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Dalla Newsletter
del Gennaio 2007
FITOTERAPIA: PRECAUZIONI D'USO DELLE PIANTE OFFICINALI
Interferenze tra le piante officinali, interazioni tra piante e farmaci,
controindicazioni in presenza di alcune patologie
Terza parte: Finocchio, Alga bruna, Ginkgo
Con l'articolo di questo mese riprendiamo l'argomento delle precauzioni
d'uso e controindicazioni della fitoterapia, che abbiamo cominciato
ad esaminare negli articoli di Ottobre
e Novembre 2006, soffermandoci
su altre tre piante officinali: il Finocchio,
l'Alga
Bruna e il Ginkgo.
Finocchio
(Foeniculum vulgare)
I frutti del Finocchio selvatico sono chiamati impropriamente semi,
ma il piccolo errore botanico è entrato e si è radicato talmente nell'uso
popolare, che ormai anche gli addetti ai lavori utilizzano questa
denominazione. Seguiremo perciò anche noi questa consuetudine.
I semi di Finocchio sono utilizzati nel meteorismo,
nelle dispepsie,
negli spasmi addominali, nelle coliche gassose sia degli adulti che
dei bambini. Le sue proprietà aromatiche e stimolanti esplicano un
benefico effetto sull'apparato gastroenterico: ne migliorano la tonicità,
aumentano la secrezione salivare, gastrica e biliare.
Queste proprietà ne suggeriscono l'abbinamento con le droghe antrachinoniche
lassative (sottolineo ancora una volta che la definizione di droga
si riferisce alle parti di pianta contenenti i principi attivi; l'accezione
negativa del termine è nata solo in tempi recenti), proprio per mitigare
l'atonia intestinale che esse possono produrre, se utilizzate troppo
di frequente.
Ricordo anche l'uso come galattogogo, ovvero stimolante la secrezione
lattea nella madre che allatta, spesso associato a Galega, Fieno greco
e Anice. Una proprietà generalmente poco ricordata è quella secretolitica,
cioè fluidificante delle secrezioni bronchiali, che suggerisce l'uso
dei semi di Finocchio in caso di infiammazione dell'apparato respiratorio
come espettorante.
Le controindicazioni del Finocchio sono legate soprattutto all'uso
dell'olio essenziale, che può risultare irritante per un apparato
gastroenterico già infiammato. Sempre l'olio essenziale può provocare
in soggetti allergici reazioni a carico della pelle o delle vie respiratorie;
in special modo nei bambini potrebbe causare laringospasmo, difficoltà
respiratorie e stati di agitazione. Poiché il Finocchio sembra possedere
attività estrogenica, andrebbe evitato l'uso dell'olio essenziale
in gravidanza, mentre non crea problemi a piccole dosi, come ad esempio
una tisana col 10% di semi di Finocchio.
Alga
Bruna o Quercia marina (Fucus vesiculosus)
Fra le alghe che entrano a far parte dell'alimentazione umana o della
fitoterapia, l'Alga bruna è sicuramente la più utilizzata. La droga
è costituita dal tallo disseccato e sminuzzato del Fucus vesiculosus,
alga bruna che può crescere fino ad un metro di lunghezza, vive fissata
alle rocce ed è abbondante sulle coste della Manica e dell'Atlantico,
dal nord ai tropici. E' dotata di numerose vescicole piene d'aria
che ne facilitano il galleggiamento e permettono all'alga di fluttuare
nell'acqua del mare, senza adagiarsi sul fondo, caratteristica che
le ha dato il nome di "vesiculosus".
Come tutte le alghe, è ricca di iodio organico e di mucillagini (alginati),
che le conferiscono blande proprietà lassative, ma soprattutto un'attività
tonificante metabolica. Proprio quest'ultima proprietà ne consiglia
un utile impiego come dimagrante, specie all'inizio di una dieta,
in quanto favorisce la funzionalità tiroidea, facilita il ricambio
generale e spesso agisce come stimolo del processo di dimagrimento.
E' particolarmente indicato l'utilizzo di alghe a scopo dimagrante
in caso di modesta ipofunzionalità tiroidea e ritenzione idrosalina,
poiché l'apporto di iodio organico è spesso in grado di regolare la
funzionalità della tiroide.
E' in ogni caso sempre opportuno, prima di somministrare il Fucus,
valutare la funzionalità tiroidea per accertare che non vi siano importanti
alterazioni, onde evitare indebite e pericolose interferenze. E' superfluo
ribadire che naturalmente l'utilizzo del Fucus, o di altre alghe ricche
di iodio, è interdetto agli ipertiroidei e a tutti i soggetti che
siano in trattamento con farmaci tiroidei, per una possibile interazione
con essi.
L'uso del Fucus è controindicato anche durante la gravidanza e l'allattamento,
anche per l'utilizzo esterno sotto forma di fanghi o creme.
Dosaggi eccessivi possono provocare agitazione, insonnia e palpitazioni.
Ginkgo
(Ginkgo biloba)
Il Ginkgo è un albero maestoso dalle antichissime origini, che può
raggiungere i 30-40 metri di altezza; è originario della Cina e del
Giappone dove è coltivato da tempi remoti nei giardini dei templi,
poiché è ritenuto sacro. E' considerato un vero fossile vivente ed
è forse la pianta più antica di cui si sia fatto un uso medicinale:
infatti il Ginkgo è menzionato in un trattato medico cinese, che si
fa risalire al 2800 a.C.
Le foglie del Ginkgo biloba contengono diversi principi attivi, che
si sono rivelati utili nelle turbe vascolari, particolarmente quelle
a carico della circolazione cerebrale, poiché agiscono come inibitori
dell'aggregazione piastrinica ed eritrocitaria, e soprattutto con
un'importante azione vasoregolatrice: il Ginkgo infatti è un vasodilatatore
arteriolare, mentre agisce come vasocostrittore venoso; rinforza inoltre
la resistenza capillare, diminuisce la permeabilità delle pareti vasali,
quindi aiuta a prevenire la formazione di edemi.
Il Ginkgo costituisce perciò un ottimo rimedio in tutte le alterazioni
del microcircolo e i disturbi vascolari in genere, in special modo
per i disturbi legati alla terza età. Infatti esso è impiegato in
particolare nel trattamento dei sintomi legati all'insufficienza circolatoria
cerebrale, negli acufeni di origine circolatoria, nelle vertigini
di origine vestibolare (il vestibolo è una struttura dell'orecchio
interno, sede della sensibilità spaziale e dell'equilibrio), nella
cefalea specie se di origine vasomotoria. E' utile anche in presenza
di turbe psicocomportamentali dell'anziano, quali perdita di memoria
e umore depresso.
Il Ginkgo è ricco in flavonoidi,
quindi oltre ad agire sull'apparato vascolare è anche un ottimo antiossidante
contro i radicali
liberi. Migliora l'utilizzazione del glucosio e dell'ossigeno,
poiché accresce il flusso sanguigno cerebrale. A questo proposito
esistono diversi studi clinici che hanno messo in luce un significativo
aumento delle funzioni cognitive, con aumentata vigilanza, che ha
determinato un miglioramento della qualità della vita, in anziani
trattati per diversi mesi con preparati a base di Ginkgo biloba.
Si segnala anche un'azione antiasmatica del Ginkgo, oltre che una
riduzione delle crisi acute nel morbo di Reynaud (che comporta spasmi
delle arteriole, con conseguenti crisi ischemiche, soprattutto delle
mani e dei piedi).
Le controindicazioni che riguardano questa pianta sono da mettere
in relazione soprattutto alla sua azione fluidificante del sangue,
poiché la somministrazione di Ginkgo in concomitanza a farmaci anticoagulanti
potrebbe potenziare l'effetto di questi ultimi, rendendone ingestibile
la posologia. Quindi è assolutamente sconsigliata l'assunzione di
Ginkgo biloba a coloro che sono in terapia con farmaci antiaggreganti
piastrinici e anticoagulanti.
E' d'obbligo anche una grande cautela con l'utilizzo di alcune piante
che possono influenzare la coagulazione, come l'Aglio,
il Salice, l'Olmaria,
l'Achillea.
Se ne sconsiglia l'uso anche durante la gravidanza e l'allattamento.
Dott.ssa Marina Multineddu
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