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Dalla Newsletter del Febbraio 2012 |
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IL LIMONE, UN AGRUME DALLE MOLTEPLICI PROPRIETÀ SALUTARI
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Il
Limone, Citrus limon Burmann, sinonimo
di Citrus medica Linneo ssp. limonum Hooker, di Citrus limonium Russo, e di Citrus
limonia Osbeck, è un piccolo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle
Rutaceae. E' questa una grande famiglia con un numero di generi veramente elevato
e ancora non definito; gli studiosi ipotizzano che siano 140 o forse 200, con
un numero di specie da 1300 a 2000.
Largamente rappresentata in tutti gli ambienti temperati e tropicali di entrambi
gli emisferi, la famiglia delle Rutaceae è presente nella flora spontanea italiana
solo con due generi: Ruta, che ha dato il nome all'intera famiglia ed è presente
con due sole specie, e Citrus, genere che invece annovera numerose specie, molte
delle quali trovano estesa coltura nelle nostre regioni.
Il nome Citrus entra nella nomenclatura botanica moderna, in qualità di genere,
solo nell'opera di Linneo nel 1735, ma in realtà esso è molto più antico: se ne
trovano numerosi cenni nella letteratura classica, in cui Citrus designa quella
pianta e quel frutto che per primi segnarono l'ingresso degli agrumi nella vita
dell'uomo, Greco o Romano. Citrus era, infatti, in quei tempi, il Cedro, il frutto
che il poeta latino Virgilio nomina nella sua opera "Le Georgiche", e a quei tempi
era chiamato "Pomo di Persia".
Il Limone era certamente ignoto a Greci e Latini, poiché sembra che esso sia giunto
in Europa verso il 1200, introdotto probabilmente dagli Arabi attraverso i paesi
dell'Asia Occidentale.
Nel parlare comune oggi il nome Citrus designa invece genericamente gli Agrumi,
termine quest'ultimo che deriva dalla parola latina acris, col significato di
acidulo, dal quale nel tardo latino derivò il nome Acrumen, che in seguito in
italiano divenne Agrume, a designare tutte le numerose specie di Agrumi.
L'origine del Limone è incerta, come dimostrano i diversi nomi che gli furono
attribuiti dai vari studiosi tramite le diverse classificazioni effettuate nel
tempo, man mano che si definivano con maggiore chiarezza i suoi caratteri distintivi.
L'origine remota di questo agrume sembra comunque essere l'Oriente, probabilmente
le foreste a nord dell'India, dal quale giunse forse attraverso la Siria e la
Mesopotamia, l'attuale Iran, fino alle regioni Mediterranee, e in particolare
in Italia, trovando alle nostre latitudini condizioni climatiche particolarmente
favorevoli, e diventando una delle colture agrumiere più diffuse e importanti,
tanto che si può considerare il Limone come una delle colture più tipiche del
nostro paese.
La
coltivazione del Limone, oltre che in Italia, oggi è diffusa in tutto il mondo
nella fascia subtropicale, in cui il clima è favorevole al suo sviluppo.
Il termine Limone ricorda nel suono quelli usati nei Paesi dell'Asia: "Ta-limum"
e "Sta-limum" sono vocaboli della lingua cinese; "Laimun" è una locuzione della
lingua araba, "Limu" e "Nimu" sono parole indonesiane. Questi termini simili testimoniano
che la pianta, a mano a mano che si è estesa nell'attuale area di coltivazione,
si è sempre accompagnata al suo nome originale, rimasto quasi invariato.
Questa analisi della terminologia di questa specie avvalora l'ipotesi che le origini
del Limone siano da porre ben al di là del Medio Oriente, poiché se questa pianta
fosse stata presente in quei luoghi al tempo degli antichi Romani, essi ne avrebbero
certamente conosciuto l'esistenza, così come avveniva per il Cedro.
Alcuni autori ritengono che il Limone sia un antico ibrido ottenuto dall'incrocio
del Cedro con il Pomelo (Citrus maxima, sinonimo di C. grandis L., una delle tre
specie, assieme al Mandarino e al Cedro, dalle quali si ritiene siano derivati
tutti gli agrumi oggi conosciuti), ma in ogni caso ormai da secoli il Limone costituisce
una specie autonoma che, infatti, si può riprodurre per seme, e propagare per
innesto e per talea.
Il Limone è un albero di piccole dimensioni, che non supera i sei metri in altezza,
con ramificazioni irregolari, i cui rametti lignificati presentano forti spine
acuminate; le foglie adulte, piuttosto coriacee e di forma allungato-ovata, sono
di un bel verde brillante, ma appaiono rossicce al germoglio e quando sono giovani
e tenere.
I fiori sono grandi, con petali bianchi abbastanza carnosi, molto profumati, con
l'esterno dei petali e dei boccioli fiorali dalle sfumature rosso porpora o violacee;
i fiori possono crescere isolati o riuniti in mazzetti. I frutti, di forma tondeggiante,
più spesso ovale o oblunga, sono verdi se immaturi, ma con la maturazione assumono
la tipica colorazione giallo-limone, con una scorza più o meno spessa dalla superficie
variamente rugosa e solcata, secondo le numerose varietà.
La scorza, o pericarpo, presenta esternamente, subito sotto l'epidermide, uno
strato sottile giallo, detto flavedo (dal latino flavus = biondo), rivestito internamente
da una massa bianca spugnosa più o meno spessa, sempre secondo la varietà, detta
albedo (dal latino albus = bianco), ricca di pectine e flavonoidi;
nel flavedo, contenente abbondanti carotenoidi, si trovano numerose formazioni
ghiandolari globose, le vescicole oleifere, ripiene di oli essenziali dal notevole
valore officinale, di cui tratteremo fra breve.
Il frutto, detto esperidio, presenta otto-dieci spicchi contenenti i semi, che
possono essere numerosi, o presenti in numero limitato, o anche, in qualche varietà,
quasi assenti (frutti apireni). Il sapore del succo può essere più o meno acidulo,
ma sempre gradevole e aromatico.
Il
Limone, il cui nome può indicare sia l'albero sia il frutto, è una pianta a vegetazione
quasi continua, che rifiorisce più volte nello stesso anno, quando le condizioni
climatiche siano favorevoli, per cui solitamente presenta contemporaneamente i
fiori, i frutti immaturi, e i frutti maturi, e la maturazione dei frutti prosegue
quasi per tutto l'anno.
Si ha un rallentamento del ciclo vegetativo solo nei mesi più freddi, e per un
breve periodo; ma nell'Italia meridionale e nelle isole, dove l'inverno è più
mite, non si avverte quasi alcun rallentamento del ciclo produttivo.
I rami fruttiferi tendono a svilupparsi verso il basso (procombenti), mentre i
rami che vegetano rigogliosamente, ma senza produrre frutti, tendono a un portamento
verso l'alto (assurgente); di questo si dovrà tener conto quando si eseguono le
potature per facilitare la produzione abbondante di frutti, per non rischiare
di eliminare proprio i rami fruttiferi.
La pianta del Limone è comunque sempre molto generosa, infatti inizia a fruttificare
già dopo quattro anni dall'impianto e aumenta la sua produzione fino ai quindici
anni, quando può generare fino a 250 Limoni l'anno; dopo questa età la produzione
si attesta su 300-350 frutti annuali, per almeno vent'anni! In seguito, la produzione
declina. In condizioni particolarmente favorevoli, tuttavia, un albero adulto
può produrre anche 600-800 frutti l'anno.
Possiamo affermare che del frutto del Limone si utilizza proprio tutto.
In cucina, il succo è utilizzato come aromatizzante, nell'industria alimentare
e conserviera come ingrediente per alimenti e bevande. La limonata, una bevanda
che si ottiene dal succo diluito con acqua, è dissetante e rinfrescante.
Il succo è utilizzato anche per evitare che i vegetali, una volta sminuzzati,
ossidandosi all'aria scuriscano, e, infatti, si aggiunge sempre qualche goccia
di Limone alle macedonie di frutta, ai carciofi, alle mele, eccetera; nell'insalata
il succo può sostituire l'aceto, sia per il suo gusto più delicato, sia perché
il suo contenuto di vitamina C favorisce l'assimilazione del ferro, poiché, come
sappiamo, quello contenuto nei vegetali è poco assimilabile.
Inoltre, da esso si estrae l'acido citrico, la sostanza che conferisce al frutto
il suo tipico sapore acidulo, e altri acidi organici, come l'acido màlico e l'acido
ascorbico, o vitamina C.
In cucina, la scorza si utilizza per aromatizzare il tè, le tisane e i dolci,
e per fare il tipico liquore chiamato Limoncello, avendo l'accortezza di adoperare
solo il sottile strato di flavedo, poiché l'albedo darebbe un gusto amarognolo.
Nell'industria dolciaria con la scorza si fanno i canditi; dai semi si ricava
un olio per uso cosmetico, mentre tutti gli scarti sono adoperati per l'alimentazione
animale.
Dall'albedo
della scorza si ricavano pectina e flavonoidi, dal flavedo l'olio essenziale,
costituito prevalentemente da limonene e pineni: per ottenere 1 kg di essenza
occorrono circa 3000 Limoni, con la particolarità che i frutti verdi immaturi
ne contengono in quantità maggiore.
L'olio essenziale di Limone è un liquido di colorazione variabile dal giallo al
verdognolo, che conserva il tipico profumo agrumario e aromatico della buccia
matura. E' utilizzato nell'industria profumiera e in quella alimentare come aromatizzante;
i suoi sottoprodotti, come i terpeni ottenuti dalla deterpenazione dell'olio essenziale,
o distillati dai residui fermentati della lavorazione industriale, sono utilizzati
nella produzione di detersivi.
Il Limone trova importanti utilizzi in farmacologia e in erboristeria, per le
proprietà officinali di alcuni suoi componenti, soprattutto il succo e l'olio
essenziale.
Il succo è molto ricco di vitamina C (acido ascorbico) e già intorno al 1700 era
utilizzato, oltre che come alimento, anche come farmaco contro lo scorbuto: le
navi che affrontavano lunghi viaggi iniziarono a portare grandi provviste di questi
frutti, in seguito all'intuizione del giovane medico inglese James Lind, il quale
ipotizzò che la malattia chiamata scorbuto fosse di origine carenziale, pur non
avendone compreso il motivo, in quanto non si conosceva ancora l'esistenza delle
vitamine. Egli aveva notato che i marinai, quando ritornavano a terra e riprendevano
la normale alimentazione che includeva i cibi freschi, che invece scarseggiavano
durante la navigazione o mancavano del tutto durante i lunghi viaggi, guarivano
senza nessun'altra cura. Oggi sappiamo che la causa dello scorbuto è appunto la
carenza di vitamina C, che proprio dallo scorbuto prese il nome di acido ascorbico,
usato ancora oggi.
Il succo è battericida
ed è utilizzato come disinfettante di emergenza per l'acqua, e per lavare le verdure;
è un buon astringente intestinale utile contro la diarrea; inoltre è ipoglicemizzante,
antiemorragico,
vitaminizzante.
Per uso esterno, il succo di Limone ha proprietà schiarenti per la pelle: se si
miscela qualche goccia con un olio vegetale, come ad esempio l'olio di Mandorle,
e si applica con regolarità sulle mani, la pelle si schiarisce mentre viene nutrita;
inoltre, mettendo a bagno le dita in olio di Mandorle,
o di Oliva, con succo di Limone, si
rinforzano le unghie e si evitano le screpolature e la formazione di "pellicine".
L'olio
essenziale, che si estrae dal flavedo, generalmente mediante spremitura a freddo,
è la parte più interessante dal punto di vista erboristico e fitoterapico, per
le sue numerose proprietà salutistiche.
Per l'alta concentrazione dei suoi principi attivi, per uso interno non si deve
superare la dose di 4-6 gocce, poste su zolletta di zucchero o in un cucchiaino
di miele, per non più di due-tre volte al giorno.
Infatti, l'olio essenziale ha in comune con il succo numerose proprietà, ma molto
più spiccate ed accentuate, oltre a possedere altre caratteristiche peculiari
che ne fanno un buon disinfettante antinfettivo, antibatterico, antivirale, antimicotico;
l'olio essenziale di Limone è inoltre antianemico, astringente, antinfiammatorio,
tonico venoso per la fragilità capillare e antiemorragico per il suo contenuto
in citroflavonoidi, stomachico
e digestivo, carminativo,
stimolante pancreatico, espettorante.
Per le sue proprietà antisettiche
ed espettoranti, l'olio essenziale trova utilizzo come coadiuvante nel trattamento
delle affezioni delle alte vie respiratorie e dei polmoni, come faringiti, laringiti,
bronchiti, sinusiti. A questo scopo è adoperato sia per uso interno, sia per sciacqui
e gargarismi, per fare inalazioni, aerosol o suffumigi, nel diffusore come antisettico
degli ambienti, e per purificare l'aria nei luoghi affollati.
Nei disturbi dell'apparato digerente, l'olio essenziale di Limone migliora la
digestione, stimola la secrezione pancreatica influendo beneficamente sui valori
glicemici, migliora la flora microbica intestinale contrastandone la disbiosi,
riduce l'aerofagia
e la flatulenza
di origine fermentativa.
I principi attivi dell'olio essenziale di Limone sono validi anche contro gli
stati anemici, le alterazioni vasali, in quanto contrastano la cattiva circolazione
e le infiammazioni venose, mentre a livello del sistema nervoso agiscono come
leggero calmante.
Per l'uso esterno, è consigliata una diluizione del 10% con oli vegetali (Mandorle,
germe di Grano, ecc.), come dermopurificante
per contrastare la seborrea e l'acne, i geloni, le punture di insetti e le piaghe.
Diluito con acqua, può essere adoperato per fare sciacqui e gargarismi contro
afte,
stomatiti e altre affezioni della mucosa orale e faringea.
L'olio cosmetico, che si ottiene dalla spremitura dei semi frantumati, è particolarmente
indicato per la zona perioculare come efficace antirughe, e per l'azione vasotonica
che aiuta a ridurre occhiaie e borse.
Gli acidi organici contenuti nel succo di Limone sono composti da alfa-idrossiacidi,
sostanze con proprietà schiarenti, esfolianti e leviganti dello strato corneo
della pelle, per cui trovano indicazione nella formulazione di cosmetici antinvecchiamento,
poiché assottigliano l'epidermide eliminando le cellule morte superficiali, stimolano
la produzione di collagene ed elastina negli strati profondi della pelle, migliorandone
l'idratazione, il turgore, il colorito e rendendola più sottile, elastica e luminosa.
Dott.ssa Marina Multineddu
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