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Dalla Newsletter del Novembre 2007 |
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LA PEDICULOSI (I PIDOCCHI): UN PROBLEMA IN AUMENTO
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Pediculosi
è il termine con cui viene indicata l'infestazione da parte di uno
sgradevole parassita: il pidocchio.
L'infestazione da pidocchi è nota fin dall'antichità: sono state trovate
tracce di uova di pidocchi nelle mummie egizie e nei resti degli individui
sepolti dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.c.
Esistono tre tipi di pidocchi, ma il più frequente è il Pediculus
humanus capitis: già dal suo nome scientifico è palese che il luogo
che predilige è il capo, e infatti l'insetto, color bianco sporco
o grigio, lungo dai 2 ai 4 mm, è dotato di tre paia di zampe uncinate
che gli permettono di attaccarsi alla base dei capelli, dove vive
e depone le uova, che sono chiamate lèndini; esse sono più piccole
di una capocchia di spillo, tondeggianti e un po' oblunghe, biancastre
e traslucide, e possono essere scambiate per squamette di forfora.
La femmina depone le uova soprattutto dietro le orecchie e nella nuca,
il più possibile aderenti alla cute, saldandole alla base del capello
per mezzo di una sostanza collosa difficilissima da sciogliere, il
che rende più difficoltoso liberarsi dai pidocchi, poiché le uova
che non vengono eliminate diventano causa di una nuova infestazione,
alla loro schiusa: la nuova generazione di pidocchi diventa riproduttiva
dopo due settimane e dà così il via ad un nuovo ciclo. Quindi per
essere sicuri di sconfiggere i pidocchi bisogna accertarsi di aver
eliminato anche le uova, cioè le lèndini, oltre ai parassiti adulti.
La femmina vive fino a 2 mesi nutrendosi di sangue, che succhia da
2 a 5 volte al giorno; pungendo inietta una sostanza anestetica per
agire indisturbata e causa anche un aumento della fluidità del sangue
che facilita la suzione.
Successivamente però si manifesta nell'individuo ospite dei parassiti
un'intenso prurito che, insieme alla cute arrossata e all'ingrossamento
dei linfonodi presenti dietro le orecchie e nella parte posteriore
del collo, costituiscono le principali manifestazioni cliniche dell'avvenuta
infestazione.
La femmina arriva a deporre durante la sua vita circa 300 uova, che
possono restare vitali fino alla loro schiusa, che avviene dopo circa
10 giorni dalla deposizione.
Il Pediculus humanus capitis sopravvive al di fuori del corpo umano
per poco tempo: infatti il contagio avviene principalmente per contatto
diretto fra le persone, ed è favorito dall'uso promiscuo di spazzole
per capelli, asciugamani, cappelli, sciarpe, e dal sovraffollamento,
come può avvenire a scuola, nei cinema, sui mezzi di trasporto.
Contrariamente a quanto molte persone pensano, i pidocchi non sono
in grado di saltare da una testa all'altra (sono le pulci che saltano!);
l'infestazione inoltre non è dipendente dalla lunghezza dei capelli,
che però se sono molto lunghi possono ostacolare l'individuazione
tempestiva sia degli insetti che delle lèndini.
La pediculosi è una manifestazione tipica dell'infanzia e dell'adolescenza,
anche se non è esclusiva, e l'età più colpita è senza dubbio quella
compresa fra i 3 e gli 11 anni, quindi proprio l'età della scuola,
materna ed elementare soprattutto.
La pediculosi infatti è molto comune in ambiente scolastico e non
deve essere considerata come segno di scarsa igiene: infatti non fa
distinzione fra classi sociali o fra persone che hanno più o meno
cura dell'igiene.
I pidocchi prediligono comunque come ospiti proprio i bambini, forse
per la composizione del mantello idrolipidico della loro cute, o per
la loro temperatura corporea, alla cui variazione sono molto sensibili.
Anticamente
il rimedio per combattere la pediculosi consisteva nel lavare i capelli
con l'aceto tiepido, che con la sua acidità aiutava a sciogliere la
sostanza vischiosa che incolla le lendini al capello, facilitando
così il distacco delle uova; quindi il capo veniva rasato e spalmato
con pomate al mercurio, piuttosto tossiche.
Anche l'uso di pettini dai denti molto stretti, bagnati nell'aceto
caldo, contribuiva a rimuovere sia l'insetto adulto che le uova: il
famoso "pettine fitto" che tanto è stato utilizzato nel dopoguerra
(e chi ha una certa età lo ricorda sicuramente!), quando la presenza
dei pidocchi era purtroppo molto diffusa, anche negli adulti.
E' ancora buona norma utilizzare il pettine fitto per effettuare controlli
regolari della testa di bambini e ragazzi, per verificare che non
ci sia la presenza di qualche pidocchio, in modo da affrontare il
problema sul nascere, se mai ve ne fosse bisogno.
Qualora si riscontrasse che l'infestazione si è verificata, è necessario
che tutti i membri della famiglia siano controllati, ed eventualmente
trattati. Anche la scuola deve essere avvertita, in modo da mettere
in opera la profilassi in tutte le classi dell'istituto.
Negli anni '40 per combattere la pediculosi si utilizzò il DDT, famoso
insetticida che successivamente però venne messo al bando per la sua
alta tossicità (e che nel dopoguerra contribuì a debellare la malaria,
anche nella nostra bella Sardegna, con la eliminazione della zanzara
Anofele, che veicolava con la sua puntura il plasmodio della malaria
col quale si era infettata pungendo individui già malarici).
Oggi per combattere i pidocchi si utilizzano soprattutto shampoo e
lozioni a base di piretro, il cui uso però non è esente da rischi,
specie se utilizzato per lungo tempo; esso inoltre può portare ad
una resistenza dei pidocchi stessi, per cui alla lunga diventa inefficace
e allora è necessario ricorrere ad altre molecole, ancora più aggressive.
La strategia migliore quindi è quella di cercare di evitare il contagio
creando nel capo un ambiente sfavorevole all'insediamento dei pidocchi.
Esistono sostanze naturali come gli oli essenziali di Limone, Bergamotto,
Cedro, Lavanda,
Geranio, Citronella,
Arancio
amaro, Rosmarino,
Timo,
che con il loro profumo intenso e caratteristico, per noi piacevole,
rendono il capo poco gradito ai pidocchi, che se ne tengono ben lontani!
Questi oli essenziali sono solitamente miscelati a oli lavanti, lozioni,
gel fissanti (sì, proprio i gel che i giovani utilizzano per la loro
acconciatura!), di facile e gradevole uso, che non comportano alcun
fastidioso procedimento, quindi sono adoperati volentieri e con regolarità,
e così la prevenzione diventa veramente efficace.
Sono prodotti innocui che possono essere utilizzati da tutti, adulti
e bambini, anche per lunghi periodi, poiché aiutano a mantenere i
capelli in buona salute mentre svolgono la loro azione di prevenzione
contro la pediculosi.
Dott.ssa Marina Multineddu
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