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Dalla Newsletter
dell'Ottobre 2004
GLI ANTIOSSIDANTI VEGETALI
LA NUOVA DIFESA NATURALE CONTRO I PROCESSI
DI INVECCHIAMENTO INDOTTI DAI RADICALI LIBERI
I
Radicali Liberi sono composti chimici che si formano naturalmente
all'interno dell'organismo quando l'ossigeno, tratto dall'ambiente
tramite la respirazione, viene utilizzato per produrre energia per
mezzo dei processi metabolici. In ogni cellula del nostro organismo,
infatti, avvengono costantemente processi chimici di ossidazione che
utilizzano l'ossigeno per "bruciare" il combustibile (nutrienti)
che serve per ottenere l'energia necessaria alle funzioni vitali.
I radicali liberi sono sottoprodotti di queste reazioni. Sono composti
poco stabili e altamente reattivi che, proprio per questo, interagiscono
velocemente con l'ambiente che li circonda, all'interno dell'organismo
stesso, creando nuovi radicali liberi e dando così inizio a
reazioni a catena che finiscono col danneggiare irreversibilmente
strutture cellulari come le proteine, i lipidi, e lo stesso DNA.
Ormai è accertato che i danni provocati dai radicali liberi
alle strutture vitali degli organismi viventi, sono coinvolti nel
processo di invecchiamento e nello sviluppo di numerose patologie
croniche e degenerative, incluse neoplasie, malattie cardiovascolari
e perfino gravi malattie degenerative delle cellule nervose cerebrali
(neuroni) come il Parkinson e l'Alzheimer.
Naturalmente il nostro organismo ha sviluppato nella sua evoluzione
dei metodi di difesa molto complessi e delicati, ma queste difese
non sono sempre efficaci al 100% nell'eliminare i radicali liberi
dall'organismo; esistono infatti delle situazioni, patologiche e non,
in cui la produzione di radicali liberi aumenta in modo tale che la
"barriera" di difese antiossidanti non è più
in grado di neutralizzarli: siamo allora in presenza di uno Stress
Ossidativo.
Il perdurare del rischio ossidativo, dovuto a queste molecole altamente
reattive, può determinare delle reazioni a carico delle strutture
cellulari che innescano processi di invecchiamento di tutti i tessuti
(e che generano, tra l'altro, invecchiamento della pelle, infiammazioni,
perdita di elasticità dei vasi sanguigni, e persino tumori),
non immediatamente visibili, ma che si manifesteranno nel corso del
tempo. Proprio per questo motivo non è possibile individuare
delle sintomatologie imputabili all'eccesso di radicali liberi secondo
un classico schema di causa-effetto, con il rischio di sottovalutare
l'intera problematica.
Questo concetto è ancora più importante se il rischio,
relativo ad un eccesso di radicali liberi, riguarda i giovani; è
emerso infatti da studi recenti che i giovani sono sempre più
a rischio. Questo fatto si spiega forse col fatto che, se analizziamo
lo stile di vita delle nuove generazioni, sono molti gli "errori"
commessi dai giovani di oggi e molto si potrebbe fare per evitare
l'aumento dei fisiologici livelli di radicali liberi. Il frequente
consumo di alcolici e di cibi sofisticati, il fumo, i ritmi sempre
più frenetici e stili di vita sregolati sono oggi elementi
sempre più caratteristici della vita dei più giovani,
ma allo stesso tempo sono tra le principali cause di aumento dei radicali
liberi. Non è da sottovalutare inoltre l'effetto negativo dell'inquinamento,
che tocca talvolta livelli molto alti, e delle prolungate esposizioni
solari o alle lampade UV, per raggiungere l'agognata tintarella oggi
tanto di moda.
Per ovviare a tutto ciò e per aiutare le moderne generazioni,
e non solo loro, a contrastare in modo efficace l'eccesso e gli effetti
dei radicali liberi è necessario adottare delle strategie integrate
che prevedano l'impiego sinergico di integratori ad azione antiossidante,
per completare l'alimentazione che deve essere ricca di cibi con elevato
contenuto di antiossidanti, senza rinunciare ad adeguati periodi di
relax psico-fisico. Chi è troppo sedentario dovrà prevedere
anche un'attività fisica regolare, ma senza esagerare in quanto
l'esercizio fisico troppo intenso può avere, soprattutto nei
confronti degli "atleti della domenica", effetti peggiori
della sedentarietà in termini di aumento dei radicali liberi.
Sono sempre più numerosi gli studi volti ad evidenziare le
tecniche analitiche finalizzate alla determinazione del grado di stress
ossidativo dell'organismo, attraverso la rilevazione della quantità
di radicali liberi presenti nel sangue. Proprio da questi studi è
emersa una stringente correlazione tra l'aumento di radicali liberi
e la presenza di diversi fattori scatenanti quali il fumo di sigaretta,
lo stress psico-fisico, l'inquinamento ambientale, l'assunzione di
certi farmaci, malattie (allergie, infiammazioni, infezioni, ipertensione,
diabete, ecc.), l'eccessiva esposizione solare, regimi alimentari
non bilanciati e diete dimagranti drastiche, e anche un' attività
fisica molto intensa. Inoltre l'uso della pillola contraccettiva e
gli estrogeni utilizzati durante la menopausa.
In tutti questi casi quindi si rende utile l'apporto esterno di agenti
antiossidanti in grado di disattivare o stabilizzare i radicali liberi
prima che attacchino la cellula, senza dimenticare che anche normali
condizioni di salute non mettono completamente al riparo dallo stress
ossidativo.
Va anche sottolineato che l'efficienza del sistema antiossidante dell'organismo
diminuisce fisiologicamente con l'età, e ciò conduce
ad un aumento del rischio di patologie età-dipendenti.
Le
sostanze vegetali rappresentano la principale fonte di sostanze antiossidanti,
non solo per il loro contenuto vitaminico, ma soprattutto per la presenza
di miscele complesse e uniche di composti chimici, come i flavonoidi
e i polifenoli. Ci sono infatti numerose evidenze scientifiche che
dimostrano come una dieta ricca di frutta e verdura possa ridurre
il rischio di patologie croniche e degenerative, non tanto in relazione
alle vitamine contenute, ma al fitocomplesso di antiossidanti e all'azione
concertata di diversi composti chimici.
Gli oligoelementi come Selenio, Zinco, Rame, eccetera, talvolta indicati
come antiossidanti, non possiedono di per sé questa attività,
ma sono tuttavia necessari per garantire la funzionalità dei
sistemi antiossidanti dell'organismo.
Tra le piante officinali sono molte quelle che possono aiutarci a
combattere lo stress ossidativo; in particolare da alcuni studi scientifici
effettuati, alcune piante, come il Tè
verde e il Rhooibos, hanno confermato di possedere una grande
capacità antiossidante, ma contemporaneamente è emerso che anche molte
altre piante, come la Cannella,
il Timo,
L'Origano,
la Salvia,
il Rosmarino,
possiedono questa capacità in grado elevato, oltre alla Propoli
(sostanza elaborata dalle api a partire da resine e altre sostanze
vegetali) che si è rivelata essere in assoluto la più potente.
Esisono alcune metodologie per misurare 'in vitro' la capacità antiossidante
di una sostanza, ma una in particolare è molto adatta per la valutazione
di miscele chimiche complicate come i fitocomplessi, cioè il test
ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity), che esprime i risultati
con specifiche unità di misura, consentendo così di fare confronti
con i dati di letteratura su alimenti come frutta e verdura, e soprattuto
permettendo di fare riferimento alle dosi consigliate di antiossidanti,
per una buona protezione giornaliera. Il potere antiossidante, definito
con unità di misura ORAC, di molti alimenti e sostanze vegetali è
stato realizzato presso l'Università di Boston. Studi clinici hanno
individuato che il quantitativo minimo di unità ORAC, necessario per
avere effetti benefici sulla salute umana, è pari a circa 2000, ed
è stato dimostrato che un'integrazione con tale contenuto di Unità
ORAC, aumenta fino al 25% il potere antiossidante del sangue umano.
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