L'Elicriso,
Helichrysum italicum, appartenente alla grande famiglia delle Composite,
è una pianta caratteristica della bassa macchia mediterranea, diffusa
in luoghi incolti e pietrosi, assolati e aridi. E' infatti una pianticella
spontanea dalla base legnosa alta circa 40 cm, molto resistente, dal
portamento leggermente prostrato sul terreno, dove forma fitte macchie
odorose nelle regioni costiere, caratteristiche per il colore verde-grigio
argentato con fiori di un giallo luminoso, dal profumo aromatico molto
intenso e particolare, che caratterizza tipicamente la bassa macchia
mediterranea.
Il nome Elicriso deriva dal greco "helios" = sole e "chrysos" = oro,
e si riferisce alla forma e al colore giallo dorato molto luminoso
dei suoi fiori, piccoli capolini raccolti in infiorescenze (corimbi).
L'Elicriso, la cui famiglia annovera numerose specie, è conosciuto
anche col nome di "semprevivo", poiché la natura scagliosa e coriacea
delle brattee che avvolgono i fiori conferisce loro un aspetto chitinoso,
ma soprattutto una lunga durata.
I rametti e le foglioline sono coperti da una fitta peluria grigio
argentea, dall'aspetto vellutato, che li protegge dalle condizioni
avverse del clima, specie dal calore estivo e dalla siccità dei luoghi
rocciosi e aridi in cui l'Elicriso vegeta. Nelle regioni più interne,
lontane dalla costa, e ad un'altitudine maggiore, l'Elicriso cresce
più rado, ma ugualmente rigoglioso e facile da individuare: passeggiando
lungo i pendii collinari, specie nelle giornate assolate, si avverte
il suo intenso profumo prima ancora di intravedere lo splendore dei
suoi fiori dorati.
Alcune specie di Elicriso crescono in gran parte dell'Europa meridionale,
ma è nella zona Mediterranea che l'Helichrysum italicum ha la sua
maggiore diffusione. In Italia si trova soprattutto al centro-sud
e nelle isole, dalle coste fino ad oltre mille metri di altitudine,
soprattutto nei luoghi con una buona esposizione al sole, come la
Sardegna, dove le temperature sono ideali; in queste condizioni climatiche
particolarmente favorevoli l'Elicriso cresce concentrando i suoi principi
attivi, che diventano particolarmente copiosi ed efficaci nel contrastare
numerosi disturbi dell'organismo umano, come vedremo fra breve.
La droga (chiarisco ancora una volta che questo termine allude alla
parte di pianta ricca di principi attivi, mentre l'accezione negativa
è sorta solo in tempi recenti) è costituita dalle sommità fiorite
che si raccolgono da maggio a settembre, in base all'altitudine.
La composizione dell'Elicriso è molto complessa: i costituenti principali
sono flavonoidi,
olio essenziale, tannini, acido caffeico, e numerose altre sostanze,
alcune non ancora identificate, denominate arenarina, a cui si attribuisce
una probabile attività antibiotica.
Le proprietà medicinali attribuite all'Elicriso sono l'attività antinfiammatoria,
antiedemigena,
analgesica,
decongestionante, antiallergica, antieritematosa, fotoprotettiva,
bechica,
balsamica ed espettorante,
antiepatotossica.
Queste attività ne fanno un valido ausilio in caso di diverse affezioni,
sia per un utilizzo esterno, come per uso interno.
L'infuso
delle sommità fiorite di Elicriso per via interna giova in tutti i
casi di dermopatie (dal greco "derma" = pelle e "pathos" = sofferenza)
come gli eczemi,
e in modo particolare la psoriasi,
per le quali può essere associata anche la balneoterapia con il suo
decotto, rivelatosi più efficace dell'infuso, e con unguenti o oleoliti,
da applicare sulle parti interessate al disturbo.
L'uso interno in forma di infusi e sciroppi si è rivelato utile, come
coadiuvante, nella pertosse, nelle bronchiti subacute e croniche,
anche in presenza di manifestazioni asmatiche o enfisematose, che
logicamente necessitano di adeguata terapia, cui l'Elicriso può fare
da sostegno.
Gli studi sulle patologie della pelle e sull'apparato respiratorio
si devono al dottor L. Santini il quale, avendo notato che i contadini
della Garfagnana, in Toscana dove lui operava come medico condotto,
curavano le affezioni bronchiali del bestiame con l'Elicriso, volle
sperimentarlo sui suoi pazienti, ottenendo una conferma delle sue
aspettative, ma in più notò un'azione favorevole nei pazienti con
affezioni eczematose e soprattutto psoriasiche, e nel 1949 pubblicò
i risultati delle sue osservazioni.
Sempre il dott. Santini evidenziò una componente antiallergica dell'Elicriso,
che egli utilizzava per mezzo di aerosol, colliri e impacchi palpebrali
nelle riniti, congiuntiviti e blefariti allergiche. Egli conseguì
risultati degni di attenzione anche nel trattamento delle ustioni
e dei geloni, ottenendo una più veloce scomparsa delle manifestazioni
dolorose, del prurito e del bruciore.
Un'altra proprietà importante dell'Elicriso è quella antiedemigena,
utile in caso di sindrome varicosa emorroidaria (emorroidi interne
ed esterne) come decongestionante e analgesico, specie se associato
ad altre piante antinfiammatorie come l'Aloe,
e vasoattive come il Rusco,
la Centella asiatica
e il Cipresso; si ottiene così una sinergia di azione che contrasta
l'infiammazione e il dolore, tonifica le pareti venose del plesso
emorroidario, riduce l'edema e la dilatazione delle vene.
In questo caso si utilizzano pomate specifiche, molto utili per ridurre
il dolore, il prurito e il bruciore, meglio se accompagnate anche
ad un trattamento interno che agisca sulle varie cause del problema,
come lo sfiancamento delle pareti venose e la congestione epatica.
Un ostacolo all'utilizzo dell'infuso è costituito dal sapore molto
intenso e non a tutti gradito dell'Elicriso, per cui oggi si preferiscono
preparati già pronti in capsule, anche in associazione con altre piante
che ne rafforzino e ne amplino la sfera d'azione.
L'uso esterno locale contro psoriasi ed eczemi può essere effettuato
tramite decotto da utilizzare per abluzioni delle parti interessate
(da non risciacquare), o spalmando creme o unguenti, oppure utilizzando
semplicemente un buon olio di Mandorle miscelato con olio essenziale
di Elicriso (da 3 a 5 ml di olio essenziale per 100 ml di olio di
Mandorle).
Come olio di base si può utilizzare anche l'olio di Iperico,
o quello di Calendula,
secondo il disturbo che si intende trattare, per potenziare l'azione
dell'Elicriso.
Se ad esempio si vuole agire sui geloni, è bene utilizzare come base
l'Olio di Calendula, che è indicato anch'esso come coadiuvante per
lenire questo fastidioso e talvolta doloroso disturbo: con l'aggiunta
dell'olio essenziale di Elicriso se ne esalterà e potenzierà l'azione
decongestionante, rigenerante e cicatrizzante della pelle lesionata
dai geloni.
La base più adatta è invece l'olio di Iperico per gli eczemi e la
psoriasi, soprattutto se localizzati su mani o piedi, ginocchia o
gomiti, per la pelle soggetta a piaghe e ustioni, o per gli eritemi
solari.
Si può utilizzare anche un bagnoschiuma che contenga Elicriso, in
modo che durante la doccia, o meglio ancora il bagno, si possa trarre
beneficio contemporaneamente delle azioni benefiche dell'Elicriso
sia sulla pelle sia sull'apparato respiratorio.
Un recente studio effettuato nel dipartimento di Farmacologia dell'Università
di Valencia (Marzo 2002), ha riconosciuto la validità delle brillanti
intuizioni del dott. Santini, confermando le proprietà antiflogistiche
dell'Elicriso, e evidenziando anche le sue proprietà antiossidanti.
Dott.ssa Marina Multineddu
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