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L'organismo
umano possiede una sorta di orologio biologico interno che influenza i vari processi
fisiologici, condiziona le ore di veglia e quelle di sonno, secondo un ritmo definito
Ciclo Circadiano (dal latino circa = intorno e dies = giorno). Esso regola i processi
organici, inclusa l'alternanza dei periodi di sonno e di veglia, con un ritmo
abbastanza regolare e costante, a meno che non sia alterato da fattori esterni.
La notte, in assenza di luce, l'organismo produce la Melatonina, un ormone secreto dall'epìfisi, o ghiandola pineale, che ha la funzione di intervenire nella regolazione del ciclo sonno-veglia; la concentrazione di Melatonina nel sangue aumenta alla comparsa del buio fino a raggiungere il massimo fra le 2 e le 4, per ridursi gradualmente all'avvicinarsi del giorno. L'esposizione alla luce inibisce la produzione di Melatonina.
Il sonno è comune a tutte le specie animali, seppure con diversi gradi di complessità nella sua struttura. Nei mammiferi il sonno non differisce, qualitativamente, da specie a specie, incluso l'uomo; vi sono però alcune peculiari differenze fra i mammiferi terrestri e quelli acquatici: i delfini e le foche ad esempio sono in grado di dormire usufruendo a fasi alterne di una sola metà del cervello, mentre l'altra metà rimane vigile. Anche negli uccelli si possono osservare fasi di sonno simili a quelle dei mammiferi, ma scendendo nella scala zoologica, negli organismi più semplici l'organizzazione del sonno è ridotta al semplice alternarsi di periodi di attività e di riposo, come è stato osservato di recente nel moscerino della frutta che tutti conosciamo.
Il sonno è una funzione così essenziale da influenzare il buon funzionamento di
tutto l'organismo; esso è definito come uno stato di riposo, contrapposto allo
stato di veglia, caratterizzato da una sospensione della coscienza e della volontà,
dal rallentamento delle funzioni neurovegetative, dall'interruzione parziale dei
rapporti sensoriali e motori dell'individuo con l'ambiente, durante il quale l'organismo
recupera energia fisica e psichica.
Pur apparendo il sonno come uno stato di quiete, in realtà a livello cerebrale
avvengono numerosi e complessi cambiamenti, e addirittura certe cellule cerebrali
in alcune fasi sono molto più attive che durante la veglia. Una moderna definizione
descrive il sonno come uno stato "prontamente reversibile" di ridotta attività
e interazione con l'ambiente circostante.
Il sonno quindi erige una barriera fra la percezione cosciente e il mondo esterno,
ma uno stimolo sensoriale come un rumore forte o una sensazione dolorosa può superare
questa barriera, interrompendo il sonno.
Esso
è biologicamente essenziale e assolutamente indispensabile per mantenere la vita:
senza una sufficiente quantità e qualità di sonno l'organismo manifesta alterazioni
nel livello di vigilanza, nella regolazione delle secrezioni ormonali, nell'efficienza
del sistema immunitario, fino a manifestare disordini della memoria e delle funzioni
cognitive, e perfino gravi disturbi psichici se la privazione del sonno supera
un certo livello.
Il sonno consente il riposo e il recupero delle energie spese durante le attività
della veglia, rappresenta un meccanismo di protezione contro i danni derivanti
da un eccessivo affaticamento, ma svolge anche una importante funzione nello sviluppo
mentale di ogni individuo, poiché durante il sonno il cervello rielabora gli stimoli
e le informazioni apprese durante la veglia, fissa nella memoria a lungo termine
i dati rielaborati, eliminando quelli considerati superflui, programmando una
sorta di archivio.
Questo permette di organizzare i ricordi e la memoria, e di utilizzare il bagaglio
di nozioni acquisite durante la veglia per elaborare idee, intuizioni, strategie,
sostenendo la crescita psichica e le capacità creative.
In alcune fasi del sonno, che fra breve esamineremo, il metabolismo diminuisce
consentendo un risparmio di energia; gli apparati escretori, come fegato e reni,
eliminano più efficacemente le tossine; il sistema immunitario produce più anticorpi;
aumenta l'escrezione dell'ormone della crescita (ormone somatòtropo).
Durante il sonno avviene una grande varietà di eventi fisiologici che le moderne
metodiche di ricerca hanno potuto rilevare mediante il monitoraggio dell'attività
bioelettrica del cervello con l'elettroencefalogramma, dei muscoli scheletrici
con l'elettromiografia, del cuore con l'elettrocardiogramma, dei muscoli respiratori
con lo spirogramma, del movimento degli occhi, con l'elettrooculografia. La registrazione
contemporanea di tutti questi parametri è chiamata Polisonnografia.
La
Polisonnografia ha permesso di capire che durante la notte nell'adulto si succedono
4-5 cicli di sonno in un periodo di circa 8 ore; ogni ciclo dura approssimativamente
un'ora e mezza - due ore, ed è caratterizzato da due fasi principali: Fase Non-REM,
o sonno ortodosso, e Fase REM, o sonno paradosso.
Il termine REM deriva dall'acronimo della definizione inglese "Rapid Eye Movements"
= "Rapidi Movimenti Oculari" che chiariremo fra breve.
La fase Non-REM è composta da quattro stadi, durante i quali la respirazione si
fa lenta e regolare, il battito cardiaco rallenta, la temperatura corporea si
abbassa e il corpo si rilassa.
Nel primo stadio il sonno è ancora leggero; nel secondo stadio diventa più profondo,
gli occhi sono quasi completamente fermi, i muscoli sono ben rilassati, anche
se dotati ancora di una leggera attività; nel terzo e quarto stadio arriva gradualmente
il sonno più profondo, quello più riposante e ristoratore, in cui il cervello
riduce l'attività. Nel quarto stadio, quello cioè in cui il sonno è più profondo
e caratterizzato da una ridotta attività cerebrale, il cervello riduce il consumo
di glucosio e di ossigeno: in questo momento è difficile essere svegliati; ma
se si è risvegliati forzatamente, si stenta a ritrovare la lucidità, e per qualche
minuto si è confusi.
Dopo i quattro stadi di sonno Non-REM segue la fase di sonno REM, in cui il cervello
dà inizio a un'intensa attività cerebrale, si manifestano frenetici e rapidi movimenti
oculari (ecco spiegato il termine REM), mentre la muscolatura è completamente
atonica e il corpo è totalmente incapace di muoversi. In questa fase si sogna,
e per questo i muscoli sono praticamente paralizzati: questo fatto costituisce
una difesa per il dormiente; se infatti fossimo capaci di muoverci, il sogno ci
potrebbe indurre a compiere movimenti inconsulti, che potrebbero rivelarsi pericolosi.
Credo che tutti conoscano la sensazione di avere le gambe completamente bloccate,
mentre nel sogno vorremmo correre o fuggire, ma nonostante tutti i nostri sforzi
non riusciamo a muoverci!
In questa fase il cervello consuma una quantità di glucosio e di ossigeno paragonabile
a quella utilizzata durante la veglia, anche quando impegnato in attività intellettuali
di ragionamento e studio. La definizione di "sonno paradosso" attribuita al sonno
REM, deriva proprio da questa incongruenza fra il totale rilassamento del corpo
e l'intensa e frenetica attività cerebrale e oculare. Se si è svegliati durante
la fase REM, si è subito lucidi e presenti, e si ricorda perfettamente il sogno.
Da
quanto abbiamo esposto, si comprende facilmente come le alterazioni del sonno
siano fonte di disagio per l'individuo che le subisce, con ricadute sulle attività
quotidiane, come sonnolenza, cattivo umore, difficoltà di concentrazione, nervosismo,
e sull'aspetto estetico come occhiaie e borse sotto gli occhi, pelle opaca, rughe
più evidenti.
Alcuni hanno necessità di almeno otto ore di sonno, mentre per altri poche ore
bastano a farli sentire riposati. Se però ci si alza al mattino con la sensazione
di non aver riposato a sufficienza, di aver dormito male, oppure si trova difficoltà
a prender sonno, o ci si sveglia troppo presto, allora possiamo parlare di insonnia.
L'insonnia può insorgere per vari motivi, fra i quali sono molto determinanti
l'ansia e lo stress accumulati nella giornata, e di cui non si riesce a liberarsi
quando si va a dormire.
Per contrastare l'insonnia bisogna naturalmente evitare di assumere alla sera
bevande eccitanti come tè, caffè, alcool; non si deve fare attività fisica la
sera, ma bisogna evitare anche una vita troppo sedentaria; sarebbe bene coricarsi
possibilmente sempre alla stessa ora. La sera si dovrebbero fare pasti leggeri
che impegnano poco la digestione, e che prevedano alimenti come pasta, riso, pane,
latte, banane, lattuga, ricchi di triptofano, un aminoacido essenziale che deve
essere necessariamente assunto con gli alimenti, precursore del neurotrasmettitore
serotonina, sostanza che sostiene l'umore e incrementa la quantità del sonno e
ne migliora la qualità. Il triptofano è precursore anche della Melatonina, ormone
che abbiamo visto essere coinvolto nella regolazione del ritmo sonno-veglia.
La fitoterapia può contribuire a fornire un valido supporto per contrastare l'insonnia
e normalizzare il sonno, migliorarne la qualità e far sì che esso sia ristoratore:
le piante officinali che favoriscono il sonno sono numerose.
Fra
esse, la Valeriana è molto utilizzata per la sua azione che induce un sonno fisiologico,
specialmente quando si ha difficoltà ad addormentarsi. Poiché la Valeriana agisce
anche sui disturbi provocati dalla menopausa, come le vampate di calore, può essere
utile per le signore che hanno problemi di insonnia, derivanti da queste problematiche
che possono disturbare il sonno.
Anche l'Escolzia, come la Valeriana, è una pianta ipnoinducente (da ipnos = sonno).
Indicata negli stati ansiosi e difficoltà di addormentamento, favorisce un sonno
più riposante.
La Passiflora ha proprietà spiccatamente rilassanti a livello del sistema nervoso
centrale, quindi è utile per l'ansia durante il giorno poiché agisce anche sull'umore,
ma anche la sera per favorire un sonno sereno e un risveglio piacevole; ideale
nelle turbe della menopausa, associata alla Valeriana.
La Lavanda e il Tiglio sono sedativi del sistema nervoso centrale, quindi sono
indicati negli stati di agitazione nervosa, ansia e insonnia; il loro utilizzo
è particolarmente appropriato quando vi siano problemi alle vie respiratorie che
possono disturbare il sonno, come tosse, asma, pertosse, per le loro proprietà
antisettiche e spasmolitiche.
La Melissa è consigliata negli stati ansiosi e per l'insonnia nervosa; può essere
utile quando si consuma una cena un po' pesante per la digestione, per le sue
proprietà antidispeptiche, eventualmente associata alla Camomilla, che ha un'azione
sedativa e spasmolitica a livello intestinale, anche se ovviamente la sera è preferibile
evitare pasti pesanti.
Il
Biancospino, definito la "Valeriana del cuore" per la sua azione calmante cardiaca,
è specifico contro la tachicardia, ma interviene beneficamente anche sull'insonnia,
poiché agisce sull'ansia che, come sappiamo, è una delle cause dell'insorgere
di questo disturbo.
Anche i fiori di Arancio dolce possono essere utilizzati come coadiuvanti contro
l'insonnia, per la loro azione rilassante e sedativa contro l'ansia, il nervosismo,
lo stress.
La Griffonia è ricca di triptofano, il precursore della serotonina, il neurotrasmettitore
coinvolto nel miglioramento del sonno e dell'umore; questa pianta può essere associata,
quando l'insonnia è causata da depressione media o lieve, a piante specifiche
per migliorare l'umore, come la Rodiola e l'Iperico, oltre a quelle più propriamente
sedative, ipnoinducenti e rilassanti. Infatti, l'associazione di diverse piante,
che agiscono in sinergia fra loro, potenzia gli effetti positivi di ciascuna sul
sonno.
Quando con l'età diminuisce la produzione di Melatonina da parte dell'organismo,
o in caso di lunghi viaggi in cui si ha un cambiamento di fuso orario, può essere
utile un'integrazione di questa sostanza, per riportarla a livelli normali, e
per riequilibrare l'orologio biologico alterato dal cosiddetto jet-lag.
Dott.ssa Marina Multineddu
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