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Dalla Newsletter
del Novembre 2004
LA FITOTERAPIA DEI DISTURBI FEMMINILI
L'apparato genitale femminile è piuttosto complesso e il suo fisiologico
funzionamento può andare incontro a diversi problemi, legati sia al
periodo fertile della donna che alla menopausa.
Avendo già trattato l'argomento menopausa in un precedente articolo,
oggi voglio soffermarmi in particolare sui disturbi correlati al ciclo
mestruale, e inoltre su quei piccoli o grandi fastidi di origine infiammatoria,
infettiva o di altro genere cui spesso le donne vanno incontro, per
indagare su quale aiuto può fornirci la fitoterapia.
Iniziamo
quindi dalla cosiddetta sindrome premestruale: con questo termine
si definisce un insieme di sintomi ricorrenti e piuttosto soggettivi,
che inizia gradualmente nella seconda parte del ciclo ovarico e raggiunge
l'apice prima del flusso mestruale. Esso affligge numerose donne in
diverse fasce di età: da recenti statistiche si calcola che almeno
il 25% delle donne fra i 18 e i 40 anni soffrano di questa sindrome,
che si può manifestare con numerosi disturbi. Uno dei sintomi più
frequenti e fastidiosi è la tensione premestruale, che compare 6-7
giorni prima del flusso e che si identifica in variazioni dell'umore,
ansia, stato di irascibilità, irrequietezza e senso di insicurezza,
a volte con crisi di melanconia e di pianto, lieve depressione. Altri
sintomi sono la tensione mammaria, che si evidenzia con uno stato
di dolenzia alla pressione sul seno, la ritenzione idrica con conseguente
senso di gonfiore generalizzato, la cefalea o emicrania mestruale,
i dolori muscolari e articolari diffusi, i dolori addominali, fino
ad arrivare alla dismenorrea (mestruazione dolorosa), che spesso obbliga
ad assumere antidolorifici, antinfiammatori o antispastici per alcuni
giorni ogni mese.
La dismenorrea in realtà è l'esaltazione della normale fenomenologia
che, in quasi tutte le donne, accompagna in forma lieve la mestruazione;
durante questo periodo, infatti, la superficie della mucosa uterina
subisce, per effetto degli ormoni sessuali, delle modificazioni caratteristiche:
gli estrogeni in particolare stimolano la proliferazione e la desquamazione
delle cellule dell'endometrio (la mucosa uterina) fino ad arrivare
ad una vera e propria lieve emorragia, che costituisce il flusso mestruale;
quindi è normale che ci siano una piccola infiammazione degli organi
del bacino e un certo malessere generale. Quando però questo fenomeno
si manifesta in modo eccessivo, allora si può parlare di dismenorrea,
termine che deriva dal greco e che significa proprio "difficoltà del
flusso mensile".
In questi casi la fitoterapia può intervenire con rimedi che mirano
a modificare il "terreno organico" del soggetto e, quando si presentano
dei disturbi, si cerca di colmare eventuali carenze, causa indiretta
del disturbo stesso. Prestigiose pubblicazioni mediche internazionali,
infatti, hanno evidenziato un fenomeno che si registra nelle donne
soggette alla sindrome premestruale e cioè che i livelli di acido
gamma-linolenico del siero sanguigno sono più bassi della norma. Poiché
l'acido gamma-linolenico nell'organismo è un precursore di sostanze
che agiscono come potenti agenti antinfiammatori, la fitomedicina
consiglia in questi casi di utilizzare proprio quelle piante che sono
particolarmente ricche di acido gamma-linolenico, come l'olio di Enotera
(Oenothera biennis) e l'olio di Borragine.
E' stato eseguito anche un lavoro clinico da un ricercatore inglese,
D.F. Horrobin, che ha sperimentato l'acido gamma-linolenico su un
gruppo di donne con sindrome premestruale, in doppio cieco e con placebo,
quindi con tutti i crismi della scientificità che la comunità internazionale
pretende nelle sperimentazioni. Ebbene è risultato che la somministrazione
di olio di Enotera, in donne affette da sindrome premestruale e refrattarie
a precedenti altre terapie classiche, si è rivelata altamente efficace
nel determinare la scomparsa dell'irritabilità, della depressione,
della tensione mammaria e della ritenzione idrica di cui soffrivano.
Quindi l'integrazione alimentare con olio di Enotera e olio di Borragine
è particolarmente utile nella dieta femminile prima e durante il ciclo
mestruale e a questo scopo esistono integratori specifici in capsule,
quindi molto pratici, che contengono i due olii suddetti, arricchiti
con due oligoelementi, lo Zinco e il Rame, assai utili in questa sindrome
femminile. Interessante inoltre è l'aggiunta di Salvia officinale,
come antiossidante
e antinfiammatorio e per le sue proprietà regolarizzanti del ciclo
mestruale, anche in caso di amenorrea.
Nel
caso della dismenorrea il sintomo più eclatante è l'algomenorrea,
cioè il dolore al basso ventre durante la mestruazione, dolore che
può essere anche molto violento, simile addirittura alle doglie del
parto!
Le cause di questi disturbi sono varie e non ancora ben conosciute,
pertanto essi spesso non vengono considerati una vera e propria malattia
e curati solo con farmaci sintomatici. La causa più probabile comunque
è uno squilibrio neuro-endocrino, per cui la fitoterapia consiglia
di intervenire con piante che agiscano sulla produzione ormonale dell'organismo
femminile, in particolare riequilibrando il rapporto fra estrogeni
e progestinici.
Una pianta emmenagoga tipica è la Calendula
che, utilizzata per uso esterno come lenitiva della pelle e delle
mucose, oltre che come cicatrizzante ed antinfiammatoria, per uso
interno è un potente antidismenorroico. Infatti, se la si assume ogni
mese sotto forma di soluzione idroalcolica per circa dieci giorni
prima delle mestruazioni, la sua energica azione regolatrice delle
mestruazioni e calmante dei dolori mestruali favorisce un flusso mestruale
fisiologico e non doloroso, senza tutti quei sintomi che si accompagnano
talvolta alla sintomatologia dolorosa, come nausea e vomito, mal di
schiena, eccetera.
Normalmente si protrae l'assunzione per almeno sei mesi, dopo i quali
si riduce gradualmente il dosaggio fino alla sospensione, se i fenomeni
dolorosi non si ripresentano.
Un altro problema cui può andare incontro l'apparato genitale femminile
è quello delle vaginiti ed infiammazioni pelviche recidivanti: questo
problema può riguardare tutte le donne, ma in particolare interessa
frequentemente quelle che assumono la pillola contraccettiva. Gli
estrogeni e i progestinici di sintesi infatti inibiscono la produzione
di ormoni naturali; in questo modo la protezione contro le infezioni
che essi forniscono è perduta ed il rischio di infezioni ed infiammazioni
pelviche aumenta. La somministrazione di progesterone naturale associato
agli estrogeni naturali, determina un diretto beneficio.
La pianta indicata in questo caso è l'Igname selvatico (Dioscorea
villosa o Wild Yam), una pianta messicana i cui componenti possono
essere considerati precursori di più ormoni. L'Igname infatti contiene
fitoprogesterone quasi identico a quello prodotto dal corpo umano,
e l'organismo stesso ne opera la conversione, rendendo l'azione dell'Igname
più naturale ed efficace.
Anche la presenza di cisti ovariche può trarre beneficio dall'integrazione
con l'Igname. Spesso le cisti ovariche sono derivate da ovulazioni
mancate, specie nelle giovani donne nei primi anni dei cicli mestruali,
e inoltre l'ovulazione può provocare delle piccole emorragie a livello
del follicolo che conteneva l'ovulo, e questo può causare dei dolori
addominali e persino una leggera febbre al momento dell'ovulazione.
Da questi episodi giovanili più tardi, verso i 35 anni, si possono
sviluppare cisti ovariche che possono essere asintomatiche, o causare
dolori pelvici di intensità variabile. Alcune cisti possono scomparire
spontaneamente dopo due o tre mesi, ma altre possono crescere fino
alla grandezza di un mandarino prima di essere scoperte, e talvolta
è necessario eliminarle chirurgicamente, sacrificando anche l'ovaio.
Per questi casi è descritto in letteratura un trattamento alternativo
con il progesterone naturale fornito dall'Igname, mirato a riportare
un riequilibrio ormonale nell'organismo femminile, per cui la cisti
ovarica non verrà più stimolata e potrebbe regredire entro alcuni
mesi, atrofizzandosi, talvolta senza altri trattamenti.
L'Igname può essere utilizzato anche per un altro disturbo che può
affliggere le donne: l'endometriosi, malattia molto dolorosa e sempre
più diffusa; essa consiste nella migrazione di piccole parti di endometrio
che, attraverso le tube di Falloppio, raggiungono le ovaie o la cavità
pelvica o anche organi più lontani.
Questo tessuto migrato, poiché proviene dall'endometrio, reagisce
ogni mese agli estrogeni e al progesterone esattamente come l'endometrio
dell'utero, sanguinando mensilmente e causando dolori che cessano
con la fine della mestruazione. Le cause sono sconosciute e la terapia
è spesso chirurgica, mentre il progesterone naturale fornito dall'Igname
selvatico può in certi casi costituire un'alternativa più dolce, che
spesso ha dato buoni risultati, con diminuzione dei dolori e delle
lesioni endometriosiche.
I disturbi di origine infettiva talvolta possono arrecare veramente
tanti fastidi: prurito, perdite anormali, rossori, gonfiori, dolore
e bruciore, dolore durante i rapporti sessuali, odori sgradevoli...
sono alcuni dei numerosi sintomi che accompagnano i problemi vaginali.
Naturalmente se il disturbo non è passeggero bisogna sempre rivolgersi
al ginecologo, purtuttavia essi si possono prevenire e trattare anche
con una scrupolosa igiene intima e con qualche accorgimento che prevede
l'uso della fitoterapia. Un buon detergente intimo a base di Propoli
purificata ed estratti di piante quali la Melaleuca,
la Camomilla,
i semi di Pompelmo, la Calendula, la Salvia,
costituiranno una valida prevenzione contro varie infezioni. Inoltre
l'assunzione periodica di fermenti lattici probiotici e prebiotici,
quindi altamente attivi sulla flora batterica intestinale e delle
mucose vaginali, rinforzeranno le normali difese immunitarie costituite
dalla flora batterica vaginale, che mantiene l'ambiente lievemente
acido (Ph circa 4,5) e inospitale per i microrganismi patogeni.
Quando è necessario, e non come pratica abituale proprio per non alterare
con l'eccesso d'uso la flora vaginale, si può ricorrere a lavande
interne con acqua tiepida, circa mezzo litro, nella quale vengano
disciolti un cucchiaino di argilla verde ventilata e uno di lozione
all'olio di Melaleuca, solubile in acqua; le lavande vaginali potranno
affiancare anche altri eventuali trattamenti.
Il gel di Aloe
vera, per uso locale, può essere un ottimo coadiuvante sintomatico
contro pruriti e infiammazioni delle mucose, il cui uso può essere
protratto anche per lunghi periodi, fino ad un trattamento abituale
quotidiano come prevenzione delle irritazioni.
Abbiamo visto quindi come, anche nel caso dei disturbi femminili,
la "Medicina Naturale" si propone come valida alternativa o come complementare
e coadiuvante delle terapie classiche.
Dott.ssa Marina Multineddu
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