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La
popolazione dei paesi industrializzati, e in particolare quella italiana, ha subito
in questi ultimi decenni una grande trasformazione: si è passati infatti da una
situazione in cui erano frequenti famiglie con 6-8 figli, così che le numerose
nascite mantenevano la popolazione percentualmente giovane, alla situazione attuale
in cui la natalità media è inferiore a due figli per coppia, tanto che la fascia
di popolazione oltre i 65 anni, circa il 20% del totale, ha superato quella della
popolazione sotto i 15 anni, inferiore al 15%, con gli ultraottantenni che incidono
per il 5%.
Nella nostra Sardegna, soprattutto nei paesi intorno al massiccio del Gennargentu,
la longevità è particolarmente frequente; infatti, sono numerosi gli ultracentenari,
22 per 100.000 abitanti, con un record, nel 2001, ormai "battuto", dell'uomo più
vecchio del mondo vissuto per 113 anni, certificato dal Guinness dei primati.
Questa caratteristica si attribuisce sia a fattori genetici, attualmente allo
studio tramite il progetto A.Ke.A., acronimo delle parole sarde "A Kent'Annos",
augurio che significa "[che tu possa vivere fino...] a cent'anni"; sia alle condizioni
di vita che registrano scarsa presenza di inquinanti ambientali e alimentari.
Le cause dell'invecchiamento della popolazione sono molteplici e vanno dalla riduzione
della mortalità per una migliore situazione sanitaria, all'innalzamento dell'aspettativa
di vita, alla diminuzione delle nascite per le ridotte natalità e fecondità attuali,
al cambiamento del ruolo che le donne hanno assunto nella società moderna, grazie
anche al diffondersi dei contraccettivi, che hanno reso la maternità una scelta
e non un evento ineluttabile e, non ultimo come importanza, all'aumento del costo
della vita.
L'Italia è uno dei paesi più vecchi del mondo, e la speranza di vita è una delle
più alte, con gli oltre 78 anni di vita media per gli uomini, e circa 84 anni
per le donne, che solitamente sono più longeve degli uomini, tranne in Sardegna,
dove gli ultracentenari sono più numerosi fra gli uomini, e non si conoscono ancora
le cause di questa apparente anomalia.
Senza addentrarci ulteriormente in questa analisi, è chiaro che un incremento
nel numero delle persone anziane comporta inevitabilmente un incremento delle
cure mediche loro destinate. Grande importanza riveste in questo campo la prevenzione,
che, se correttamente e capillarmente attuata, potrebbe portare a un notevole
miglioramento della qualità della vita, e non solo dell'età: è auspicabile, infatti,
che l'età avanzata si accompagni a discrete condizioni di salute, sia fisica sia
mentale, e a una vita attiva.
In quest'ambito, la fitoterapia può svolgere un ruolo rilevante, poiché consente
di affrontare, e spesso risolvere in modo delicato, molti di quei disturbi che
sono tipici dell'età avanzata, eventualmente anche come sostegno alle terapie
farmacologiche, delle quali aumenta l'efficacia e consolida i risultati.
Ovviamente, i consigli che seguono non pretendono di sostituire il medico, che
sarà sempre il primo referente, ma sicuramente l'uso delle piante officinali può
aiutare le persone anziane in grado di autogestirsi, o le persone che hanno la
responsabilità della cura di un anziano.
Una
vita condotta in modo salutare è sicuramente un buon punto di partenza per la
gestione dell'età che avanza, per cui è importante mantenere uno stile di vita
positivo, praticando una sana alimentazione e una regolare, seppure moderata,
attività fisica; anche compiere un costante esercizio mentale tramite piacevoli
letture, e praticare gradite relazioni sociali, aiuta a mantenere alto il tono
dell'umore, il che influisce beneficamente anche sull'efficienza del sistema immunitario.
Bisogna ovviamente evitare il fumo e un eccessivo consumo di alcool, essere attenti
al controllo del peso e della pressione arteriosa e a tutti quei fattori di rischio
che possono compromettere la salute.
Alcune situazioni sfuggono alla nostra possibilità di controllo, come lo stress
e l'inquinamento ambientale e alimentare, ed è allora che possiamo intervenire
per tamponare i fattori negativi, con l'uso delle piante officinali.
E' ormai noto che l'invecchiamento è determinato anche dall'alterazione del DNA,
delle membrane cellulari e dei sistemi enzimatici, causata dall'accumularsi dei
radicali liberi, prodotti tossici derivati dalle ossidazioni che avvengono nel
metabolismo cellulare; da essi l'organismo si difende producendo sostanze antiossidanti
endogene, come l'enzima catalasi e la superossidodismutasi (SOD).
Anche gli alimenti contengono sostanze antiossidanti, definite esogene poiché
è necessario introdurle dall'esterno; esse sono capaci di ridurre le ossidazioni
all'interno delle cellule, diminuendo la formazione di radicali liberi.
In natura si trova un gran numero di sostanze che agiscono da antiossidanti. Sono
presenti soprattutto nella verdura e nella frutta, specie quelle dalla colorazione
rossa, gialla, arancione, verde e blu: questi colori segnalano, infatti, la presenza
di polifenoli, come flavonoidi e resverastrolo, di carotenoidi, come licopene
e carotene, di tocoferoli e di antocianine, tutti potenti antiossidanti. Un'alimentazione
ricca di frutta e verdura è quindi raccomandata sempre, e a maggior ragione nell'età
avanzata.
Un'alimentazione ricca di frutta e verdura è dunque la prima strategia per combattere
i radicali liberi, ma poiché con l'età aumenta anche la produzione di radicali
liberi, è utile incrementare l'introduzione di antiossidanti anche con il consumo
di piante che ne sono particolarmente ricche, come la Papaya, il Melograno, il
succo del cui frutto è un potente antiossidante, il Tè verde, il Tè Rosso Rooibos,
l'Aloe vera, gli estratti di semi d'Uva, il Noni. Da esse si ricavano validi integratori
antiossidanti, che possono essere molto utili per rallentare l'invecchiamento.
Anche le spezie come lo Zafferano, la Curcuma e i Chiodi di Garofano contengono
molecole antiossidanti, per cui è bene incrementarne l'uso.
Importantissimi anche gli integratori a base di Acerola e Rosa canina, le piante
più ricche di vitamina C; di Carota, che contiene il prezioso betacarotene, il
precursore della vitamina A; di germe di Grano, da cui si estrae un olio ricchissimo
di vitamina E. Queste tre vitamine, A, C ed E, possiedono, infatti, fra le loro
importanti proprietà, anche una spiccata funzione antiossidante. Poiché è frequente,
inoltre, che le persone anziane, specie se vivono da sole, non si alimentino in
modo completo e variato, può essere utile un periodico supplemento di vitamine
e minerali.
Le
piante officinali ricche di antiossidanti sono spesso utilizzate come trattamento
preventivo contro le degenerazioni che accelerano l'invecchiamento cellulare,
che può cagionare anche importanti malattie, come l'aterosclerosi: essa è causata
dall'ossidazione del colesterolo LDL (quello definito "cattivo"), che forma all'interno
delle arterie placche aterosclerotiche che possono ostruirle, causando infarto
e ictus.
Bisogna mantenere adeguati livelli di colesterolo e di trigliceridi, se è il caso
anche con l'aiuto di integratori ricchi di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega
6, che si trovano in alta percentuale nei semi di Lino e nell'olio di pesce; anche
il Riso rosso fermentato fornisce molecole molto valide per incrementare i livelli
di HDL, o colesterolo "buono", mantenendo basso il livello di quello LDL.
Un'altra categoria di piante officinali utili nella terza età è quella delle piante
adattogene, intendendo con questo termine le piante come il Ginseng, l'Eleuterococco,
la Rodiola, il Guaranà, la Schisandra, capaci di aumentare la resistenza e la
capacità di adattamento dell'organismo agli agenti stressanti, e alle condizioni
sfavorevoli di qualunque origine.
Le piante adattogene migliorano l'umore, stimolano la memoria e forniscono energia,
sia fisica sia mentale, sono tonificanti e rinvigorenti, aumentano le difese immunitarie,
sono antiossidanti, e nel lungo termine migliorano il benessere generale in condizioni
degenerative come quelle legate all'invecchiamento, aiutando a prolungare la vita
attiva.
Molto
importante nella terza età è l'uso regolare di Ginkgo biloba, antichissima pianta
che svolge un'attività protettrice delle pareti interne delle arterie, con una
contemporanea azione fluidificante del sangue che favorisce la circolazione sanguigna,
in particolare a livello cerebrale e urogenitale, per cui è particolarmente indicata
come coadiuvante nell'insufficienza cerebro-vascolare, specie quando vi sia un
deficit dell'attenzione e della memoria, o nella disfunzione erettile.
Il miglioramento della circolazione cerebrale è utile per mantenere integre più
a lungo le funzioni cognitive e talvolta permette anche una regressione degli
acufeni, che in età avanzata sono abbastanza frequenti, se essi dipendono da cattiva
circolazione a livello dell'orecchio interno.
L'azione antiaggregante piastrinica del Ginkgo è controindicata se si stanno già
assumendo farmaci anticoagulanti, dei quali può potenziare l'azione in modo incontrollabile;
in questo caso è necessario quindi consultare il proprio medico, prima di assumere
integratori a base di Ginkgo biloba.
Un problema molto sentito, quando l'età avanza, è quello dell'artrosi. Questa
affezione infatti è caratteristica delle persone anziane, poiché l'artrosi è una
malattia a carattere degenerativo, che comporta l'usura delle cartilagini, con
conseguente infiammazione e dolore, e nella sua forma più esasperata anche invalidità,
specie se interessa le ginocchia, le anche o le mani.
Contro questa così diffusa e penosa malattia, la fitoterapia può dare un aiuto
notevole: piante come l'Artiglio del diavolo, il Ribes nero, l'Uncaria, l'Aloe
vera, la Boswellia, hanno proprietà antinfiammatorie, il cui effetto è forse più
lento rispetto ai farmaci di sintesi, ma al contrario di questi, spesso molto
deleteri per la mucosa dello stomaco, le piante possono essere assunte per lunghi
periodi senza riceverne danni. L'analgesico di sintesi, inoltre, è sì più immediato
come effetto, ma la sua azione dura qualche ora, mentre l'efficacia delle piante
è più duratura, proprio perché la loro assunzione può essere protratta più a lungo.
Le
piante antinfiammatorie si utilizzano sia per uso interno sia per uso locale,
sotto forma di gel, oli, unguenti o pomate, da utilizzare per massaggi e applicazioni
locali, allo scopo di migliorare la circolazione a livello dell'infiammazione,
proprio dove è presente il dolore; la formulazione è allora completata con piante
ad azione revulsiva e antidolorifica locale, come Arnica, Ginepro, Origano, Rosmarino.
Alle piante antinfiammatorie si possono associare altre sostanze naturali come
la Condroitina e la Glucosamina, che contribuiscono a nutrire le cartilagini e,
se l'integrazione è protratta per un tempo abbastanza lungo, a migliorarle notevolmente.
Importante anche l'assunzione periodica di Equiseto, ricchissimo di silice, sostanza
che interviene incrementando la calcificazione ossea, l'elasticità del tessuto
connettivo e delle cartilagini articolari.
Un altro problema importante durante la terza età è quello della menopausa nelle
donne, e di una sorta di andropausa negli uomini; con questi termini si vuole
indicare la diminuzione nella produzione degli ormoni sessuali, che nella donna
avviene abbastanza rapidamente, alla cessazione delle mestruazioni; nell'uomo
invece il fenomeno è molto più lento, ma comunque progressivo, e dura anche alcune
decine di anni.
Nella donna è ormai abbastanza diffuso l'uso della terapia ormonale sostitutiva
farmacologica (T.O.S.), anche se vi è una certa preoccupazione per gli effetti
avversi che essa può comportare, o quando questa abbia obiettive controindicazioni;
in effetti, molte donne preferiscono utilizzare un trattamento fitoterapico naturale
che fornisca ormoni vegetali, in sostituzione di quelli naturali mancanti.
Il trattamento fitoterapico naturale può essere attuato anche come prosecuzione
della terapia farmacologica, quando prescritta, poiché essa non può essere continuata
per più di un certo numero di anni, stabiliti dal medico; al contrario, il trattamento
fitoterapico, essendo innocuo, si può utilizzare fino a che l'organismo ne avverta
i benefici, anche in età avanzata. La menopausa, infatti, inizia ben prima della
terza età, ma questo non vuol dire che gli stessi integratori che si assumono
verso i 50-60 anni, non possano essere assunti anche fino a 70-80 anni, se essi
possono migliorare la qualità della vita e lo stato di salute.
Per
contrastare le manifestazioni sgradevoli della menopausa, quali vampate di calore,
sudorazione profusa, insonnia, irritabilità, umore malinconico, turbe del metabolismo
lipidico, ritenzione idrica, atrofia della cute e delle mucose, invecchiamento
della pelle e dello stato generale di organi e apparati, come quello osseo (osteoporosi)
e vascolare, sono utilizzate associazioni di diverse piante, principalmente la
Soia, il Trifoglio, la Cimicifuga, l'Igname (Dioscorea villosa). Queste piante
officinali forniscono fitoestrogeni e fitoprogestinici simili a quelli umani,
che ristabiliscono un equilibrio ormonale affine a quello fisiologico.
Si può completare con l'Enotera, che fornisce importanti acidi grassi essenziali,
come l'acido linolenico, che intervengono nella normalizzazione del metabolismo
lipidico, e inoltre contrastano la ritenzione idrica, per la quale è anche indicato
l'uso della linfa di Betulla, un efficace drenante e allo stesso tempo remineralizzante
(uno dei principali inconvenienti nell'uso dei diuretici è infatti la perdita
di sali minerali).
Per contrastare l'osteoporosi, cioè la perdita di minerali da parte delle ossa,
che divengono poco compatte e quindi più fragili e meno elastiche, oltre al trattamento
con le piante suddette, che ripristinano in parte l'equilibrio ormonale, è utile
praticare una certa attività fisica, esporsi alla luce del sole per stimolare
la produzione di vitamina D, che aiuta il calcio a fissarsi nelle ossa, e possibilmente
assumere anche integratori di Calcio con vitamina D, e di Magnesio, che insieme
al Calcio rende le ossa più forti.
Nell'uomo i disturbi legati al calo di ormoni non è così definito come nella donna,
ma certamente si può percepire un mutamento che può riguardare l'umore, le capacità
cognitive, alterazioni dell'apparato cardiocircolatorio, un rallentamento dell'attività
sessuale, e il frequente manifestarsi di disturbi prostatici, dovuti ad un ingrossamento
della ghiandola, definito ipertrofia prostatica benigna.
Anche in questo caso la fitoterapia fornisce un ampio bagaglio di piante che possono
mitigare i disturbi correlati all'invecchiamento, come le piante adattogene di
cui si parlava in precedenza, che sopperiscono al calo di energia fisica e mentale
e che, insieme a piante specifiche per la sfera sessuale come la Maca, la Damiana,
la Muira puama, migliorano l'efficienza psico-fisica.
La Serenoa repens è una pianta specifica per contrastare l'ipertrofia prostatica
e, con Uva ursina, Ortica ed Echinacea, dall'azione disinfettante e antinfiammatoria,
può svolgere un'azione di prevenzione, specie se assunta precocemente già intorno
ai 45-50 anni; ma anche in età un po' più avanzata, se l'ipertrofia è già in atto,
l'assunzione delle piante suddette agisce come trattamento naturale che inibisce
l'ingrossamento della ghiandola prostatica e ne determina una certa regressione
del volume, per cui può anche coadiuvare le eventuali terapie mediche.
L'insonnia
è un altro problema che accompagna di frequente la terza età, specie nel sesso
femminile, e non sempre è opportuno utilizzare farmaci, che hanno effetti abbastanza
pesanti, oltre a provocare assuefazione.
Le piante tipicamente utilizzate in questo caso sono numerose: le più comuni sono
la Passiflora, la Melissa, la Valeriana, l'Escolzia, la Griffonia, che possono
essere associate all'Iperico quando sia necessario intervenire anche sul tono
dell'umore, se malinconico e tendente alla depressione. Importante anche la Melatonina,
che può servire a ristabilire l'equilibrio fra il sonno e la veglia, e a potenziare
l'azione delle piante ipnoinducenti.
Nei disturbi del sonno e dell'umore è utile anche un'integrazione di Magnesio,
la cui carenza in questo periodo della vita è frequente, specialmente nelle donne
dopo la menopausa.
Un altro aiuto per chi, per varie cause, sia costretto a letto, o in sedia a rotelle,
viene dalle piante dallo spiccato effetto riparativo, come la Mimosa tenuiflora
(Tepezcohuite), dalle proprietà cicatrizzanti e rigeneranti della pelle, che può
essere utile per evitare le piaghe da decubito, le ulcere varicose e diabetiche,
o coadiuvarne la cicatrizzazione se già presenti.
Anche il burro di Karité puro, grazie alle sue proprietà idratanti, lenitive,
protettive, cicatrizzanti, antiarrossanti, può aiutare a contrastare l'eccessiva
secchezza della pelle, arrossamenti, screpolature e fissurazioni dei piedi e delle
mani, irritazioni ed eritemi da pannolino, e può quindi costituire un aiuto per
le persone anziane che abbiano questo tipo di problemi, poiché mai come in questi
casi la prevenzione è la migliore arma.
In conclusione, sappiamo bene che l'invecchiamento è un evento ineluttabile, ma
con la fitoterapia è possibile prevenire e contrastare molti disturbi e migliorare
la qualità della vita, evitando talvolta anche il ricorso ai farmaci, sempre più
aggressivi e non privi di effetti collaterali, riservandoci di utilizzarli solo
nei casi di effettiva necessità, e solo dietro il consiglio del medico.
Dott.ssa Marina Multineddu
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