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Articolo tratto dalla Newsletter del Gennaio 2006
L'ECHINACEA: UNA DIFESA PER L'INVERNO
Il
genere Echinacea, che appartiene alla famiglia delle Compositae, comprende
nove specie, ma quelle che vengono utilizzate in fitoterapia in realtà
sono solo tre: E. angustifolia, E. pallida e E. purpurea. Useremo
il termine Echinacea al singolare, intendendo riferirci da ora in
poi alle tre specie officinali, che spesso sono utilizzate in associazione.
Il nome Echinacea deriva dal greco echinos, che significa riccio e
fa riferimento alle brattee pungenti, quasi spinose, del capolino,
ossia l'infiorescenza. Tutte le Echinacee sono originarie del Nord
America e sono diffuse sia in pianura che a quote superiori, anche
fino a 1500 metri; infatti il loro areale di diffusione è molto esteso,
dalle zone costiere del golfo del Messico attraversa le Grandi Pianure
e si estende ad ovest fino alle Montagne Rocciose, ad est alla catena
dei monti Appalachi.
Le popolazioni autoctone, gli indiani americani, utilizzavano l'Echinacea
a scopo medicinale, sia per uso esterno che per uso interno. In particolar
modo adoperavano le sue radici, la parte di pianta che contiene la
maggior quantità di principi attivi dotati di proprietà medicinali,
per combattere per esempio il raffreddore, il mal di testa e di stomaco,
mentre per uso locale curavano ferite, ustioni, punture d'insetti,
morsi di serpenti e così via.
Studi recenti hanno confermato molte delle proprietà attribuite dai
nativi americani a queste piante, soprattutto quelle che riguardano
le malattie da raffreddamento, sia per prevenirle che per accelerarne
e abbreviarne il decorso e la risoluzione.
Si
ritiene quindi che l'Echinacea abbia attività immunostimolante e che
il suo spettro d'azione sia determinato da un aumento delle difese
endogene, tramite stimolazione del sistema immunitario, mediante la
maggiore attivazione della fagocitosi. Presenta inoltre proprietà
antivirali, antibatteriche, antifungine, antinfiammatorie, vulnerarie
(atte a curare piaghe e ferite, dal latino vulnus = ferita), riepitelizzanti
e cicatrizzanti. Vengono perciò, come spesso accade in fitoterapia,
confermate le proprietà medicinali che giustificano gli usi popolari
di questa pianta.
Anche oggi quindi l'uso interno dell'Echinacea trova indicazione nel
trattamento coadiuvante delle infezioni recidivanti delle vie respiratorie
e anche delle basse vie urinarie; per uso esterno invece è utile nella
profilassi e nel trattamento nelle affezioni cutanee di tipo infiammatorio,
come ulcere torpide, ferite, ustioni, afte, dermatiti, in cui è necessario
riattivare la rigenerazione dei tessuti e ridurre i rischi di infezione.
E' previsto anche l'impiego cosmetico nel trattamento delle pelli
secche, screpolate, come dermopurificante nelle pelli postacneiche,
come rassodante nelle pelli rilassate; l'Echinacea infatti manifesta
un'azione riepitelizzante, levigante, antirughe, antismagliature e
rassodante.
Numerose
ricerche hanno evidenziato che la pianta è in grado di rafforzare
le difese dell'organismo nei confronti delle sindromi influenzali
con interessamento delle alte vie respiratorie, impiegandola sia in
modo preventivo che per il disturbo già in atto, variando opportunamente
il dosaggio.
Studi clinici hanno dimostrato che l'Echinacea riduce la durata dell'infezione,
e ne attenua considerevolmente i sintomi, quali cefalea, rinorrea
(abbondante secrezione di muco dalle cavità nasali), lacrimazione,
infiammazione auricolare.
Per ottenere questi risultati devono però essere rispettati determinati
dosaggi, al di sotto dei quali i trattamenti risultano di gran lunga
meno efficaci. Ai primi sintomi di raffreddore o di influenza, il
dosaggio di attacco per gli adulti, secondo recenti studi, deve essere
di 50 gocce di estratto liquido di Echinacea per tre volte a distanza
di mezz'ora, per poi passare successivamente a 50 gocce tre-quattro
volte al giorno per diversi giorni; la tollerabilità risulta ottima.
Come prevenzione per rinforzare le difese immunitarie, il dosaggio
sarà inferiore e se ne protrarrà l'uso per circa 15 giorni, seguiti
da una pausa della stessa durata, poiché sembra che l'assunzione continua
renda meno efficace il trattamento, come se l'organismo non reagisse
più allo stimolo. Si può quindi adottare un ciclo di 15 giorni al
mese per tutta la durata dell'inverno.
Le proprietà di questa pianta sono da attribuire a diversi composti
in essa contenuti, in particolare l'Echinacoside ha mostrato attività
blandamente antibiotica e antivirale, mentre l'attività antinfiammatoria
è da attribuire all'Echinaceina; ancora attività antinfiammatoria
e immunostimolante è ascritta ai Polisaccaridi.
Come avviene sempre nel caso delle piante, è però la sinergia del
fitocomplesso che conferisce le numerose proprietà all'Echinacea,
per l'azione combinata di più principi attivi.
Dott.ssa Marina Multineddu
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