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Dalla Newsletter
del Marzo 2007
FITOTERAPIA: PRECAUZIONI D'USO DELLE PIANTE OFFICINALI
Interferenze tra le piante officinali, interazioni tra piante e farmaci,
controindicazioni in presenza di alcune patologie
Quinta parte: Lino, Psillio, Ispaghul, Melissa, Menta
Proseguiamo l'esame delle piante officinali, in relazione alle precauzioni
sul loro uso. Queste devono essere tenute sempre in considerazione:
nonostante la fitoterapia sia considerata da alcuni innocua, vi sono
invece diversi casi in cui è necessaria una certa cautela nel suo
utilizzo, specialmente in alcuni periodi della vita, come la prima
infanzia, la gravidanza, l'allattamento, o in relazione a determinate
patologie, e all'uso concomitante di farmaci.
Questo mese prenderemo in considerazione il Lino, lo Psillio, l'Hispaghul,
la Melissa, la Menta.
Lino
(Linum usitatissimum)
Psillio
(Plantago psyllium)
Ispaghul (Plantago ovata)
Discutiamo di queste tre piante officinali mettendole in relazione
fra loro, poiché l'utilizzo è molto simile, come simili sono le proprietà
attribuite ai loro semi, che costituiscono la droga, ovvero la parte
di pianta contenente i principi attivi.
Il Lino è conosciuto da tempi antichissimi, poiché era utilizzato
già in epoca preistorica per le sue fibre, che costituiscono un ottimo
filato, dal quale si ricava un tessuto molto pregiato, ancora oggi
apprezzatissimo. Già anticamente erano utilizzati anche i semi, sia
a scopo curativo che a scopo alimentare; essi infatti hanno un buon
contenuto calorico e oggi sappiamo che sono ricchi di acidi grassi
essenziali, sostanze indispensabili per la fisiologia e il benessere
del corpo umano. A scopo curativo erano utilizzati già dagli antichi
medici che seguivano la dottrina di Ippocrate, per i disturbi intestinali
e per la tosse, sia per uso esterno che per uso interno.
Per
uso esterno penso che molti avranno utilizzato, su consiglio della
nonna, o ne avranno sentito raccontare, i cataplasmi di semi di Lino
in caso di tosse e catarro bronchiale, oppure di foruncolosi, o ascessi,
che sono fatti "maturare" con i cataplasmi, accelerandone la guarigione.
Per uso interno i semi di Lino sono utilizzati anche oggi per risolvere
la stitichezza in modo delicato, specie nelle persone con l'intestino
irritato, talvolta per abuso di lassativi drastici, o nei casi di
colon irritabile, o quando vi siano ragadi o emorroidi. I semi di
Lino infatti, come anche quelli di Psillio e di Ispaghul, sono ricchi
di mucillagini, che agiscono da lassativo meccanico.
E'
facile rendersi conto di questo: basta mettere un cucchiaio di semi
di una qualunque di queste tre piante in un bicchiere di acqua, lasciarli
macerare per qualche ora, e si vede che essi si rigonfiano formando
una sostanza mucillaginosa che li avvolge. La mucillagine che si forma
con l'acqua, se ingeriamo i semi macerati, agisce da lubrificante
e da lassativo meccanico, perché idrata e aumenta la massa fecale;
ciò provoca uno stimolo fisiologico di distensione delle pareti intestinali,
che rispondono aumentando la contrazione armonica (peristalsi), che
favorisce il procedere del contenuto intestinale e lo svuotamento.
Questo stimolo è molto delicato, a differenza di quello prodotto dalle
piante lassative antrachinoniche, più drastiche e irritanti, e quindi
non provoca assuefazione.
Perciò, quando la funzione intestinale è carente, oltre a migliorare
l'apporto di fibre alimentari fornite dalla verdura, dalla frutta,
dai cereali integrali, e ad incrementare l'apporto di liquidi nella
giornata, può essere consigliabile un trattamento sintomatico con
i semi di queste piante, adoperandole naturalmente con la necessaria
quantità di acqua, per evitare di ottenere l'effetto opposto.
Se c'è un'irritazione intestinale è sempre bene utilizzare i semi
solo dopo la loro macerazione in acqua per alcune ore; diversamente
è possibile ingerirli tal quali, ad esempio con lo yogurt, bevendo
subito dopo un paio di bicchieri di acqua.
Le mucillagini prodotte dalla macerazione svolgono anche una funzione
emolliente a addolcente sulle mucose intestinali che, se sono infiammate,
traggono beneficio dall'azione lenitiva delle mucillagini, sia del
Lino che dello Psillio e dell'Ispaghul (così come della Malva,
che non esaminiamo in questo contesto, poiché non presenta controindicazioni
di sorta).
Sembrerebbe quindi che queste piante officinali possano essere utilizzate
sempre e comunque: invece vi sono casi in cui il loro uso è sconsigliato,
se non addirittura vietato. Quando infatti vi è il sospetto di un'occlusione
intestinale, o vi sono dolori addominali la cui causa non sia nota,
l'uso dei semi di Lino o delle altre piante in oggetto è assolutamente
controindicato, per evitare eventuali complicazioni.
Bisogna anche tenere presente che le mucillagini, se assunte contemporaneamente
a farmaci o ad integratori minerali o vitaminici, possono ridurne
l'assorbimento; quindi è bene aspettare almeno un'ora dopo la loro
assunzione prima di ingerire i semi mucillaginosi, rispettando i dosaggi,
che non devono essere mai eccessivi, per evitare squilibri idrici
e salini.
Talvolta, all'inizio del trattamento, si possono verificare gonfiori
addominali, che scompaiono col proseguire dell'assunzione, specie
se si ingeriscono adeguate quantità di acqua.
Melissa
(Melissa officinalis)
La Melissa è conosciuta anche con il nome di Citronella, Cedronella
o anche Erba Limona, per il gradevole profumo di limone che emana
quando è fresca, profumo che perde con l'essiccazione.
Come molte piante, è conosciuta e utilizzata fin dall'antichità per
le sue proprietà sedative,
antispasmodiche,
digestive, carminative,
che ne fanno un valido rimedio, confermato anche dai moderni studi,
contro l'ansia, specialmente in caso di nevrosi gastrica, che si manifesta
con disturbi di origine psicosomatica a carico dello stomaco e dell'intestino.
La Melissa è utile anche nei disturbi del sonno, sia degli adulti
che dei bambini, quando è necessaria un'azione rilassante generale,
con difficoltà di addormentamento. La sua azione tranquillizzante
può essere utilizzata anche durante le diete dimagranti, specie nei
soggetti a tendenza bulimica originata da turbe nervose, e in quelle
forme di ansia con somatizzazione a livello gastrico, come gastriti
nervose. La Melissa riduce infatti la produzione di succo gastrico,
mentre aumenta la secrezione di mucina, che ha una funzione protettiva
nei confronti della mucosa gastrica. E' un valido aiuto contro dispepsia,
nausea, flatulenza,
vomito gravidico, per le sue proprietà eupeptiche,
aromatiche, stomachiche,
spasmolitiche e carminative, e anche perché favorisce la produzione
della bile da parte del fegato. L'azione spasmolitica sulla muscolatura
liscia può essere utilizzata anche in caso di lievi coliche intestinali,
o nella dismenorrea.
L'azione sedativa della Melissa è utile anche in caso di tachicardia
(battito del cuore accelerato) che non abbia cause patologiche, poiché
esercita un'azione leggermente ipotensiva e bradicardizzante (rallenta
il battito cardiaco).
Il dosaggio della Melissa deve essere valutato e personalizzato, poiché
un dosaggio troppo elevato potrebbe manifestare un effetto-paradosso
con ansia e agitazione, specie se si utilizza l'olio essenziale (che
va usato con cautela, come tutti gli oli essenziali).
La Melissa è controindicata quando vi siano disturbi tiroidei, specie
in caso di ipotiroidismo che potrebbe essere accentuato, o in caso
di terapia con ormoni tiroidei, per una possibile interferenza con
essi.
L'olio essenziale di Melissa è sconsigliato, per precauzione, nei
soggetti affetti da glaucoma: in alcuni studi su animali ha provocato
un aumento della pressione endoculare, quindi, finché non ci saranno
altri studi in merito, è bene evitare di utilizzarlo in presenza di
questa patologia oculare.
Menta
(Mentha piperita)
La Menta piperita è una pianta erbacea perenne; si riproduce facilmente
per via vegetativa tramite gli stoloni, poiché raramente produce semi.
La parte interessante dal punto di vista dei principi attivi è la
parte aerea, cioè le foglie e le sommità fiorite, che contengono diversi
oli essenziali, fra i quali il più noto è il mentolo, che conferiscono
a questa pianta il profumo caratteristico, il sapore e soprattutto
le proprietà officinali.
La sinergia del fitocomplesso conferisce alla Menta proprietà rilassanti
sulla muscolatura liscia, principalmente a livello di stomaco e intestino:
infatti è da sempre conosciuta e utilizzata come rimedio per i disturbi
dell'apparato gastrointestinale, per le sue proprietà antispasmodiche,
carminative, coleretiche,
eupeptiche e stomachiche. La Menta ha anche un'azione tonificante
e corroborante sul sistema nervoso centrale, che ne fa anche un buon
tonico e stimolante contro l'affaticamento fisico.
La Menta piperita è quindi utilizzata in caso di atonia digestiva,
specie se è associata ad altre piante dalle proprietà simili, come
la Melissa o il Finocchio. E' utile anche per combattere la nausea
causata dalla cattiva digestione, specie se dipendente dall'alterata
motilità delle vie di escrezione della bile (discinesie biliari),
oppure quella causata dalla gravidanza. L'olio essenziale di Menta
piperita è utilizzato anche come antinfiammatorio delle vie aeree
superiori; infatti è possibile adoperarlo per suffumigi in caso di
raffreddore e sinusite, ed essendo anche un buon antisettico bronchiale
può risultare utile in caso di tosse.
Applicato localmente sulla pelle, produce una sensazione di freddo,
determinando un'azione anestetica che può essere sfruttata in quelle
affezioni della pelle che causano prurito o bruciore, sotto forma
di talco mentolato, oppure di linimenti o unguenti emollienti.
Le controindicazioni della Menta riguardano la sua capacità di rilassare
il cardias (sfintere che separa lo stomaco dall'esofago), per cui
la Menta piperita è sconsigliata in caso di ernia iatale, poiché favorisce
le eruttazioni; è controindicata anche in presenza di ulcera gastro-duodenale,
perché stimola la secrezione gastrica; inoltre la sua azione coleretica
ne sconsiglia l'uso in caso di calcoli biliari, che potrebbero essere
mobilizzati provocando una colica.
L'uso prolungato può provocare insonnia per l'azione stimolante sul
sistema nervoso centrale, per cui è da evitare l'uso come aromatizzante
nelle tisane contro l'insonnia.
L'uso di prodotti al mentolo deve essere evitato in età pediatrica,
poiché può provocare spasmi della glottide, con blocco del respiro
nei casi più gravi.
Dott.ssa Marina Multineddu
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