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Dalla Newsletter
del Febbraio 2006
PARTENIO: UN AIUTO PER L'EMICRANIA
Il
Partenio
è una pianta erbacea simile nell'aspetto alla comune Camomilla
e al Crisantemo, e come queste appartiene alle Compositae (o Asteracee),
famiglia di piante ricchissima di specie officinali, caratterizzata
dalla presenza di sostanze chiamate sesquiterpeni, considerati veri
e propri indicatori tipici di questa famiglia. Botanicamente, il Partenio
oggi è classificato come Tanacetum parthenium, ma è conosciuto anche
con il nome di Chrysanthemum parthenium.
L'utilizzo a scopo medicinale del Partenio è antichissimo. Infatti
sono stati rinvenuti reperti negli scavi di villaggi neolitici del
Caucaso, mentre nell'area del Mediterraneo troviamo osservazioni sulle
proprietà del Partenio in numerosi autori greci e latini, quali Plinio
nella sua Naturalis Historia, e Dioscoride nel De Materia Medica.
Nell'antichità questa pianta era conosciuta ed utilizzata soprattutto
per alleviare i dolori mestruali: la sua etimologia infatti rivela
questo uso, poiché il nome della specie parthènion deriva dal greco
pàrthenos, che significa fanciulla, vergine. Il nome Tanaceto viene
fatto derivare dal greco tànaos = lungo e akéomai = io guarisco, mentre
nel latino medievale la parola tanasìa sembra derivare dal greco athanasìa
= immortalità (da non confondere con eutanasia = buona morte), e probabilmente
da questo derivava l'usanza di mettere rametti di Tanacetum vulgare
nel sudario dei morti, forse per garantir loro una qualche immortalità.
Ma già nell'Inghilterra del XVII secolo c'era chi riconosceva alla
pianta una buona efficacia "per tutti i dolori del capo", anticipando
i risultati degli studi più recenti, risalenti agli anni settanta,
che dimostrano l'attività del Partenio contro l'emicrania. Una sperimentazione,
realizzata con metodi scientifici moderni presso la City of London
Migraine Clinic, diede i primi esiti incoraggianti, poi confermati
da successive ricerche. Nel 1988 i risultati positivi ottenuti da
questi studi furono pubblicati sulla prestigiosa rivista medica Lancet
(Lancet, 1988 Jul 23;2(8604):189-92), evidenziando come il Partenio
contribuisca a migliorare la sindrome emicranica, anche se non la
guarisce; infatti a fine trattamento il problema si ripresenta. I
benefici della pianta quindi necessitano di un'assunzione costante,
per cui si consiglia a chi soffre di emicrania un uso preventivo per
periodi abbastanza lunghi. Tuttavia, poiché ancora non ci sono studi
sufficienti sull'innocuità a lungo termine, l'assunzione non può essere
effettuata per un tempo indefinito.
Recenti ricerche, per la maggior parte anglosassoni, hanno evidenziato
una notevole attività nei confronti delle emicranie, in particolar
modo quelle definite vasomotorie, nelle quali si ha un'alternanza
di stimoli sui vasi sanguigni che determina una vasocostrizione e
una successiva vasodilatazione. Questo provoca una deformazione delle
pareti dei vasi stessi, che vanno così a premere sulle terminazioni
nervose vicine, innescando il dolore, che può diventare sempre più
lancinante a causa della concomitante produzione di mediatori che
potenziano il segnale doloroso.
Gli
elementi della pianta che contengono i principi attivi sono le parti
aeree, in particolar modo le foglie, il cui periodo balsamico, in
cui la concentrazione di sostanze officinali attive è massima, è poco
prima della fioritura. Le sostanze principali contenute nel Partenio
sono i Flavonoidi,
i Sesquiterpeni, i Polifenoli. Fra questi i più importanti per l'attività
medicinale della pianta sono i Sesquiterpeni Lattonici e in particolare
il Partenolide, dimostratosi il principio attivo di riferimento, la
cui concentrazione può servire per il controllo di qualità della pianta
e per la sua titolazione.
Una prima raccolta di dati ha verificato e confermato le proprietà
spasmolitiche di alcuni Sesquiterpeni contenuti nel Partenio; queste
sostanze hanno la capacità di ridurre la contrazione della muscolatura
liscia e la sua eccitabilità. Questo spiega perché la pianta agisca
sia a livello dell'apparato ginecologico, sia sui vasi sanguigni:
infatti sia le pareti uterine che quelle dei vasi sono formate da
muscolatura liscia, che è proprio quella che risponde all'azione di
questa pianta.
Sono quindi spiegati e confermati sia l'utilizzo antico che quello
più moderno del Partenio, utile quindi per la dismenorrea
e contro l'emicrania. Negli studi condotti sull'emicrania sono state
evidenziate anche proprietà ipotensive,
antispasmodiche
a livello del tratto digestivo, sempre per l'azione sulla muscolatura
liscia. Si avrebbe anche come conseguenza un blando effetto tranquillante
che faciliterebbe il sonno, se la pianta viene assunta la sera. La
sua azione antinfiammatoria ha anche un buon effetto lenitivo a livello
dei dolori articolari, inclusi quelli derivanti dall'artrite reumatoide.
L'abbinamento con altre piante antinfiammatorie, come ad esempio l'Artiglio
del diavolo, è consigliabile per aumentare il campo d'azione del
Partenio e potenziare la sua azione antinfiammatoria.
Per la sua azione emmenagoga
ne è sconsigliato l'uso in gravidanza, allattamento e nell'infanzia.
Anche l'usanza di masticare le foglie fresche è da sconsigliare, poiché
può provocare ulcerazioni della mucosa della bocca e irritazione gastrica.
La somministrazione della pianta è inoltre controindicata in quei
soggetti che presentano allergie alle piante della famiglia delle
Asteracee, e durante terapie anticoagulanti.
Dott.ssa Marina Multineddu
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