 |
Dalla Newsletter
del Settembre 2005
LA PRESSIONE ARTERIOSA E LE SUE ALTERAZIONI: IPERTENSIONE E IPOTENSIONE
Questo
mese vorrei affrontare l'importante argomento della pressione arteriosa
e delle sue alterazioni, poiché ricevo tantissime richieste di chiarimenti
su questa materia, visto che il problema dell'ipertensione è molto
diffuso. Inizialmente non ero molto propensa a trattarlo per una sorta
di prudenza, per non generare cioè false speranze negli ipertesi cronici,
che necessitano di terapia farmacologica quotidiana. In questi casi
infatti la fitoterapia non è sufficiente a contrastare il problema
in modo adeguato, soprattutto perché l'effetto sulla pressione alterata
deve coprire le 24 ore, e i rischi che si corrono sospendendo i farmaci
anti-ipertensivi per intraprendere un trattamento a base di sostanze
naturali sono notevoli.
Esistono tuttavia dei casi (definiti border-line) di lieve ipertensione,
per i quali il medico non ritiene opportuno, o non ancora opportuno,
prescrivere una terapia, per cui è possibile intervenire con alcune
piante che possono aiutare a regolare i valori pressori, rimandando
talvolta anche di molto l'inizio della terapia farmacologica.
Ma vediamo prima qualche breve cenno sul sistema circolatorio del
sangue, per cercare di capire che cosa è la pressione arteriosa e
per quali cause essa si può alterare.
Tutti sappiamo che il sangue circola all'interno dei vasi sanguigni:
le arterie che trasportano il sangue dal cuore alla periferia del
nostro corpo, le vene che lo riportano al cuore (anche se nella circolazione
cuore-polmoni la denominazione è diversa, ma non addentriamoci in
troppi particolari che potrebbero confondere).
Lo scopo di questo trasporto del sangue è quello di far arrivare a
tutti i tessuti del nostro corpo i nutrienti provenienti dall'intestino,
l'ossigeno assorbito a livello polmonare, di eliminare l'anidride
carbonica di cui il sangue stesso si carica circolando, di scaricare
attraverso i reni i prodotti di scarto del metabolismo, e ancora di
distribuire gli ormoni e le altre sostanze che regolano le funzioni
cellulari; il sangue inoltre, circolando nel corpo, interviene nella
sua termoregolazione (mantenimento della temperatura corporea ad un
livello costante).
Il motore di questo movimento è il cuore, che costituisce la "pompa"
che spinge il sangue sia verso la periferia che verso i polmoni, mentre
il movimento inverso di ritorno avviene per la forza residua dovuta
all'azione cardiaca, ma anche per una sorta di forza aspirante dovuta
agli atti respiratori: i polmoni infatti durante la respirazione all'interno
delle membrane pleuriche, esercitano una sorta di risucchio a causa
della loro elasticità che tende a riportarli allo stato iniziale,
dopo l'estensione provocata dall'espandersi della cassa toracica.
Il movimento di ritorno del sangue dalla periferia verso il cuore
è aiutato anche dalle valvole presenti nelle vene degli arti inferiori,
dette valvole a nido di rondine per la loro forma, che impedisce al
sangue di tornare indietro; il tutto accompagnato dalla contrazione
muscolare della gamba e del piede, sotto il quale è presente una specie
di spugna venosa, che viene "spremuta" ad ogni passo, ciò che imprime
al sangue un'ulteriore spinta. Ecco perché è utile camminare per migliorare
la circolazione del sangue, e perché viceversa stare in piedi fermi,
a lungo, può causare problemi, così come l'uso di calzature dai tacchi
troppo alti, che impediscono il corretto movimento del piede durante
la deambulazione.
Poiché il trasporto delle sostanze deputate alla nutrizione e alla
regolazione di tutto il nostro corpo è ovviamente di vitale importanza,
il sistema circolatorio deve essere sempre in condizioni ottimali,
perché sia efficiente e assolva il compito al quale è destinato. Le
patologie alle quali esso può andare incontro possono mettere a rischio,
a volte anche grave, la nostra salute.
Ma in che cosa consiste effettivamente la pressione arteriosa e che
cosa stanno ad indicare i suoi valori? Tutti abbiamo sentito parlare
di "pressione massima" e "pressione minima": la prima indica la pressione
presente nelle arterie, originata dalla forza espulsiva del cuore
e regolata dall'azione attiva delle arterie che, essendo elastiche,
si adattano in modo da trasformare gli impulsi cardiaci intermittenti
in una forza continua e costante, la pressione massima, appunto.
Il valore della pressione minima indica invece la resistenza che il
sangue incontra nelle arteriole periferiche, ed è quindi un indicatore
delle cosiddette resistenze periferiche.
Fra
le patologie che possono interessare l'apparato cardiocircolatorio
vi è l'ipertensione arteriosa, che consiste in un aumento dei valori
considerati normali dalla scienza medica. In passato questi valori
erano tollerati più alti, nel senso che si riteneva che fosse normale
avere un aumento della pressione con l'aumentare dell'età.
Oggi si è visto invece che, per prevenire alterazioni a carico dell'apparato
cardiovascolare, la pressione va mantenuta il più possibile bassa,
compatibilmente col benessere dell'individuo. Oggi è considerato normale
un valore pressorio massimo compreso fra 110 e 140 mm di mercurio,
mentre per la pressione minima i valori considerati normali vanno
da 70 a meno di 90, valore che è considerato già al limite, quindi
da tenere sotto controllo. Naturalmente i valori normali sono sempre
assolutamente individuali, ed è sempre bene controllare con regolarità
la propria pressione, specie dopo i 40 anni, riferendo al proprio
medico qualunque variazione anomala rispetto alla propria "normalità".
I motivi dell'ipertensione sono naturalmente molteplici: un cuore
che pompa con forza eccessiva, a causa di stress emotivi, o perché
stimolato da farmaci o da alterazioni della tiroide, o perché la sua
muscolatura è ipertrofica e quindi troppo potente; ma anche le arterie
ispessite e indurite dall'età, o ridotte di calibro per la presenza
di placche di colesterolo, o il sovrappeso, contribuiscono ad aumentare
lo sforzo che il sangue deve fare per scorrere, con conseguente aumento
della pressione massima; un'alimentazione troppo ricca in sale, aumentando
il volume dei liquidi circolanti può essere una causa di ipertensione,
così come un consumo eccessivo di Liquirizia.
Naturalmente, in presenza di alterazioni il primo intervento da effettuare
sarà sullo stile di vita, e soprattutto sull'alimentazione. Sarà consigliabile
fare più movimento, meglio se uno sport non competitivo all'aria aperta
quando possibile, adottando un'alimentazione sana e variata, povera
in sale, utilizzando magari sale integrale, che a parità di quantità
contiene meno sodio e una maggior dose di altri importanti sali minerali;
aumentare la frutta e la verdura e diminuire i grassi, soprattutto
quelli animali, dando la preferenza all'olio extravergine di Oliva
spremuto a freddo; andrà anche ridotto l'uso di eccitanti quali tè,
caffè, cacao.
La misurazione della pressione deve essere fatta in condizioni di
tranquillità, quando l'organismo è a riposo; è consigliabile effettuarla
due o tre volte di seguito, perché talvolta la nostra emotività fa
salire il valore durante la prima misurazione.
Quando ci accorgiamo che la nostra pressione supera i livelli che
il medico ha definito normali per il nostro organismo, naturalmente
dobbiamo sottoporci a visite specialistiche, anche per escludere eventuali
patologie di vario tipo, come ad esempio un'alterazione renale. Una
volta effettuati tutti i controlli del caso e adottato uno stile di
vita più sano, se l'alterazione della pressione, seppur lieve, permane
e il cardiologo non ritiene di doverci prescrivere una terapia, possiamo
cercare di intervenire con alcune piante, come ad esempio la Gramigna,
il Biancospino,
l'Aglio
e l'Olivo.
La Gramigna
ha un'azione diuretica, quindi riduce il volume dei liquidi circolanti,
mentre il Biancospino
è una pianta sedativa del cuore e del sistema nervoso centrale, il
cui effetto ipotensivo si manifesta calmando il ritmo cardiaco e limitando
lo stress che può essere causa di lieve ipertensione. Il Biancospino
è indicato anche in caso di palpitazioni cardiache non patologiche,
il cosiddetto "cuore in gola", che contribuisce a calmare, specie
se associato al Magnesio.
L'Olivo
svolge un'azione ipotensiva per vasodilatazione periferica, così come
l'Aglio,
che ha anche un'azione ipocoagulante e antiarteriosclerotica se consumato
crudo, anche se in genere non è molto gradito.
In generale l'associazione di più piante ha un'azione più efficace,
poiché interviene a diversi livelli, quindi è da preferirsi.
Naturalmente,
così come le terapie farmacologiche anti-ipertensive, anche i trattamenti
fitoterapici vanno effettuati di continuo, senza interruzioni, per
non incorrere nuovamente in un innalzamento della pressione, posto
che a tutt'oggi è impossibile rimuoverne le cause a tempo indefinito.
Vediamo invece com'è possibile intervenire sull'ipotensione, cioè
sulla pressione eccessivamente bassa, che è caratterizzata da senso
di spossatezza, affaticabilità, talvolta vertigini o calo della vista
quando si passa dalla posizione distesa a quella eretta, senso di
testa vuota. Può essere frequente d'estate, specie nelle giovani donne,
a causa della vasodilatazione periferica dovuta al caldo. Quando l'ipotensione
è di modesta entità e non è associata a gravi patologie organiche,
può essere contrastata con l'uso di piante adattogene, quali il Ginseng,
l'Eleuterococco
e il Guaranà,
che in genere producono risultati apprezzabili in breve tempo, eliminando
il senso di spossatezza tipico di questo problema. La Liquirizia,
il cui consumo eccessivo è controindicato per gli ipertesi, in caso
di pressione bassa può essere invece consigliata, purché non se ne
abusi e non se ne faccia un uso abbondante per troppo tempo.
Dott.ssa Marina Multineddu
|
 |