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Dalla Newsletter del Maggio 2019
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I RIMEDI NATURALI CONTRO I DISTURBI DEL CICLO MESTRUALE

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I disturbi del ciclo mestruale
Il ciclo mestruale è un evento fisiologico dell'apparato riproduttivo femminile, che consiste in una serie di modificazioni degli equilibri ormonali, i quali determinano una successione di eventi periodici nell'organismo della donna, a partire dalla pubertà con il primo ciclo mestruale, chiamato menarca (dal greco men = mese e arkhé = inizio), che si verifica nelle adolescenti approssimativamente fra i 10 e i 15 anni, età influenzata da molteplici fattori: genetici, ambientali, climatici, costituzionali, familiari, nutrizionali, ecc.

La funzione del ciclo mestruale è collegata alla fertilità e quindi all'attività ovarica e alla produzione di cellule uovo (ovociti) che, se fecondati, daranno origine ad una gravidanza e alla nascita di un nuovo organismo. Al contrario, se non avviene la fecondazione, nell'organismo femminile si verifica una variazione degli equilibri ormonali, che causa il deterioramento e il successivo sfaldamento del tessuto superficiale interno della mucosa uterina, o endometrio, che determina la sua espulsione, insieme alla cellula uovo non fecondata, grazie al fenomeno chiamato appunto "mestruazione" (dal latino menstruatio = mensilità), termine più spesso usato al plurale "mestruazioni", la cui più palese manifestazione è una perdita di sangue attraverso il canale vaginale per una durata variabile, in ciascuna donna, da due a sette giorni, con una media di cinque.
Questo fenomeno si manifesta ciclicamente, ogni mese, e da ciò "ciclo mestruale", con un intervallo approssimativo di circa 28 giorni, con variazioni individuali in più o in meno, da 21 a 35 giorni circa, secondo la peculiarità di ciascun organismo femminile o per l'influsso di numerosi fattori, come lo stress, l'alimentazione, il peso corporeo, il clima, ecc. La quantità di sangue emesso con le mestruazioni è variabile fra circa 20-70 ml (in media 35 ml); quando, per varie cause, il flusso è eccessivamente abbondante, oltre gli 80 ml, è definito ipermenorrea (dal greco iper = oltre; mén = mese; rhèo = scorro), se al contrario è molto scarso, inferiore a 20 ml, e di breve durata si parla di ipomenorrea (dal greco ipo = sotto).

Oltre ai periodi fisiologici in cui le mestruazioni non si manifestano (amenorrea) come la pre-pubertà, la gravidanza, l'allattamento, la menopausa, si possono verificare casi particolari non fisiologici in cui le mestruazioni mancano del tutto. Si parla di amenorrea primaria se dopo i 16-18 anni non è ancora comparso il menarca, o per motivi genetici costituzionali, o per malformazioni anatomiche, oppure per cause patologiche; in caso di interruzione temporanea, per almeno tre mesi, delle mestruazioni l'amenorrea è definita secondaria e può avere numerose cause, come anoressia ed eccessivo dimagrimento, o disordini ormonali, ecc. Con la menopausa, che si manifesta mediamente fra i 45 e i 55 anni, il ciclo mestruale si arresta e le mestruazioni cessano, dopo un periodo di transizione in cui si hanno delle irregolarità mestruali, che indicano il cambiamento dell'attività delle ovaie in atto.

Calendula
Calendula
E' abbastanza frequente che, in concomitanza con le mestruazioni, nell'organismo femminile si manifestino alcuni disturbi, sia circoscritti al solo periodo mestruale, sia estesi anche alle due settimane che lo precedono.
Il termine medico che definisce i disturbi che si manifestano durante le mestruazioni è dismenorrea (dal greco dys =difficile, mén = mese, e rhèo = scorro), la cui manifestazione tipica sono i dolori intensi, solitamente di tipo crampiforme, a carico del basso ventre, spesso accompagnati da mal di schiena, cefalea, sensazione di gonfiore addominale, stipsi o diarrea, e, nei casi più problematici, anche nausea, vertigini, sudorazione profusa, più raramente vomito.
La dismenorrea è definita primaria, ed è la più comune, quando alla base non si riconoscono cause patologiche specifiche, se non le contrazioni spastiche dell'utero il quale, forse per un eccesso di prostaglandine (sostanze che stimolano la muscolatura uterina), subisce dolorose contrazioni crampiformi delle sue fibre muscolari che, comprimendo i vasi sanguigni contigui, ostruiscono temporaneamente il flusso sanguigno e l'apporto di ossigeno destinato all'utero stesso: sembra che sia proprio l'ipossìa tissutale, cioè la carenza di ossigeno che si determina nel tessuto uterino, la responsabile del dolore. E' chiamata dismenorrea secondaria, o organica, se è correlata a patologie dell'apparato riproduttivo che necessitano di specifici accertamenti medici, come i fibromi uterini o l'endometriosi, che in questo contesto non saranno oggetto di trattazione.
La dismenorrea è più frequente nelle giovani donne con un'età inferiore ai 20 anni, o che hanno avuto il menarca prima degli 11 anni, o che hanno mestruazioni particolarmente abbondanti o irregolari, oppure se non hanno mai avuto figli, poichè infatti solitamente dopo un parto la dismenorrea regredisce; o ancora in caso di familiarità, quando cioè anche le madri hanno sofferto di dismenorrea, e inoltre nelle donne fumatrici.

Si definisce "sindrome premestruale" (PMS) l'insieme di manifestazioni spiacevoli che possono palesarsi approssimativamente nei 7-15 giorni che precedono le mestruazioni, in forma più o meno accentuata secondo il soggetto, specie se è geneticamente predisposto, con astenia, irritabilità, sbalzi di umore, tendenza alla malinconia con pensieri negativi, cefalea, acne, tensione mammaria, dolore al seno (mastodinia), ritenzione idrica, cellulite, aumento di peso, fame nervosa e desiderio di cibi dolci, alterazioni del sonno.

Borsa del pastore
Borsa del pastore
In caso di dismenorrea è buona norma stare a riposo e applicare sull'addome una fonte di calore, come una borsa di acqua calda o un sacchetto termico da scaldare in forno o al microonde contenente semi di Grano, Lino, Uva, o noccioli di Ciliegie, per alleviare la dolorabilità addominale, quando non sia eccessiva.
Per alleviare una sintomatologia dolorosa più accentuata si può assumere l'estratto di Calendula, una pianta emmenagoga dall'energica azione regolatrice e calmante dei dolori, nei dieci giorni che precedono le mestruazioni, ogni mese per 4-6 mesi, per favorire un flusso mestruale fisiologico e non doloroso, e agire anche sugli altri sintomi spiacevoli che spesso si accompagnano alle mestruazioni, ripetendo periodicamente, se necessario, il ciclo di assunzione secondo le necessità individuali.
Se il flusso mestruale fosse eccessivo, si può intervenire con l'Amamelide o la Borsa del pastore (Capsella bursa pastoris), piante dalle proprietà astringenti venose, antiemorragiche, emostatiche e astringenti uterine, utili per regolarizzare le mestruazioni con flusso ematico abnorme e contribuire a regolarne la cadenza periodica.
Amamelide e Capsella bursa pastoris sono utili anche durante la premenopausa, quando iniziano a palesarsi le irregolarità mestruali, spesso con manifestazioni emorragiche, che preludono alla menopausa conclamata che porterà alla sospensione definitiva delle mestruazioni.
In caso di mestruazioni abbondanti si possono verificare carenze di ferro, per le quali è consigliabile assumere integratori da fonti organiche di ferro, caratterizzato da un'elevata disponibilità e da un apprezzabile assorbimento intestinale, preferibilmente associato alla vitamina C, che ne aumenta la disponibilità e lo rende più assimilabile. Inoltre la Vitamina B12 e l'Acido Folico, che contribuiscono alla formazione dei globuli rossi e dell'emoglobina, concorrono alla riduzione del senso di affaticamento, della stanchezza e dell'astenia, tipiche delle donne affette da carenza di ferro, che può causare anche una importante e inusuale caduta dei capelli, rendendoli deboli e sfibrati, fatto che, se associato ad astenia, frequenti mal di testa, pallore e irritabilità, può confermare il sospetto di una carenza di ferro in atto. In tutti questi casi è opportuna una sua integrazione protratta per un tempo adeguato, solitamente per diversi mesi ininterrottamente, vista la difficoltà con cui questo minerale viene assorbito, e tenendo conto che la sua perdita mensile con le mestruazioni rende più lenta la normalizzazione dei valori ematici del ferro. E' importante verificare mediante le analisi, oltre ai valori ematici del ferro, anche i valori della ferritina, una proteina che contiene quantità significative di ioni ferro e funge da deposito di riserva, e il cui valore ematico rivela la reale quantità di ferro presente nei depositi dell'organismo, in particolare nel fegato.

Agnocasto
Agnocasto
I rimedi appena descritti, tuttavia, non influiscono particolarmente sulle manifestazioni psicosomatiche correlate all'umore, perciò quando è necessario si può opportunamente intervenire, sia per la dismenorrea che per la sindrome premestruale, con una integrazione fitoterapica naturale specifica, che abbia lo scopo di riequilibrare le fluttuazioni ormonali di estrogeni e progesterone tipiche del periodo mestruale, che causano a loro volta squilibri nei livelli di serotonina, il neurotrasmettitore che influenza il tono dell'umore, ma può anche cagionare svariati disturbi somatici come il gonfiore addominale, essendo l'intestino particolarmente dotato di recettori della serotonina.
La pianta di elezione è certamente l'Agnocasto, Vitex agnus castus, contenente flavonoidi, oli essenziali, iridoidi glucosidici, la cui attività in tal senso è stata validata da recenti studi scientifici per la sua azione fitoprogestinica capace di modulare la sintesi endogena di progesterone, normalizzandone i livelli con conseguente fisiologica regolarizzazione del ciclo mestruale. Per la sua azione normalizzatrice l'Agnocasto è indicato di conseguenza in numerose manifestazioni anomale correlate al ciclo mestruale come la dismenorrea, l'amenorrea, le irregolarità del ciclo mestruale, sia troppo breve che troppo lungo, o con un flusso scarso oppure eccessivo.
Nella sindrome premestruale l'Agnocasto contribuisce ad alleviare i disturbi come la cefalea, la ritenzione idrica e la tensione mammaria che provoca dolore al seno, le manifestazioni acneiche a carico della pelle, evita il senso di spossatezza, l'astenia, la malinconia, riduce l'ansia e l'irritabilità, migliora l'umore, evitandone gli sbalzi repentini, e la qualità del sonno.
Per la sua azione simil-progestinica l'Agnocasto è consigliato anche come coadiuvante nel periodo della menopausa per mitigare le vampate di calore e la sudorazione notturna; e inoltre, insieme all'Igname (Dioscorea villosa), in caso di cisti ovariche, polipi uterini, endometriosi, purché sotto controllo medico che ne valuterà l'effettiva azione in ciascun caso particolare.
Per un'azione incisiva sulla sindrome premestruale è consigliabile assumere l'Agnocasto in modo costante senza effettuare pause per almeno 5-6 mesi, anche se i primi benefici si avvertono già dopo alcune settimane di utilizzo; infatti l'assunzione limitata ai soli 15 giorni che precedono le mestruazioni dà risultati meno soddisfacenti. Se i benefici tardano a manifestarsi non bisogna scoraggiarsi, ma è opportuno proseguire per almeno due cicli per poterne valutare l'effettiva efficacia. Dopo 6 mesi si può provare a ridurre il dosaggio e la frequenza dell'assunzione, per verificare se l'organismo abbia raggiunto un equilibrio ormonale abbastanza stabile: se tuttavia i sintomi dovessero ripresentarsi, si può proseguire il trattamento ancora per qualche mese, o ripeterlo periodicamente secondo le necessità individuali.

Enotera
Enotera
All'Agnocasto è utile associare vantaggiosamente integrazioni costanti e cospicue di Magnesio, per un effetto più marcato sull'irritabilità, l'agitazione, l'insonnia, la ritenzione idrica caratteristica dei giorni precedenti il ciclo mestruale, e inoltre la vitamina B6, la cui carenza, abbastanza comune, può influire riducendo i livelli di alcuni neurotrasmettitori, come serotonina, dopamina e noradrenalina, determinando sbalzi di umore, nervosismo, depressione, e una maggior sensibilità muscolare.
Sembra che anche la carenza di Zinco possa influire sulle manifestazioni correlate alla sindrome premestruale, per la sua azione stimolante sulla produzione di progesterone.
Inoltre è ormai dimostrato che l'assunzione frequente di supplementi di acidi grassi essenziali come l'acido linolenico (GLA) e linoleico, può far regredire fino ad annullarli i sintomi infiammatori provocati dalle estreme variazioni ormonali che l'organismo femminile subisce durante il ciclo mestruale, e che possono causare i disturbi caratteristici della sindrome premestruale. Gli acidi grassi essenziali linoleico e linolenico sono sintetizzati in particolare nell'olio dei semi di Borragine ed Enotera, e poiché essi sono i precursori delle prostaglandine che regolano i processi ormonali femminili, queste piante costituiscono una risorsa ottimale per la salute fisica e mentale della donna, sia durante il periodo fertile che durante la menopausa. Gli acidi grassi essenziali contenuti nell'olio di Enotera e Borragine, assunti con regolarità, alleviano i disturbi del ciclo mestruale, leniscono il dolore e attenuano la tensione mammaria, il gonfiore addominale, la ritenzione idrica, oltre a ridurre il mal di testa, l'irritabilità, l'ansia e lo stato depressivo che spesso si associano alla sindrome premestruale, o alla menopausa, rendendo talvolta difficile la quotidianità.
Altre piante antinfiammatorie indicate in generale in caso di amenorrea e dismenorrea sono la Salvia, emmenagoga ormonale, e la Damiana, che rafforza il sistema ormonale femminile.

Griffonia
Griffonia
Per un effetto più significativo sui disturbi psicosomatici, quando sono particolarmente accentuati e raggiungono una gravità tale da influire anche sulla vita di relazione, sia in famiglia che al lavoro, si può utilizzare, in associazione agli altri integratori, anche la Griffonia, pianta tradizionalmente impiegata per elevare i livelli di serotonina tramite l'apporto del suo precursore endogeno 5-HTP (5-hidrossitriptofano), il quale agisce come un antidepressivo naturale, contrastando il cattivo umore, riducendo la fame nervosa e il desiderio di cibi dolci. Inoltre, poiché riesce a superare la barriera ematoencefalica, la Griffonia è valida anche contro la cefalea, per contrastare la quale può essere utile anche un apporto di fitoterapici antinfiammatori specifici, come il Partenio, che svolge un'azione emmenagoga, normalizzante del ciclo mestruale e anticefalalgica; o l'Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), antinfiammatorio e analgesico, che riduce anche la sensibilità agli stimoli contrattili e gli spasmi della muscolatura uterina; oppure il Salice bianco, pianta analgesica, antinfiammatoria, antispasmodica e antinevralgica; e ancora il Ribes nero, antinfiammatorio dall'azione simil-cortisonica, e lo Zenzero, che riduce gli stati di tensione localizzati.

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