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Dalla Newsletter
del Giugno 2003
LO STRESS E L'APPARATO GASTROINTESTINALE: GASTRITE,
COLITE
Il mese scorso ci siamo soffermati sugli effetti
dannosi dello stress sulle funzioni cognitive, sull'efficienza mentale
e sulla memoria; ma lo stress, quando è percepito come stimolo esagerato,
può avere effetti nocivi anche su diversi apparati del nostro organismo,
come la pelle, l'apparato cardiocircolatorio, il sistema immunitario
e principalmente l'apparato gastroenterico.
Oggi ci soffermeremo in particolare su quest'ultimo, anche in considerazione
della grande diffusione dei disturbi gastrointestinali nella società
moderna, in conseguenza dello stile di vita sempre più frenetico e
stressante.
Ricordiamo prima brevemente come è strutturato l'apparato gastrointestinale
e quali funzioni hanno le sue varie parti.
L'apparato digerente
Possiamo considerare l'apparato digerente (o gastroenterico,
o gastrointestinale) come costituito da un lungo tubo, scomposto in
diverse parti, che assumono struttura e funzione diverse, a cui sono
collegati diversi organi ghiandolari che immettono le loro secrezioni
nell'interno del tubo digerente stesso, caratterizzandone così le
funzioni.
Le parti principali dell'apparato digerente (v. figura) sono: la cavità
boccale, l'esofago, lo stomaco, l'intestino tenue (suddiviso a sua
volta in duodeno, digiuno, ileo), il colon (ascendente, trasverso
e discendente), il retto.
L'intero canale alimentare, con le sue principali divisioni anatomiche,
è costituito in modo da poter svolgere funzioni specifiche quali il
passaggio del bolo alimentare, come nel caso dell'esofago, il deposito
di materiale alimentare come nel caso dello stomaco e del colon discendente,
la digestione del cibo sempre nello stomaco, ma anche nel duodeno,
digiuno e ileo; infine l'assorbimento dei prodotti terminali della
digestione, funzione che viene esplicata in tutta l'estensione dell'intestino
tenue e nella prima parte del colon.
La principale funzione dell'apparato gastroenterico è di provvedere
a rifornire continuamente l'organismo di sostanze nutritive, acqua,
sali minerali, vitamine, e a questo scopo il cibo deve essere sospinto
lungo il canale alimentare ad una velocità appropriata, affinché si
possano svolgere le funzioni digestiva e di assorbimento.
Gli alimenti così come noi li assumiamo, non possono venir assimilati
tal quali, ma necessitano di un grande lavoro da parte dell'organismo,
che li trasforma attraverso la digestione in sostanze più semplici,
assimilabili dalle pareti intestinali.
Gli alimenti sono distinti in tre grandi classi: i carboidrati, le
proteine, i grassi, oltre ai sali minerali e le vitamine: essi, durante
il percorso lungo il tubo digerente, sono sottoposti a successivi
trattamenti, inizialmente di tipo principalmente meccanico (macinazione
e imbibizione), quindi di tipo biochimico-enzimatico; alla fine del
processo risultano sostanze assorbibili direttamente dalle pareti
intestinali, che si riversano poi nel torrente circolatorio, per venire
distribuite a tutti i distretti dell'organismo.
Gli organi ghiandolari che corredano il tubo digerente provvedono
all'immissione in esso di secrezioni legate sia alle funzioni digestive,
che a quelle di assorbimento: le ghiandole salivari, situate nel capo,
il fegato e il pancreas, nell'addome. Inoltre le pareti dello stomaco
contengono numerose altre cellule ghiandolari, deputate alla secrezione
dei succhi gastrici.
La digestione quindi è un processo che coinvolge non soltanto lo stomaco,
ma anche gli altri tratti del tubo digerente, e implica una successione
cronologicamente armoniosa delle secrezioni orali, gastriche, duodenali,
biliari e pancreatiche.
Stress e disturbi della digestione
Quando viene alterata una qualunque di queste fasi,
si ha uno squilibrio che può provocare disturbi di vario genere, che
possono interessare uno o più distretti dell'apparato digerente.
Generalmente i disturbi che ricorrono con più frequenza sono le infiammazioni
della mucosa della bocca, la presenza di aria nello stomaco o nell'intestino
(meteorismo),
con flatulenza
ed eruttazioni, l'acidità di stomaco, i rigurgiti acidi, la pesantezza
gastrica o addirittura il dolore a carico dello stomaco, definito
genericamente col termine di gastrite; se invece il dolore o gli spasmi
interessano il colon, questo disturbo viene definito col nome di colite
o di colon irritabile.
Questi problemi vengono accentuati dallo stress, quando esso risulti
eccessivo, in quanto le funzioni digestive sono regolate dal sistema
neurovegetativo, che è molto sensibile alle stimolazioni psichiche.
Le reazioni psicosomatiche dell'apparato digerente sono espressione
di uno stato di sofferenza emotiva e sono causate molto spesso da
attività lavorative frenetiche, che non permettono il giusto tempo
per il riposo, o da forti emozioni. Lo stress digestivo può essere
causato anche da sbalzi di temperatura bruschi o da viaggi lunghi
e faticosi, cioè quando il nostro organismo si deve adattare in tempi
brevi a nuove situazioni.
Gastrite, Afte, Ulcera
Le afte
sono piccole lesioni del cavo orale e si presentano sotto forma di
vescicole molto dolorose e fastidiose, di cui non si conosce la causa
scatenante: è probabile che intervengano diversi fattori, come una
certa predisposizione genetica (specie per le afte ricorrenti), piccoli
traumi, ingestione di certi alimenti, e naturalmente lo stress psicologico.
Per quanto riguarda le infiammazioni della mucosa gastrica è noto
che lo stress interviene in modo spesso massiccio nel favorire la
gastrite (escludendo i casi di gastrite o ulcera causati da Elicobacter
pilori), o nell'accentuarne i sintomi, che sono tipicamente difficoltà
digestive, acidità, pesantezza allo stomaco, talvolta anche nausea
e vomito, dolori addominali crampiformi continui, stipsi
o diarrea dovute all'arrivo del cibo indigerito nell'intestino. La
gastrite cronica dunque, e una certa quota di casi di ulcera, colpisce
spesso persone emotive e soggette a stress.
La Colite
La sindrome del colon irritabile si presenta al
di fuori di qualunque lesione organica, parassitaria o infiammatoria,
e va perciò distinta dalle coliti vere e proprie (come rettocoliti,
coliti ulcerose) che richiedono trattamenti specifici.
La sindrome del colon irritabile è una sindrome funzionale caratterizzata
da dolori addominali, stipsi alternata a diarrea, ad andamento cronico
o ricorrente, con dolori di tipo spastico localizzati all'addome,
accompagnati talvolta da disturbi dispeptici
quali nausea, senso di ripienezza e meteorismo.
Questa sindrome è di chiara origine psicosomatica ed è molto legata
allo stato ansioso del soggetto: è un vero e proprio campanello di
allarme lanciato dal colon, quella parte dell'intestino particolarmente
sensibile alla vita frenetica, allo stress e ad un'alimentazione sbagliata.
Non esistono dimostrazioni che un rigido regime dietetico abbia un
ruolo determinante nel trattamento del colon irritabile, ma è bene
evitare quei cibi che sono normalmente mal tollerati; nella variante
con stipsi è bene ricorrere ad una dieta ricca di fibre delicate,
come ad esempio quelle contenute nell'Avena, invece che quelle del
Frumento, un po' più irritanti.
Da tutto questo si evince che questi disturbi sono delle vere e proprie
somatizzazioni delle nostre ansie, dello stress continuo a cui andiamo
incontro con la vita moderna e che vale la pena talvolta di soffermarsi
per "ascoltare" il nostro corpo che ci sta chiedendo aiuto
e, se possibile, cercare di aiutarlo con trattamenti il più possibile
delicati e che non abbiano controindicazioni, poiché bisogna tenere
conto del fatto che questi trattamenti sono spesso sintomatici e vanno
ripetuti nel tempo, posto che i disturbi che vanno a trattare dipendono
molto dal nostro carattere, che è molto difficile cambiare!
I rimedi naturali
In Natura esistono molte piante in grado di intervenire
sull'apparato digerente e correggerne il funzionamento: spesso si
ottengono grandi risultati con il solo uso delle piante, e in ogni
caso le preparazioni erboristiche, se non riescono ad essere risolutive,
risultano comunque di grande valore come trattamento di sostegno,
naturalmente affiancando accorgimenti fisici e dietetici, sempre indispensabili.
Vediamo quali piante, o sostanze naturali, possiamo utilizzare, a
seconda del problema che ci affligge:
Per le afte un ottimo rimedio, rapido ed efficace, è senz'altro l'olio
di Melaleuca
(Tea Tree oil), che dà sollievo immediato al dolore provocato dall'afta
e velocemente ne promuove la cicatrizzazione.
Anche la Propoli, sotto
forma di colluttorio per sciacqui, o in soluzione idroalcolica per
toccature locali, dà buoni risultati.
Per le infiammazioni dello stomaco si possono utilizzare diverse piante,
in modo da contrastare l'infiammazione della mucosa, ma intervenire
anche sul gonfiore, sull'acidità spesso presente, sui crampi dolorosi,
eccetera.
Molto utili per le loro proprietà lenitive, antinfiammatorie e cicatrizzanti
sono l'Altea,
lo Zenzero,
la Liquirizia,
la Malva,
la Melissa,
l'Aloe
vera , la Menta.
Per il problema dei gonfiori, gastrici o addominali, la fitoterapia
utilizza con ottimi risultati il Finocchio,
l'Anice,
il Coriandolo,
l'Anice
stellato, il Cumino,
il Cardamomo,
eccetera, spesso miscelati ad una piccola quota di carbone vegetale:
le piante citate riducono le fermentazioni e migliorano la digestione,
il carbone vegetale fa da adsorbente
verso gas già formati, contribuendo ad eliminarli con le feci.
L'uso di piante carminative
associate al carbone vegetale è anche indicato in caso di ernia
iatale, in quanto è molto utile per sgonfiare lo stomaco che,
riducendo così il suo volume, più difficilmente tende a protrudere
attraverso il diaframma.
Anche l'Argilla verde ventilata è utile come antiacido e cicatrizzante
della mucosa dello stomaco, in caso di gastrite o ulcera, e dell'intestino
in caso di colite o gonfiori. Sull'argilla non mi soffermo oltre,
perché è stata trattata ampiamente in
un precedente articolo.
Per la sindrome del colon irritabile la pianta di elezione è il Ficus
carica gemmoderivato, che non è altro che l'estratto delle gemme
del Fico selvatico, che dà risultati veramente sorprendenti. Esso
agisce direttamente sulla pricipale causa del colon irritabile, lo
stress e l'ansia, in modo mirato sull'apparato gastroenterico; infatti
è benefico anche per la gastrite dovuta a somatizzazione viscerale
dell'ansia.
Il Ficus va utilizzato a cicli di due mesi nei periodi più critici
per questo disturbo, che in genere sono la primavera e l'autunno;
in questo modo si hanno periodi di benessere piuttosto lunghi, che
si possono prolungare ripetendo periodicamente il ciclo.
Il trattamento col Ficus può essere iniziato in qualunque momento
e l'assunzione va ripetuta due o tre volte l'anno.
Un altro prodotto naturale consigliabile in caso di colon irritabile
sono i Fermenti Lattici, probiotici
e prebiotici, che arricchiscono la flora batterica intestinale, importantissima
per il buon funzionamento dell'intestino, e per il benessere di tutto
l'organismo.
Una flora batterica intestinale equilibrata infatti è indispensabile
per la salute intestinale (ma non solo) e a mantenerla tale contribuiscono
i batteri benefici, acidogeni, che formano una barriera contro quelli
nocivi, alcalogeni, responsabili della putrefazione, e impediscono
il proliferare dei microrganismi dannosi.
I fermenti lattici di vecchia generazione, nonostante la loro elevata
concentrazione al momento dell'assunzione, vanno incontro a una rapida
diminuzione della loro attività e per questo spesso risultano poco
efficaci. Invece i moderni fermenti lattici probiotici e prebiotici,
quindi formati da microrganismi vivi, attivi, gastroresistenti e capaci
di proliferare nel nostro intestino perché accompagnati da un substrato
che li nutre, mantengono a lungo la loro efficacia e sono in grado
quindi di inibire lo sviluppo di organismi patogeni, che altrimenti
colonizzerebbero l'intestino, perturbando l'equilibrio dell'ecosistema
intestinale con conseguente dannoso dismicrobismo.
I fermenti lattici possono, e dovrebbero, essere assunti da tutti
più volte nell'arco dell'anno, anche per lunghi periodi, a tutto vantaggio
della nostra salute.
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