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Articolo tratto dalla Newsletter del Settembre 2004
FITOTERAPIA: MEDICINA ALTERNATIVA?
Oggi
vorrei fare qualche riflessione sulla FITOTERAPIA in generale, analizzandone
vari aspetti. Definiamo intanto che cosa si intende per Fitoterapia:
essa studia la farmacologia e l'uso terapeutico delle piante officinali,
che in questo contesto vengono definite "droghe vegetali"; questa
è una terminologia che solo in tempi moderni ha assunto la connotazione
negativa che sappiamo, ma che non ha nulla a che fare con la "droga"
come la si intende oggi.
La Fitoterapia studia la farmacologia di ogni pianta officinale nel
suo complesso o di una parte di essa, non si occupa invece dell'azione
delle singole molecole in essa contenute: il complesso di principi
attivi presente in ogni droga vegetale è definito infatti "totum vegetale",
proprio a significare che tutte le sostanze attive sono reciprocamente
importanti, e che proprio dal loro equilibrio dipende l'azione farmacologica
della droga stessa.
La Farmacopea ufficiale, che contiene l'elenco di tutti i farmaci
e delle sostanze attive, con le loro caratteristiche e relative formule
di preparazione, definisce infatti droga vegetale quella parte della
pianta, sia essa radice, corteccia, foglia, eccetera, che come tale
o sotto forma di preparazione specifica può essere usata a fini terapeutici.
La Fitoterapia è una disciplina che consente l'uso corretto delle
piante medicinali e dei loro derivati, a scopo preventivo o curativo,
e costituisce la storia e la base della moderna medicina, che ha spessissimo
tratto ispirazione dalla natura per la sintesi di molecole farmacologiche,
come ad esempio nel noto caso dell'aspirina.
La Natura infatti, come sempre, è prodiga di piante che possono alleviare
le nostre sofferenze: l'acido acetilsalicilico (il nome scientifico
dell'aspirina) è una sostanza che è stata prodotta chimicamente, imitando
ciò che in natura esisteva già: si è copiata una sostanza trovata
in due piante, il Salice (Salix alba) e la Spirea (Spirea Olmaria),
che hanno dato anche il loro nome, sia quello chimico che quello commerciale,
a questa molecola: da Salice è derivato il nome salicilico, da Spirea
quello di aspirina.
La
moderna medicina quindi emerge dalla medicina tradizionale, che per
secoli ha consentito all'uomo di prendersi cura della propria salute,
seppure con certi limiti, con un'azione terapeutica più dolce ma meno
tossica rispetto al farmaco di sintesi. I Fitoterapici infatti hanno
ridotta tossicità e minori effetti collaterali, anche perché spesso
il loro contenuto in mucillagini e fibre ne può modificare l'assorbimento
da parte dell'organismo. Anche il loro spettro d'azione è più ampio
rispetto alle sostanze pure, infatti una stessa pianta può avere diversi
effetti, e può quindi essere impiegata per trattare diversi disturbi,
come ad esempio il Ribes nigrum o l'Uncaria tomentosa, che sono nel
contempo antinfiammatori e immunostimolanti.
La pianta officinale inoltre contiene diversi principi attivi, che
hanno un'azione sinergica che ne potenzia gli effetti, come la Rosa
canina che contiene acido ascorbico, flavonoidi e carotenoidi, tutte
sostanze utili come vasoprotettori e antiossidanti.
Possiamo senz'altro affermare quindi che la Fitoterapia, che si avvale
per la sua azione di principi attivi che manifestano un'azione farmacologica,
non è una medicina alternativa, ma si colloca perfettamente all'interno
dell'ortodossa farmacologia, di cui segue le stesse regole, poiché
l'azione delle piante medicinali è assolutamente farmacologica e inoltre
applica i dettami del metodo scientifico.
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che le pratiche
di medicina tradizionale di ogni popolo devono essere rispettate,
ma contemporaneamente verificate per valutarne scientificamente l'efficacia
e la sicurezza, e sollecita da tempo perché venga effettuato lo studio
chimico, farmacologico e clinico delle piante medicinali, cosa che
oggi sta avvenendo grazie anche allo studio e all'impegno delle principali
aziende produttrici italiane di piante medicinali: i risultati di
questi studi stanno confermando scientificamente quelle proprietà
e quegli effetti benefici delle piante sull'organismo che l'uso popolare
e tradizionale ben conoscono ed utilizzano da secoli.
Molti istituti di ricerca, oggi hanno nei loro piani di lavoro lo
studio fitochimico e farmacologico delle piante medicinali, e persino
le grandi case farmaceutiche di tutto il mondo hanno nei loro programmi
lo studio di molte piante, per ricavarne nuove molecole sintetiche
che diventeranno i farmaci di domani, e l'esplorazione delle zone
del pianeta ricche di biodiversità, dove continuamente vengono trovate
nuove specie vegetali e nuove molecole utili. In questo senso la distruzione
della foresta amazzonica, se non verrà fermata, potrà costituire un
grave danno, poiché molte delle piante che stanno scomparendo potrebbero
contenere sostanze utili per la salute dell'uomo.
La funzione fisiologica delle piante medicinali è ormai ampiamente
riconosciuta e molti prodotti salutistici sono entrati nell'uso quotidiano,
coinvolgendo la generalità delle persone.
Tutto ciò è segno evidente di una cultura in cui le piante tornano
ad essere un patrimonio prezioso per la collettività, che ritrova
tradizioni antichissime, alla luce di una nuova credibilità scientifica.
La Fitoterapia è lo strumento terapeutico dell'Erborista, del Farmacista
e del Medico, i quali potranno utilizzarla nella cura dei piccoli
disturbi (laddove il farmaco di sintesi, più aggressivo, potrebbe
provocare danni maggiori del problema da risolvere); come coadiuvante
della terapia farmacologica, anche per alleviarne gli effetti collaterali;
come cura preventiva per il mantenimento dello stato di salute dell'organismo
e per coadiuvarne le funzioni fisiologiche.
Alla luce di queste considerazioni, è bene che il consumatore finale
dei prodotti Fitoterapici, che ricerca nell'Erboristeria due caratteristiche
principali, cioè salute e naturalità, si rivolga sempre all'Erborista
specializzato, con preparazione universitaria, che sia capace di offrire
un consiglio professionale esperto, rispondendo in modo serio e adeguato
alle esigenze di salute naturale delle persone.
In questo senso, la nascita di corsi di laurea in Erboristeria e Fitoterapia, avvenuta negli ultimi anni in buona parte delle università italiane, e l'ammodernamento della regolamentazione del settore erboristico che è attualmente allo studio in parlamento, non possono che essere segnali positivi.
Tutti noi che in questi anni abbiamo tanto lavorato e tanto creduto
nella Fitoterapia, superando l'iniziale incredulità e scetticismo
dei più, oggi ci sentiamo gratificati dal diffondersi ormai capillare
di questa disciplina, e ci sentiamo ancora più impegnati a rispondere
con ancora maggior rigore alle aspettative che abbiamo contribuito
a creare.
Dott.ssa Marina Multineddu
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