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Dalla Newsletter dell'Ottobre 2003 |
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ALIMENTAZIONE PIU' SALUTARE CON I CIBI BIOLOGICI
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Il cibo partecipa alla costruzione del nostro organismo, quindi
non è esagerato affermare che negli alimenti di cui ci nutriamo
risiede il destino della nostra salute.
Purtroppo però i cibi che oggi troviamo in commercio sono quasi
sempre denaturati, raffinati, impoveriti di parte delle vitamine e
minerali indispensabili per una buona salute, e la cui carenza provoca
notevoli squilibri all'organismo. Un tempo le malattie da carenze
alimentari e da avitaminosi, venivano considerate un retaggio di un
passato di povertà, considerata ormai esclusiva dei paesi sottosviluppati.
Oggi, tuttavia, anche nei paesi occidentali dove il benessere ha cancellato
questo retaggio, esistono ancora fenomeni di carenze alimentari che
sono imputabili al fatto che le moderne tecniche di coltivazione,
trasformazione, manipolazione e conservazione dei cibi, oltre a prevedere
l'uso di additivi potenzialmente nocivi, impoveriscono gli alimenti
privandoli appunto di sostanze, quali fibre, vitamine, minerali, oligoelementi,
la cui carenza si ripercuote negativemente sulle condizioni fisiche
e psichiche dell'organismo, contribuendo anche ad alimentare ed aggravare
l'incidenza delle cosiddette malattie del benessere.
I problemi della produzione tradizionale
Non
vogliamo certo demonizzare la moderna tecnologia, in quanto essa fornisce
all'uomo numerosi vantaggi per quanto riguarda la maggior produttività,
la lavorazione e la conservazione degli alimenti; infatti in passato,
nella maggior parte dei casi, lo stoccaggio per i periodi più
magri delle eccedenze alimentari prodotte nei mesi più fecondi
dell'anno, era affidato a pratiche domestiche, spesso alquanto laboriose
e non sempre prive di rischi e inconvenienti.
Bisogna cercare di trovare il giusto compromesso per poter usufruire
di una sana e completa alimentazione, senza alterare in modo irrimediabile
l'ambiente in cui viviamo con un uso smodato di pesticidi, concimi
chimici, eccetera, ottenendo per contro cibi squilibrati dal punto
di vista nutrizionale, anche se più abbondanti.
Carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali, oligoelementi
e acqua sono i nutrienti di cui il nostro organismo ha bisogno per
accrescersi e rinnovarsi in armonia con la salute, obiettivo che si
raggiunge impostando una nutrizione corretta, e dando la priorità
alle reali necessità biologiche, piuttosto che a quelle soltanto
edonistiche.
Se osserviamo i riflessi della moderna agricoltura sugli alimenti,
vediamo che essa provoca degli effetti negativi sulla loro qualità
in quanto, per combattere i parassiti delle piante alimentari sul
campo, durante il trasporto e soprattutto durante la giacenza nei
magazzini e nei silos, vengono utilizzate grandi quantità di
fitofarmaci o pesticidi, oltre ad utilizzare per la coltivazione un
tipo di concimazione esclusivamente chimica, a danno di quella organica,
che invece viene adoperata nell'AGRICOLTURA BIOLOGICA.
Oggi l'agricoltura moderna sembra non possa più fare a meno
di questi prodotti nocivi, mentre in realtà la lotta alle malattie
e ai parassiti delle piante, deve essere rivolta piuttosto alle cause
che rendono la pianta debole e incapace di difendersi da sé.
Spesso infatti è la malnutrizione delle stesse piante che rende
necessario un uso smodato di fitofarmaci, mentre la proliferazione
incontrollata di taluni parassiti è la conseguenza della rottura
degli equilibri ecologici. I pesticidi vanno impiegati solo se veramente
indispensabili e, dove è possibile, vanno sostituiti con mezzi
di lotta biologica, che consiste nell'utilizzare gli insetti utili
per distruggere quelli dannosi, senza distruggere gli ecosistemi e
turbare gli equilibri biologici ambientali.
Se consideriamo quali sono gli effetti dell'uso degli antiparassitari
sulla nostra salute, scopriamo che il grande uso di fitofarmaci è
collegato all'inquinamento ambientale, ma soprattutto ai danni che
possono derivare dall'intossicazione cronica, che si manifesta solo
dopo anni di consumo di alimenti, sia animali che vegetali, contaminati
dai pesticidi che ritroviamo come residui sia nei cibi che ingeriamo,
sia nei mangimi con cui vengono allevati gli animali.
Soprattutto gli alimenti freschi possono contenere la maggior quantità
di residui di fitofarmaci di sintesi, e non serve molto la precauzione
di lavare accuratamente frutta e verdura, perché gli antiparassitari
più moderni penetrano nella polpa e vi restano per lungo tempo.
E' inutile anche sbucciare il frutto; bisognerebbe aspettare a mangiarlo
quando è vecchio, proprio per essere certi che la sostanza
penetrata non sia più attiva; a quel punto però molte
vitamine sono ormai degradate.
Il secondo aspetto da considerare è quello legato all'uso
esclusivo di fertilizzanti chimici, perché in essi vengono
privilegiati alcuni elementi, come fosforo, potassio, calcio, azoto,
che fanno aumentare la resa. Ma le piante hanno bisogno anche di moltissimi
elementi oligodinamici, come ad esempio il manganese, il rame, il
boro, il magnesio, lo zinco, il molibdeno, il vanadio, il ferro e
molti altri che, presenti in quantità piccolissime (e perciò
detti oligoelementi, dal greco oligos= poco), sono indispensabili
per la crescita armoniosa dei vegetali.
Nell'arricchire il terreno inoltre non è importante solo
la quantità assoluta dei singoli elementi, ma anche la proporzione
relativa fra loro, e solo il concime biologico, che deriva dalla degradazione
di materia organica, è in grado di assicurare tutte le sostanze
che necessitano alla nutrizione del terreno in quantità fra
loro equilibrate. Il suolo infatti è un "corpo vivente"
popolato da miliardi di microorganismi, che non costituiscono un elemento
accessorio o superfluo della sua fertilità, bensì ne
sono una condizione essenziale e la progressiva mineralizzazione del
suolo, cui si va incontro utilizzando esclusivamente fertilizzanti
chimici, conduce ineluttabilmente verso la sua sterilità.
Stimolare la fertilità del terreno solo con concimi chimici
può dare verdure e cereali o frutti più grandi, più
abbondanti e magari molto belli a vedersi, ma squilibrati, cioè
poveri di alcuni elementi o troppo ricchi in altri.
Questo squilibrio si rifletterà anche negli organismi che si
alimentano di questi cibi, arrivando all'assurdo che in condizioni
di abbondanza si manifestino sintomi di carenze, specialmente se l'alimentazione
non è molto variata.
Anche gli additivi chimici, che spesso vengono aggiunti agli alimenti
(coloranti, aromatizzanti, emulsionanti, stabilizzanti, addensanti,
antimicrobici, eccetera), possono costituire una minaccia per la salute
umana, poiché sono sempre più o meno tossici, soprattutto
nel lungo periodo: tossicità cronica, di cui non conosciamo
appieno gli effetti, poiché è difficile individuare
e quantificare i danni che ci possono derivare dal consumo di cibi
contenenti additivi, dato anche il loro numero e la loro grande diffusione.
Per fare un solo esempio: l'anidride solforosa si ritrova in numerosissime
preparazioni alimentari: verdure sott'olio e sott'aceto, vino, aceto,
bibite analcooliche, birra, confetture, farina, frutta e funghi secchi,
succhi di frutta, fiocchi di patate, baccalà e tanti altri
acora! Oltretutto essa spesso viene usata solo per rendere i cibi
più belli! (per mascherare magari la cattiva qualità
delle materie prime).
La soluzione: agricoltura e produzione biologica
Tante
sono quindi le ragioni per indirizzare la nostra alimentazione verso
un modello più naturale e sano: a questa esigenza oggi risponde
l'AGRICOLTURA BIOLOGICA, che cerca di evitare il più possibile
gli errori e gli eccessi della moderna agricoltura, ma anche l'uso
di eccessiva tecnologia dell'industria conserviera.
Le associazioni dei produttori biologici si sono dotati di norme disciplinari,
da seguire in modo rigoroso.
Le aziende agricole vengono attentamente e periodicamente controllate,
con prelievi a campione delle colture presenti in campo e dei prodotti
lavorati, effettuati a caso, durante le ispezioni.
Solo chi supera tutti i controlli previsti, che sono numerosi e frequenti,
può fregiare il proprio prodotto con la dicitura "BIOLOGICO"
accanto al nome dell'organismo di controllo (es. AIAB, Associazione
Italiana per l'Agricoltura Biologica). Questa dicitura certifica quindi
che durante la coltivazione non sono stati usati fitofarmaci e concimi
chimici, e che sono state rispettate tutte le norme che garantiscono
la naturalità, la salubrità, la freschezza, la qualità
della materia prima utilizzata.
Facciamo un esempio, per capire meglio cosa significa tutto questo.
Consideriamo le confetture Biologiche: per esse viene garantita la
provenienza della materia prima, le modalità di lavorazione
della frutta, l'impiego ridottissimo di additivi e coadiuvanti tecnologici
(in particolare il regolamento disciplinare AIAB ammette come conservante
solo succo di limone). Sono vietati anche addensanti innocui come
l'Agar-agar (che si estrae da un'alga), non perché esso sia
nocivo, ma perché il suo impiego permette di ottenere conserve
più ricche di acqua e quindi meno valide dal punto di vista
nutritivo; vietando il loro impiego, si costringe il produttore a
ricorrere all'unico mezzo possibile per concentrare la marmellata:
l'eliminazione dell'acqua tramite la cottura della frutta, proprio
come facevano le nostre nonne!
Quando la giusta consistenza della confettura viene ottenuta concentrando
la frutta con il calore, la quantità di zuccheri aggiunti può
essere ridotta al 15-20%, senza contare che non viene mai usato zucchero
bianco (che viene sbiancato con numerose sostanze chimiche!), ma zucchero
grezzo, o succo concentrato di frutta, o succo d'Agave o d'Acero,
o malto, tutti rigorosamente biologici.
Anche i cibi integrali, sempre più consigliati anche dai
medici per agevolare un'ottimale funzione intestinale, per prevenire
i tumori dell'intestino, per ridurre le calorie ingerite e quindi
il sovrappeso, se non sono biologici possono diventare un rischio,
in quanto la maggior quantità di pesticidi e di inquinanti
ambientali si deposita sulla cuticola dei semi; quando il cereale
viene utilizzato "in toto", vengono ingeriti i pesticidi
depositati sulla sua buccia, che sono la maggior quantità.
Assolutamente consigliabile quindi anche in questo caso l'utilizzo
di alimenti Biologici.
Di alcuni alimenti particolarmente salutari, nutrienti e gradevoli
come ad esempio il riso e la pasta integrali, o semi-integrali, sono
senz'altro da preferire quelli ottenuti da piante coltivate biologicamente,
oltre che per i motivi suddetti, anche perché la loro lavorazione
avviene partendo da farina integrale, completa anche del germe, ottenuta
macinando i semi con macine di pietra; questo garantisce la conservazione
di tutte le proprietà organolettiche, il contenuto proteico
e vitaminico, che andrebbero persi con la macinazione industriale
ad alta velocità, poiché quest'ultima sviluppa molto
calore e distrugge parte dei nutrienti. Anche l'essiccazione dei prodotti
lavorati, come la pasta, avviene a basse temperature.
I fiocchi di cereali integrali, così utili per un'alimentazione
sana, ricca e nutriente, digeribile e versatile, adatta a tutte le
età, sono particolarmente utili in caso di stipsi, di diverticoli
intestinali, di dislipidemie, per la loro ricchezza in fibre; ma se
essi non sono biologici, si rischia col tempo di incorrere in quelle
intossicazioni croniche, di cui si è detto prima.
Garanzie sui prodotti biologici
Per
avere la garanzia che i cibi biologici che intendiamo acquistare siano
veramente tali, dobbiamo sempre controllare che siano certificati
dalle associazioni preposte a tale compito; le più qualificate
e conosciute, controllate e riconosciute dal Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali, sono senz'altro le seguenti: AIAB (Associazione
Italiana Agricoltura Biologica), che diventa ICEA; BAC (Bioagricert,
Italia); ECOCERT (Certificazione biologica, Belgio e Francia); CPB (Consorzio per il controllo dei Prodotti Biologici, Italia); SACert (Soil Association Certification, Regno Unito); DEM (Demeter Agricoltura biodinamica, Germania e Italia); QC&I (Quality
Control & Insurance Services, Germania); AB (Agricolture Biologique,
Francia); Ecocert (Germania), e diverse altre.
Il compito di tali enti è quello di controllare l'idoneità
delle aziende produttrici che, a loro volta, devono garantire una
qualità di prodotto costante e metodi di produzione conformi
alla normativa. La certificazione è l'unica e concreta garanzia
che un'azienda che opera nel biologico può fornire, seguendo
il protocollo di rigide norme a cui deve conformarsi, sia per la produzione
di materie prime, che per la loro eventuale trasformazione in prodotti
finiti. Prima di acquistare un qualunque alimento biologico, quindi,
accertiamoci che sia certificato e che riporti il marchio comunitario
sulla confezione.
La scelta degli alimenti biologici, quindi, risponde al bisogno
di riportare l'alimentazione ad una dimensione più sana e naturale,
finalmente rispettosa delle esigenze nutrizionali dell'uomo e della
sua salute, ma anche dell'ambiente.
Dott.ssa Marina Multineddu
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