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LA NUOVA DIFESA NATURALE CONTRO I PROCESSI DI INVECCHIAMENTO INDOTTI DAI RADICALI LIBERI
Ormai è accertato che i danni provocati dai radicali liberi alle strutture vitali degli organismi viventi, sono coinvolti nel processo di invecchiamento e nello sviluppo di numerose patologie croniche e degenerative, incluse neoplasie, malattie cardiovascolari e perfino gravi malattie degenerative delle cellule nervose cerebrali (neuroni) come il Parkinson e l'Alzheimer. Naturalmente il nostro organismo ha sviluppato nella sua evoluzione dei metodi di difesa molto complessi e delicati, ma queste difese non sono sempre efficaci al 100% nell'eliminare i radicali liberi dall'organismo; esistono infatti delle situazioni, patologiche e non, in cui la produzione di radicali liberi aumenta in modo tale che la "barriera" di difese antiossidanti non è più in grado di neutralizzarli: siamo allora in presenza di uno Stress Ossidativo. Il perdurare del rischio ossidativo, dovuto a queste molecole altamente reattive, può determinare delle reazioni a carico delle strutture cellulari che innescano processi di invecchiamento di tutti i tessuti (e che generano, tra l'altro, invecchiamento della pelle, infiammazioni, perdita di elasticità dei vasi sanguigni, e persino tumori), non immediatamente visibili, ma che si manifesteranno nel corso del tempo. Proprio per questo motivo non è possibile individuare delle sintomatologie imputabili all'eccesso di radicali liberi secondo un classico schema di causa-effetto, con il rischio di sottovalutare l'intera problematica. Questo concetto è ancora più importante se il rischio, relativo ad un eccesso di radicali liberi, riguarda i giovani; è emerso infatti da studi recenti che i giovani sono sempre più a rischio. Questo fatto si spiega forse col fatto che, se analizziamo lo stile di vita delle nuove generazioni, sono molti gli "errori" commessi dai giovani di oggi e molto si potrebbe fare per evitare l'aumento dei fisiologici livelli di radicali liberi. Il frequente consumo di alcolici e di cibi sofisticati, il fumo, i ritmi sempre più frenetici e stili di vita sregolati sono oggi elementi sempre più caratteristici della vita dei più giovani, ma allo stesso tempo sono tra le principali cause di aumento dei radicali liberi. Non è da sottovalutare inoltre l'effetto negativo dell'inquinamento, che tocca talvolta livelli molto alti, e delle prolungate esposizioni solari o alle lampade UV, per raggiungere l'agognata tintarella oggi tanto di moda. Per ovviare a tutto ciò e per aiutare le moderne generazioni, e non solo loro, a contrastare in modo efficace l'eccesso e gli effetti dei radicali liberi è necessario adottare delle strategie integrate che prevedano l'impiego sinergico di integratori ad azione antiossidante, per completare l'alimentazione che deve essere ricca di cibi con elevato contenuto di antiossidanti, senza rinunciare ad adeguati periodi di relax psico-fisico. Chi è troppo sedentario dovrà prevedere anche un'attività fisica regolare, ma senza esagerare in quanto l'esercizio fisico troppo intenso può avere, soprattutto nei confronti degli "atleti della domenica", effetti peggiori della sedentarietà in termini di aumento dei radicali liberi. Sono sempre più numerosi
gli studi volti ad evidenziare le tecniche analitiche finalizzate
alla determinazione del grado di stress ossidativo dell'organismo,
attraverso la rilevazione della quantità di radicali liberi
presenti nel sangue. Proprio da questi studi è emersa una stringente
correlazione tra l'aumento di radicali liberi e la presenza di diversi
fattori scatenanti quali il fumo di sigaretta, lo stress psico-fisico,
l'inquinamento ambientale, l'assunzione di certi farmaci, malattie
(allergie, infiammazioni, infezioni, ipertensione, diabete, ecc.),
l'eccessiva esposizione solare, regimi alimentari non bilanciati e
diete dimagranti drastiche, e anche un' attività fisica molto
intensa. Inoltre l'uso della pillola contraccettiva e gli estrogeni
utilizzati durante la menopausa.
Tra le piante officinali sono molte quelle che possono aiutarci a combattere lo stress ossidativo; in particolare da alcuni studi scientifici effettuati, alcune piante, come il Tè verde e il Rhooibos, hanno confermato di possedere una grande capacità antiossidante, ma contemporaneamente è emerso che anche molte altre piante, come la Cannella, il Timo, L'Origano, la Salvia, il Rosmarino, possiedono questa capacità in grado elevato, oltre alla Propoli (sostanza elaborata dalle api a partire da resine e altre sostanze vegetali) che si è rivelata essere in assoluto la più potente. Esisono alcune metodologie per
misurare 'in vitro' la capacità antiossidante di una sostanza,
ma una in particolare è molto adatta per la valutazione di
miscele chimiche complicate come i fitocomplessi, cioè il test
ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity), che esprime i risultati
con specifiche unità di misura, consentendo così di
fare confronti con i dati di letteratura su alimenti come frutta e
verdura, e soprattuto permettendo di fare riferimento alle dosi consigliate
di antiossidanti, per una buona protezione giornaliera. Il potere
antiossidante, definito con unità di misura ORAC, di molti
alimenti e sostanze vegetali è stato realizzato presso l'Università
di Boston. Studi clinici hanno individuato che il quantitativo minimo
di unità ORAC, necessario per avere effetti benefici sulla
salute umana, è pari a circa 2000, ed è stato dimostrato
che un'integrazione con tale contenuto di Unità ORAC, aumenta
fino al 25% il potere antiossidante del sangue umano.
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