|
Col termine "germogli"
intendiamo riferirci ai semi germogliati di cereali, legumi ed altre
specie vegetali di cui si utilizza tutto: chicco e germoglio.
I Germogli costituiscono un esempio della straordinaria capacità
della Natura di produrre energia, capacità che può essere
sfruttata da ogni consumatore per procurarsi a basso costo cibi freschi,
ricchi di principi nutritivi come vitamine, enzimi ed oligoelementi,
e di facile digestione.
Fin dall'antichità molti popoli utilizzavano quale cibo rigeneratore
e terapeutico i grani germinati e i germogli sviluppati e ne hanno
tramandato l'uso. Già nel "Pen Tsao" o "Grande
Erbario della Medicina Cinese", circa 2700 anni a.C., il germoglio
crudo di soia veniva raccomandato per edemi, dolori alle ginocchia,
crampi, disturbi digestivi, polmoni "deboli", macchie sulla
pelle e malattie del cuoio capelluto.
Sembra anche che i focosi cavalli di Attila ed i veloci destrieri
arabi venissero nutriti con semi di frumento germogliato, prima delle
occasioni importanti.
Nell'800 e nel 900, sono soprattutto i racconti dei missionari ad
informarci sull'uso dei germogli presso le popolazioni della Cina
e dell'India.
Le virtù dei germogli
Oggi questo cibo è stato
"scoperto" anche da noi occidentali proprio per la sua grande
ricchezza nutrizionale: facilissimi da preparare, economici, dai sapori
gustosi e svariati, i germogli sono una vera miniera di principi nutrizionali
che, soprattutto in questa epoca sovrabbondante di cibi raffinati,
sterilizzati, pieni di additivi di ogni genere, costituiscono un fattore
di prevenzione e di difesa dei processi vitali dell'organismo. Se
consideriamo che il mantenimento ed il potenziamento delle difese
naturali dell'organismo, e quindi la difesa e il miglioramento della
salute, richiedono innanzitutto un'alimentazione equilibrata e ricca
di vegetali freschi e genuini, comprendiamo bene quale importanza
abbia il consumo di germogli di semi di vario tipo, quali cereali
e leguminose, naturalmente provenienti da coltivazioni biologiche.
I semi di cereali o legumi allo
stato crudo sono immangiabili ed indigesti; essi quindi devono essere
cotti per renderli commestibili ed assimilabili: il calore, infatti,
trasforma gli amidi in carboidrati più semplici, le proteine
in frammenti più solubili, e così è possibile
utilizzarli per la nostra alimentazione. Con il calore però,
la "vita" che è presente allo stato latente nel seme,
scompare: infatti, un seme dopo la cottura non è più
capace di germogliare.
Invece la germogliazione permette di mangiare crudi quegli stessi
semi, fornendo cibi ricchi, vitali e nutrienti, in cui l'energia "potenziale"
contenuta nel seme si libera e si trasforma in energia assimilabile
dall'organismo.
Il germoglio infatti costituisce un alimento fresco, che si presta
ad essere mangiato crudo, ricchissimo di nutrienti quali vitamine,
enzimi, oligoelementi, aminoacidi essenziali; è facile da digerire,
è privo di scarti poiché si utilizza per intero, è
gustoso, è facile da preparare e conservare, ed è anche
molto economico poiché dà un'ottima resa.
Vedremo più avanti come
fare per prepararli, ma possiamo dire subito che, una volta preparati
per la germogliazione, tutto il processo avviene senza che noi si
debba intervenire: non c'è da fare nessun lavoro, lavora solo
il tempo. Infatti subito dopo che il seme è stato messo in
ammollo ha inizio la "germinazione", cioè l'attivazione
e la rivitalizzazione del germe del seme, detto embrione, che rappresenta
la giovane piantina e contiene in "nuce" tutte le parti
essenziali della futura pianta (fusticino, foglioline, radichette).
Durante questa fase, quando il germoglio è ancora piccolissimo
ed è racchiuso all'interno del tegumento, quindi non ancora
visibile, avvengono profonde modificazioni nella struttura del chicco
e nella sua composizione biochimica. Man mano che il chicco assorbe
acqua il seme si gonfia e il guscio si fessura e il piccolo germoglio
incomincia a crescere e a diventare visibile all'esterno come una
piccola plantula nella quale, in conseguenza di complesse reazioni
enzimatiche, le sostanze di riserva (amidi) del seme, contenute nel
tessuto nutritivo all'interno dei cotiledoni, vengono trasformate
e mobilizzate, quindi assorbite dall'embrione che si fa via via più
grande diventando una "pianta germinativa", il Germoglio,
che se venisse piantato crescendo darebbe origine ad una nuova piantina,
identica alla pianta madre.
E' proprio durante la trasformazione
delle sostanze di riserva che avvengono le numerose e complesse trasformazioni
biochimiche, non ancora del tutto chiarite, che danno al germoglio
la sua ricchezza di sostanze: esso diventa un vero e proprio scrigno
di principi nutritivi, che sono di più facile digestione ed
assimilazione da parte dell'organismo; ed ecco perché i cereali
e i legumi germogliati sono molto più digeribili - addirittura
a crudo - dei semi di origine per cui sono consigliati anche a chi
soffre di una cattiva forma gastrointestinale.
Le sostanze di riserva contenute nel chicco sono costituite per gran
parte da amidi ed emicellulosa, che sono carboidrati complessi: essi
vengono in gran parte trasformati in destrine e maltosio, sostanze
più semplici e dolciastre, che danno al germoglio il suo caratteristico
e delicato sapore leggermente dolce.
Anche la parte proteica del chicco
subisce una trasformazione, infatti le proteine vengono "predigerite"
dagli enzimi scomponendosi in aminoacidi, di più facile e veloce
digestione e assimilazione, e inoltre i germogli subiscono un aumento
in aminoacidi essenziali, così come aumentano anche gli acidi
nucleici, i sali minerali e gli oligoelementi, che inoltre vengono
a trovarsi in forma organica e quindi più facilmente assimilabili
ed utilizzabili dall'organismo, in particolare il ferro, che in forma
inorganica è di difficile assimilazione e può dare origine
a disturbi gastrointestinali. Le vitamine addirittura subiscono aumenti
considerevoli, dal 50% al 100%, e in certi casi anche molto di più,
come ad esempio la vitamina A, che può aumentare dopo 72 ore
di germinazione anche del 370%. In particolare i germogli sono ricchi
di vitamina B12 , cosa che può essere utile, insieme alla ricchezza
in ferro, per evitare carenze qualora si segua un'alimentazione vegetariana.
Per dare un'idea della "saggezza"
della Natura facciamo solo un piccolo esempio: una tazza media di
ceci fornisce, grosso modo, la stessa quantità di proteine
di una bistecca, oltre a una buona quantità di sali minerali
e vitamine; essi sono però carenti di vitamine B12 e C ma...
dopo la germinazione troviamo che queste due vitamine sono aumentate
considerevolmente! Tale fenomeno non deve stupirci, infatti è
abbastanza logico che nel processo di "rivitalizzazione"
del chicco, quale è la germinazione, emergano caratteristiche
tipiche dei vegetali freschi, come la presenza di vitamina C.
La preparazione
Da quanto detto emerge chiara
l'importanza di destinare una quota della propria alimentazione al
consumo di germogli di vari tipi. Vediamo dunque quali semi possiamo
far germogliare e come prepararli per ottenere i germogli.
Si possono far germogliare quasi tutti i semi, c'è solo l'imbarazzo
della scelta, ma i più indicati e sperimentati sono il frumento
(o grano), la soia verde, il miglio, i ceci, i fagioli, le lenticchie,
il riso integrale, l'avena, il girasole, e qualunque altro seme commestibile
la fantasia vi suggerisca.
Bisogna evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché
contengono sostanze tossiche.
E' preferibile utilizzare semi di coltivazione biologica, quelli cioè
ottenuti senza uso di concimi chimici di sintesi, di diserbanti, di
anticrittogamici e altri veleni, per ovvi motivi.
Il metodo più semplice
per ottenere i germogli, se non si dispone di un germogliatore apposito,
è quello di disporre i semi ben mondati e sciacquati in un
piatto fondo con dell'acqua, in modo che vi restino immersi; coprirli
quindi con un tovagliolo umido e lasciarli a bagno da sei a dodici
ore, a seconda della grandezza dei semi. Al mattino i semi vanno risciacquati
ancora e disposti nuovamente sul fondo del piatto, così umidi
come sono, ma senza aggiungere altra acqua; vanno nuovamente ricoperti
col tovagliolo umido e ancora con un piatto rovesciato, e lasciati
germogliare.
I semi così predisposi
vanno sciacquati due volte al giorno per i primi 2-3 giorni, poi basta
una sola volta, ad eccezione dei ceci e della soia che vanno sciacquati
sempre due volte, poi sempre ricoperti nel solito modo.
Si ripete il procedimento per 3-5 giorni, a seconda dei semi scelti,
finché i germogli avranno raggiunto una lunghezza di 3-4 centimetri,
dopodiché si possono scoprire per esporli per qualche tempo
alla luce, per far sì che si arricchiscano della preziosa clorofilla
(circa 7-8 ore alla luce indiretta, meno se al sole, per evitare che
si dissecchino). I tempi di germinazione possono variare al variare
della temperatura, oltre che dipendere dal tipo di seme scelto. Utilizzare
quantità di semi non troppo elevata, perché si ha un'ottima
resa e anche per avere sempre un prodotto fresco e vitale.
La stessa operazione si può
effettuare anche con un barattolo di vetro ricoperto con una garza,
che va inizialmente riposto al buio, oppure con uno scolapasta sul
cui fondo sia stato messo un tovagliolo e ricoperto con un altro.
Una volta ottenuti, i germogli vanno sciacquati delicatamente in un
colino, eliminando eventuali bucce libere e semi non germogliati;
si lasciano scolare per qualche minuto e si possono mettere in un
contenitore di vetro con coperchio (non in busta di plastica!) e,
se non si consumano tutti, si possono mettere in frigo dove si possono
lasciare anche fino a 6-7 giorni, sciacquandoli però ogni due
giorni.
Come utilizzarli
Una volta pronti, i germogli
si possono mangiare tal quali, crudi o dopo breve cottura (che però
tende ad alterarne la ricchezza vitaminica).
Si consumano da soli, in insalata conditi con un po' d'olio e sale,
oppure uniti a verdura o frutta, anche nella preparazione di frullati
e puree, o tritati e uniti a maionese fatta in casa, puré o
salse di vario tipo, o ancora uniti allo yogurt, aggiunti alle minestre
di verdura o agli stufati, pochi minuti prima di servirli a tavola,
aggiunti al ripieno dei tortellini, all'impasto delle polpette, come
condimento di pasta e riso, eccetera. Come vedete, gli utilizzi possibili
sono tantissimi, e sono limitati solo dalla fantasia.
Nella sezione del sito dedicata
alle "Ricette della cucina naturale" potete trovare alcune
idee per utilizzarli in modo gustoso e nutriente, ma la creatività
personale di ognuno di voi potrà inventare sicuramente tanti
altri utilizzi.
Dott.ssa Marina Multineddu
|