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Dalla Newsletter del Marzo 2020
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ALLERGIE E INTOLLERANZE: AFFRONTARLE IN MODO NATURALE CON LE PIANTE ANTINFIAMMATORIE, ANTIALLERGICHE E ANTISTAMINICHE


Allergie e intolleranze
I termini allergia e intolleranza, di cui si sente spesso parlare attribuendo loro uguale significato, forse a causa di alcuni sintomi comuni, in realtà sono due fenomeni patologici ben distinti, che l'organismo mette in atto come risposta a due stimoli differenti, prodotti dal contatto con alcune sostanze presenti nell'ambiente, dette allergeni.
Analizziamo di seguito quali sono le differenze.

Le allergie

L'allergia è una reazione anomala dell'organismo di tipo immunologico, cioè coinvolge il sistema immunitario che produce peculiari anticorpi, le Immunoglobuline E (IgE), le quali, quando entrano in contatto con gli allergeni, producono istamina, la sostanza responsabile dei sintomi caratteristici della reazione allergica.
Questa si può manifestare rapidamente e con gravità di grado variabile, da semplici arrossamenti e pomfi pruriginosi della pelle come l'orticaria, fino all'angioedema che causa gonfiore della cute e/o delle mucose, prurito e rigonfiamento delle labbra, delle palpebre, del cavo orale, o della laringe, e in questo caso può già costituire una emergenza da gestire in un Pronto Soccorso, poiché può causare difficoltà respiratoria per ostruzione, anche grave; oppure con una sintomatologia a carico dell'apparato respiratorio come rinite, anche associata a congiuntivite, o asma allergico.
Nei casi più gravi di allergia, che può essere scatenata da punture di insetti imenotteri (api, vespe, calabroni), o dall'ingestione di alcuni alimenti (latte, uovo, pesce, crostacei, arachidi, soia, ecc.), o dal contatto con sostanze quali il lattice di gomma naturale, o dopo somministrazione di alcuni farmaci (es. penicillina) a cui si è allergici, si può pervenire allo shock anafilattico, una reazione in forma acuta molto violenta che richiede un immediato intervento medico urgente (con adrenalina, definita farmaco "salvavita", di cui gli allergici gravi dovrebbero dotarsi, dopo prescrizione medica, nelle confezioni auto-iniettabili, per avere il tempo di raggiungere un ospedale), poiché mette a rischio la stessa vita del paziente: dopo l'intervento urgente inoltre è opportuno un successivo periodo di osservazione di almeno 24 ore in ambiente ospedaliero.

Le intolleranze

Intolleranze alimentari
Intolleranze alimentari
Le intolleranze, al contrario, sono reazioni che non coinvolgono il sistema immunitario, che a volte non si manifestano immediatamente al contatto con l'allergene e, al contrario delle allergie che si rivelano rapidamente anche in presenza di piccole quantità dell'allergene, talora gli intolleranti possono consumare saltuariamente piccole dosi degli alimenti per loro nocivi, senza evidenziare reazioni particolari, quantomeno non violente.
Le intolleranze possono essere di vario tipo: molto diffuse sono le intolleranze su base enzimatica, che avvengono in un organismo quando esso è carente di un particolare enzima, cioè una sostanza specifica demandata alla digestione e assimilazione (metabolizzazione) di un certo alimento.



Intolleranza al Lattosio

Questo avviene ad esempio nel caso dell'enzima digestivo lattasi, un enzima prodotto nell'intestino dal corpo umano nei lattanti (e da tutti i mammiferi), necessario per digerire il lattosio, lo zucchero contenuto solo nel latte e in alcuni suoi derivati. La carenza di lattasi, che può essere parziale o totale, causa una sindrome metabolica che si manifesta con l'intolleranza di vario grado al latte, per via del suo contenuto in lattosio, ma senza coinvolgere il sistema immunitario.

Intolleranza al Lattosio
Intolleranza al Lattosio
Nel caso del lattosio, per il quale la soglia di tolleranza individuale è variabile e dose-dipendente, alcune restrizioni dietetiche possono aiutare a evitare le manifestazioni negative dell'intolleranza stessa; inoltre attualmente l'industria alimentare ha posto sul mercato una serie di alimenti privi di tale zucchero (delattosati), e anche di glutine. Fra i latticini freschi solitamente lo yogurt è meglio tollerato, in quanto la fermentazione batterica naturale scompone quasi tutto il lattosio nei suoi componenti più semplici, i monosaccaridi glucosio e galattosio, che sono ben assimilati dall'intestino e non provocano reazione; anche i formaggi ben stagionati perdono il lattosio che resta incorporato nel siero durante la caseificazione, e durante la lunga stagionatura l'eventuale residuo di lattosio è trasformato in acido lattico, perciò i formaggi a pasta dura possono essere consumati senza problemi anche dagli intolleranti al lattosio; al contrario molti formaggi freschi a pasta molle sono controindicati poiché conservano una certa percentuale di lattosio.

Le intolleranze enzimatiche producono sintomi assai differenti dalle allergie, come appunto è differente la causa, con manifestazioni a carico soprattutto dell'apparato digerente, con alterazioni del microbioma (disbiosi), meteorismo, gonfiore e flatulenza, dolore addominale, diarrea o stitichezza, spesso accompagnate da sonnolenza, facile affaticamento, cefalea e/o emicrania, malessere generale, dovute al fatto che all'apparato intestinale giungono molecole troppo grandi, come appunto il lattosio, che non riescono ad attraversare i villi intestinali, e fermentano producendo tossine e gas, e, a lungo andare, causano un danno a livello della barriera intestinale, con conseguente aumento della sua permeabilità che consente il passaggio di batteri e tossine, stimolando una risposta anomala del sistema immunitario, che può costituire un fattore scatenante di molte malattie autoimmuni.
La presenza dell'enzima lattasi è massima nei neonati e nei bambini che si alimentano con latte materno (salvo i rari casi di carenza della lattasi di origine genetica, e allora l'intolleranza si manifesta precocemente anche nei bambini), che contiene alte percentuali di lattosio, utile per la sintesi delle proteine e per la fissazione del calcio dell'organismo in crescita, oltre ad arricchirne l'intestino con una flora intestinale (microbioma) particolarmente importante per lo sviluppo delle sue difese immunitarie. Dopo lo svezzamento e con il procedere dell'età la sua produzione solitamente diminuisce, anche perché spesso l'adulto elimina il latte dall'alimentazione abituale, manifestando in seguito intolleranza, se si alimenta con latte eterologo, cioè di un'altra specie, o cibi contenenti lattosio, o prodotti che lo contengono come additivo. Negli individui che continuano anche in età adulta a consumare ininterrottamente latte eterologo, solitamente vaccino, senza avere alcuna reazione, nell'intestino persiste la produzione di lattasi perciò non si producono sintomi di intolleranza: il fenomeno sembra connesso a livello mondiale ad una modificazione genetica acquisita come conseguenza di una pressione selettiva, conseguenza di una evoluzione verificatasi in tempi relativamente recenti, e che riguarda circa un quarto della popolazione mondiale.
Per stabilire se si è intolleranti al lattosio esistono test specifici non invasivi, come l'H2-Breath test (o test del respiro), e il test genetico (da tampone buccale per il prelievo della saliva), che sono gli unici test validati scientificamente. Per ovviare alle reazioni scatenate dal lattosio negli intolleranti, oltre a preferire alimenti che ne siano privi o che siano stati delattosati, è possibile dotarsi di integratori, in compresse o in capsule, contenenti l'enzima lattasi da assumere poco prima di consumare latte o suoi derivati che contengano lattosio, per vicariare la carenza intestinale dell'enzima, fornendo così all'organismo un supporto per coadiuvare il fisiologico metabolismo del lattosio. Diversa è invece la reazione dell'organismo alle proteine del latte: in questo caso è una reazione allergica che coinvolge il sistema immunitario.

Intolleranza al Glutine

Intolleranza al Glutine
Intolleranza al Glutine
Per quanto attiene alla reazione che alcuni individui manifestano verso il glutine, la proteina presente in molti cereali (grano o frumento, farro kamut, segale, orzo, ecc.) bisogna distinguere nettamente fra la semplice intolleranza, o sensibilità al glutine non celiaca (NCGS), e la celiachia, pur essendo le due patologie scatenate dalla stessa sostanza, il glutine appunto.
L'intolleranza non celiaca al glutine si manifesta senza il coinvolgimento del sistema immunitario, con sintomi come dolore e gonfiore addominale, irritabilità del colon, crampi addominali, mal di testa, affaticamento, ed è correlato a una certa ipersensibilità conseguente a un meccanismo di accumulo, quando si consumano frequentemente alimenti che contengono glutine, perciò si può considerare dose-dipendente.
La celiachia, al contrario, è da considerarsi una vera e propria allergia, mediata dal sistema immunitario che è stimolato a produrre le Immunoglobulie E (IgE), gli anticorpi dell'allergia. La celiachia è una reazione di tipo autoimmune su base genetica, che se non riconosciuta o trascurata, evolve in malattia celiaca (CD, Celiac Disease), scatenando nell'individuo danni intestinali con lesioni alla mucosa dell'intestino tenue con infiammazione e atrofia dei villi intestinali, le strutture specializzate nell'assorbimento dei nutrienti, con conseguente malnutrizione, anemia, osteoporosi, rachitismo, e altre complicanze.
La malattia celiaca inoltre può coinvolgere altri distretti e organi, associandosi ad altre patologie autoimmuni, come diabete, tiroidite, psoriasi, ecc.
L'unica terapia per scongiurare i danni causati dalla celiachia consiste nell'escludere totalmente dalla dieta gli alimenti contenenti glutine, per tutta la vita del soggetto che ne è colpito, che dovrà essere particolarmente attento a consumare solo prodotti che riportino la dicitura "privo di glutine", e dovrà escludere anche le eventuali contaminazioni.
Come per il lattosio, e a maggior ragione vista la gravità della patologia, l'industria alimentare attualmente produce una vasta scelta di cibi privi di glutine, che i celiaci possono consumare senza inconvenienti.
Entrambe queste patologie sono in costante aumento e la causa di ciò sembra debba attribuirsi al continuo consumo di alimenti a base di grano propri della dieta mediterranea, anche per lo sviluppo da parte della ricerca e dell'industria di nuove varietà di grano contenente una maggiore percentuale di glutine; e inoltre al consumo di farine sofisticate con aggiunta di additivi, o lo stesso glutine, come le miscele pronte per pizza, focacce, pane: il glutine infatti è aggiunto per favorire l'elasticità dell'impasto e la sua lievitazione ad opera del Saccaromyces cerevisiae. Anche il miglioramento delle indagini diagnostiche può aver contribuito alla scoperta di nuovi casi di tali patologie, che in passato non venivano riconosciute. Nonostante ciò, a tutt'oggi molti casi restano misconosciuti, con il rischio di sviluppare gravi complicanze nel lungo periodo.

La causa delle risposte anomale di alcuni soggetti a certe sostanze risiede nel fatto che l'organismo è strutturato in modo tale da mettere in atto un insieme di sofisticati meccanismi per potersi difendere da eventuali agenti aggressivi presenti nell'ambiente, ma se tale meccanismo di difesa non interviene in modo corretto, per vari motivi, come ad esempio l'alterata permeabilità intestinale già accennata (detta anche "Leaky Gut syndrome" o "sindrome dell'intestino gocciolante"), oggi fortemente sospettata di essere all'origine della manifestazione di varie patologie quali allergie e intolleranze alimentari, si può scatenare una reazione atipica individuale ed esasperata nei confronti di sostanze con cui si viene a contatto mediante l'aria, il cibo, la pelle, sostanze che risultano normalmente innocue per la maggior parte delle persone.

Allergie cutanee

Allergie cutanee
Allergie cutanee
Le allergie cutanee si manifestano, nei soggetti predisposti geneticamente in cui è presente una familiarità delle manifestazioni allergiche, dopo il contatto di cute o mucose con gli allergeni, causando una manifestazione infiammatoria di vario tipo (dermatite, o eczema allergico da contatto), dal semplice arrossamento, al prurito, alla formazione di pomfi o vescicole, con successiva desquamazione, ispessimento e indurimento della cute (cheratosi) con perdita di elasticità, per cui essa può anche fissurarsi. Le sostanze maggiormente implicate in tale manifestazione allergica sono metalli (nichel, cromo, cobalto, oro, ecc.), gomma naturale (latice), taluni cosmetici contenenti determinati ingredienti allergizzanti come emulsionanti, conservanti, filmanti, profumi e coloranti sintetici, parabeni, siliconi, derivati del petrolio, ecc. per cui sarebbe opportuno utilizzare prodotti biologici dichiarati privi di sostanze allergizzanti; possono inoltre causare reazioni allergiche anche farmaci topici, o sostanze correlate all'esposizione professionale come resine epossidiche, calce, cemento, ecc.
Chi ha tendenza alle reazioni allergiche spesso lo diviene a diverse sostanze, cioè tende ad essere poli-sensibilizzato, soprattutto se i contatti con gli allergeni sono frequenti. I bambini che manifestano eczema atopico, posso ulteriormente divenire sensibili a sostanze da contatto ripetuto, come farmaci (es. cortisone) o creme, utilizzati di frequente e in eccesso.

Allergie respiratorie

Allergie respiratorie
Allergie respiratorie
Le allergie respiratorie sono scatenate dagli allergeni dispersi nell'ambiente, nell'aria respirata, alla quale il soggetto sensibile reagisce attivando il sistema immunitario; possono essere stagionali perché spesso sono collegate alla produzione di pollini , oppure durano tutto l'anno come nel caso di allergia a muffe, acari della polvere, peli di animali domestici (gatti, cani), e causano sintomi quali rinite, congestione nasale, rinorrea definita comunemente "naso che gocciola", starnuti numerosi e frequenti, iper-lacrimazione, congiuntivite, tosse, e talora, nei casi più gravi broncospasmo, asma, edema della glottide, che possono pregiudicare la capacità di respirare. Esistono inoltre casi di reazioni allergiche "crociate", così definite poiché si possono manifestare se si entra in contatto con sostanze di natura diversa, come ad esempio un polline e un particolare alimento: la causa di ciò sta nel fatto che le sequenze proteiche dei due allergeni sono simili e scatenano reazioni analoghe.

Le piante antinfiammatorie, antistaminiche, antiallergiche

Ribes nero
Ribes nero
Per ovviare alle manifestazioni di tipo allergico, come le allergie stagionali o croniche, che si manifestano con rinite, lacrimazione, tosse, o manifestazioni a carico della cute con arrossamento, secchezza e desquamazione, sono utili diverse piante che esplicano molteplici azioni, come il Ribes nero, dall'azione antinfiammatoria, antistaminica e antiallergica definita simil-cortisonica (o simil-steroidea) perché stimola le capsule surrenali aumentando la produzione endogena di steroidi surrenalici, naturali ormoni endogeni antinfiammatori, senza le controindicazioni dei cortisonici e degli antinfiammatori di sintesi; le sostanze implicate in tale azione sembrano essere le proantocianidine, in sinergia con le sostanze isoquercetina e rutina. Il Ribes nero costituisce perciò il rimedio fitoterapico sintomatico di prima scelta in caso di allergia acuta, per riniti allergiche, raffreddore, allergie cutanee.
Al Ribes nero può essere associato vantaggiosamente il macerato glicerico (gemmoderivato) di Rosa canina, ottenuto dai giovani germogli, che manifesta proprietà immunomodulanti che aiutano l'organismo a regolare la risposta immunitaria contro tutte le forme di allergia, soprattutto a livello respiratorio in cui vi sia alterazione delle mucose nasali, degli occhi e delle alte vie aeree, come riniti, congiuntiviti, asma, causate dal contatto coi pollini. Il gemmoderivato di Rosa canina può essere utilizzato efficacemente anche nelle affezioni infantili recidivanti localizzate come tonsilliti, rinofaringiti, otiti, tosse e raffreddore, di origine infettiva.

Elicriso
Elicriso
Similmente l'Elicriso, anch'esso dotato di proprietà antistaminiche e antinfiammatorie che agiscono con un meccanismo definito cortisono-simile, oltre che espettoranti e antibatteriche, è utilizzato in presenza di forme patologiche su base allergica sia respiratorie, che dermatologiche e alimentari, come riniti, congiuntiviti, blefariti, tosse, bronchite acuta e cronica, forme asmatiche, dermatiti, orticaria, intolleranze alimentari, proprietà che si rivelano particolarmente utili in prevenzione, sia per uso interno come estratto liquido, che per uso locale sotto forma di estratto oleoso (oleolito), in presenza di irritazioni cutanee, pelli sensibili soggette ad allergia come dermatiti da contatto e rash cutanei.
Un'altra pianta che ha palesato proprietà antiallergiche è la Perilla (Perilla frutescens), che svolge azioni immunomodulanti, antiallergiche, antistaminiche naturali, stimola le difese dell'organismo senza effetti collaterali e senza interferire con le IgE, stimola la produzione di interferone, risultando perciò utile nel diminuire i sintomi della rinite allergica, e per raffreddore, tosse, disturbi allergici in genere, allergie delle vie respiratorie, febbre da fieno, allergie stagionali o croniche, come coadiuvante per l'asma, per dermatiti atopiche, orticaria, dermatite e eczema da contatto, e inoltre per mitigare le intolleranze alimentari.
Anche la Scutellaria (Scutellaria baicalensis), con il suo contenuto in flavonoidi, iridoidi e fitosteroli, svolge un'azione antiossidante, antinfiammatoria, antistaminica, che favorisce in particolare il recupero della funzionalità degli epiteli intestinali danneggiati da intolleranze alimentari, ma risulta indicata anche come coadiuvante in tutte le varie forme di patologie di origine allergica: allergie primaverili, febbre da fieno, asma, eczema, orticaria, intolleranze alimentari, oltre a possedere proprietà neuroprotettive, sedative e rilassanti.
E ancora la Drosera, una pianta ritenuta tipicamente antiallergica, svolge attività decongestionante, demulcente, antinfiammatoria, bechica, antispasmodica, antitussiva, bronco-sedativa, il cui componente droserone sembrerebbe agire specificamente come calmante della muscolatura liscia dei bronchi, per cui risulta particolarmente indicato in caso di tosse stizzosa con broncospasmo, come nella "tosse del fumatore", pertosse, asma allergico.

Cappero
Cappero
Recenti acquisizioni scientifiche derivanti da ricerche italiane, hanno evidenziato particolari proprietà protettive e difensive nei boccioli di Cappero, per il loro contenuto di particolari sostanze flavoniche che li caratterizzano, responsabili delle naturali proprietà difensive, protettive e di sostegno rispetto alle difese fisiologiche dell'organismo, che divengono maggiormente predisposte a difendersi dagli agenti esterni. Il fitocomplesso dei boccioli di Cappero contiene infatti i peculiari flavonoidi quercetina, kampferolo e rutina; la quercetina in particolare è presente in più alta percentuale che in qualunque altra pianta: l'azione della quercetina e degli altri flavonoidi si esplica a livello delle membrane cellulari, che ne vengono permeate divenendo così più stabili e meno sensibili all'azione delle sostanze aggressive presenti nell'ambiente, particolarmente nell'apparato intestinale in cui riducono le reazioni agli allergeni presenti in alcuni alimenti, costituendo un antagonista degli effetti dell'istamina e quindi una nuova protezione naturale contro l'aggressione di fattori ambientali, ancora più efficace se in associazione sinergica complementare con altri fitoterapici antiossidanti e antinfiammatori specifici come appunto il Ribes nero già nominato, o le foglie di Olivo, contenenti composti fenolici come l'idrossitirosolo, potente antiossidante la cui molecola è abbastanza piccola da riuscire a penetrare rapidamente nei tessuti per neutralizzarne i radicali liberi, sostanze ampiamente implicate nei sintomi provocati da aggressioni esterne, che gli antiossidanti sono capaci di limitare. Anche piante adattogene, immunomodulanti ed equilibratrici, capaci di aumentare la resistenza dell'organismo come il Ginseng e l'Eleuterococco, possono costituire un ausilio supplementare fra le eventuali indicazioni fitoterapiche valide per aiutare a prevenire e ostacolare, in sinergia con le altre piante appena descritte, gli attacchi allergici in ambito respiratorio, dermatologico e oculare, scatenate da sostanze di tipo fisico, chimico, farmacologico e biologico.

Basilico santo (Tulsi)
Basilico santo (Tulsi)
Analogamente il Basilico santo, Ocimum sanctum (Tulsi, o Tulasi, in Indi e Sanscrito), in associazione a Salvia officinale, particolarmente ricca in acido rosmarinico che ne giustifica l'elevata attività antinfiammatoria e antiallergica, favorisce il mantenimento dell'equilibrio delle naturali difese messe in atto dal sistema immunitario, con un'azione immunomodulante volta alla diminuzione della reattività dell'organismo e la sua tendenza allergica alle sollecitazioni allergeniche, riequilibrando la reattività immunitaria, anche associato a sostanze antinfiammatorie, antistaminiche e antiallergiche specifiche come la quercetina e la rutina già descritte. Il Basilico santo inoltre, in abbinamento a prodotti coadiuvanti decongestionanti e antinfiammatori per uso locale, consente, nelle fasi asintomatiche, di ridurre la reattività costituzionale, e, quando compaiano i primi sintomi, di scongiurarne l'evoluzione in senso peggiorativo verso la forma acuta, o moderarne gli effetti, avviando l'organismo verso la remissione dei sintomi, qualora presenti; questo è ancora più evidente con l'abbinamento, nel caso delle allergie respiratorie, a sostanze naturali come l'acido ialuronico dall'azione idratante, e piante bechiche e fluidificanti le secrezioni catarrali come la Piantaggine, la Drosera, l'Adhatoda (o noce di Malabar) il cui principio attivo è la vasicina, e il Coleus forskohlii, con azione bronco-rilassante e bronco-dilatatrice, mucolitica, antiasmatica; tali piante, utilizzate per via aerosolica mediante fine nebulizzazione che favorisce l'intimo contatto con le mucose respiratorie e la formazione di un sottile film protettivo di difesa delle mucose stesse, svolgono un'azione che si rivela particolarmente utile in caso di broncospasmo, asma, pertosse. Per inalazione aerosolica si rivela assai appropriata anche l'Aloe vera, associata ad alcune delle altre piante suddette, o ad altre specificamente raccomandate come espettoranti, fluidificanti catarrali, antinfiammatorie, immunostimolanti, broncorilassanti, antimicrobiche, come gli estratti di semi di Pompelmo, l'Echinacea, l'Enula, il Marrubio, il Timo, il Pino, il Pino mugo, il Cajeput, la Mirra e l'Incenso.

Reishi
Reishi
Per la sua azione immunomodulante sul sistema immunitario, contro le allergie si è rivelato particolarmente valido il fungo Reishi (Ganoderma lucidum), appartenente alla Medicina Tradizionale Cinese, per il suo contenuto in polisaccaridi, composti triterpenoidi come l'acido ganoderico, e acidi oleici, che svolgono un'azione sinergica dalle sorprendenti capacità antiallergiche in grado di inibire l'attività dell'istamina, la principale molecola responsabile dei fenomeni allergici, e ridurre lo stato infiammatorio dell'organismo. Anche la Liquirizia limita il rilascio di istamina contrastando in tal modo i processi allergici, oltre a costituire un buon antinfiammatorio e sedativo per la tosse.
Nella formulazione di prodotti antiallergici specifici, è talvolta opportuno associare l'estratto di Pepe nero (Piper nigrum) o di Pepe lungo (Piper longum), due piante appartenenti alla famiglia delle Piperaceae contenenti piperina, sostanza che favorisce l'assorbimento dei principi attivi contenuti negli integratori stessi, e inoltre aumenta la concentrazione ematica di teofillina, un broncodilatatore valido in caso di difficoltà respiratoria e broncospasmo, utile come coadiuvante nella prevenzione dell'asma bronchiale, e in tutte le malattie da raffreddamento che inducono tosse e bronchite.
Nell'ambito delle sostanze naturali dotate di attività antiallergica spicca il latte di Asina, che ha una composizione molto simile al latte materno per il ridotto contenuto in caseine, implicate nei processi allergici, e per la sua elevata tollerabilità costituisce l'alimento sostitutivo di prima scelta nei bambini che manifestano allergie alle proteine del latte vaccino. Poiché il latte di Asina inoltre è in grado di prevenire il rilascio di immunoglobuline IgE, cioè gli anticorpi dell'allergia, e il conseguente rilascio di istamina, che sappiamo essere la sostanza irritante e allergizzante responsabile delle manifestazioni allergiche, può rappresentare un valido adiuvante nella formulazione degli integratori specifici per prevenire e contrastare le allergie, sia degli adulti che dei bambini.
Molti dei fitoterapici esaminati possono essere utilizzati sia per uso interno, sotto forma di compresse, capsule, gocce, sciroppi ecc. per stimolare l'organismo ad attenuare la reazione allergica con tutto il corredo dei suoi sintomi, sia per uso topico mediante spray nasali o orali, o in forma di gocce ad uso oftalmico, allo scopo di lenire e idratare le mucose infiammate e ridurre la congestione nasale, e, specie se associate all'acido ialuronico, rinfrescare e idratare la congiuntiva oculare, alleviandone gli arrossamenti, la secchezza, o l'eccessiva lacrimazione stimolata dall'allergia, o da agenti atmosferici e ambientali.

Gli oligoelementi

Una strategia naturale di prevenzione contro il manifestarsi di allergie di qualunque tipo, è l'oligoterapia, che consiste nel somministrare all'organismo micro-dosi di oligoelementi, cioè elementi già presenti naturalmente solo in tracce, ma che svolgono funzioni fondamentali per la vita, spesso fungendo da co-enzimi deputati all'attivazione di numerose e indispensabili reazioni biochimiche, che senza la presenza degli oligoelementi non potrebbero avvenire. La carenza di oligoelementi può indurre alterazioni fisiologiche e strutturali, con conseguenti squilibri organici che possono sfociare in malattia, o disturbi specifici come le allergie, per le quali la somministrazione di peculiari oligoelementi procede a modificare il "terreno organico", ossia la natura intrinseca del soggetto allergico, avviandolo verso la risoluzione del disturbo. Questo si potrà realizzare somministrando gli oligoelementi Manganese, Zolfo, Fosforo, specifici per regolare la predisposizione alle allergie riducendo l'eccessiva reattività agli stimoli, correggere gli squilibri del "terreno biochimico ed enzimatico" dell'organismo allergico, equilibrandone le autodifese e agendo come desensibilizzanti. Perché sia veramente efficace, l'oligoterapia deve avvenire in modo costante e reiterato, soprattutto in prevenzione, ripetendo l'assunzione degli oligoelementi ogni anno, particolarmente nei mesi che precedono il periodo critico nelle allergie stagionali, come le allergie ai pollini, oppure in modo quasi continuativo in quelle croniche, derivate dal contatto con muffe, peli di animali, acari della polvere.

La flora batterica intestinale e i probiotici

Probiotici
Anche il rafforzamento del microbiota intestinale mediante l'assunzione di integratori di probiotici e prebiotici, è un valido aiuto per rafforzare le difese dell'organismo, in quanto è ormai acclarato dalle moderne ricerche scientifiche che l'insieme dei batteri "buoni" che albergano nel nostro intestino e che costituiscono appunto il microbiota, svolgono importanti funzioni utili, o addirittura indispensabili alla vita, per la salute e il benessere di ciascuno. La microflora intestinale fisiologica infatti, tipica dell'uomo e differente da quella di ogni altra specie, ci protegge dall'invasione di batteri patogeni stimolando il sistema immunitario mediante prodotti metabolici, regolandone l'attività in modo che sia armoniosa e non venga snaturata da occasionali aggressioni ambientali, oltre ad aiutarci a digerire mediante la produzione di enzimi specifici, e inoltre con la produzione di essenziali vitamine, la digestione delle fibre e molte altre funzioni ancora.


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