Ginkgo
La droga è costituita dalle foglie del Ginkgo biloba
L. (fam. Ginkgoaceae), albero maestoso, di origini
antichissime, alto fino a 30-40 m., originario della Cina
e del Giappone, dove è coltivato da tempi remotissimi
nei giardini dei templi, perchè ritenuto sacro. È
l'unica specie attualmente vivente ed è la sola
rappresentante della sua famiglia e del suo ordine
(Ginkgoales); sono state trovate tracce fossili del
genere in rocce dell'ultima parte dell'era primaria
(Ginkgo primigenia). La specie è dioica,
quindi ha organi maschili e femminili su individui
diversi. Il nome gli è stato dato dal Kampfer nel 1710,
al ritorno in Europa dall'Estremo Oriente, confondendo e
storpiando i vari nomi locali di "Yn-kuo-tsu",
"Ying-xing", etc., che in genere significano
piede di papera, per la forma delle foglie (che sono
divise in due lobi, da cui il nome biloba). Linneo volle
perpetuare, nel nome botanico, l'interpretazione del
Kampfer. Oltre ad essere stato considerato da Darwin un
fossile vivente, Ginkgo biloba è anche una delle piante
di cui risulti essere stato fatto il più antico uso
medicinale; infatti viene menzionato in un trattato
medico cinese, fatto risalire al 2800 a.C.
Proprietà
Il Ginkgo esplica un'attività protettrice dell'endotelio
vascolare, regolatrice del flusso ematico,
favorente la circolazione, sia periferica che cerebrale.
Svolge anche un'attività antiaggregante
piastrinica, riducendo il rischio
trombotico. Manifesta pure un'azione antiallergica.
Indicazioni
È specialmente indicato nei disturbi vascolari, quali
l'insufficienza cerebrovascolare con deficit
dell'attenzione e della memoria, vertigini, ronzii
auricolari; nell'insufficienza venosa degli arti
inferiori e altre condizioni di fragilità capillare.
L'azione antiallergica si manifesta con una diminuzione
della costrizione bronchiale, tipica dell'asma.
Controindicazioni
È assolutamente controindicata l'assunzione in caso di
terapie con farmaci antiaggreganti piastrinici.
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approfondimento sul Ginkgo su:
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