 |
WWW.LERBORISTERIA.COM
Articolo tratto dalla Newsletter del Dicembre 2005
PIANTE AROMATICHE DI SARDEGNA: LENTISCHIO, ROSMARINO,
LAVANDA SELVATICA
Le piante della Flora Mediterranea
sono diffuse in tutte le regioni più calde che si affacciano sul nostro
mare; tra esse ricordiamo il Rosmarino, il Corbezzolo, il Lentischio,
il Ginepro, il Mirto, la Lavanda, la Fillirea, l'Erica. La loro caratteristica
è quella di essere molto aromatiche e di contenere essenze molto odorose
e profumate, che le contraddistinguono. Spesso sono ricche di oli
essenziali, che conferiscono loro anche proprietà medicinali, sfruttate
fin dall'antichità dai nostri antenati, quando l'unico modo per "curarsi"
consisteva nell'utilizzare le ricchezze che la natura metteva a disposizione.
La qualità di queste piante aromatiche officinali è tanto più elevata,
quanto più queste piante crescono in regioni calde, con bassa piovosità
e in condizioni difficili.
Le piante aromatiche che crescono in Sardegna sono, da questo punto
di vista, quanto di meglio si possa avere in natura, poiché il clima
nella nostra regione è molto caldo, poco piovoso, la natura è ancora
per la massima parte incontaminata, e le piante crescono spesso in
condizioni molto difficili, dove l'escursione termica fra il giorno
e la notte può essere anche molto elevata. In certi luoghi si arriva
ad avere, durante l'estate, 33-34° durante il giorno, mentre la notte
la temperatura scende fino a 10-11°. Tutto ciò tempra la vegetazione
che si abitua a condizioni difficili, concentra la sua linfa, produce
aromi ed essenze che permeano l'ambiente profumando l'aria: basta,
infatti, passeggiare in campagna, per sentir sprigionare dalle piante
calpestate durante il cammino i loro profumi intensi e selvatici,
che fanno riconoscere la presenza di una particolare pianta senza
neppure vederla, come capita con l'Elicriso, il Timo, la Lavanda selvatica
o l'erba gatta. Che dire poi del profumo che si spande se appena si
sfiorano le foglioline del Rosmarino selvatico, che qui può fiorire
fino a Novembre, quando l'autunno è particolarmente mite; o se si
recide un rametto di Lentischio o di Mirto, o si stringe con le dita
un fiore di Lavanda selvatica!
La natura nella nostra bella isola è certamente prodiga di bellezza,
ma è anche ricca di sostanza: le popolazioni locali, infatti, hanno
fatto tesoro di ciò che la natura offre e hanno saputo scoprire le
proprietà medicinali e cosmetiche di moltissime piante. Oggi voglio
parlare in particolare del Lentischio, del Rosmarino e della Lavanda
selvatica.
Il
Lentischio, Pistacia lentiscus, è un arbusto sempreverde dall'intenso
profumo resinoso e aromatico, tipico della macchia mediterranea, molto
diffuso in Sardegna dalla pianura alle zone montuose. Se cresce isolato
assume la forma caratteristica a "pulvino" (cuscino), costellando
con grandi rigonfiamenti i declivi collinari, dove spesso grandi siepi
di Lentischio fungono da divisori fra i diversi campi coltivati. Il
Lentischio ha foglie coriacee dal verde intenso, con fiori unisessuati
e poco appariscenti, portati da individui distinti, mentre il frutto,
una piccola drupa, assume varie colorazioni man mano che cresce e
matura, passando dal verdastro al rosso granato brillante, fino a
diventare, a completa maturazione, rosso scuro. Dai suoi frutti si
estrae un olio molto aromatico, usato un tempo come olio alimentare
in cucina, quando non era facile approvvigionarsi di olio di Oliva:
si era soliti friggere le frittelle di carnevale, le zeppole, con
quest'olio che conferiva loro un aroma e un profumo particolari. Nel
sud della Sardegna, dove noi operiamo, il Lentischio viene chiamato
Moddìzzi (o Moddìtsi, o Moddìcci, a seconda del dialetto di ciascun
paese), mentre nel nord è conosciuto col nome Lestìcanu, e ozzulistìncanu
è detto il suo olio (òzzu=olio). Anticamente i rametti più teneri
venivano utilizzati come deodoranti e antisudoriferi per la sudorazione
eccessiva dei piedi, o mettendoli direttamente fra le dita, o dentro
le calze, o sul fondo delle scarpe: la pelle veniva un po' scurita,
ma la sudorazione veniva frenata, e si evitavano anche gli odori sgradevoli.
Anche aggiungere un decotto di foglie all'acqua del bagno serviva
a diminuire l'eccessiva sudorazione in tutto il corpo. L'olio ha proprietà
cicatrizzanti e risolventi per i foruncoli, infatti il residuo della
spremitura dei frutti veniva usato come impiastro, mentre i rametti
teneri, contusi e amalgamati con olio di Oliva, servivano come unguento
sulle ferite. In caso di orticaria e allergia della pelle, si usava
far bollire le foglie di Lentischio, assieme a quelle di Mirto, per
fare impacchi decongestionanti. Oggi si sa che l'olio di Lentischio
è ricco di Acidi Grassi Essenziali (acido oleico, linoleico e linolenico)
che ne giustificano l'uso popolare. Attualmente se ne sfruttano le
proprietà per oli da bagno o da massaggio nutrienti per il corpo che,
mentre nutrono e profumano la pelle, la rendono più sana e bella,
perché l'aiutano a prevenire l'invecchiamento e ne mantengono l'equilibrio
idrolipidico.
Il
Rosmarino, Rosmarinus officinalis, è forse il più conosciuto fra le
piante della macchia mediterranea: è un arbusto sempreverde dal fusto
legnoso e contorto e fa parte della bassa macchia mediterranea, ma
viene anche coltivato. Gli individui selvatici hanno però una concentrazione
di olio essenziale nettamente superiore e ricca di principi attivi
rispetto alle piante coltivate, che vengono innaffiate e diventano
più rigogliose e appariscenti, a scapito però della qualità. L'uso
alimentare del Rosmarino, il cui nome deriva dal latino "Ros marinus"
(rugiada di mare) forse perché molto diffuso sugli alti costoni affacciati
sul mare, ha una giustificazione nel fatto che esso stimola il fegato,
quindi migliora la digestione: è tipico l'uso in cucina per gli arrosti,
che rende più digeribili per la sua azione di stimolo sulla produzione
di bile; questa sostanza infatti ha proprio la funzione di emulsionare
i grassi, rendendoli così più digeribili. Ma esso è tuttora presente
nell'uso popolare dei nostri paesi anche per altri usi: il decotto
di foglie infatti viene consigliato per fare sciacqui per mantenere
sani e bianchi i denti, o per impacchi in caso di contusioni, o per
lavaggi rinforzanti dei capelli grassi e fragili; oppure si beve l'infuso
tutte le mattine come rinforzante e corroborante e per la pressione
bassa.
Oggi si sfruttano le proprietà del Rosmarino, oltre che per uso interno
come detossificante epatico e fluidificante della bile, anche per
uso esterno sotto forma di oli da bagno, oli emollienti e da massaggio,
poiché i suoi principi attivi conferiscono alla pelle tonicità, e
alleviano i dolori muscolari e articolari.
Il nome popolare del Rosmarino, sempre nel sud della Sardegna, è Arrosumarinu,
che ricorda anch'esso l'origine latina, come d'altronde molte parole
della lingua sarda. Invece nel nord della Sardegna viene chiamato
anche Romazzinu, e ha dato il suo nome ad una famosa baia della costa
Smeralda.
La
Lavanda selvatica, Lavandula stoechas, o Stecade, è una pianta cespugliosa,
molto folta e con base legnosa, sempreverde, alta dai 30 ai 60 centimetri;
come il Rosmarino appartiene alla famiglia delle Labiate, e anch'essa
vive su terreni poveri, aridi e sciolti, di preferenza acidi. Ha foglie
vellutate di colore verde-grigio, come la Lavanda vera ma, a differenza
di questa, i suoi piccoli fiori porporini avvolti da una brattea violetta,
sono raccolti in una grossa spiga che termina con un ciuffo di brattee
appariscenti azzurro-violette, che hanno funzione vessillifera, servono
cioè ad attirare gli insetti per facilitare l'impollinazione.
E' una pianta mellifera ed essenziera, il cui nome in vernacolo del
nord Sardegna ricorda questa funzione degli insetti che la visitano,
viene infatti chiamata anche Abiòi (abi = ape), mentre al sud è conosciuta
come Fror'e spiga (fiore da spiga), ma anche lavanda aresti (selvatica).
Proprio a Carbonia, la cittadina dove noi operiamo, si usa bere l'infuso
dei fiori contro la depressione e la stanchezza.
In effetti l'olio essenziale ha proprietà rilassanti, che possono
essere sfruttate oltre che per uso interno, anche per uso esterno,
utilizzando l'olio per aromaterapia, o per produrre oli nutrienti
per la pelle del corpo, o anche per oli da bagno, così che immergendosi
in un bagno rilassante, si assorbiranno i benefici effetti della Lavanda
selvatica, sia respirando i vapori, sia attraverso l'assorbimento
epidermico.
Dott.ssa Marina Multineddu
Copyright
© 2000-2005 by L'erboristeria S.a.s. - Tutti i diritti
riservati
E' vietata la riproduzione in qualsiasi forma senza
autorizzazione scritta.
|
 |