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CONTROINDICAZIONI DELLE PIANTE OFFICINALI - UNDICESIMA PARTE: SAMBUCO, SCUTELLARIA, TANACETO, THUJA, TRIFOGLIO, UVA URSINA, WINTERGREEN, WITHANIA, YLANG YLANG, ZAFFERANO



Sommario
  1. Introduzione
  2. Sambuco
  3. Scutellaria
  4. Tanaceto
  5. Thuja
  6. Trifoglio
  7. Uva ursina
  8. Wintergreen
  9. Withania
  10. Ylang Ylang (Macassar)
  11. Zafferano
  12. Prodotti utili
Riprendiamo l'analisi delle precauzioni d'uso ed eventuali controindicazioni delle erbe officinali, specie in presenza di particolari patologie, delle possibili interferenze tra piante officinali diverse o tra le piante e i farmaci di sintesi, analizzando alcune piante medicinali non trattate nei precedenti articoli.
Questo mese ci soffermeremo ad esaminare Sambuco, Scutellaria, Tanaceto, Thuja, Trifoglio, Uva ursina, Wintergreen, Withania, Ylang Ylang, Zafferano.

Sambuco



Sambuco
Il Sambuco, Sambucus nigra, contiene principi attivi medicinali principalmente nei fiori e nei frutti, ma si conosce un utilizzo medicinale anche della corteccia e delle foglie, e ciascuna parte contiene sostanze caratterizzanti che conferiscono proprietà differenti.
I fiori esplicano attività diaforetica (sudorifera), diuretica, emolliente; i frutti sono lassativi; la corteccia interna è considerata diuretica e, a forti dosi, emeto-catartica (stimolante il vomito e purgativa).

L'infuso al 5% dei fiori di Sambuco è utilizzato nella medicina popolare come diaforetico nelle malattie da raffreddamento, in presenza di febbre, nelle infiammazioni dell'albero respiratorio e nelle affezioni reumatiche; le mucillagini sono emollienti, blandamente lassative e antiemorroidarie, e i flavonoidi hanno azione sfiammante e diuretica.
Con i fiori si può confezionare una lozione tonica, decongestionante e schiarente, indicata per normalizzare l secrezione sebacea nelle pelli grasse e impure.

I frutti (bacche), commestibili solo se perfettamente maturi, si possono consumare freschi o utilizzare per fare marmellate, gelatine, liquori, vini, aceto aromatizzato e dolci di vario genere. Il succo delle bacche sembra avere proprietà antibatteriche e antinevralgiche, e inoltre contiene discrete quantità di vitamine del complesso B.
Recenti studi evidenziano che l'estratto di bacche di Sambuco rinforza il sistema immunitario per l'azione dei suoi bioflavonoidi, i quali, incrementando il livello di antiossidanti, proteggono dagli attacchi di virus e batteri e aumentano la produzione di citochine infiammatorie e anti-infiammatorie.
Il decotto della corteccia interna è purgativo e diuretico, è indicato nelle cistiti, ma può causare diarrea.

Precauzioni d'uso
Se protratto a lungo, l'uso di tutta la pianta può causare intossicazione, in particolare i frutti acerbi, che contengono la maggiore percentuale di glicosidi cianogenetici (che sviluppano acido cianidrico).
I fiori e le foglie, applicati freschi sulla cute, ne provocano la forte infiammazione con eritema e flittene (vescica piena di liquido.
E' da evitare l'assunzione dell'infuso dei fiori, dall'azione diuretica, se si assumono farmaci diuretici, per evitare effetti di sommazione.

Scutellaria



Scutellaria
La Scutellaria, Scutellaria baicalensis, ha la parte officinale nelle radici, che contengono flavonoidi come la baicalina, iridoidi come lo scutellarioside, e fitosteroli come il beta-sitosterolo.
I nativi americani la usavano tradizionalmente per le sue proprietà antinfiammatorie verso gli apparati respiratorio e gastrointestinale.

Attualmente è stato rilevato che la Scutellaria agisce beneficamente nei disturbi infiammatori su base allergica, per l'azione antinfiammatoria esercitata dai diversi principi attivi antiossidanti, che esplicano una discreta attività antistaminica nei soggetti allergici; i flavonoidi hanno proprietà specifiche coadiuvanti per patologie di origine allergica, quali allergie primaverili, febbre da fieno, asma, orticaria, eczema, intolleranze alimentari, in presenza delle quali la Scutellaria favorisce il recupero della funzionalità degli epiteli intestinali danneggiati, oltre a svolgere un'azione utile per la circolazione.
La Scutellaria possiede inoltre attività neuroprotettiva, sedativa e rilassante: è pertanto indicata per il trattamento dell'insonnia, negli stati d'ansia e negli attacchi di panico.

Precauzioni d'uso
Se si assume la Scutellaria baicalensis come integratore, si consiglia di non superare le dosi consigliate dal produttore.
E' sconsigliato l'uso in gravidanza, durante l'allattamento, nell'infanzia, e in corso di terapie farmacologiche sedativo-ipnotiche e antidepressive.

Tanaceto



Tanaceto
Il Tanaceto, Tanacetum vulgare, ha la sua parte officinale nelle sommità fiorite e nella radice, ricche di olio essenziale contenente il terpene tujone (la cui presenza conferisce una certa tossicità alla pianta), canfora, borneolo, pinene, flavonoidi, il principio amaro tanacetina, resine, polisaccaridi, tannini.

Nella tradizione popolare il decotto delle radici essiccate e delle sommità fiorite era utilizzato per le sue proprietà antielmintiche (vermifughe) attribuite al terpene tujone, che esercita su ascaridi e ossiuri un'azione convulsivante che li porta alla morte entro 24-72 ore.
All'olio essenziale sono attribuite proprietà antimicrobiche, antielmintiche, insettifughe; le sommità fiorite svolgono un'attività emmenagoga, carminativa, antireumatica, antinevralgica e di contrasto all'emicrania (similmente al Partenio, Tanacetum parthenium, più specifico e non tossico).

Il Tanaceto è indicato anche per uso cosmetico locale per le sue proprietà antinfiammatorie, antiflogistiche, antipruriginose, in caso di eczemi e dermatiti.
In virtù dell'intenso odore canforato della pianta era comune usanza popolare appendere mazzi di Tanaceto alle finestre per tenere lontane le mosche, riporre rametti negli armadi contro gli insetti (pidocchi, pulci, tarme), e disporli davanti alle tane delle formiche, anche in polvere, o lungo i loro percorsi, e per allontanare i topi dai depositi di granaglie.
Dalle varie parti del Tanaceto l'industria ricava insetticidi, repellenti, coloranti (verde dai germogli, giallo dai fiori).

Precauzioni d'uso
Per la presenza del tujone, che può risultare tossico, il Tanaceto deve essere utilizzato con prudenza e alle dosi raccomandate.
Non utilizzare in gravidanza e allattamento.

Thuja



Thuja
La Thuja, Thuja occidentalis, contiene nelle foglie, nella corteccia e nei giovani rami, che rappresentano la parte officinale della pianta, i principi medicinali che ne caratterizzano le proprietà, rappresentati da flavonoidi, tannini, e un olio essenziale contenente tujone che emana un odore canforato, fresco, legnoso, dalle proprietà virus-statiche (inibisce la replicazione dei virus) che ne fanno un rimedio di elezione contro porri e verruche.

Tradizionalmente gli Indiani d'America lo utilizzavano per preparare un unguento contro i dolori articolari e muscolari, la gotta e i reumatismi.
Nel XVII secolo il chimico e medico francese Nicolas Lemery, descrisse le proprietà antielmintiche dell'olio essenziale, plausibili per la presenza di tujone.

Attualmente l'olio essenziale di Thuja occidentalis è adoperato in fitoterapia esclusivamente per uso esterno, soprattutto per la sua azione virus-statica contro porri e verruche, infatti è presente spesso nella composizione di prodotti per uso locale, specifici contro porri, verruche, condilomi, herpes, opportunamente diluito in un olio vettore neutro.
Per la sua profumazione fresca e legnosa, è utilizzato in molti prodotti cosmetici, particolarmente per prodotti unisex, nei sacchetti profuma biancheria, o per candele profumate e profumatori per ambienti.

Precauzioni d'uso
L'uso interno dell'olio essenziale è sconsigliato per la sua elevata tossicità, a causa della presenza nella sua molecola del tujone, che ad alte dosi può essere letale.
Inoltre, per la sua intensa azione non deve essere utilizzato puro, anche per l'uso esterno, ma miscelato ad un olio vettore, come l'olio di Mandorle dolci, Sesamo, germe di Grano.

Trifoglio



Trifoglio
Il Trifoglio, Trifolium pratense, o Trifoglio dei prati, o Trifoglio rosso, oltre a costituire una importante pianta foraggera, è utilizzato come pianta officinale dalla prima metà del 1900, quando fu scoperta la presenza di sostanze vegetali con proprietà estrogeniche, in concomitanza alla scoperta degli ormoni femminili da parte del biochimico tedesco Adolf Butenandt (1903-1995), studi per i quali ricevette il premio Nobel per la chimica.

La parte officinale della pianta è rappresentata dalle parti aeree, che contengono sali minerali, vitamine, saponine, polifenoli, flavonoidi, e soprattutto quattro importanti fitoestrogeni, gli isoflavoni biochanina, formononetina, genisteina e daidadzeina, che esplicano una intensa attività estrogenica, indicata per la donna in menopausa per rallentare l'invecchiamento di cute e mucose, e per contrastare i sintomi sgradevoli che spesso ad essa si accompagnano.

In particolare il Trifoglio trova indicazione per mitigare le vampate di calore, l'umore mutevole e la depressione, contrastare l'osteoporosi, la tendenza alle iperlipidemie e alla ritenzione idrica e, per la sua proprietà di fluidificare il sangue, per ridurre la maggiore incidenza nella donna in menopausa di malattie cardiovascolari.
La medicina popolare utilizzava già in passato l'infuso di Trifoglio per regolare le mestruazioni, per le affezioni dell'apparato respiratorio e, per uso esterno, per il trattamento delle affezioni della pelle.

Precauzioni d'uso
L'uso del Trifoglio è controindicato durante la gravidanza, l'allattamento e nell'infanzia.
Inoltre, non deve essere associato a terapie farmacologiche anticoagulanti o ad estrogeni di sintesi.

Uva ursina



Uva ursina
L'Uva ursina, Arctostaphylos uva ursi, la cui parte officinale è costituita dalle foglie, contiene arbutina (che nell'intestino si idrolizza a idrochinone), tannini gallici, flavonoidi, triterpeni, piceoside, che conferiscono alla pianta proprietà antisettiche e antinfiammatorie specifiche per l'apparato urinario, in caso di cistite e infezioni urinarie in genere.

Sembra che per massimizzare gli effetti terapeutici dell'Uva ursina sia consigliabile alcalinizzare le urine, ad esempio con bicarbonato di sodio e con un'alimentazione ricca di alimenti vegetali, basificanti.
Va evitata l'associazione di Uva ursina con vitamina C, che acidificando le urine, ne ridurrebbe l'azione. L'assunzione di Uva ursina rende le urine color verdastro per la presenza dell'idrochinone.

Precauzioni d'uso
Evitare l'uso prolungato. E' sconsigliata l'assunzione di Uva ursina in gravidanza e allattamento, e in pediatria.
L'uso prolungato o dosi elevate possono indurre stipsi, per cui è opportuno associare la Malva.
La presenza di tannini può irritare la mucosa gastrica, quindi è controindicata nei soggetti sensibili.

Wintergreen



Wintergreen
La Gaulteria, Gaultheria procumbens, nota anche come Wintergreen, contiene nelle foglie e nei giovani rametti, che rappresentano la parte officinale della pianta, un olio essenziale color giallo paglierino che viene estratto per distillazione, dall'odore fenolico, dolce, mentolato, contenente acido benzoico, antocianine, limonene, linalolo, geraniale, eugenolo, metilsalicilato, sostanze potenzialmente allergeniche, dalle potenti proprietà antinfiammatorie, analgesiche, riscaldanti cutanee.
L'olio essenziale di Wintergreen non deve essere utilizzato puro, ma miscelato a un olio vettore neutro, come l'olio di Mandorle dolci, indicato per massaggi locali per un effetto distensivo, riscaldante e analgesico in caso di strappi e stiramenti muscolari, distorsioni, slogature, tendiniti, reumatismi, artrosi, artrite, lombalgia, utile per qualunque articolazione, per crampi, e contratture muscolari, anche correlati all'attività sportiva.

Agisce come vasodilatatore, favorendo una migliore circolazione sanguigna e apportando ossigeno, adatto per un recupero post-allenamento. Le foglie erano utilizzate dai nativi Nordamericani per preparare un , detto Tè del Canada o Tè di montagna, usato anche a scopo medicinale per contrastare problemi digestivi e respiratori.
In campo cosmetico l'estratto di Gaultheria è utilizzato come levigante della pelle del viso e schiarente contro le macchie, come antisettico e astringente in caso di acne, forfora, e per mantenere piedi levigati e morbidi per la sua leggera azione cheratolitica.

Precauzioni d'uso
Per il suo contenuto in metilsalicilato (come un'aspirina concentrata), l'uso interno dell'olio essenziale di Wintergreen è sconsigliato; in particolare è controindicato a chi assume farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, nei bambini e adolescenti e durante la gravidanza e l'allattamento.
Essendo potenzialmente allergenico, è consigliabile effettuare un test preliminare di allergenicità prima dell'uso cutaneo, e applicarlo su aree non troppo estese.

Withania



Withania
La Withania, Withania somnifera, chiamata anche Ashwagandha, è utilizzata dall'Ayurveda, la millenaria medicina tradizionale indiana.
E' chiamata anche Ginseng indiano per la sua azione tonico-adattogena, che può richiamare, per alcuni effetti, l'azione del Panax ginseng, ma senza le sue limitazioni per i soggetti sensibili, nei quali il ginseng può indurre uno stimolo energetico eccessivo con stati di agitazione e tachicardia.

La Withania, al contrario, unisce l'azione adattogena e l'attività tonico-energetica a un effetto benefico sull'ansia e il nervosismo, riduce i livelli di tensione e stress; inoltre, contrasta la debilitazione fisica e la stanchezza, accresce la resistenza alle malattie con un'azione immunomodulante, è antianemica, antinfiammatoria e analgesica, priva di effetti negativi sulle mucose dello stomaco, anche in presenza di infiammazioni gastriche o reflusso gastro-esofageo, perciò può essere utilizzata per infiammazioni e dolori articolari, artrite, reumatismi.

La Withania favorisce un sonno fisiologico migliorandone la qualità, evitando i frequenti risvegli e il sonno frammentato, rivelandosi utile anche per contrastare i disturbi del comportamento, i deficit cognitivi legati all'età e a malattie croniche degenerative (possibile sinergia con il Ginkgo biloba e altri fitoterapici per disturbi della memoria e dell'attenzione).

La parte della pianta dotata di proprietà officinali è la radice, che contiene un fitocomplesso formato da numerosi principi attivi, dei quali i più significativi e caratterizzanti sono i witanolidi le saponine, e vari alcaloidi come la witasomnina, che sembra implicata nel favorire la regolarità del sonno, da cui il nome di specie somnifera.

Precauzioni d'uso
La Withania somnifera non deve essere utilizzata in concomitanza con psicofarmaci, dei quali potrebbe potenziare l'azione in modo incontrollato.
E' sconsigliata durante la gravidanza e l'allattamento.
Si suggerisce prudenza nell'uso della Withania nei soggetti ipertiroidei, per alcune evidenze ancora non ben chiarite, che sembrerebbero stimolare la funzione tiroidea, con una possibile riduzione dell'efficacia della terapia.

Ylang Ylang (Macassar)



Ylang ylang
Ylang Ylang e Macassar sono i nomi che si assegnano a due oli che si estraggono dai profumatissimi e appariscenti fiori gialli della Cananga odorata: la differenza che caratterizza i due prodotti, provenienti dalla stessa matrice, è il fatto che Ylang Ylang è l'olio essenziale dal profumo intenso e sensuale, dalle proprietà toniche e afrodisiache, più pregiato poiché proviene dalla prima distillazione, che estrae dai fiori circa un centinaio di molecole differenti, che conferiscono all'essenza le sue peculiari caratteristiche, come la ricca profumazione inebriante, particolarmente indicata per accentuare la femminilità.

L'olio di Macassar proviene da successive distillazioni ed è costituito da una frazione del fitocomplesso contenuto nei fiori della Cananga odorata, quindi ha una composizione chimica più limitata, caratterizzata dalla presenza prevalente di linalolo, che conferisce all'olio proprietà differenti, oltre che una profumazione di cuoio, meno intensa e significativa.

L'olio di Ylang Ylang, se ingerito o inalato, aiuta a calmare l'ansia, il nervosismo, a favorire il sonno, riduce lo stress, crea armonia e svolge un'azione afrodisiaca.
Per uso esterno l'Ylang Ylang è tonificante e astringente, normalizzante per l'eccessiva secrezione sebacea, utile in caso di acne; è ampiamente utilizzato per creare profumi, e può essere utilizzato per bagni rilassanti o per massaggi, diluito in un olio vegetale come l'olio di Mandorle dolci; per la sua profumazione intensa e sensuale può essere sprigionato negli ambienti mediante i diffusori di essenze per l'ambiente.

L'olio di Macassar ha la sua particolare peculiarità per mantenere la bellezza dei capelli, utilizzato per formulare prodotti specifici come shampoo, balsami, maschere, per mantenere lo splendore della capigliatura, in particolare per capelli sottili, secchi, sfibrati, con doppie punte, che l'olio di Macassar nutre e idrata, ristruttura, dona loro corpo e volume, specie se applicato prima dello shampoo come impacco da mantenere da una mezz'ora ad alcune ore, o fino a una notte intera, con un effetto nutriente, rinforzante, lucidante.

Si può applicare puro con un gradevole "effetto bagnato" quando si va al mare, per difendere i capelli dalla salsedine, dal vento, dai raggi solari, per mantenere i capelli più luminosi, setosi e corposi, dopo un leggero risciacquo per la sua leggerezza.
Utile anche per nutrire e "domare" i capelli ricci contro l'effetto crespo, applicandolo in piccola quantità sui capelli asciutti.
L'olio di Macassar, per la sua nota aromatica di cuoio, è usato anche per la formulazione di profumi maschili, saponi, schiume da barba, bagnoschiuma.

Precauzioni d'uso
Considerato che l'olio essenziale di Ylang Ylang ha un'altissima concentrazione di principi attivi, non si devono superare le dosi prescritte; dosaggi eccessivi possono causare nausea o mal di testa.
Controindicato durante la gravidanza, l'allattamento e nell'infanzia, l'olio essenziale di Ylang Ylang non deve essere applicato puro direttamente sulla pelle o sulle mucose, perché potrebbe causare irritazioni

Zafferano



Zafferano
Lo Zafferano, Crocus sativus, contiene le sue sostanze attive negli stimmi (o stigmi) del fiore, che costituiscono perciò la parte officinale, usata sia come preziosa spezia dal particolare sapore e dall'aroma caratteristico, che come fonte di importanti proprietà medicinali, che nel tempo erano state dimenticate, ma che in tempi abbastanza recenti sono state riscoperte anche dalla medicina occidentale.

Persiani, Greci e Romani, ne individuavano già allora le proprietà afrodisiache; anche la Medicina Ayurvedica indiana annovera lo Zafferano fra le piante considerate alimento e farmaco, dotato di proprietà medicinali antidepressive, afrodisiache, stimolanti, antispasmodiche, regolatrici del sistema ormonale femminile e emmenagoghe.

E' con l'essiccazione e un moderato calore che gli stimmi, quasi inodori e insapori da freschi, generano le sostanze organolettiche caratteristiche, utilizzate in campo gastronomico, come eupeptico per stimolare le funzioni digestive, e come fonte di salute e bellezza per l'alto potere antiossidante, utile come coadiuvante per contrastare alcune malattie.
Considerando che per ottenere 1 solo grammo di Zafferano essiccato occorre cogliere e mondare circa 150 fiori, con un costo notevole di lavoro manuale, si può comprendere il motivo del suo alto valore commerciale.

La moderna letteratura scientifica riconosce agli stimmi essiccati la presenza di circa 150 sostanze aromatiche e volatili, fra le quali spicca l'alta percentuale di carotenoidi dall'alto potere antiossidante, come licopene, zeaxantina, crocetina, picrocrocina, crocina, responsabile quest'ultima del colore giallo-oro conferito alle pietanze, e safranale, che conferisce la tipica fragranza olfattiva.

Oggi è ormai ben documentato che il safranale e la crocina, oltre alle loro peculiari proprietà organolettiche, favoriscono l'incremento dei neurotrasmettitori cerebrali serotonina e dopamina, responsabili del tono dell'umore, la cui carenza può essere alla base degli stati ansiosi e depressivi che possono generare ansietà, angoscia, inquietudine, perciò una loro maggiore disponibilità indotta dallo Zafferano può essere utile per contrastare tali disturbi, ridurre lo stress, mitigare inoltre i sintomi tipici della sindrome premestruale, come sbalzi di umore e irritabilità.

Per le sue proprietà antiossidanti e di miglioramento del microcircolo, può stimolare la memoria e le capacità di apprendimento, proteggere la vista e le aree nobili della retina come la màcula (Licopene e Zeaxantina), mentre una maggiore irrorazione delle aree genitali, aumentandone la sensibilità, può spiegare in parte la proprietà afrodisiaca, supportata anche dallo stimolo sulle ghiandole surrenali che producono ormoni che regolano e tonificano l'attività sessuale.

L'uso locale ha proprietà lenitive per le gengiviti e per mitigare il fastidio delle gengive infantili durante la prima dentizione, anche miscelato al miele.
In cosmesi lo Zafferano può migliorare lo stato della pelle, renderla più luminosa e dorata, in particolare per le pelli acneiche.

Precauzioni d'uso
L'alta concentrazione delle sostanze officinali contenute nel fitocomplesso dello Zafferano ne raccomanda l'uso, sia in cucina che in fitoterapia, in quantità minime, nell'ordine dei milligrammi (le bustine normalmente reperibili per uso culinario contengono solitamente circa 100 mg di stimmi in polvere).
Le controindicazioni nel periodo della gravidanza, che non includono il normale utilizzo alimentare, riguardano l'abuso di quantità veramente molto elevate (assai difficili da reperire), in quanto a dosaggi eccessivi lo Zafferano può indurre contrazioni uterine, fino a divenire abortivo (10 grammi).
Una dose di 20 grammi può essere potenzialmente mortale

Dott.ssa Marina Multineddu

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