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Dalla Newsletter
del Maggio 2007
FITOTERAPIA: PRECAUZIONI D'USO DELLE PIANTE OFFICINALI
settima parte: patologie e condizioni particolari - riepilogo
Completiamo l'argomento sulle precauzioni d'uso e le controindicazioni
che le piante officinali possono avere in talune occasioni, affrontandolo
però da un punto di vista opposto rispetto a quello analizzato finora:
anziché esaminare le singole piante officinali per metterne in evidenza
le controindicazioni, ora prendiamo in considerazione alcune situazioni,
come la gravidanza, l'allattamento, l'infanzia, alcune malattie dell'apparato
digerente, l'uso di certi farmaci, e valutiamo quali sono le piante
officinali controindicate, o da utilizzare con cautela.
In questo modo crediamo di facilitare il compito a quelle persone
che desiderano informarsi sulla fitoterapia in particolari circostanze.
Questa esigenza infatti è molto sentita, come testimoniano le numerose
richieste di consulenza in tal senso.
Non pretendiamo naturalmente di esaurire l'argomento, ma intendiamo
solo porre l'accento su alcune piante officinali di uso comune, e
per le quali vi siano conoscenze certe, avallate da ricerche scientifiche
serie.
PATOLOGIE E CONDIZIONI PARTICOLARI
Gravidanza-allattamento-infanzia
Enumeriamo sinteticamente alcune piante sconsigliate, o di cui va
fatto un uso moderato, durante la gravidanza e/o l'allattamento e
nella prima infanzia. Esse sono: Aloe
(ma il gel fogliare di Aloe vera senza aloina non ha questa limitazione),
Boldo,
Cascara, Spino cervino, Senna,
Frangula,
Rabarbaro,
Artiglio
del diavolo, Aglio,
Carciofo,
Iperico,
Salvia,
Salice, Olmaria,
Ginkgo,
Arancio
amaro, Ginseng,
Finocchio,
Fucus,
Liquirizia,
Partenio,
Uncaria.
Ricordiamo di seguito brevemente le cause per cui queste piante sono
da evitare.
Sappiamo ormai che bisogna evitare i lassativi antrachinonici, quelli
cioè che stimolano le contrazioni della muscolatura liscia dell'intestino
(peristalsi), contrazioni che possono essere trasmesse anche alla
muscolatura uterina e che possono compromettere il buon esito della
gravidanza, o provocare danni al feto.
Le sostanze lassative possono anche passare nel latte e provocare
coliche nel bambino, che oltretutto si abituerebbe così ai lassativi
drastici già in tenerissima età.
L'Artiglio
del diavolo, pianta antinfiammatoria utile per le infiammazioni
dell'apparato osteoarticolare, non deve essere utilizzato in gravidanza
per la sua azione ossitocica: stimola cioè le contrazioni uterine,
che potrebbero compromettere il buon andamento della gravidanza.
L'Aglio,
così come altre piante che influenzano la coagulazione del sangue
come Salice, Olmaria,
Ginkgo,
sono sconsigliate in gravidanza e allattamento, per l'attività antiaggregante
piastrinica. Durante l'allattamento, inoltre, l'Aglio può conferire
al latte materno un sapore e un odore poco graditi al neonato.
A questo proposito va segnalato che il Carciofo
e la Salvia
hanno un'azione antigalattògena, inibiscono cioè la secrezione lattea,
per cui si devono sicuramente evitare durante l'allattamento.
Altra pianta che è meglio evitare in questi delicati periodi è l'Arancio
amaro, in particolare le scorze dei piccoli frutti immaturi che
contengono sinefrina; questa sostanza è utilizzata a scopo dimagrante
poiché ha la capacità di stimolare il metabolismo, ma in taluni casi
e ad alti dosaggi potrebbe dare problemi a carico dell'apparato cardiovascolare.
L'Iperico,
ottima pianta utile contro la melanconia e la depressione media o
lieve, è sconsigliato in gravidanza, allattamento e infanzia, poiché
non vi sono sufficienti studi al riguardo.
Per la sua azione estrogenica, il Finocchio
deve essere usato con cautela in gravidanza, e solo sotto forma di
infuso a basso dosaggio; ad es. 10% di semi di Finocchio in una tisana
sono consentiti, mentre è assolutamente da evitare l'olio essenziale,
per l'alta concentrazione di principi attivi. In particolare l'olio
essenziale di Finocchio, come d'altronde quello di Menta e in genere
tutti gli oli essenziali, non si devono utilizzare nell'infanzia,
poiché potrebbero scatenare reazioni allergiche con laringospasmo
e soffocamento. Durante l'allattamento l'infuso di Finocchio è consigliato
per la nutrice, perché favorisce la lattazione e attraverso il latte
riduce le coliche gassose del neonato.
Il Fucus
(Alga bruna), alga marina ricca di iodio utile per chi vuole perdere
peso, non può essere utilizzata né in gravidanza, né durante l'allattamento
e l'infanzia, neppure per uso esterno, perché potrebbe interferire
con la funzione tiroidea di madre e bambino.
Il Ginseng
ha un'azione estrogenica, quindi non deve essere utilizzato né in
gravidanza, né in allattamento, e neppure nei bambini e ragazzi prima
dell'adolescenza.
Questo vale anche per il Partenio,
che è un emmenagogo (favorisce la comparsa delle mestruazioni).
La Liquirizia
deve essere utilizzata in piccole quantità e per periodi brevi, per
evitare aumenti della pressione arteriosa, ma un uso moderato e discontinuo
è consentito, poiché è un ottimo digestivo e antiacido.
Infine l'Uncaria
è da evitare perché potrebbe influire sulla muscolatura uterina e
sulla lattazione.
Gastrite, ulcera, ernia iatale
Le erbe officinali controindicate in presenza di queste patologie
sono Tarassaco,
Genziana,
Menta,
Aglio,
Peperoncino, olio essenziale di Finocchio,
Artiglio
del diavolo.
Alcune, come Tarassaco, Genziana e Menta stimolano la produzione di
succhi gastrici, quindi potrebbero causare iperacidità. La Menta inoltre
ha la capacità di rilassare il cardias, il muscolo circolare che separa
l'esofago dallo stomaco, e in questo modo sono favorite le eruttazioni,
già indotte dall'ernia iatale.
Altre, come Peperoncino, olio essenziale di Finocchio (non l'infuso
dei frutti), Artiglio del diavolo, possono essere irritanti per la
mucosa gastrica, specie ad alti dosaggi.
L'Artiglio del diavolo ai normali dosaggi generalmente è ben tollerato,
anche per lunghi periodi, specie se assunto a stomaco pieno; si sconsiglia
però di utilizzarlo a dosaggi eccessivi, o contemporaneamente a farmaci
antinfiammatori, dei quali potrebbe accentuare la gastrolesività.
Calcoli biliari
Il Boldo,
la Curcuma, il Tarassaco
e la Menta
stimolano la secrezione della bile, e questo può comportare il rischio
di provocare una colica biliare in quei soggetti che abbiano calcoli
nella cistifellea. Infatti l'aumentata produzione di bile potrebbe
mobilizzare qualche calcolo verso il dotto escretore, ostruendolo
e causando così la colica.
Cardiopatie
e vasculopatie
L'Arancio
amaro, i cui piccoli frutti immaturi contengono sinefrina, sostanza
utilizzata a scopo dimagrante poiché stimola il metabolismo, sono
controindicati in caso di disturbi cardiaci o problemi all'apparato
vascolare (arterie e vene), specie ad alti dosaggi.
Il Ginseng
è sconsigliato in caso di cardiopatie, poiché in soggetti sensibili
potrebbe indurre tachicardìa (battito cardiaco accelerato), nervosismo
e agitazione.
Ipertensione
Liquirizia,
Eleuterococco
e Ginseng
sono piante che non bisogna assumere in caso di ipertensione non compensata
da un'adeguata terapia farmacologica, poiché il loro uso eccessivo
e continuo, o a dosaggi non personalizzati, potrebbe accentuare la
patologia ipertensiva.
Bisogna sottolineare che la Liquirizia si può assumere in piccole
quantità e in modo discontinuo, e che il dosaggio di Eleuterococco
e Ginseng si deve adattare ad ogni singola persona, perché la loro
tollerabilità è molto variabile.
Insonnia
Ginseng,
Eleuterococco
e Menta
sono piante stimolanti ed energizzanti, quindi non si devono assumere
la sera, poiché potrebbero provocare insonnia, o aggravare un'insonnia
già conclamata.
Malattie autoimmuni
Poiché l'Echinacea
e l'Uncaria
stimolano il sistema immunitario, non si devono utilizzare in presenza
di malattie autoimmuni come la sclerosi multipla.
Al contrario l'Uncaria trova indicazione proprio per alleviare i dolori
causati dall'artrite reumatoide, che pure è una malattia autoimmune.
Malattie a carico della tiroide
Se vi è una patologia a carico della tiroide, specie se richiede l'uso
di farmaci, è assolutamente sconsigliato l'uso di Fucus
(Alga bruna) che, con il suo contenuto di iodio, potrebbe interferire
con il dosaggio dei farmaci stessi.
Anche la Melissa
sembra interferire con una funzione tiroidea alterata, quindi è da
evitare.
Glaucoma
Alcuni studi effettuati su animali hanno evidenziato un aumento della
pressione endoculare provocato dall'olio essenziale di Melissa,
per cui se ne sconsiglia l'utilizzo in caso di glaucoma, in attesa
di studi sull'uomo.
Infiammazioni dell'apparato intestinale da cause
sconosciute
Le piante contenenti mucillagini come Lino,
Psillio,
Ispaghul, Glucomannano,
che hanno una blanda azione lassativa, sono assolutamente da evitare
in caso di sospetta occlusione intestinale, infiammazione, o dolore
addominale la cui causa sia sconosciuta, per evitare eventuali complicazioni.
ASSUNZIONE DI FARMACI
Pillola
anticoncezionale.
L'Iperico
diminuisce la disponibilità della pillola anticoncezionale, rendendola
di fatto meno efficace, anche se non si conoscono in letteratura casi
di gravidanze indesiderate causate da questa associazione. E' bene
comunque evitare di assumerlo ad alti dosaggi.
Anche un abuso di lassativi antrachinonici, che può provocare un transito
intestinale troppo accelerato, può di fatto ridurre l'assorbimento
di questo medicinale, come di altri farmaci; quindi bisogna tenerne
conto.
Le piante mucillaginose, come Lino,
Psillio,
Ispaghul, si devono assumere a distanza di alcune ore dalla pillola
anticoncezionale, ma anche da altri farmaci, poiché anch'esse possono
ridurne l'assorbimento, se assunte contemporaneamente.
Farmaci diuretici
Le piante diuretiche, come ad esempio il Tarassaco,
possono potenziare l'azione dei farmaci diuretici, quindi è bene evitarne
l'assunzione contemporanea.
Farmaci anticoagulanti
Achillea,
Aglio,
Ginkgo,
Olmaria,
Salice, Artiglio
del diavolo, hanno in comune la capacità di fluidificare il sangue,
quindi non devono essere mai associati a farmaci anticoagulanti, per
evitare di potenziarne l'azione in modo incontrollabile.
Farmaci antidepressivi
L'Iperico
è la pianta più utilizzata per migliorare il tono dell'umore, in caso
di depressioni medie o lievi, ma non deve essere assolutamente associato
a farmaci antidepressivi, dei quali potrebbe alterare l'azione.
Concludiamo così questo ciclo di articoli, pur rendendoci conto che
il tema è vastissimo e si potrebbero prendere ancora in esame altre
piante officinali o situazioni. Non escludiamo di riprendere in seguito
l'argomento, anche tenendo in considerazione suggerimenti, richieste
o curiosità che ci perverranno da parte vostra.
Dott.ssa Marina Multineddu
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