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Dalla Newsletter
del Maggio 2003
LE PIANTE PER L'EFFICIENZA FISICA E MENTALE
La parola "stress" indica una serie di sollecitazioni di natura
estremamente varia, che si verificano normalmente nella vita di ciascun
individuo. Letteralmente stress significa sforzo, tensione, sollecitazione
ed indica il logorio cui è sottoposto ciascuno di noi per effetto
degli accadimenti della vita.
Normalmente lo stress non è necessariamente un evento negativo, poiché
nella storia dell'uomo è servito a far procedere il genere umano e
a determinarne l'evoluzione: infatti i forti stimoli esterni, gli
ostacoli da superare, la lotta, hanno sempre costituito una spinta
vitale verso l'adattamento all'ambiente e il conseguente miglioramento
della specie. In generale quindi lo stress, inteso come stimolo al
cambiamento, è essenziale nella vita, poiché costituisce la motivazione
necessaria per passare da una certa situazione ad un'altra sia nei
rapporti affettivi e sociali, sia nel lavoro, nello studio eccetera.
Si parla in questo caso di "stress costruttivo".
Quando però le sollecitazioni esterne diventano eccessive per essere
affrontate in modo costruttivo, l'energia dell'organismo si esaurisce
e nell'organismo finiscono per alterarsi equilibri biochimici importanti,
che possono condurre col tempo a diversi disturbi, fisici e psicologici,
che coinvolgono il sistema immunitario, l'apparato gastrointestinale,
il sistema cardiocircolatorio e il sistema nervoso. Un esempio di
come lo stress può condurre al logorio delle strutture dell'organismo
è rappresentato, per esempio, dalla produzione eccessiva di radicali
liberi che si verifica in seguito ad una sovrastimolazione fisica
e psicologica, tanto che si parla di "stress ossidativo".
In medicina e nella comune accezione del linguaggio e dei modi di
dire di ogni giorno, il termine stress si è imposto per indicare e
spiegare alcuni sintomi molto diffusi, rappresentati da malessere
indefinito, senso di stanchezza e debolezza generalizzati, ansia,
colon irritabile, ulcera, tendenza alla depressione, calo delle prestazioni
fisiche e soprattutto mentali, come l'abbassamento dei livelli di
attenzione e una diminuzione dell'attività cerebrale, con conseguente
riduzione della memoria.
Questa condizione si determina generalmente in seguito ad un temporaneo
esaurimento delle riserve energetiche e nutritive del Sistema Nervoso
Centrale, accelerato da iperattività o ansia cronica che, disperdendo
energie in attività non finalizzate, possono sottrarre risorse alle
funzioni cognitive e tradursi in una sensazione di "inefficienza"
cerebrale. La relazione diretta tra situazioni di stress prolungato
e di ansia cronica e calo delle funzioni cognitive è stato di recente
dimostrato: infatti è ormai noto come, anche in soggetti sani, il
meccanismo adattativo messo in atto dall'organismo per affrontare
lo stress, cioè la stimolazione delle ghiandole surrenali che riversano
nel sangue i cosiddetti "ormoni dello stress", adrenalina, noradrenalina
e glicocorticoidi, se continua per periodi prolungati, porti ad una
condizione di sofferenza dei neuroni, le cellule cerebrali, che si
manifesta principalmente con deficit dell'attenzione e della memoria.
Il cortisolo in particolare (uno degli ormoni glicocorticoidi, prodotto
dalle ghiandole surrenali), quando sia prodotto in concentrazioni
molto elevate, tipiche dello stato ansioso da stress prolungato, può
risultare tossico proprio per quei neuroni implicati nelle funzioni
cognitive. Si produce quindi un "deficit funzionale" di queste cellule,
che tuttavia nella maggior parte dei casi è temporaneo e reversibile,
non appena l'organismo riacquista il suo normale tono e le sue energie.
Se la condizione di stress eccessivo avviene in soggetti adulti giovani,
è infatti in gran parte risolvibile rimuovendo le situazioni che hanno
determinato lo stress, ad esempio con un periodo di riposo, e inoltre
con l'impiego di piante ad azione adattogena e tonificante, che possono
rappresentare un valido aiuto per recuperare tono ed energia, sia
fisica che mentale.
Ma anche nel soggetto meno giovane o anziano lo stress può condurre
ad un temporaneo indebolimento metabolico e funzionale a livello di
vari organi e apparati, tanto più che il sistema nervoso di un soggetto
non più giovane ha riserve energetiche e nutritive ridotte, quindi
può risultare più sensibile ad una condizione di stress. Se a questo
si aggiunge anche un'eventuale compromissione della circolazione cerebrale
a causa dell'età, è evidente come ciò possa portare ad una più grave
sofferenza del Sistema Nervoso Centrale. Perciò, quando nell'anziano
si osservano i primi deficit delle funzioni cognitive, è molto probabile
che, oltre allo stress, una buona parte di responsabilità sia da attribuire
ad un rallentamento del microcircolo arterioso cerebrale. In questo
caso è senz'altro consigliabile ricorrere a quelle piante che abbiano
effetti benefici sull'endotelio vascolare (la parete interna dei vasi
sanguigni) e sulla funzionalità del sistema circolatorio.
Tra le principali piante medicinali caratterizzate da queste proprietà
riveste un ruolo di primo piano il Ginkgo
biloba; risultano utili anche in questo caso fitocomplessi ad
attività adattogena,
come la Rodiola, il Ginseng,
l'Eleuterococco,
la Schisandra,
il The
verde, così come altre sostanze naturali come la Pappa Reale e
il Polline, che per la loro attività energetica e tonificante,
per l'azione antiossidante,
anti-radicali liberi, vitaminizzante e remineralizzante, sono indicati
per quasi tutte le fasce di età.
E' importante tuttavia associare a queste piante adattogene, che conferiscono
maggiore vitalità, anche altre piante i cui principi attivi facilitino
e migliorino il recupero delle energie, favorendo il rilassamento.
Alcune piante sono particolarmente efficaci nel ridurre lo stato di
tensione continua che si accompagna alla condizione di stress, come
la Passiflora,
lo Ziziphus spinosa, la Melissa,
eccetera. Vediamo le principali caratteristiche di alcune di queste
piante.
Il Ginkgo
biloba è un albero maestoso, di origini antichissime, alto fino
a 30-40 m., originario della Cina e del Giappone, dove è coltivato
da tempi remotissimi nei giardini dei templi, perché ritenuto sacro.
È l'unica specie attualmente vivente ed è la sola rappresentante della
sua famiglia e del suo ordine (Ginkgoales). Oltre ad essere stato
considerato da Darwin un fossile vivente, il Ginkgo biloba è anche
una delle piante di cui risulti essere stato fatto il più antico uso
medicinale (vengono usate le foglie); infatti viene menzionato in
un trattato medico cinese, risalente al 2800 a.C. Il Ginkgo esplica
un'attività protettrice dell'endotelio vascolare, favorendo la circolazione,
sia periferica che cerebrale. Svolge anche un'attività antiaggregante
piastrinica e fluidificante del sangue, riducendo così il rischio
trombotico. È utile quindi soprattutto nei disturbi vascolari, quali
l'insufficienza cerebrovascolare con deficit dell'attenzione e della
memoria. Proprio per la sua azione sulla coagulazione del sangue,
è assolutamente controindicato l'uso di Ginkgo quando si stiano assumendo
farmaci anticoagulanti o farmaci antiaggreganti piastrinici; è controindicato
anche durante la gravidanza e l'allattamento.
La Rodiola (Rhodiola rosea) è una pianta xerofila
appartenente alla famiglia delle Crassulacee e deve il suo nome al
fatto che i fiori, di colore giallo, emettono un profumo simile a
quello della rosa. Cresce spontanea nelle regioni ai limiti del circolo
polare artico, in Scandinavia, Lapponia, Alaska, Siberia, e nelle
montagne del Tibet ad altitudini di 3500-5000 metri. E' possibile
trovarla anche nelle Alpi e nei Pirenei. La parte di pianta che contiene
principi attivi è la radice, che contiene sostanze di vario tipo,
di cui il più importante è il salidroside. La pianta è conosciuta
fin dai tempi della dinastia Ming (700 a.C.) e usata nella medicina
tradizionale cinese da oltre 2500 anni per aumentare la resistenza
alla fatica e alle malattie, per facilitare l'adattamento all'elevata
altitudine e alle basse temperature ambientali, e per stimolare la
forza e l'energia vitale. Studi recenti hanno sostanzialmente confermato
l'attività adattogena della Rodiola, dimostratasi utile per accrescere
la resistenza dell'organismo agli stress di varia natura e in grado
di migliorare il tono dell'umore e la lucidità mentale. Viene anche
descritta in letteratura un'azione antiossidante, e un'efficace attività
antiaritmica sul cuore e un certo effetto regolarizzante sulla pressione.
La somministrazione di Rodiola quindi ha mostrato di esercitare effetti
benefici sullo stress, derivante da un'attività intellettuale particolarmente
intensa: si è ottenuto un miglioramento della concentrazione, dell'attenzione
e della memoria, con riduzione dell'affaticamento mentale. A differenza
di altri adattogeni come il Ginseng e l'Eleuterococco, la Rodiola
NON ha un'azione eccitante sul sistema nervoso, ma ha invece la capacità
di regolarizzare il tono dell'umore e migliorare la qualità del sonno,
per l'incremento indotto sui livelli di serotonina (un neurotrasmettitore
coinvolto in numerose funzioni fisiologiche, tra cui appunto la regolazione
del tono dell'umore).
La Schisandra,
pianta originaria della Cina e del Tibet, agisce come adattogeno in
condizioni di affaticamento fisico e mentale, ma anche come antiossidante
in caso di disturbi metabolici prevalentemente a carico del fegato,
con accumulo di cataboliti
e aumento degli eventi ossidativi che hanno come conseguenza una maggior
produzione di radicali
liberi. Si utilizza contro l'invecchiamento in generale, soprattutto
in caso di eccessivo dispendio di energie; può essere utilizzata a
tutte le età, anche da persone giovani sottoposte a stress fisici
o psichici.
Lo Ziziphus spinosa appartiene alla famiglia delle Ramnacee ed è originario
della Cina meridionale e dell'Asia centrale, ma da molto tempo è naturalizzato
nel bacino del mediterraneo, dove ormai cresce sia spontaneo che coltivato.
E' un arbusto spinoso alto fino a 7 metri, il cui frutto è una piccola
drupa di colore rosso marroncino. La droga
è costituita dai semi essiccati, che contengono principalmente flavonoidi.
Lo Ziziphus è la pianta calmante più conosciuta ed utilizzata dalla
medicina popolare cinese, che la definisce col nome di Suan Zao Ren.
E' considerata uno dei principali tonici cerebrali tradizionali cinesi,
e infatti ad essa vengono attribuite proprietà toniche, distensive,
miorilassanti
e "riequilibranti" della mente.
Per quanto riguarda il Ginseng,
l'Eleuterococco,
il The
verde, la Pappa Reale,
il Polline, la Passiflora
e la Melissa,
li abbiamo già ampiamente trattati in altri
articoli o nel nostro ricco erbario,
ai quali vi rimando per descrizioni e caratteristiche più dettagliate.
Sull'azione dello stress che riguarda gli apparati immunitario, gastrointestinale
e cardiocircolatorio, invece, ci soffermeremo in futuro.
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