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Piantaggine

Piantaggine

La Piantaggine, Plantago lanceolata, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae, molto diffusa in Italia allo stato spontaneo.
Si ritiene che il nome Plantago derivi dal latino "planta" che indica l'impronta del piede, per la forma ovale, piatta ed allungata delle foglie.
La Plantago lanceolata è chiamata anche Lanciola, Cinquenervi, Mestolaccio, Lingua di cane, Orecchio di lepre, Arnoglossa (dal greco: lingua di agnello), per l'aspetto delle foglie, solcate da 5 nervature parallele molto evidenti, riunite in una rosetta basale aderente al terreno, acàule (priva di fusto), dal cui centro spunta lo stelo fiorale; l'impollinazione è operata prevalentemente dal vento (anemòfila) e la fioritura va da aprile ad ottobre.
La pianta possiede un grosso rizoma, dal cui colletto spuntano sempre nuove foglioline, per cui questa specie ha una grande capacità di rigenerarsi anche se brucata dagli animali erbivori, o colta in grande quantità, poiché è commestibile.
Il frutto è una capsula ovale marrone che, a maturazione, si apre rilasciando uno e due semi bruni di forma ovoidale, molto ricercati dagli uccelli, che aumentano così la diffusione di questa specie assai poco esigente, che vegeta dalla pianura fino a 2000 metri, è comunissima nei prati, ai margini delle strade, fra i ruderi, nei pascoli, nei luoghi incolti, come infestante nei giardini, sia nei luoghi umidi sia in quelli siccitosi.
Dotata di proprietà officinali conosciute già nell'antichità, oggi quest'erba è coltivata in Europa, Asia, Africa settentrionale, Etiopia.
La Plantago lanceolata contiene glucosidi iridoidi (aucubina), flavonoidi (luteolina), mucillagini, tannini, pectine, acido salicilico, sali minerali, soprattutto zinco e potassio, vitamine A, C e K.

Proprietà e indicazioni
Le parti della pianta dotate di proprietà officinali sono le foglie, che si raccolgono prima della fioritura, da giugno ad agosto, quando sono ben sviluppate e ricche di principi attivi.
La Piantaggine ha proprietà bechiche, espettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie, astringenti, indicate soprattutto per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie in genere, come tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, raffreddore da fieno, sinusite, e per le infiammazioni delle mucose della bocca e dell'apparato urogenitale.
Può essere utilizzata sotto forma di infuso o decotto, anche associata ad altre piante balsamiche ed espettoranti come Altea, Malva, Grindelia, Eucalipto, Timo, Elicriso, Lichene islandico; oppure in estratto fluido o in sciroppo, per calmare la tosse e sciogliere il catarro, e come coadiuvante lenitivo e antinfiammatorio in caso di pertosse e asma bronchiale. Le mucillagini contribuiscono all'azione lenitiva stratificandosi sulle pareti delle mucose bronchiali, proteggendole così da ulteriori aggressioni.
Per uso esterno la Piantaggine è lenitiva, antiprurignosa, disarrossante, per cui è indicata in caso di dermatosi, piccole lesioni della pelle, acne rosacea, infiammazioni palpebrali ed oculari anche di natura allergica. Poiché le foglie fresche hanno un'azione antistaminica dovuta all'aucubina, possono essere frizionate, dopo accurato lavaggio in acqua bollita, su punture d'insetti per lenire il prurito e l'infiammazione.
Per il suo alto contenuto in mucillagini, la Piantaggine può essere utilizzata anche in campo cosmetico, come ingrediente di creme idratanti specifiche per pelli secche e disidratate.
La Plantago lanceolata è considerata una pianta sicura e priva di controindicazioni, adatta anche ai bambini; alcuni studi recenti hanno confermato le proprietà officinali attribuite a questa pianta dalle tradizioni popolari.


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