Il
Lino, Linum usitatissimum,
è una pianta erbacea annuale dalla probabile origine mediorientale,
di colore verde intenso con caratteristici e delicati fiori azzurri,
la cui coltivazione risale sicuramente a tempi remotissimi.
Può essere definito una pianta senza tempo: si hanno prove della sua
coltivazione nell'area Mediterranea risalenti a 6000 anni fa, quando
gli uomini del Neolitico lo coltivavano per tesserne stoffe; tra le
palafitte furono trovati manufatti di Lino e la tessitura con fibre
di Lino (o con lana) è documentata dal ritrovamento di fusaiole e
pesi da telaio. Anche Fenici, Babilonesi ed Egizi ne facevano uso:
nelle tombe faraoniche dell'Alto Egitto sono state trovate mummie
fasciate con bende di Lino, risalenti a quaranta secoli fa.
La coltivazione del Lino per la sua fibra tessile era diffusissima
fino a non molti anni fa, ma in seguito la coltivazione nell'America
centro-meridionale del Cotone, più economico anche se meno pregiato,
ne soppiantò in parte la diffusione.
Oggi possiamo trovare il Lino diffuso in natura come subspontaneo,
nei luoghi in cui veniva coltivato; questo significa che quando incontriamo
la pianticella del Lino nella flora spontanea, non è la pianta selvatica
originaria da cui è stata selezionata quella coltivata, ma è essa
stessa la pianta sfuggita alla coltivazione che si è inselvatichita.
Ai nostri giorni la coltivazione del Lino ha assunto nuovo impulso,
non solo per la bellezza ed eleganza dei suoi filati, che si prestano
per molteplici usi nei capi d'abbigliamento di alta qualità, per pregiate
tele da arredamento, per tessuti da ricamo, ma anche per l'impiego
salutistico dei suoi semi, da cui si estrae un olio dalle grandi proprietà
salutari.
Nella coltivazione del Lino si distinguono infatti varietà da fibra
e varietà da olio; le prime producono piante alte fino a un metro,
ovviamente per ottenere fibre più lunghe e preziose per la tessitura,
mentre le migliori varietà da olio sono alte circa 60 cm, e producono
semi dalle più spiccate proprietà officinali.
L'olio di Lino è stato utilizzato anche nella preparazione di vernici,
per il trattamento lucidante ed impermeabilizzante di legno, laterizi
e stoffe, ma oggi l'evoluzione della chimica gli ha fatto perdere
importanza anche nel settore industriale.
L'olio di Lino rimane invece molto ricercato per le sue particolari
proprietà salutari, in quanto è molto ricco di un importante acido
grasso essenziale, l'acido alfa-linolenico, un precursore degli acidi
grassi Omega 3, vitale per il nostro organismo e abbastanza raro negli
alimenti di origine vegetale, tra i quali quindi il Lino costituisce
una fonte apprezzabile (per approfondimenti si veda l’articolo dedicato
agli acidi grassi della serie Omega
nella sezione Biblioteca del nostro sito).
La varietà di Lino che costituisce l'ecotipo denominato Biomega è
stata selezionata per la sua alta resa in olio, circa il 42%, che
contiene un'altissima percentuale di acido alfa-linolenico, non meno
del 50% degli acidi grassi presenti.
L'olio di Lino più pregiato per l'uso salutistico si estrae dai semi
interi tramite frangitura, e successiva pressione a freddo della pasta
così ottenuta; il "panello" risultante dalla spremitura può essere
utilizzato come mangime.
I
semi di Lino, dotati di un tegumento lucido color rosso-bruno, sono
molto ricchi anche di mucillagini: messi a macerare nell'acqua producono
una sostanza vischiosa che, ingerita con abbondante acqua, aiuta a
migliorare le funzioni intestinali in quanto ha la capacità di idratare
il contenuto intestinale, agendo anche da emolliente e lenitivo sulle
mucose.
L'uso di semi di Lino preventivamente idratati è indicato in caso
di stipsi e infiammazioni intestinali, poiché non provoca assuefazione
e la sua azione è molto delicata, tanto da essere consentita anche
in gravidanza o nell'infanzia.
Solo se si sospettano occlusioni intestinali o appendicite è bene
evitarne l'uso, o chiedere eventualmente il parere del medico prima
di utilizzare i semi di Lino.
I cataplasmi di semi di Lino, applicati caldi (attenzione alle ustioni!)
sul petto, possono dare giovamento in caso di tosse, catarro, raucedine,
tracheite; inoltre possono essere utilizzati su foruncoli, bubboni
o ascessi, per accelerarne la guarigione.
Il Lino ha una grande rilevanza anche in cosmetica: l'olio estratto
dai suoi semi è un ottimo nutriente, lucidante ed emolliente per i
capelli, soprattutto quelli secchi e sfibrati, o danneggiati da tinture
e permanenti, per la sua ricchezza in acidi grassi essenziali, principalmente
il prezioso acido linolenico che, come abbiamo detto, è un precursore
degli importanti acidi grassi Omega 3.
L'olio di Lino è utilizzato infatti per produrre ottimi balsami e
creme ristrutturanti per capelli, che vengono così abbelliti e protetti
in tutta la loro lunghezza, rendendo la capigliatura morbida, setosa
e particolarmente lucida.
Anche le mucillagini del Lino hanno una funzione protettiva dei capelli,
in quanto esse avvolgono ciascun capello come una guaina che protegge
i capelli deboli, secchi e danneggiati, conferendo anche una naturale
freschezza al cuoio capelluto.
Il Lino quindi si dimostra un valido alleato delle chiome femminili
e, perché no, anche maschili, poiché dona brillantezza, volume e morbidezza
con la sua azione idratante, nutriente e protettiva.
Dott.ssa Marina Multineddu
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