie dalle proprietà
emostatiche e
cicatrizzanti per curare le ferite riportate in battaglia dai suoi compagni d'arme (da cui Erba dei tagli, o Stagnasangue), avendone appreso dal suo maestro, il centauro Chirone, le virtù medicinali.
Si narra che un tempo i contadini avvolgessero il manico degli attrezzi da lavoro con i ramoscelli di Achillea, per proteggere le mani da piccole ferite ed escoriazioni, e contro le punture di piccoli insetti.
Il nome di genere, millefolium, si riferisce alle foglie finemente frastagliate in lacinie lineari tanto da sembrare appunto mille.
L'Achillea è un rimedio medicinale antichissimo risalente, secondo reperti archeologici, fino a 60.000 anni fa, testimoniato da ritrovamenti di pollini di questa specie in una necropoli irachena dell'uomo di Neanderthal, nella grotta di Shanidar, i cui ritrovamenti indicano comportamenti complessi dei Neanderthal, come la cura degli individui feriti.
Il medico greco Galeno (129-200 d.C.) la menziona nella sua opera De Simplicium medicamentorum facultatibus.
L'Achillea millefolium è una pianta rustica e resistente, dall'odore aromatico caratteristico, alta mediamente dai 30 ai 70 cm, a fioritura estiva prolungata e rifiorente se rinnovata col taglio delle infiorescenze appassite; è perennante per mezzo di gemme poste a livello del terreno, che consentono a questa specie erbacea di riprendere l'attività vegetativa dopo l'inverno, alla primavera successiva, sviluppando un asse fiorale eretto, allungato e robusto, spesso privo di foglie e pubescente (ricoperto da peli).
Il fusto, semplice e ramificato solo superiormente, emerge da radici rizomatose, striscianti e stolonifere, che consentono alla pianta di propagarsi facilmente formando fitti intrecci sotterranei da cui si sviluppano folte colonie cespitose (a ciuffi compatti) che formano densi tappeti.
Le foglie, lunghe e pennate, assai frastagliate, di colore verde intenso e spesso pelose, hanno un tipico profumo speziato, e variano secondo la posizione sullo stelo: quelle basali picciolate formano una rosetta, quelle cauline (del fusto) sono più piccole, spaziate e sessili (prive di picciolo); le foglie sono molto appetite dalle pecore nei pascoli montani.
I fiori sono capolini piccoli e numerosi che profumano di
miele, ed essendo l'Achillea una pianta mellifera che fornisce nettare e
polline, i suoi fiori sono visitati dalle api che producono un miele raro e pregiato e ne garantiscono l'impollinazione crociata, insieme ad altri insetti impollinatori come farfalle e bombi.
I fiori sono riuniti all'apice del fusto in infiorescenze, densi corimbi compatti e appiattiti con i fiori esterni ligulati femminili, e quelli interni tubulari ermafroditi, dai colori con sfumature pastello dal bianco, al giallino, rosa, o rosa porporino, secondo la varietà.
Le infiorescenze si prestano ad essere essiccate in mazzolini, coroncine, composizioni floreali di fiori essiccati, poiché si mantengono a lungo, e per comporre pot-pourri.
Il frutto dell'Achilla millefoglie è una cìpsela (o cypsela), un frutto secco indeiscente (che non si apre) simile a un achenio, tipico delle Asteraceae, che produce piccoli semi striati bianchi o grigiastri privi di pappo (appendice piumosa che, se presente, favorisce la dispersione col vento).
Assai diffusa nelle zone fredde e temperato-fredde del continente Eurasiatico, in Italia l'Achillea vegeta dalle zone alpine a quelle appenniniche fino a 2500 metri (da cui il nome Millefoglio montano).
Cresce selvatica allo stato spontaneo su terreni sia acidi che calcarei nei pascoli e nei prati, al margine di sentieri, su rupi umide o luoghi ghiaiosi, dove riesce a resistere sia al freddo che all'esposizione in pieno sole, tollerando bene la siccità.
La pianta emette profumazioni aromatiche erbacee leggermente canforate con note speziate e terrose, che ricordano il profumo dei Crisantemi o della
Camomilla, ma con note più pungenti e amare.
L'Achillea millefolium è considerata una pianta sia officinale che commestibile, e di uso cosmetico-profumiero.
Proprietà e Indicazioni
Le parti di pianta dotate di proprietà officinali sono le sommità fiorite (fiori e giovani foglie apicali), raccolte nel loro tempo balsamico, cioè nel momento in cui è massima la concentrazione dei principi attivi, da giugno-luglio fino a agosto-settembre, ed essiccate all'ombra in luogo fresco e aerato, in ambienti a temperature inferiori ai 40°C.
Anche le radici contengono principi attivi, ma in percentuale minore.
Le sommità fiorite si utilizzano, fresche o essiccate, mediante la preparazione di tisane, decotti, sciroppi, oli, impacchi, estratti liquidi o integratori alimentari titolati in compresse o capsule, per trattare molteplici disturbi, come ferite, crampi, problemi digestivi e altri numerosi disturbi sui quali ci soffermeremo fra breve.
L'Achillea millefolium contiene
flavonoidi antiossidanti (apigenina, luteolina),
polifenoli,
olio essenziale particolarmente ricco in azuleni e terpeni, canfora, cineolo, cariofillene, borneolo,
quercetina, kaempferolo, tannini, acidi organici (salicilico, caffeico, rosmarinico), cumarine, resine, mucillagini, e metaboliti secondari naturali come achilleina, e lattoni sesquiterpenici tipici delle Asteraceae, principi amari responsabili delle spiccate proprietà biologiche
spasmolitiche, antinfiammatorie specialmente per la mucosa gastrica,
coleretiche,
amaro-
toniche,
eupeptiche e digestive della pianta, indicate specialmente per regolare la motilità gastrointestinale in caso di
dispepsia,
reflusso gastroesofageo,
meteorismo, e per l'
anoressia.
Le foglie hanno peculiari proprietà
antiossidanti contro i
radicali liberi e lo
stress ossidativo.
Per il contenuto in azuleni simili a quelli della
Camomilla (camazulene), e agendo come amaro-tonico, l'Achillea regola la motilità gastrointestinale, stimola la digestione lenta aumentando la produzione di
bile che migliora la digestione dei grassi, è indicata per ridurre gonfiore e
flatulenza,
coliche e spasmi gastro-intestinali, coliche biliari (grazie all'acido clorogenico), poiché rilassa la muscolatura liscia; per tali proprietà risulta utile anche per calmare i dolori mestruali e gli spasmi della muscolatura uterina.
Per le qualità veno-toniche,
antisettiche,
astringenti ed
emostatiche attribuitele per la presenza di cumarine in sinergia con altri componenti, l'Achillea è indicata anche nel trattamento di
epistassi (sangue dal naso, la pianta fresca contusa),
varici, flebiti, ferite
ulcerose,
emorroidi sanguinanti e
ragadi anali (come unguento), grazie alla capacità di stimolare la contrazione dei vasi sanguigni e la formazione di
collagene.
Per l'azione antinfiammatoria che inibisce i mediatori pro-infiammatori (molecole chimiche che innescano la risposta infiammatoria), è utile in particolare per il trattamento di ferite, e come
diaforetico contro
raffreddore, e per la febbre.
Nel XIX secolo l'Achillea era storicamente utilizzata nell'Europa meridionale come alternativa al chinino per trattare le febbri.
L'Achillea svolge inoltre un'azione modulatrice ormonale ed
emmenagoga, stimolando e regolarizzando i cicli mestruali irregolari o troppo abbondanti, alleviando le congestioni pelviche, la
sindrome premestruale, e riequilibrando gli sbalzi ormonali che si verificano in prossimità della
menopausa (pre-menopausa), per cui è indicata in presenza di
amenorrea,
dismenorrea,
metrorragie, attività correlata probabilmente alla presenza di
fitosteroli e
flavonoidi, dall'effetto riequilibrante sul sistema
endocrino femminile.
Per uso esterno l'Achillea svolge un'azione cicatrizzante su ulcerazioni e ferite, per detergere piccole lesioni, e per infiammazioni e arrossamenti cutanei. Ha proprietà rigeneranti dei tessuti cutanei, in particolare in presenza di screpolature,
acne, capillari fragili,
couperose, e contro la forfora del cuoio capelluto.
L'Achillea entra nella composizione di prodotti cosmetici specifici per pelli sensibili e delicate, anche dei bambini,
dermatiti, punture d'insetti, quali creme, shampoo, lozioni, per le proprietà lenitive e rigeneranti che può esercitare su pelle e capelli.
L'
olio essenziale, per le sue proprietà antinfiammatorie, lenitive e
antispasmodiche, è usato per tendinopatie, mal di testa e dolori reumatici, applicando poche gocce miscelate ad un olio vettore come l'
olio di Mandorle dolci, per effettuare massaggi, o impacchi caldi lenitivi sulle zone infiammate.
Il decotto è utile per semicupi, sciacqui della pelle e delle mucose, frizioni e impacchi.
Essendo un'entità commestibile, in cucina si possono utilizzare le foglie, crude o cotte, dal sapore leggermente amarognolo, astringente e leggermente piccante, descritto come rinfrescante e moderatamente tannico, ma i giovani
germogli hanno un gusto più delicato.
Le giovani foglie si possono utilizzare come erba aromatica, miscelata alle insalate miste per conferire un aroma speziato, e per insaporire zuppe, minestre, salse, tortini, pietanze di carne e pesce. I fiori si possono usare per preparare biscotti e torte.
In Svezia e altre regioni nordiche l'Achillea era utilizzata per insaporire e conservare la birra, a cui conferisce una nota aromatica amara e leggermente speziata, e per aromatizzare preparazioni liquoristiche digestive da bere dopo i pasti.
Attualmente l'Achillea è proposta nella preparazione di birre artigianali ispirate a ricette storiche.
Precauzioni d'uso
Poiché l'Achillea appartiene alla famiglia delle Asteraceae, può provocare, nei soggetti particolarmente sensibili o allergici alle piante di questa famiglia, dermatite allergica e fotodermatiti.
Per l'azione dell'Achillea sulla coagulazione, è necessario porre attenzione alle possibili interazioni con l'assunzione di farmaci anticoagulanti e di antipertensivi, di cui potrebbe alterare l'azione.
In caso di uso come emmenagogo per favorire le mestruazioni, se assenti per cause varie, l'uso dell'Achillea non pregiudica né danneggia un'eventuale gravidanza ignorata; inoltre l'azione emmenagoga ne preclude l'uso durante la gravidanza e l'allattamento, e nei bambini.