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Luppolo

Luppolo
Il Luppolo, Humulus lupulus, è una pianta erbacea lianosa perenne, appartenente alla famiglia delle Cannabaceae (o Cannabinaceae), latifoglia e caducifoglia, dal forte rizoma ramificato da cui partono fusti volubili annuali, cavi e sinistrorsi, che in una sola stagione possono raggiungere anche una lunghezza di 7-10 metri, con foglie di forma palmato-lobata simili nell'aspetto a quelle della Vite rampicante.

E' una pianta di origine asiatica, a distribuzione euroasiatico-nordamericana, attualmente coltivata anche in Australia e in Sud America.
Il Luppolo è presente come pianta spontanea anche nell'Italia peninsulare e insulare, specialmente al nord, dal livello del mare fino a un'altitudine di 1200 metri, predilige terreni umidi, ricchi di sostanza organica, pur adattandosi anche ad altri tipi di terreni, da sabbiosi ad argillosi.

Il Luppolo è una pianta dioica, in quanto i fiori maschili, infiorescenze a pannocchia bianco-giallognole, e i fiori femminili, che formano infiorescenze dette strobili o coni di colore giallo-verde chiaro, sono portati da piante diverse.
La pianta è nota perché i suoi fiori sono utilizzati nel processo di produzione della birra, alla quale il Luppolo conferisce un aroma tipico, amarognolo e aromatico, consuetudine introdotta dai tedeschi nel IX secolo sia per il gusto amaro-aromatico che come conservante.

L'etimologia del nome di genere Humulus non è certa, per alcuni deriverebbe da humeo ("essere umido"), per la predilezione di suoli umidi della pianta; quello di specie lupulus farebbe riferimento, secondo Plinio il Vecchio nel suo De Rerum Natura, al termine Lupus Salicarius (lupo dei Salici) per la tendenza del Luppolo di soffocare, come fa il lupo con le pecore, i Salici sui quali si arrampica per sostenersi, essendo una pianta lianosa.

I germogli delle giovani piante di Luppolo hanno un sapore amarognolo che ricorda gli asparagi, e come tali sono mangiati, sia semplicemente lessati e conditi con olio, sale e pepe, o per arricchire minestre, risotti e frittate; in alcune regioni come in Veneto sono chiamati bruscàndoli, sono ipocalorici e sembrano avere proprietà tonificanti, digestive, rinfrescanti, diuretiche, lassative, e purificanti per il fegato, se utilizzati come decotto.


Proprietà e Indicazioni



La droga, cioè la parte di pianta contenente i principi attivi officinali, è costituita dalle infiorescenze femminili e dalla polvere dorata e resinosa secreta dalle ghiandole che le ricopre, la luppolina, che contiene resine, e un olio essenziale composto da mircene, limonene, fellandrene, pinene, alcol monoterpenici (linalolo, nerolo, geraniolo) e alifatici, aldeidi, cetoni, esteri.

Nel Luppolo sono state identificate nel complesso circa 150 sostanze aromatiche, fra cui resine, sostanze amare (umulone, lupulone), flavonoidi (rutoside, quercitroside), antociani, polisaccaridi, sostanze minerali (sali di potassio), tannini, amine, pectine, tracce di istamina.

Le attività principali svolte dal Luppolo sono rilassanti, sedative e favorenti il sonno, fitoestrogeniche, anafrodisiache maschili, spasmolitiche, amaro-toniche e digestive, batteriostatiche.
Le proprietà anafrodisiache maschili del Luppolo erano utilizzate in passato nei conventi, dove era somministrato ai monaci per calmare gli stimoli sessuali.

L'uso prevalente attuale del Luppolo, per il suo contenuto in fitoestrogeni, è quello relativo ai disturbi correlati alla menopausa, alla dismenorrea, e all'ipereccitabilità sessuale maschile.
E' utilizzato inoltre in prodotti naturali utili per favorire la floridezza e il turgore del seno femminile.

Indicato anche negli stati di tensione, irrequietezza e ipereccitabilità nervosa, contro l'insonnia di origine nervosa e ansiosa, come riequilibrante del sistema nervoso, e in presenza di dispepsie digestive come stomachico per stimolare l'appetito, nella dispepsia nervosa, e per la sua azione stabilizzante contro l'ipereccitabilità riflessa dell'apparato digerente e in particolare dello stomaco, del quale stimola l'attività secretrice ghiandolare e tonifica la muscolatura gastrica, riequilibrando e sciogliendo gli spasmi e contestualmente riducendo l'atonia digestiva, contrastando perciò sia la condizione di spasmo che la condizione di astenia.

Secondo alcuni autori l'azione sedativa e soporifera dei composti del Luppolo come lupulone e umulone, ai quali è attribuita tale proprietà, si manifesterebbe con maggiore attività se inalati, e infatti la tradizione popolare consiglia di dormire su un guanciale imbottito di coni di Luppolo se si soffre di insonnia.

Tale effetto si manifesta anche durante la raccolta dei coni del Luppolo nelle le persone sensibili, le quali possono manifestare qualche disturbo, come sonnolenza o cefalea, a causa dell'esposizione continua ai principi attivi che si sprigionano dai suoi fiori, che hanno un odore forte e aromatico, molto penetrante. La presenza di sostanze ormono-simili con attività fitoestrogenica trova conferma anche nelle donne addette alla raccolta dei fiori femminili del Luppolo, che subirebbero una influenza ormonale dalla loro inalazione, manifestando la comparsa di mestruazioni già solo due giorni dopo l'inizio della raccolta, a prescindere dall'effettivo periodo del loro ciclo mestruale.

In cosmetica, preparati come shampoo, creme o unguenti a base di fiori di Luppolo svolgono un'azione lenitiva, dermoprotettiva, blandamente anestetica e antipruriginosa, utili anche in presenza di piaghe torpide che cicatrizzano lentamente.


Precauzioni d'uso



Il Luppolo, per la sua azione fitoestrogenica, è sconsigliato in gravidanza, allattamento, nell'infanzia, in caso di assunzione di estrogeni di sintesi e nelle donne che hanno subito una mastectomia.
Per la sua azione sedativa sul sistema nervoso, il Luppolo è sconsigliato, specie ad alti dosaggi, in associazione ai farmaci antidepressivi e sedativi, per un possibile effetto-somma che può causare sonnolenza, vertigini, nausea, cefalea.
Per il suo effetto inibitore sulla sfera sessuale, è da evitare una assunzione prolungata nei maschi.
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