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Dalla Newsletter
del Dicembre 2003
I GERMOGLI: LE VITAMINE FATTE IN CASA
Col termine "germogli" intendiamo riferirci ai semi germogliati
di cereali, legumi ed altre specie vegetali di cui si utilizza tutto:
chicco e germoglio.
I Germogli costituiscono un esempio della straordinaria capacità
della Natura di produrre energia, capacità che può essere
sfruttata da ogni consumatore per procurarsi a basso costo cibi freschi,
ricchi di principi nutritivi come vitamine, enzimi ed oligoelementi,
e di facile digestione.
Fin dall'antichità molti popoli utilizzavano quale cibo rigeneratore
e terapeutico i grani germinati e i germogli sviluppati e ne hanno
tramandato l'uso. Già nel "Pen Tsao" o "Grande
Erbario della Medicina Cinese", circa 2700 anni a.C., il germoglio
crudo di soia veniva raccomandato per edemi, dolori alle ginocchia,
crampi, disturbi digestivi, polmoni "deboli", macchie sulla
pelle e malattie del cuoio capelluto.
Sembra anche che i focosi cavalli di Attila ed i veloci destrieri
arabi venissero nutriti con semi di frumento germogliato, prima delle
occasioni importanti.
Nell'800 e nel 900, sono soprattutto i racconti dei missionari ad
informarci sull'uso dei germogli presso le popolazioni della Cina
e dell'India.
Le virtù dei germogli
Oggi questo cibo è stato "scoperto" anche da noi
occidentali proprio per la sua grande ricchezza nutrizionale: facilissimi
da preparare, economici, dai sapori gustosi e svariati, i germogli
sono una vera miniera di principi nutrizionali che, soprattutto in
questa epoca sovrabbondante di cibi raffinati, sterilizzati, pieni
di additivi di ogni genere, costituiscono un fattore di prevenzione
e di difesa dei processi vitali dell'organismo. Se consideriamo che
il mantenimento ed il potenziamento delle difese naturali dell'organismo,
e quindi la difesa e il miglioramento della salute, richiedono innanzitutto
un'alimentazione equilibrata e ricca di vegetali freschi e genuini,
comprendiamo bene quale importanza abbia il consumo di germogli di
semi di vario tipo, quali cereali e leguminose, naturalmente provenienti
da coltivazioni biologiche.
I semi di cereali o legumi allo stato crudo sono immangiabili ed
indigesti; essi quindi devono essere cotti per renderli commestibili
ed assimilabili: il calore, infatti, trasforma gli amidi in carboidrati
più semplici, le proteine in frammenti più solubili,
e così è possibile utilizzarli per la nostra alimentazione.
Con il calore però, la "vita" che è presente
allo stato latente nel seme, scompare: infatti, un seme dopo la cottura
non è più capace di germogliare.
Invece la germogliazione permette di mangiare crudi quegli stessi
semi, fornendo cibi ricchi, vitali e nutrienti, in cui l'energia "potenziale"
contenuta nel seme si libera e si trasforma in energia assimilabile
dall'organismo.
Il germoglio infatti costituisce un alimento fresco, che si presta
ad essere mangiato crudo, ricchissimo di nutrienti quali vitamine,
enzimi, oligoelementi, aminoacidi essenziali; è facile da digerire,
è privo di scarti poiché si utilizza per intero, è
gustoso, è facile da preparare e conservare, ed è anche
molto economico poiché dà un'ottima resa.
Vedremo più avanti come fare per prepararli, ma possiamo
dire subito che, una volta preparati per la germogliazione, tutto
il processo avviene senza che noi si debba intervenire: non c'è
da fare nessun lavoro, lavora solo il tempo. Infatti subito dopo che
il seme è stato messo in ammollo ha inizio la "germinazione",
cioè l'attivazione e la rivitalizzazione del germe del seme,
detto embrione, che rappresenta la giovane piantina e contiene in
"nuce" tutte le parti essenziali della futura pianta (fusticino,
foglioline, radichette). Durante questa fase, quando il germoglio
è ancora piccolissimo ed è racchiuso all'interno del
tegumento, quindi non ancora visibile, avvengono profonde modificazioni
nella struttura del chicco e nella sua composizione biochimica. Man
mano che il chicco assorbe acqua il seme si gonfia e il guscio si
fessura e il piccolo germoglio incomincia a crescere e a diventare
visibile all'esterno come una piccola plantula nella quale, in conseguenza
di complesse reazioni enzimatiche, le sostanze di riserva (amidi)
del seme, contenute nel tessuto nutritivo all'interno dei cotiledoni,
vengono trasformate e mobilizzate, quindi assorbite dall'embrione
che si fa via via più grande diventando una "pianta germinativa",
il Germoglio, che se venisse piantato crescendo darebbe origine ad
una nuova piantina, identica alla pianta madre.
E' proprio durante la trasformazione delle sostanze di riserva che
avvengono le numerose e complesse trasformazioni biochimiche, non
ancora del tutto chiarite, che danno al germoglio la sua ricchezza
di sostanze: esso diventa un vero e proprio scrigno di principi nutritivi,
che sono di più facile digestione ed assimilazione da parte
dell'organismo; ed ecco perché i cereali e i legumi germogliati
sono molto più digeribili - addirittura a crudo - dei semi
di origine per cui sono consigliati anche a chi soffre di una cattiva
forma gastrointestinale.
Le sostanze di riserva contenute nel chicco sono costituite per gran
parte da amidi ed emicellulosa, che sono carboidrati complessi: essi
vengono in gran parte trasformati in destrine e maltosio, sostanze
più semplici e dolciastre, che danno al germoglio il suo caratteristico
e delicato sapore leggermente dolce.
Anche la parte proteica del chicco subisce una trasformazione, infatti
le proteine vengono "predigerite" dagli enzimi scomponendosi
in aminoacidi, di più facile e veloce digestione e assimilazione,
e inoltre i germogli subiscono un aumento in aminoacidi essenziali,
così come aumentano anche gli acidi nucleici, i sali minerali
e gli oligoelementi, che inoltre vengono a trovarsi in forma organica
e quindi più facilmente assimilabili ed utilizzabili dall'organismo,
in particolare il ferro, che in forma inorganica è di difficile
assimilazione e può dare origine a disturbi gastrointestinali.
Le vitamine addirittura subiscono aumenti considerevoli, dal 50% al
100%, e in certi casi anche molto di più, come ad esempio la
vitamina A, che può aumentare dopo 72 ore di germinazione anche
del 370%. In particolare i germogli sono ricchi di vitamina B12 ,
cosa che può essere utile, insieme alla ricchezza in ferro,
per evitare carenze qualora si segua un'alimentazione vegetariana.
Per dare un'idea della "saggezza" della Natura facciamo
solo un piccolo esempio: una tazza media di ceci fornisce, grosso
modo, la stessa quantità di proteine di una bistecca, oltre
a una buona quantità di sali minerali e vitamine; essi sono
però carenti di vitamine B12 e C ma... dopo la germinazione
troviamo che queste due vitamine sono aumentate considerevolmente!
Tale fenomeno non deve stupirci, infatti è abbastanza logico
che nel processo di "rivitalizzazione" del chicco, quale
è la germinazione, emergano caratteristiche tipiche dei vegetali
freschi, come la presenza di vitamina C.
La preparazione
Da quanto detto emerge chiara l'importanza di destinare una quota
della propria alimentazione al consumo di germogli di vari tipi. Vediamo
dunque quali semi possiamo far germogliare e come prepararli per ottenere
i germogli.
Si possono far germogliare quasi tutti i semi, c'è solo l'imbarazzo
della scelta, ma i più indicati e sperimentati sono il frumento
(o grano), la soia verde, il miglio, i ceci, i fagioli, le lenticchie,
il riso integrale, l'avena, il girasole, e qualunque altro seme commestibile
la fantasia vi suggerisca.
Bisogna evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché
contengono sostanze tossiche.
E' preferibile utilizzare semi di coltivazione biologica, quelli cioè
ottenuti senza uso di concimi chimici di sintesi, di diserbanti, di
anticrittogamici e altri veleni, per ovvi motivi.
Il metodo più semplice per ottenere i germogli, se non si
dispone di un germogliatore apposito, è quello di disporre
i semi ben mondati e sciacquati in un piatto fondo con dell'acqua,
in modo che vi restino immersi; coprirli quindi con un tovagliolo
umido e lasciarli a bagno da sei a dodici ore, a seconda della grandezza
dei semi. Al mattino i semi vanno risciacquati ancora e disposti nuovamente
sul fondo del piatto, così umidi come sono, ma senza aggiungere
altra acqua; vanno nuovamente ricoperti col tovagliolo umido e ancora
con un piatto rovesciato, e lasciati germogliare.
I semi così predisposi vanno sciacquati due volte al giorno
per i primi 2-3 giorni, poi basta una sola volta, ad eccezione dei
ceci e della soia che vanno sciacquati sempre due volte, poi sempre
ricoperti nel solito modo.
Si ripete il procedimento per 3-5 giorni, a seconda dei semi scelti,
finché i germogli avranno raggiunto una lunghezza di 3-4 centimetri,
dopodiché si possono scoprire per esporli per qualche tempo
alla luce, per far sì che si arricchiscano della preziosa clorofilla
(circa 7-8 ore alla luce indiretta, meno se al sole, per evitare che
si dissecchino). I tempi di germinazione possono variare al variare
della temperatura, oltre che dipendere dal tipo di seme scelto. Utilizzare
quantità di semi non troppo elevata, perché si ha un'ottima
resa e anche per avere sempre un prodotto fresco e vitale.
La stessa operazione si può effettuare anche con un barattolo
di vetro ricoperto con una garza, che va inizialmente riposto al buio,
oppure con uno scolapasta sul cui fondo sia stato messo un tovagliolo
e ricoperto con un altro.
Una volta ottenuti, i germogli vanno sciacquati delicatamente in un
colino, eliminando eventuali bucce libere e semi non germogliati;
si lasciano scolare per qualche minuto e si possono mettere in un
contenitore di vetro con coperchio (non in busta di plastica!) e,
se non si consumano tutti, si possono mettere in frigo dove si possono
lasciare anche fino a 6-7 giorni, sciacquandoli però ogni due
giorni
Come utilizzarli
Una volta pronti, i germogli si possono mangiare tal quali, crudi
o dopo breve cottura (che però tende ad alterarne la ricchezza
vitaminica).
Si consumano da soli, in insalata conditi con un po' d'olio e sale,
oppure uniti a verdura o frutta, anche nella preparazione di frullati
e puree, o tritati e uniti a maionese fatta in casa, puré o
salse di vario tipo, o ancora uniti allo yogurt, aggiunti alle minestre
di verdura o agli stufati, pochi minuti prima di servirli a tavola,
aggiunti al ripieno dei tortellini, all'impasto delle polpette, come
condimento di pasta e riso, eccetera. Come vedete, gli utilizzi possibili
sono tantissimi, e sono limitati solo dalla fantasia.
Nella sezione del sito dedicata alle "Ricette della cucina
naturale" potete trovare alcune idee per utilizzarli in modo
gustoso e nutriente, ma la creatività personale di ognuno di
voi potrà inventare sicuramente tanti altri utilizzi.
Per realizzare i tuoi germogli, vedi il nostro assortimento di Alimenti biologici.
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