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Dalla Newsletter del Luglio/Agosto 2002 |
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LE PIANTE DEPURATIVE, DIGESTIVE E DISINTOSSICANTI
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Il fegato, la grande ghiandola che assolve a numerose e importantissime
funzioni organiche, viene purtroppo maltrattato da molti dei nostri
comportamenti.
Spesso infatti un'alimentazione scorretta e sbilanciata, l'eccessivo
consumo di cibi fritti, un'iperalimentazione, l'abuso di sostanze
tossiche come alcool e fumo, l'utilizzo eccessivo e troppo disinvolto
dei farmaci senza un adeguato controllo medico, certe malattie batteriche
e virali, un sistema di vita poco sano, la sedentarietà, gli ambienti
di lavoro inquinati, eccetera, portano il fegato ad espletare in maniera
insufficiente alcune delle sue più importanti funzioni.
Le più significative fra esse sono: la funzione SECRETIVA della bile,
importantissima per la digestione dei grassi, la funzione DISTRUTTIVA
dei globuli rossi quando sono arrivati al termine del loro ciclo vitale,
la funzione di SINTESI di alcune proteine essenziali per la vita,
la funzione METABOLICA glicogenosintetica
e glicogenolitica,
la funzione di ACCUMULO e di RISERVA ed infine, ma non ultima come
importanza, la funzione DETOSSICANTE, che neutralizza le sostanze
nocive e ne consente l'eliminazione per mezzo degli organi
emuntori.
Quando il fegato perde in modo significativo la capacità di assolvere
a queste funzioni, si determina lo stato patologico definito INSUFFICIENZA
EPATICA, un termine che indica un'alterazione molto grave e che è
di stretta pertinenza medica, ma che è usato spesso a sproposito per
indicare quella che potremmo definire una PICCOLA INSUFFICIENZA EPATICA
(questa terminologia non è accettata dagli autori anglosassoni, ma
in questa sede non vogliamo entrare nel merito di questa disputa).
La piccola insufficienza epatica può essere individuata in un quadro
dispeptico
caratterizzato da sonnolenza dopo i pasti, nausee, bocca amara, alito
pesante, flatulenza,
digestione lenta, stitichezza, emicranie postprandiali,
talvolta disturbi dermatologici come pelle opaca, foruncolosi e acne,
forfora, ma anche variazioni dell'umore, irritabilità, insonnia o
addirittura lieve depressione.
Coloro che soffrono di dispepsia digestiva presentano uno o più di
questi sintomi, pur presentando spesso esami di funzionalità epatica
nella norma.
Questi disturbi compaiono o si accentuano talvolta in particolari
periodi dell'anno, come la primavera che segue una stagione, l'inverno,
in cui è facile cadere in eccessi alimentari per via del freddo, per
le feste natalizie, carnevalesche e pasquali; ma a volte uno o più
di tali disturbi compaiono indipendentemente dalla stagione, a causa
dei nostri comportamenti, come si diceva all'inizio.
Naturalmente di fronte a questo disordine generale dell'organismo
si impone il ritorno all'armonia di tutte le funzioni alterate; in
particolare sarà necessario agire sulle funzioni epato-biliari, pancreatiche,
renali ed intestinali.
La medicina naturale suggerisce in questi casi un intervento detossicante,
che tenda innanzitutto a ripristinare la funzionalità epatica e digestiva,
operando su più fronti. Bisogna iniziare con un'alimentazione più
corretta, sana ed equilibrata, priva di sostanze potenzialmente tossiche
ed eliminando quelle sicuramente nocive, come i superalcolici e i
pasti iperlipidici, cioè troppo ricchi in grassi, soprattutto quelli
saturi. Inoltre bisogna evitare la sedentarietà, introducendo nelle
proprie abitudini di vita un sano movimento, anche delle semplici
passeggiate se non una vera e propria attività sportiva.
A completamento di tutto ciò possiamo intervenire con la fitoterapia,
che è importantissima per influire selettivamente sul miglioramento
delle funzioni dei singoli organi interessati.
Esistono diverse piante officinali utili per questo scopo, come il
Tarassaco, il Carciofo, il Cardo mariano, la Bardana, la Betulla,
l'Ortica, il Rosmarino, la Genziana, la Cicoria, che sono le più utilizzate.
Il Tarassaco, il cui nome deriva
dal greco "Tarasso" che significa "guarisco",
proprio per via delle sue molteplici proprietà benefiche.
Le parti utilizzate sono le foglie e la radice, che contengono dei
principi amari
a cui si devono le proprietà diuretiche,
coleretiche
ed eupeptiche
di questa pianta, che entra nella composizione di molti preparati
depurativi; essa infatti promuove l'attività del fegato e della colecisti
(è molto adatta per fluidificare la bile densa e in caso di "sabbia
biliare"), influendo favorevolmente sulle funzioni digestive
e intestinali, migliorando inoltre la funzionalità renale, con l'aumento
della diuresi
e quindi la diminuzione della ritenzione idrica, con conseguente maggior
eliminazione di tossine e sostanze di rifiuto dell'organismo.
Il Tarassaco inoltre agisce a livello pancreatico, per mezzo del suo
principio attivo colecistochinina, che aumenta la secrezione del succo
enzimatico, migliorando così il processo digestivo; fornendo anche
una notevole quantità di ioni
potassio, aumenta la motilità intestinale per l'azione sulla muscolatura
liscia dell'intestino, di cui migliora quindi la funzionalità.
Il Carciofo è una delle più utili
e salutari piante mediterranee. Famoso per il suo uso culinario, ha
importanti proprietà terapeutiche.
Secondo il Columella (primo secolo dopo Cristo) deve il nome di Cinara,
poi divenuto Cynara, al termine "cenere", perché con questa
veniva concimata la pianta, mentre per altri autori Cinara era una
giovane che secondo la tradizione venne trasformata in carciofo.
Scolymus è il nome greco attribuito al cardo e significa spina, mentre
Carciofo è una parola di derivazione araba, Kerschooff.
I principi attivi del Carciofo sono contenuti nelle foglie, e tra
questi il più interessante è la Cinarina; essa è presente in concentrazione
massima durante la formazione del capolino, che è poi la parte della
pianta che viene usata in cucina.
Le principali proprietà delle foglie del Carciofo sono quelle coleretiche
e colagoghe:
è stato dimostrato infatti che il flusso biliare può essere aumentato
fino al 90% in più rispetto ai valori basali, e che questo effetto
non diminuisce nel tempo e, dunque, si presta anche a trattamenti
prolungati, specie in caso di bile densa, sabbia biliare e tendenza
a produrre calcoli nella cistifellea. L'azione diuretica è altrettanto
importante e si evidenzia pienamente dopo circa sei giorni (con un
aumento anche del 100%), promuovendo così la funzione depuratrice
renale, grazie ai composti flavonici e ai sali minerali, in particolare
potassio e magnesio, che il Carciofo contiene.
I principi attivi contenuti nelle foglie del Carciofo influiscono
anche nel ricambio del colesterolo
e dei trigliceridi,
siano essi di origine alimentare o endogena, aiutando a mantenerne
bassi i livelli a tutto vantaggio dell'apparato cardiovascolare.
Un'altra importante e complementare azione del Carciofo è quella epatoprotettiva
e antitossica, che si manifesta su diverse sostanze tossiche, in particolare
sull'alcool, di cui riescono a ridurre la presenza nel sangue per
effetto dell'aumentata diuresi e per un'accelerazione del metabolismo
dell'etanolo.
Questi effetti, studiati in particolare sulla cinarina, sono da ascrivere
al miglioramento dell'attività dell'epatocita,
a una più marcata coleresi (secrezione di bile), e a una maggiore
capacità di mantenere il colesterolo in soluzione nel siero, anche
per un'evidente escrezione del colesterolo attraverso la bile.
Sono state riscontrate anche proprietà rigeneratrici del parènchima
epatico, oltre alla capacità di migliorare le funzioni secretive e
motorie del tubo digerente, favorendo anche la peristalsi.
Il Carciofo non ha un'attività epatoprotettrice come quella del Cardo mariano, che è bene utilizzare
ogni volta che si ha una lesione dell'epatocita, in particolare quando
vi siano esiti di epatite, poiché il suo principio attivo più interessante,
la silimarina, ha un'azione strutturale, mirata alla protezione della
cellula epatica con un'azione antiradicalica e rigenerativa del parenchima
epatico; l'attività del Carciofo invece è soprattutto funzionale,
poiché stimola e migliora le varie dismetabolie legate al fegato.
La Bardana ha anch'essa un effetto
diuretico e depurativo,
attivo soprattutto a livello della pelle, infatti è molto indicata
in caso di pelle grassa, acne, foruncolosi in genere; ma anche a livello
intestinale esplica un'importante funzione che è quella di combattere
gli effetti esfolianti a carico della mucosa intestinale, dovuti ad
abuso di additivi alimentari, presenti purtroppo in quasi tutti i
cibi dell'alimentazione di massa, e anche all'abuso di lassativi.
Le foglie dell'Ortica costituiscono un rimedio
assai efficace come diuretico e depurativo, ma sono anche un ottimo
remineralizzante, colagogo e stimolante delle funzioni digestive,
oltre che avere una notevole azione antiastenica.
Anche il Rosmarino è una pianta dalle
spiccate proprietà colagoghe-coleretiche, antitossico epatico e protettore
della cellula epatica; è inoltre stomachico
e stimolante generale.
La Cicoria è depurativa, digestiva,
diuretica, coleretica, ma anche amaro-eupeptica; adatta quindi per
insufficienza biliare e atonia
gastrica e intestinale.
La Genziana, infine, rappresenta
la pianta eupeptica più amara finora conosciuta, e ha anch'essa proprietà
digestive e depurative, ma è anche uno stimolante del sistema immunitario.
E' particolarmente indicata in caso di anoressia
o dispepsia
atonica, sia gastrica che intestinale.
Ecco quindi che queste piante, opportunamente miscelate, potranno
fornire un rimedio naturale contro tanti disturbi, e soprattutto un
intervento razionale mirato per eliminare dal nostro corpo le tossine
che provocano, se in eccesso, problemi talvolta molto fastidiosi e
che, se trascurati, possono degenerare in vera e propria malattia.
Dott.ssa Marina Multineddu
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