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Tiarè (Gardenia tahitensis)

Tiarè (Gardenia tahitensis)

La Gardenia tahitensis è un arbusto, o piccolo alberello, appartenente alla famiglia delle Rubiaceae, che secondo alcuni autori annovera fino a 6000 specie.
La Gardenia tahitensis vive nei climi tropicali, dove la temperatura minima non scende mai al di sotto dei 10°C. La coltivazione al di fuori delle zone tropicali è molto difficile, poiché questa specie è molto sensibile alle basse temperature; inoltre, teme i terreni calcarei, mentre ama i terreni leggermente acidi e ricchi di humus: sono particolarmente favorevoli al suo sviluppo i fertili terreni vulcanici delle isole Polinesiane, nell'oceano Pacifico meridionale, dove la Gardenia tahitensis è autoctona ed è considerata il fiore nazionale, emblema dell'isola di Tahiti e di tutta la Polinesia francese.
La pianta presenta foglie grandi, lisce e lucide, di colore verde scuro nella pagina superiore, più chiaro in quella inferiore; i fiori, chiamati Tiarè, sono grandi, bianchissimi e dall'aspetto ceroso, per cui spiccano sul verde intenso delle foglie. Essi sbocciano la sera e soprattutto nelle ore notturne emanano una fragranza esotica, sottile e penetrante, molto caratteristica e gradevole, che pervade i luoghi circostanti.
Il nome Tiarè fa riferimento probabilmente al termine tiàra, cioè corona, per la forma dei fiori, la cui corolla è dotata di un lungo tubulo, e ricorda il copricapo di certi dignitari, come ad esempio la tiàra del papa.
Il Fiore di Tiarè è chiamato anche "Fleur de Candolle" (Fiore di Candolle), in onore del celebre botanico e naturalista svizzero Augustin Pyramus de Candolle (1788-1841).
Secondo le antiche tradizioni locali, ancora oggi è costume delle donne Tahitiane, chiamate Vahine, adornarsi il capo e il collo con i fiori di Tiarè, intrecciati a formare ghirlande che pongono anche attorno al collo dei visitatori come profumato omaggio in segno di benvenuto.
Con i fiori di Tiarè ancora in boccio, a Tahiti si produce un olio vegetale profumato, mediante l'antica tecnica dell'"enfleurage", che consiste nel far macerare i fiori nell'olio di copra, cioè l'olio che si estrae dalla polpa disidratata della noce di Cocco, Cocos nucifera, fino a farlo saturare della loro fragranza.
Alla fine del processo, che dura circa due settimane, si separa un olio chiamato "Monoi di Tahiti", che sarà particolarmente impregnato dell'intensa profumazione del fiore di Tiarè.
Il termine Monoi nella lingua polinesiana significa "olio profumato" e si presenta liquido, ma al di sotto dei 22 gradi solidifica, salvo ritornare allo stato liquido sulla spiaggia al calore del sole.

Proprietà e Indicazioni
Presente nella farmacopea tradizionale tahitiana, il Tiarè è utilizzato soprattutto per la preparazione del profumato Monoi, ricco di vitamina E, dall'azione antiossidante, che limita la formazione di radicali liberi, fra le maggiori cause dell'invecchiamento della pelle.
Il Monoi è utilizzato regolarmente da tutta la popolazione tahitiana per la cura del corpo e dei capelli, per preservare, ammorbidire e idratare la pelle, proteggere, nutrire e lucidare i capelli. Prodotto di bellezza per eccellenza delle donne Vahine, il Monoi era utilizzato anche dai navigatori Maori durante le spedizioni in mare sulle grandi canoe, per proteggersi dal freddo, dai forti venti e dall'acqua salata.
Utilizzato prima, durante e dopo l'esposizione al sole, il Monoi nutre la pelle rallentandone l'invecchiamento, facilita l'abbronzatura ed evita che il sole renda la pelle secca e rugosa, ma anzi la rende morbida e setosa, luminosa e profumata, e, alla fine dell'esposizione solare, la tintarella non scolorirà in modo disomogeneo formando antiestetiche chiazze chiare.
Bisogna tener presente che solitamente il Monoi non ha filtri solari, o li ha piuttosto bassi, perciò deve essere utilizzato da chi ha una pelle bruna, o quando si ha già un minimo di abbronzatura, o in associazione con un filtro solare.
Il Monoi, applicato sui capelli al mare come una sorta di impacco, li protegge dal vento e dalla salsedine, li nutre e ne migliora la struttura, evita che il sole li secchi e li sfibri, specialmente se i capelli sono trattati con tinture, permanenti o decolorazioni; i capelli, dopo lo shampoo risulteranno morbidi e lucenti, setosi e facili da pettinare.
Anche un impacco su mani e piedi renderà le mani più morbide e curate, ed eviterà che i talloni si presentino duri e screpolati.


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