 |
Dalla Newsletter
del Luglio/Agosto 2005
LE PIANTE UTILI PER I DISTURBI OCULARI
Capita talvolta di avere gli occhi irritati, infiammati, con lacrimazione
abbondante o addirittura con secrezione di muco o catarro dalla congiuntiva
oculare, o viceversa con sensazione di secchezza e scarsa lacrimazione;
l'affezione oculare può avere diverse cause, che possono essere di
natura infettiva o infiammatoria: piccoli traumi, eccessiva esposizione
alla luce solare, l'utilizzo di lenti a contatto, il vento o il freddo,
o ancora una componente allergica, eccetera.
Quando il disturbo è imputabile ad uno stato infiammatorio, esistono
diverse piante che possiamo utilizzare per contrastarlo; quando c'è
una componente batterica di solito il trattamento è farmacologico,
ma le piante possono comunque essere utilizzate per affiancare la
terapia, per rinforzarne l'azione ed eventualmente abbreviarne il
decorso.
Le piante tradizionalmente usate in fitoterapia sono numerose, ma
le più utilizzate, per la loro efficacia, sono senz'altro l'Eufrasia,
il Fiordaliso, le due Camomille, l'Amamelide e lo Zenzero.
L'Eufrasia,
detta anche erba degli occhi, è una pianta della famiglia delle Scrofulariacee
che conosce un largo e diffuso uso popolare nel trattamento delle
affezioni oculari, uso che è comune a molti paesi europei. Non esistono
studi clinici di rilievo sugli usi di questa pianta, che tuttavia
è utilizzata con successo nel trattamento delle congiuntiviti, anche
allergiche, nelle blefariti, in caso di orzaioli e in tutti i casi
di infiammazioni oculari. Essa viene usata sotto forma di collirio,
spesso associata ad altre piante, e come lavanda oculare o per impacchi
effettuati col suo infuso, che naturalmente deve essere ben filtrato
per evitare di introdurre nell'occhio frammenti della pianta stessa.
L'uso come antinfiammatorio oculare è giustificato dalla presenza
di iridoidi, flavonoidi
e tannini, che conferiscono alla pianta proprietà analgesiche,
astringenti,
antinfiammatorie e antibatteriche. Le sue proprietà antiallergiche
sono utili anche nel raffreddore da fieno, nella coriza (raffreddore
di "testa") e nella rinorrea ("goccia al naso"), poiché contribuiscono
a decongestionare le palpebre e la congiuntiva e a diminuire notevolmente
l'eccessiva secrezione oculare e nasale. In questo caso si possono
effettuare lavaggi oculari e nasali, oppure si può semplicemente instillare
negli occhi un collirio contenente Eufrasia, la quale agirà sia a
livello oculare che nasale, poiché attraverso i canali lacrimali essa
raggiungerà anche le fosse nasali, dove esplicherà la sua azione decongestionante
ed antinfiammatoria; si otterrà il doppio beneficio di ridurre o addirittura
bloccare l'eccessiva lacrimazione, con sollievo anche delle vie nasali,
che risulteranno più libere e con minore secrezione.
Anche in caso di orzaiolo si possono effettuare impacchi con compresse
di garza sterile imbevute con infuso tiepido di Eufrasia, o anche
con la stessa pianta ammollata dall'infusione, avvolta in garza sterile
e applicata ugualmente tiepida sull'orzaiolo, per sfiammarlo e facilitarne
la risoluzione.
Vi riporto, solo a titolo di curiosità, che nella tradizione popolare
l'uso di questa pianta come rimedio specifico per gli occhi, si rifà
all'antica teoria della "signatura" di Paracelso, la quale sosteneva
che una pianta era adatta per curare l'organo che rappresentava in
qualche sua parte. Ad esempio il Capelvenere, Adiantum capillus veneris,
ha gli steli delle foglie neri, lisci, lucidi e sottili come capelli,
e infatti l'uso popolare la indicava come utile alla cura dei capelli;
nel caso dell'Eufrasia il fiore ha una macchia colorata al centro
che può ricordare un occhio.
Un'altra
pianta molto utile e usata per i disturbi oculari è il Fiordaliso,
Centaurea cyanus, appartenente alla famiglia delle Asteracee, che
vanta proprietà decongestionanti, antinfiammatorie e astringenti utili
in caso di oftalmie. I suoi fiori sono impiegati, infatti, per la
presenza di antociani
e flavonoidi,
nelle infiammazioni a carico dell'occhio sotto forma di distillato,
collirio, compresse, lavande oculari decongestionanti per la congiuntiva
infiammata. Anche in campo cosmetico entra a far parte della composizione
di detergenti e struccanti, tonici e acque palpebrali, spesso in associazione
con Meliloto, Piantaggine e altre piante.
Anche
la Camomilla
comune, Matricaria chamomilla o Chamomilla recutita, e la Camomilla
romana, Anthemis nobilis, entrambe della famiglia delle Asteracee,
fra le loro innumerevoli applicazioni, vengono utilizzate anche per
realizzare lavaggi oculari, impacchi e compresse decongestionanti,
bagni oculari e lozioni palpebrali, colliri, per infiammazioni oculari,
congiuntiviti, orzaioli e blefariti. Anche in questo caso l'infuso
deve essere filtrato perfettamente, meglio se attraverso una garza
sterile, per la presenza dei piccoli fiori tubolari che possono attraversare
i normali filtri: alcuni raccomandano di non utilizzare l'infuso di
Camomilla nella zona degli occhi per prevenire eventuali danni dovuti
a impurezze contenute nell'infuso non perfettamente filtrato, ma con
gli opportuni accorgimenti gli impacchi di Camomilla, tanto utilizzati
dalle nostre sagge nonne, possono essere effettuati tranquillamente!
L'uso
dell'Amamelide, Hamamelis virginiana, per le infiammazioni oculari,
trova giustificazione per le sue proprietà decongestionanti, astringenti,
regolatrici della circolazione venosa e vasocostrittrici periferiche.
Infatti, quando si verifica un'infiammazione a livello di qualunque
tessuto od organo, vi è un'immediata reazione vascolare che aumenta
l'afflusso di sangue nel distretto interessato; questo si verifica
anche a livello oculare con formazione di capillari iperemici (dal
greco iper, che indica eccesso, e aima, sangue), che talvolta vanno
incontro a rotture con la formazione di quel fenomeno noto come "occhi
iniettati di sangue". L'azione dell'Amamelide contribuisce a evitare
il rossore dovuto all'ingrossamento dei capillari della superficie
oculare e ad evitarne la rottura. Gli occhi si presenteranno così
chiari e decongestionati, senza l'aspetto infiammato che si ha ad
esempio in caso di congiuntivite allergica o altre infiammazioni della
congiuntiva.
Dello Zenzero
abbiamo parlato il mese scorso,
ma vi ricordo che anch'esso ha grandi proprietà antinfiammatorie,
che vengono fra l'altro utilizzate nella preparazione di colliri molto
rinfrescanti e decongestionanti, per lavaggi oculari e impacchi.
Data la grande maneggevolezza di queste piante, che a tutt'oggi non
hanno mostrato di avere controindicazioni ed effetti collaterali,
le possiamo utilizzare anche per la normale igiene quotidiana degli
occhi, anche più volte al giorno in caso di necessità, per mantenerli
limpidi, sani e senza arrossamenti.
Dott.ssa Marina Multineddu
|
 |