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Dalla Newsletter del Giugno 2011 |
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L'ESOTICO FIORE DI TIARÈ E IL MONOI: PELLE E CAPELLI NUTRITI, PROTETTI E PROFUMATI
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La
Gardenia tahitensis è un alberello
che appartiene alla famiglia delle Rubiaceae, una vasta e svariatissima famiglia,
che secondo alcuni autori annovera circa 6000 specie.
Alla famiglia delle Rubiaceae appartengono molte piante di importanza fondamentale
per l'uomo: alcune sono, o sono state, essenziali per l'economia, la vita, la
salute e le tradizioni umane.
Citiamo alcuni esempi, come la Robbia, Rubia tinctorum, che ha dato il nome a
questa famiglia: nell'antichità era considerata fra le più importanti piante tintòrie,
che forniva il colore rosso. È una Rubiacea anche la pianta del Caffè, nelle due
varietà Coffea arabica e Coffea Anephora. Appartengono a questa famiglia l'albero
della China, Cinchona officinalis, da cui si estrae il chinino, un tempo l'unico
rimedio contro la malaria, e l'Uncaria
tomentosa, una pianta dalle proprietà antinfiammatorie, capace di accrescere
le difese immunitarie.
Ai numerosissimi generi ascritti alla famiglia delle Rubiaceae appartiene anche
la Gardenia, un genere ben conosciuto in Europa soprattutto per la specie Gardenia
jasminoides, una pianta dai bellissimi fiori bianchi dal caratteristico profumo,
dolce e intenso, conosciuta anche come Gelsomino del Malabàr, anche se del vero
Gelsomino, Jasminum officinale, che appartiene invece alla famiglia delle Oleaceae,
rievoca forse soltanto l'intensa profumazione.
La specie di Gardenia oggetto di questa disàmina è la Gardenia tahitensis, arbusto
di medie dimensioni che vive nei climi tropicali, dove la temperatura minima non
scende mai sotto i 10°C. La coltivazione al di fuori dei tropici è molto difficile,
poiché questa Gardenia è fortemente sensibile alle basse temperature; inoltre,
teme i terreni calcarei, mentre ama i terreni leggermente acidi e ricchi di humus;
sono particolarmente favorevoli al suo sviluppo i fertili terreni vulcanici delle
isole polinesiane.
La Gardenia tahitensis ha foglie grandi, lisce e lucide, di colore verde scuro
nella pagina superiore, più chiaro nella pagina inferiore; i fiori, chiamati Tiarè,
sono grandi, bianchi e dall'aspetto ceroso, perciò spiccano sul verde intenso
delle foglie; essi sbocciano la sera e soprattutto nelle ore notturne emanano
un aroma esotico, caldo e sensuale, sottile e penetrante, che pervade i luoghi
circostanti.
Il profumo del Tiarè ricorda un po' la Tuberosa, un po' il Gelsomino, ma in realtà
non è identico a nessun altro aroma: la sua splendida fragranza è caratteristica
e assolutamente originale, distinguibile fra mille altre note profumate.
Il nome Tiarè richiama il termine tiàra, cioè corona, che potrebbe fare riferimento
alla corolla tubulare del fiore che presenta una forma conica, somigliante al
copricapo di certi dignitari, come ad esempio la tiàra del papa. Il fiore di Tiarè
è denominato anche "Fiore di Candolle", in onore del celebre botanico e naturalista
svizzero Augustin Pyramus de Candolle (1788-1841).
La
Gardenia tahitensis è una pianta autoctona della Polinesia, tipica di Tahiti,
dove è considerata il fiore nazionale, emblema dell'isola e di tutta la Polinesia
francese. Qui ogni giardino ha qualche pianta di Gardenia tahitensis, dai bei
fiori a forma di stella utilizzati come ornamento dalle donne tahitiane, che se
ne adornano il capo, come testimonia il famoso dipinto di Paul Gauguin "Vahine
no te Tiarè", cioè "Donna con fiore di Tiarè" (il termine Vahine significa donna,
e il nome Tiarè fiore).
Nell'antica cultura tahitiana il fiore di Tiarè, portato sopra l'orecchio destro,
indicava una fanciulla nubile, mentre portato all'orecchio sinistro segnalava
che la giovane era fidanzata o sposata.
Seguendo le antiche tradizioni locali, ancora oggi le donne tahitiane intrecciano
ghirlande con i fiori di Tiarè per adornarsene, e le offrono come profumato omaggio
di benvenuto ponendole al collo dei loro ospiti o dei visitatori.
Con i fiori di Tiarè ancora in boccio si produce un olio vegetale profumato, mediante
l'antica tecnica dell'"enfleurage", che consiste nel far macerare i fiori di Tiarè
nell'olio di copra (olio che si estrae dalla polpa disidratata della noce di Cocco,
Cocos nucifera) fino a farlo saturare della loro fragranza; alla fine del processo,
che dura un paio di settimane, si separa un olio, chiamato Monoi di Tahiti, che
risulterà particolarmente impregnato della fragranza del fiore di Tiarè.
Il termine Monoi nella lingua polinesiana significa "olio profumato" e nei caldi
luoghi di origine tropicali si presenta liquido alla temperatura ambiente, mentre
con le temperature più basse delle nostre latitudini solidifica, assumendo la
consistenza di un burro vegetale (sotto i 22 gradi); col calore estivo, specie
sulle spiagge o al sole, esso ritorna rapidamente allo stato liquido.
Presente nella farmacopea tradizionale, esso è utilizzato regolarmente e quotidianamente
da tutta la popolazione tahitiana, sia dalle donne sia dagli uomini e dai bambini,
per la cura del corpo e dei capelli: per preservare, ammorbidire e idratare la
pelle, proteggere, nutrire e lucidare i capelli.
Il Monoi era soprattutto il prodotto di bellezza per eccellenza delle Vahine,
che lo utilizzavano prima, durante e dopo l'esposizione al sole, per rallentare
l'invecchiamento e nutrire la loro pelle dorata, che diventava particolarmente
morbida e setosa, luminosa e profumata; le fanciulle tahitiane lo applicavano
anche sui lunghi capelli neri, per renderli morbidi e lucenti, migliorarne la
struttura e proteggerli dalla salsedine e dal sole.
I navigatori Maori, durante le spedizioni in mare sulle loro grandi canoe, utilizzavano
il Monoi per proteggere il corpo dal freddo, dai forti venti e dall'aggressione
dell'acqua salata durante la navigazione.
Oggi
il Monoi, ossia l'olio di Cocco profumato con i fiori di Tiarè, simbolo della
bellezza delle donne polinesiane, è ormai conosciuto ovunque per le sue proprietà
cosmetiche.
In Europa è utilizzato specialmente in estate, poiché svolge sulla pelle un'azione
idratante, nutriente, riparatrice, in modo particolare per prevenire e riparare
i danni prodotti dalle radiazioni solari, evitando che la pelle diventi secca,
poco elastica e rugosa; inoltre, facilita e accelera l'abbronzatura e la mantiene
più a lungo, impedendo che alla fine dell'esposizione solare la tintarella scolorisca
in modo disomogeneo, formando antiestetiche chiazze chiare.
Il Monoi si può utilizzare come unguento nutriente pre-sole e come olio solare,
per proteggere la pelle dalle aggressioni del vento e del calore, tenendo presente
che solitamente non ha filtri solari, o li ha piuttosto bassi, perciò è indicato
per chi ha una pelle bruna o è già abbronzato; utile anche come doposole, per
restituire alla pelle elasticità e idratazione.
Applicato dopo la doccia, sulla pelle ancora calda e leggermente umida, si emulsiona
ed è assorbito più velocemente, lasciando la pelle nutrita e morbida, senza eccessiva
untuosità; anche qualche goccia nell'acqua del bagno è utile per nutrire e profumare
l'epidermide, senza bisogno di applicare creme dopobagno.
Per mantenere ed esaltare la bellezza dei capelli, è consigliabile applicare il
Monoi al mare per proteggerli dal sole, dalla salsedine, dal vento e dall'azione
abrasiva della sabbia.
Se i capelli sono rovinati o stressati dall'uso di tinture, permanenti o decolorazioni,
un impacco pre-shampoo da tenere in posa per almeno mezz'ora, o anche più, lascerà,
dopo lo shampoo, i capelli più nutriti, curati e sani; un uso regolare rende i
capelli setosi, forti, brillanti e facili da pettinare.
Il Monoi è un alleato prezioso anche per le mani e per i piedi: dopo un maniluvio
e/o un pediluvio si massaggia una quantità generosa di olio, che sarà assorbito
rendendo le mani più morbide, curate e profumate, ed eviterà che i piedi presentino
gli antiestetici talloni duri e screpolati.
La moderna fitocosmesi propone numerose specialità caratterizzate dalla incomparabile
fragranza del fiore di Tiarè, come le acque di profumo, e dal nutriente e ricco
Monoi, come i bagnolatte, gli shampoo, le creme per il corpo, i burri adatti sia
per il corpo sia per i capelli, che, con le loro proprietà emollienti, idratano
e difendono la pelle in profondità, ne risvegliano la vitalità, restituiscono
ai capelli l'originale splendore, regalando loro una fragranza naturale e inimitabile.
Dott.ssa Marina Multineddu
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