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Articolo tratto dalla Newsletter del Febbraio 2005
LA FLORA BATTERICA INTESTINALE E I PROBIOTICI
La
flora batterica intestinale è costituita da un insieme di organismi
viventi, batteri, protozoi e funghi, che vivono nell'intestino degli
animali, incluso l'uomo, come "ospiti". Essi vivono in stretta associazione
con l'ospite formando un ecosistema complesso, in delicato equilibrio
con l'ambiente intestinale, realizzando una vera simbiosi (legame
durevole fra animali o piante di specie diverse, con reciproco vantaggio)
con l'ospite stesso. Se, infatti, gli organismi che costituiscono
la flora batterica traggono il loro sostentamento dall'organismo che
"colonizzano", è anche vero che essi apportano all'ospite grandi benefici
derivanti dalle loro attività metaboliche.
La presenza di questi "microbi" benefici nell'intestino dell'uomo
quindi non è casuale, ma risponde a ben precise esigenze. Si calcola
che ci possano essere circa 400-500 specie diverse che stabiliscono
un equilibrio in grado di favorire l'assorbimento delle sostanze nutritive
derivate dagli alimenti, e di aumentare la resistenza alle malattie;
ciascuna specie occupa una propria nicchia lungo tutto il tratto gastrointestinale
e svolge diverse funzioni: serve come barriera contro i microrganismi
patogeni (possibili fonti di malattie), è fonte di energie e di sostanze
nutritive, condiziona il sistema immunitario della mucosa. Una buona
flora microbica, infatti, stimola il sistema linfatico locale e aumenta
il rinnovamento delle cellule epiteliali (cellule di rivestimento
di un tessuto vivente, come pelle o mucose) della mucosa intestinale,
stimola le difese immunitarie aumentando la mobilizzazione delle cellule
deputate alla difesa dell'organismo, i macrofagi, dei quali aumenta
anche la capacità di fagocitosi (dal greco phagos = mangiatore; capacità
di certe cellule di inglobare al loro interno, neutralizzandoli, corpuscoli,
batteri, eccetera), potenziandone quindi la capacità difensiva e mettendo
in atto una vera e propria barriera difensiva.
Ma la flora batterica intestinale è sempre presente nell'intestino?
In realtà alla nascita l'intestino del neonato è sterile, ma entro
pochi minuti dalla nascita incomincia la colonizzazione da parte dei
germi presenti sulla madre e nell'ambiente circostante. Possiamo paragonare
l'intestino sterile del neonato a un grande stadio con miliardi di
posti (questo è infatti l'ordine di grandezza a cui si deve pensare),
ancora completamente vuoto; alla nascita i germi "benefici" incominciano
ad occupare i posti liberi, instaurando un rapporto che durerà tutta
la vita, impedendo così fisicamente l'impianto di microrganismi nocivi
ed evitando che l'intestino venga aggredito dai germi patogeni. Questi
ultimi infatti devono potersi fissare alle cellule epiteliali della
mucosa (cellule bersaglio), per iniziare a riprodursi e diventare
aggressivi, per produrre lo stato di infezione intestinale. La flora
batterica benefica agisce quindi come barriera difensiva, creando
un ambiente inospitale agli agenti patogeni, modificando il pH intestinale
e rendendo inutilizzabili le cellule bersaglio con la propria presenza
su di esse. Per riprendere l'esempio dello stadio, se i posti sono
"occupati" dai batteri benefici, i microrganismi patogeni non possono
"sedersi", quindi non sono in grado di aderire alla mucosa intestinale
e saranno eliminati attraverso i movimenti peristaltici intestinali,
insieme alle feci.
Quando
il neonato passa da un'alimentazione esclusivamente lattea (sia materna
che artificiale) ai cibi solidi, anche la flora batterica intestinale
si modifica, adattandosi via via alle nuove situazioni, ma provvedendo
a mantenere quell'equilibrio che consente all'organismo di proteggersi
dalle malattie, e facilitando contemporaneamente l'assorbimento delle
sostanze nutritive.
Vengono riconosciute come benefiche diverse specie batteriche, specialmente
quelle appartenenti al gruppo dei lactobacilli e dei bifidobatteri,
come Lactobacillus acidophilus, L. sporogenes, L. rhamnosus, L. thermophilus,
L. bifidus, L. plantarum, L. casei, Bifidobacterium infantis, B. longum,
che hanno diverse funzioni positive, come la modificazione del pH
intestinale, la sintesi di vitamine del gruppo B e acido folico, l'azione
immunostimolante, l'inibizione della crescita di batteri patogeni.
Per favorire l'efficienza della flora batterica intestinale è utile
mantenere una corretta alimentazione, ma talvolta questo non è sufficiente,
come nel caso di assunzione di alcuni farmaci, specie gli antibiotici,
vomito prolungato, diarrea o stitichezza, flatulenza, infezioni uro-genitali,
alimentazione scorretta. In questi casi è utile somministrare integratori
di microrganismi benefici, i Probiotici, che contengano anche sostanze
in grado di stimolarne e favorirne la crescita, le sostanze Prebiotiche.
Il
Probiotico quindi è un supplemento dietetico costituito da microrganismi
vivi, capaci di influenzare positivamente l'ecosistema intestinale,
nel quale arrivano ancora vitali, dopo aver superato le barriere costituite
dai succhi gastrici e dalle secrezioni digestive dell'intestino tenue,
pur con alcune perdite; a queste tuttavia si può ovviare sottoponendo
i Probiotici ad un moderno processo di microincapsulazione, che permette
loro di superare la barriera gastrica, mantenendo intatta la capacità
di colonizzare l'intestino, dove interagiscono potenziando la flora
microbica e ristabilendo l'equilibrio eventualmente perduto per le
cause che abbiamo elencato. I Probiotici si avvalgono della presenza
delle sostanze prebiotiche utili alla loro proliferazione, che sono
composti dietetici non vivi, che arrivano inalterati nell'intestino
dove fungono da substrato specifico per la loro crescita, promuovendo
un cambiamento nella flora microbica intestinale, a favore di una
popolazione più salutare.
I Prebiotici sono costituiti da oligosaccaridi e polisaccaridi non
digeribili per l'organismo umano, non vengono quindi attaccati dagli
enzimi digestivi e di conseguenza non possono essere assimilati nell'intestino
tenue, ma agiscono da nutrimento per la flora microbica intestinale.
Uno dei Prebiotici più interessanti è l'inulina, presente in diverse
piante fra cui è importante la Cicoria che ne contiene un'alta percentuale,
quindi svolge una buona ed utile azione Prebiotica nel favorire la
crescita e lo sviluppo di una flora batterica ottimale, mantenendone
una fisiologica funzionalità e un buon equilibrio.
Dobbiamo quindi orientare la nostra scelta verso integratori di fermenti
lattici probiotici di buona qualità, che rispondano alle caratteristiche
suddette, che contengano un alto numero di cellule vitali Probiotiche,
almeno 5-10 miliardi per capsula, con il fattore Prebiotico che ne
garantisca un'alta replicazione, una volta che siano arrivate a destinazione.
L'integrazione di fermenti lattici può essere effettuata periodicamente,
tre/quattro volte l'anno, a scopo preventivo per dieci o quindici
giorni; se invece la flora batterica è già impoverita e danneggiata,
l'assunzione può essere protratta anche per un mese o più.
In caso di patologie in cui è particolarmente importante la buona
salute della flora batterica intestinale, come in caso di colite ulcerosa,
l'assunzione di fermenti lattici è consigliabile per periodi prolungati.
Dott.ssa Marina Multineddu
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