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Borragine

Borragine
La Borragine, Borago officinalis, detta anche Borrana, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Boraginaceae. Originaria del Medio Oriente e diffusa nel bacino del Mediterraneo, è stata introdotta per la coltivazione in diversi paesi americani ed eurasiatici e ormai è naturalizzata in tutto il mondo.

La pianta cresce spontanea fino a un'altezza di circa 60 cm sia in pianura che in zone collinari con clima mite fino a 1000 m, in luoghi ruderali, lungo i viottoli, al piede di vecchi muri, sulle macerie, nei giardini e campi incolti o abbandonati, preferibilmente in luoghi soleggiati, terreni umidi e ben drenati, ma si adatta a un'ampia varietà di terreni, resistendo anche abbastanza bene alla siccità e alla stagione fredda.

Lo stelo è ramificato e coperto di lunghe setole ruvide bianche che lo rendono ispido, così come tutta la pianta e le foglie ovali picciolate di colore verde scuro, raccolte in una rosetta basale, lunghe 10-15 cm; l'asse fiorale è spesso privo di foglie.

I fiori color blu-violetto o celeste, raramente bianco, hanno 5 petali disposti a forma di stella con al centro le antere violette derivate dall'unione di 5 stami, molto caratteristici e gradevoli alla vista, disposti in infiorescenze sommitali pendule per lunghi peduncoli venati di rosso.

I frutti sono acheni marrone chiaro molto duri, contenenti alcuni semi di piccole dimensioni, forniti di minuscole appendici (elaiosomi) dotate di sostanze nutritive appetibili alle formiche, che ne favoriscono la disseminazione (disseminazione mirmecòfila, dal greco myrmex, formica) sottraendoli ai predatori granivori, come gli uccelli.

La Borragine si riproduce anche mediante l'auto-semina in modo indipendente, divenendo spesso infestante, può essere colta in natura come pianta selvatica, ma attualmente è anche coltivata per l'uso officinale che si fa dei suoi semi, da cui si estrae un prezioso olio con proprietà officinali e cosmetiche.

La Borragine è un'ottima pianta mellifera, di grande valore per gli apicoltori, la cui dovizia di fiori per un periodo prolungato dalla primavera fino all'autunno, la ricchezza di polline e di un nettare molto zuccherino ed energetico assai ricercato dalle api, può favorire la produzione di quantità rilevanti di un miele aromatico di alta qualità.

La pianta inoltre influisce positivamente sull'ambiente circostante poiché, oltre alle api, attira anche altri insetti impollinatori, come bombi, farfalle e vespe, contribuendo all'aumento delle loro popolazioni, i quali a loro volta favoriscono la fecondazione e la produzione di frutti e semi di altre specie vegetali (anche utili all'uomo), contribuendo alla biodiversità e, dando rifugio e protezione a vari altri insetti o piccoli animali, arricchendo la fauna locale e promuovendo la diversità biologica e l'equilibrio dell'ecosistema.

Nota già agli antichi Romani come "pianta della gioia" (secondo Plinio il decotto di Borragine allontana la tristezza e dà gioia di vivere), il suo nome di genere Borragine deriverebbe dal tardo latino burra (stoffa grossolana con lunghi peli ricavata dalla lana di pecora), oppure da borrus (ispido, peloso), in riferimento alla pelosità ispida di tutta la pianta e particolarmente delle foglie; per altri discenderebbe dall'arabo au rach ("padre del sudore"), mediante il latino medievale borrago, forse per le proprietà sudorifere della pianta.
Il nome di genere officinalis deriva da officina, sinonimo di laboratorio medievale farmaceutico, o anche "pianta destinata ad uso medicinale-farmaceutico".
La Borragine è considerata una entità sia officinale che commestibile, e di uso cosmetico-profumiero.


Proprietà e Indicazioni



I fiori e le foglie sono stati utilizzati sin dall'antichità ad uso alimentare e officinale, come diuretici e depurativi, per il loro contenuto in potassio, calcio, sali minerali, polifenoli, flavonoidi, mucillagini, acidi grassi alfa-linolenico, stearidonico, palmitico, oltre alla presenza, rilevata in tempi recenti, di quantità non ben definite di alcaloidi pirrolizidinici, composti noti come tossici per il fegato, sui quali ci soffermeremo più avanti.

La parte di pianta dotata delle più interessanti proprietà officinali è il seme, da cui si estrae, mediante spremitura a freddo, un prezioso olio dalle proprietà medicinali e cosmetiche, contenuto in percentuali che variano dal 13 al 33%, in base al grado di maturazione e alle tecniche di estrazione.

L'olio contiene acidi grassi insaturi della serie Omega-6, linoleico, oleico e soprattutto, in percentuale di circa il 25%, gamma-linolenico (GLA), un acido grasso polinsaturo che in natura si trova solamente nel latte materno, nell'olio di Borragine, nell'olio di Oenothera biennis e, in minore quantità, nell'olio di Ribes nero.
Contiene inoltre acido palmitico, stearico, nervonico, erucico, e tocoferoli derivati della vitamina E.

Ricordiamo che gli acidi grassi polinsaturi essenziali non possono essere sintetizzati dall'organismo, ma devono essere introdotti con la dieta; essi rappresentano un gruppo particolare di acidi grassi, precursori di numerose sostanze, fondamentali per l'attività biologica dell'organismo, poiché partecipano alla struttura delle membrane cellulari e sono coinvolti nelle risposte agli stimoli infiammatori.

Considerato un nutraceutico antinfiammatorio di apprezzabile efficacia contro le infiammazioni di varia origine e natura, l'olio di Borragine trova indicazione per uso orale sistemico per il trofismo e la funzionalità della pelle, per contrastare i disturbi del ciclo mestruale e nella sindrome premestruale, nel trattamento e nella prevenzione di molte patologie legate all'invecchiamento, per favorire fisiologici livelli pressori e di colesterolo, contro ipertensione e malattia aterosclerotica, come anticoagulante per favorire una normale circolazione sanguigna, e inoltre per la funzionalità articolare, particolarmente contro l'artrite reumatoide.

L'uso esterno dell'olio di Borragine, mediante applicazioni locali di prodotti dermatologici, è indicato come antinfiammatorio e rigenerante della pelle, per dermatiti croniche, eczema atopico, psoriasi, patologie dermatologiche con componente allergica, per la pelle secca e disidratata, nel trattamento e prevenzione dell'invecchiamento cutaneo e delle rughe.

I fiori e le foglie, finora utilizzati sotto forma di infuso o decotto e considerati tradizionalmente depurativi del sangue, diaforetici, diuretici ed emollienti, utili per il drenaggio cutaneo al pari della Bardana e della Viola tricolor, e per il contenuto in mucillagini sono indicati come lenitivi in presenza di tosse.

La pianta di Borragine è utilizzata tradizionalmente anche per uso alimentare; l'uso popolare riguarda soprattutto i gambi e le foglie, considerati commestibili e utilizzati da tempi remoti per il loro gusto che ricorda il cetriolo, le foglioline giovani nelle misticanze in insalata, e inoltre per realizzare minestroni, frittate, risotti, timballi, ripieni per paste fresche e i pansotti liguri, stufati in padella come contorni, avendo l'accortezza di lessarli prima per eliminare la peluria ispida. I fiori sono utilizzati freschi o canditi per decorare dessert o fritti in pastelle dolci.


Precauzioni d'uso



Riguardo l'uso commestibile e officinale della Borragine è necessario sottolineare che le parti aeree della pianta (ma non i semi) contengono, come detto, come meccanismo di difesa contro animali erbivori e insetti fitofagi, alcaloidi pirrolozidinici nocivi per il fegato, che dovrebbero essere assenti o al massimo tollerati con un limite di rilevabilità di 4 mcg/kg, benché la Borragine sia usata come abbiamo detto fin da tempi antichi nell'alimentazione umana.

Per cui allo stato attuale è sconsigliato l'uso officinale terapeutico delle parti aeree della pianta (non dei semi), particolarmente in integratori (per disposizione del Ministero della Salute), mentre è ammesso l'uso di olio di Borragine estratto dai semi, e inoltre è sconsigliato l'utilizzo alimentare di tutta la pianta cruda, ma solo cotta e in quantità moderata, per l'impossibilità di definire contenuti precisi di tali alcaloidi, specie per le piante selvatiche raccolte in modo spontaneo.

L'olio di Borragine è sconsigliato in associazione a farmaci anticolagulanti per la sua azione fluidificante del sangue. Inoltre per la presenza di acido erucico (Omega-9), che ad alte dosi può avere affetti avversi, è necessario rispettare le dosi consigliate, in particolare nei bambini.
Il Ministero della Salute ammette integratori di olio di Borragine estratto dai semi, ma vieta l'uso di fiori e foglie negli integratori (per la presenza, come abbiamo detto, degli alcaloidi pirrolizidinici).
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