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Acerola

Acerola
Il nome Acerola indica tre piante, i cui nomi scientifici Malpighia glabra, Malpighia punicifolia e Malpighia emarginata, si riferiscono a tre specie simili dal punto di vista botanico, appartenenti alla famiglia delle Malpighiaceae, originarie delle Indie Occidentali e dell'America tropicale, accomunate dal frutto simile a una ciliegia chiamato Acerola come le piante, tanto che di frequente le tre specie sono ritenute sinonimi.

Per la precisione in passato, secondo il botanico e tassonomista britannico B.Carrington e il botanico statunitense R.M.King, la pianta era nota con i sinonimi M. glabra e M. punicifolia, ma recenti studi tassonomici hanno portato all'identificazione di Malpighia emarginata come nome scientifico e specie principale.

Tuttavia nel mercato agricolo e negli integratori, i tre nomi sono usati in modo intercambiabile con riferimento generico all'Acerola, anche se la M. emarginata è considerata comunque la specie più coltivata, che fornisce la maggior parte dei frutti di Acerola per scopi commerciali.

La Malpighia punicifolia fu importata per prima dalle Antille intorno al 1690, ma la conoscenza dell'Acerola in Europa si consolidò nella prima metà del secolo XVIII, quando vennero importate nello spazio di una ventina d'anni tutte le specie del genere Malpighia, circa mezza dozzina, attualmente coltivate nel continente Europeo soprattutto a scopo ornamentale, in particolare la specie più diffusa Malpighia glabra, dall'abbondante fioritura che in condizioni ottimali di acqua e temperatura si protrae ininterrottamente dalla primavera all'estate.

Anche questa varietà di Acerola è apprezzata per la produzione dei frutti, drupe rosse simili a ciliegie dalla polpa carnosa e dal sapore acidulo e fruttato, asprigno per l'alto contenuto in vitamina C, che quando sono acerbi è fino a 50 volte superiore a quello degli agrumi.

I frutti dell'Acerola (che non sono imparentati con le vere Ciliegie, appartenenti alla famiglia delle Rosaceae) sono conosciuti per il loro aspetto col nome di "Ciliegie delle Antille", o "Ciliegie delle Indie Occidentali", o anche "Barbados Cherry" in Inghilterra, o ancora "Escobillo" in Spagna.
Il frutto, di circa 1-2 cm di diametro con la buccia rosso brillante sottile e lucida, è suddiviso internamente in 3 spicchi similmente agli agrumi e contiene 3 semini legnosi.

Il nome di genere Malpighia fu dedicato da Linneo al celebre medico naturalista italiano Marcello Malpighi (1628-1694), professore dell'Ateneo bolognese.
I tre nomi di specie richiamano tre caratteristiche delle foglie di ciascuna specie, che derivano dal latino e significano: glabra (liscia o priva di peluria), punicifolia (con foglie simili al Melograno, Punica granatum) e, infine, emarginata (foglia con una incisione all'apice).

L'Acerola è un folto arbusto sempreverde o un piccolo alberello alto da 2 a 5 metri, con radici superficiali poco profonde, per cui risente dei venti forti; vegeta nei climi tropicali su suoli fertili, sabbiosi e ben drenati, prediligendo temperature di 20-30 °C e una esposizione in pieno sole; teme il gelo.

Produce foglie di colore verde scuro dalla forma ovale-lanceolata e picciolo corto, lucide, dotate talvolta di una peluria sottile estesa anche ai rami giovani.
I fiori, piccoli e profumati, riuniti in infiorescenze a grappolo (racemo), di colore variabile dal rosa pallido al viola lavanda, producono quantità limitate di nettare, ma polline copioso e ghiandole oleifere che attirano specifiche api selvatiche solitarie del genere Centris e Epicharis, molto attive come impollinatrici che garantiscono l'impollinazione e la fecondazione dei fiori.

L'impollinazione può essere anche autoimpollinante nello stesso fiore, ma l'impollinazione crociata fra piante diverse garantisce una produzione più copiosa di frutti; in considerazione di ciò, è opportuno che le colture di Acerola avvengano con più arbusti contigui.


Proprietà e Indicazioni



La parte dell'Acerola dotata di proprietà officinali è il frutto, soprattutto per il suo contenuto in vitamina C (acido ascorbico), che ha proprietà antiossidanti contro i radicali liberi, svolge un ruolo importante nelle risposte immunitarie allo stress e alle infezioni batteriche e virali, potenziando le difese dell'organismo.

La vitamina C inoltre migliora l'assorbimento del ferro, contribuendo a contrastare stanchezza fisica e mentale, è capillaroprotettiva e migliora la salute e l'elasticità della pelle, stimolando la produzione endogena di collagene.
Per l'alto contenuto di acido ascorbico il consumo dei frutti di Acerola, o gli integratori che contengono i suoi estratti, sono indicati in presenza di sindromi influenzali, astenia, debolezza, convalescenza, carenze vitaminiche.

La vitamina C è presente nell'Acerola in percentuali elevate, da 1000 fino a 4500 mg per 100 gr, tra le più alte fra le fonti vegetali, variabili secondo le cultivar e l'ambiente in cui le piante crescono, il grado di maturazione, le lavorazioni a cui i frutti sono sottoposti e la loro conservazione.

Il consumo quotidiano di alcuni frutti di Acerola, proprio in rapporto alla loro ricchezza in vitamina C, può garantire il fabbisogno giornaliero medio di questa vitamina nell'individuo adulto, garantendone un apporto in forma naturale e non sintetica, ma data la sua rapida deperibilità l'Acerola è consumata fresca solo nei luoghi di produzione, mentre altrove i frutti sono disponibili in varie forme, come integratori in capsule, compresse o polveri; inoltre gli estratti di Acerola sono spesso associati in diversi integratori ad altri componenti bioattivi, che sono potenziati e resi più assimilabili proprio dalla la presenza rilevante della vitamina C (es. funghi medicinali della Medicina Tradizionale Cinese).

L'Acerola contiene, oltre a quantità ragguardevoli di vitamina C, anche altri composti bioattivi come carotenoidi, bioflavonoidi, polifenoli fra cui antociani, che ne accrescono il potenziale antiossidante contro lo stress ossidativo e i danni derivati dai radicali liberi; e inoltre tannini, sali minerali come calcio, ferro, fosforo, potassio, quantità significative di provitamina A, vitamine B1, PP (B3 o Niacina), B6, che rendono nel complesso l'Acerola un vero superfood, utile anche per proteggere la retina e la vista migliorando la visione crepuscolare e notturna, grazie alla provitamina A.

Nell'uso tradizionale popolare, l'Acerola è usata nell'America centrale e meridionale come "super-frutto" tonificante contro la spossatezza, come astringente in caso di diarrea, nei problemi respiratori per alleviare i sintomi di allergie, raffreddore, tosse, mal di gola, e per problemi epatici.

Per il suo contenuto in vitamina C l'Acerola era inoltre utilizzata fin dal XVI secolo dai marinai per prevenire lo scorbuto, grave malattia causata da prolungata carenza di vitamina C, come avveniva anticamente nei lunghi viaggi per mare quando si esaurivano i cibi freschi, per l'incapacità del nostro organismo di sintetizzare e immagazzinare tale vitamina, che deve necessariamente essere assunta quotidianamente con l'alimentazione.

Oltre che come frutto fresco, quando disponibile, e come integratore di vitamina C, l'Acerola è utilizzata anche in ambito culinario: si può consumare sotto forma di polpa o purea come base per smoothie, frullati e yogurt, come succo, da sola o miscelata ad altri frutti, e per confezionare confetture, granite, gelati e sciroppi dal sapore acidulo.


Precauzioni d'uso



Le alte percentuali di vitamina C, di cui l'Acerola è ricca, possono ostacolare l'attività disinfettante urinaria per l'interazione con i disinfettanti idrochinonici (come Uva ursina e Corbezzolo).
Data la sua acidità, ne è consigliato un consumo moderato in presenza di gastrite o acidità gastrica.

La corteccia dell'arbusto di Acerola, sebbene utilizzata tradizionalmente in America latina come astringente e contro le febbri, non è ammessa per uso interno negli integratori alimentari per la mancanza di studi sul suo utilizzo e sulla sua sicurezza.
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