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Cominciamo subito col dire che
la menopausa NON è una malattia: essa, infatti, è un
periodo fisiologico che compare nella vita di ogni donna, così
come la pubertà e la gravidanza. Il momento in cui la donna va
in menopausa è influenzato da diversi fattori, come la popolazione
di appartenenza, la familiarità, la data del menarca (la prima
mestruazione), il fumo. Nei paesi orientali ad esempio la menopausa
si manifesta prima che in quelli occidentali; nei paesi caldi del
sud, dove più precoce è il menarca, la menopausa è
più precoce che in quelli del nord; inoltre se una madre è
andata in menopausa molto presto ci sono alte probabilità che
ciò accada anche alla figlia; è ormai accertato che
anche la nicotina accelera il processo di atrofizzazione delle ovaie,
bloccandone l'attività prima del tempo fisiologico. Le conseguenze della menopausa Talvolta alla menopausa si accompagnano
alcune manifestazioni indesiderate, fra cui le "vampate di calore"
(o caldane), che consistono in un'improvvisa sensazione di calore
alla parte superiore del corpo (viso, collo e busto), con abbondante
sudorazione e forte arrossamento soprattutto del viso, ciò
che provoca un grande disagio nella donna, anche nei suoi rapporti
con gli altri, perché è impossibile da ignorare e mascherare:
è tipico infatti l'uso di ventagli per rinfrescarsi il viso,
nelle donne non più giovanissime. La carenza di ormoni ovarici
influisce anche su alcune sostanze chimiche del cervello, che influenzano
i meccanismi regolatori del tono dell'umore, dell'attenzione ed il
comportamento: si possono registrare infatti in questo periodo sbalzi
dell'umore, ansia, insonnia, irritabilità, difficoltà
di concentrazione, talvolta depressione. Anche i tessuti vaginali e dell'apparato
urinario vanno incontro ad atrofizzazione, con conseguente maggior
facilità alle infezioni, con cistiti ricorrenti e secchezza
delle mucose, che può comportare difficoltà nei rapporti
sessuali; tuttavia questi fenomeni col tempo in parte regrediscono
e si normalizzano. La pelle subisce durante la menopausa una perdita di elasticità e freschezza, per via della riduzione del tessuto di sostegno, il collagene, che risente maggiormente della carenza di estrogeni; tuttavia l'invecchiamento della pelle è un fenomeno molto soggettivo e si manifesta in misura molto diversa da donna a donna. Uno dei timori delle donne che
arrivano alla menopausa è quello di aumentare di peso, ma questo
spesso avviene non solo per il cambiamento dell'equilibrio ormonale,
ma anche per i normali processi di invecchiamento dell'organismo,
che con l'età modifica il suo metabolismo, che rallenta, e
quindi si ha un minore dispendio di calorie, per cui si dovrebbe automaticamente
diminuire l'apporto calorico, non più adeguato. Infatti se
fino a qualche anno prima l'introduzione di un certo numero calorie
corrispondeva ad un loro consumo totale, con l'età le calorie
consumate saranno meno, con un residuo di calorie non utilizzate che
verranno immagazzinate sotto forma di grasso: bastano queste calorie
in più ogni giorno per acquistare diversi chili in un anno!
Quindi arrivati ad una certa età dovremo comunque rivedere
la nostra alimentazione, a prescindere dalla menopausa. Talvolta si pensa erroneamente
che la terapia ormonale sostitutiva di sintesi possa risolvere l'inconveniente
del sovrappeso, al contrario gli estrogeni favoriscono la ritenzione
di liquidi nei tessuti, quindi l'aumento di peso e anche la cellulite! Ma le due conseguenze maggiori che la menopausa può portare, sono quelle a carico dell'apparato scheletrico e del sistema cardiocircolatorio: infatti dopo i 50 anni, con la menopausa, una donna su quattro va incontro al fenomeno dell'osteoporosi, cioè alla rarefazione della struttura dell'osso e ad una decalcificazione che può aumentare il rischio di fratture. Osteoporosi infatti significa proprio "ossa porose", cioè ossa la cui struttura ne determina la fragilità, ed i suoi sintomi purtroppo sono silenti per molto tempo; quando la malattia arriva a manifestarsi con dolori ossei, difficoltà nella deambulazione, incurvamento della colonna vertebrale, eccetera, essa è già in fase avanzata, perciò all'inizio della menopausa sarebbe bene sottoporsi, dopo consultazione col proprio medico, ad un esame specifico, la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), che è in grado di diagnosticare precocemente la malattia, così da prendere gli opportuni provvedimenti prima che essa possa creare dei danni. Le donne maggiormente predisposte
all'osteoporosi sono quelle di pelle bianca, con ossatura piccola,
costituzione esile, con menopausa precoce, fumatrici, forti consumatrici
di alcool e quelle che hanno precedenti familiari. Quali rimedi? Fino a non molti anni fa le donne erano costrette a sopportare con rassegnazione tutte queste manifestazioni negative legate alla menopausa, perché non avevano altra scelta. Oggi invece esistono diversi rimedi sia di tipo farmacologico di sintesi, che di tipo completamente naturale. E' molto dibattuto il problema relativo ai rischi legati all'assunzione di una terapia sostitutiva farmacologica, ma oggi un'informazione sempre maggiore aiuta ogni donna a riconoscere quando arriva questo momento della propria vita e a scegliere quale tipo di trattamento intraprendere. Fermo restando che solo il proprio medico potrà stabilire se è il caso o meno di intraprendere una terapia ormonale con farmaci di sintesi, oggi sappiamo, alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche, che non pare indispensabile orientarsi in tal senso, ma proprio perché la menopausa non è una malattia, può essere trattata in modo naturale. Non parliamo, infatti, di terapia, ma di trattamento e di prevenzione dei disturbi ad essa correlati e, col rigore scientifico che ormai da diversi anni accompagna la fitoterapia, la ricerca fitoterapica ha condotto alla messa a punto di una innovativa associazione di erbe, vitamine e minerali, per il trattamento dei malesseri della menopausa. La moderna ricerca fitoterapica ha individuato in alcune piante l'esistenza di sostanze, i fitoestrogeni, in grado di simulare l'azione degli estrogeni umani; essi hanno un'azione più blanda ma del tutto naturale, in grado di imitare gli effetti degli estrogeni, perché le loro strutture molecolari sono molto vicine a quelle degli estrogeni umani ed il corpo li accetta come tali. In altre piante invece sono stati individuati i fitoprogestinici, che sono in grado di normalizzare il rapporto estrogeni-progesterone. L'attuale ricerca scientifica infatti ha dimostrato, mediante alcuni studi clinici, che l'integrazione con soli estrogeni non è sufficiente al controllo dei disturbi e delle affezioni causate dalla menopausa ma è più utile l'associazione di estrogeni con progesterone, poiché questi ultimi bilanciano gli effetti dannosi che l'integrazione con soli estrogeni può portare, come ritenzione idrica, diminuzione della libido, aggravarsi dei problemi vascolari, ipertensione, aumento del rischio di formazione di cisti al seno, fibromi nell'utero e tumori al seno. Il progesterone contrasta tutti questi effetti negativi e indesiderati degli estrogeni. Il fine del trattamento naturale
dei disturbi causati dalla menopausa è il ristabilimento dell'equilibrio
ormonale, quindi è auspicabile la somministrazione combinata
di fitoestrogeni e fitoprogestinici, eventualmente associata ad altri
principi vegetali funzionali sinergici. Di fatto è ormai scientificamente
e universalmente accettato che i prodotti naturali vengono meglio
tollerati dall'organismo e consentono la personalizzazione dell'integrazione
alimentare e dello schema di trattamento. La Soia è una leguminosa, molto utilizzata per le sue notevoli proprietà nutrizionali e dietetiche, soprattutto nei paesi orientali. In questi paesi, nei quali viene consumata quotidianamente e per tutta la vita, si è osservata una bassa incidenza di disturbi legati alla menopausa e oggi numerosi studi hanno confermato questa osservazione. Essa contiene un gruppo di sostanze appartenente alla classe dei flavonoidi, gli isoflavoni, che per la loro attività estrogeno-simile sono chiamati fitoestrogeni e sono in grado di influenzare la produzione e il metabolismo degli ormoni sessuali, oltre ad avere un ruolo attivo nel rallentare i fenomeni di invecchiamento della pelle, per la capacità di stimolare la produzione di collagene e acido ialuronico. I fitoestrogeni si sono rivelati
utili contro i disturbi dovuti alla menopausa e le patologie ad essa
correlate, come l'osteoporosi e l'ipercolesterolemia; infatti studi
clinici hanno evidenziato che gli isoflavoni della Soia, inseriti
nella dieta, diminuiscono la perdita della massa ossea che accompagna
la menopausa, e contemporaneamente contribuiscono a ridurre il cosiddetto
colesterolo cattivo, o LDL, mentre tendono a far aumentare il colesterolo
buono, o HDL. Questo può contribuire a favorire la prevenzione
dei danni cardiovascolari. E' importante, quando si assumono isoflavoni di Soia, far sì che la flora batterica intestinale sia efficiente, poiché le molecole degli isoflavoni sono molto grandi e devono essere scisse per essere assimilate, per mezzo delle glicosidasi, enzimi che vengono prodotti proprio dalla flora batterica intestinale; perciò è utile integrare l'assunzione di isoflavoni con fermenti lattici probiotici, che arricchiscano la flora batterica intestinale: si otterrà in questo modo una miglior assimilazione dei principi attivi e quindi una loro migliore efficacia, oltre ad evitare fenomeni di gonfiori intestinali. La Cimicifuga (Cimicifuga racemosa)
appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee ed è originaria
del continente nordamericano; è utilizzata per ridurre le vampate
di calore, e questo pare che non sia dovuto tanto ad un effetto estrogenico,
quanto ad un'azione a livello centrale che coinvolge i recettori della
serotonina, che sembra avere un ruolo importante in questi fenomeni.
Anche la Cimicifuga non presenta effetti collaterali e può
essere associata ai fitoestrogeni della Soia, per potenziarne gli
effetti benefici nel ridurre le manifestazioni e i disturbi derivati
dalla menopausa. Il Trifoglio, Trifolium pratense, detto Red Clover dagli anglosassoni, è un'altra leguminosa ricca di flavonoidi, che si può trovare in associazione alla Soia come fonte di fitoestrogeni, che sono di tipo diverso rispetto a quelli contenuti nella Soia, perciò rendono più completo il trattamento. Un'altra pianta molto importante
per il trattamento dei disturbi della menopausa è l'Igname
selvatico (Dioscorea villosa o Wild Yam), che appartiene alla famiglia
delle Dioscoreacee; è una pianta erbacea rampicante, di cui
si utilizza soprattutto la specie messicana, che è la più
ricca di composti ormono-simili. L'Igname contiene in particolare
la diosgenina, sostanza naturale simile agli ormoni umani che, essendo
il precursore biologico del progesterone, è in grado di normalizzare
il rapporto estrogeno-progesterone, funzione quindi importantissima
per mantenere l'esatto equilibrio ormonale femminile, per cui è
indicata sia per i disturbi della menopausa che per le sindromi premestruali.
Per quanto riguarda la menopausa contribuisce a combatterne i sintomi
tipici come vampate, stanchezza, secchezza delle mucose vaginali e
maggior predisposizione alle infezioni vaginali e urinarie. In associazione a queste piante
tipiche per la menopausa, è bene assumerne anche altre che
agiscano soprattutto a livello dell'ansia, dell'insonnia e della leggera
depressione che talvolta si avverte, come il Biancospino, la Melissa,
la Passiflora, l'Iperico, di cui abbiamo ampiamente parlato in precedenti
articoli.
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