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Dalla Newsletter
del Marzo 2003
I DISTURBI DELLE VIE URINARIE: I CALCOLI
Si definisce "calcolo" qualunque concrezione calcarea formata da
sostanze organiche od inorganiche, che prende talora origine nei serbatoi
o nei canali escretori di alcuni organi. In questa sede ci riferiamo
in particolare ai calcoli renali (litiasi renale), che si formano
nel cosiddetto bacinetto renale, ma che talvolta imboccano le vie
escretrici urinarie e, se si è fortunati, vengono espulsi naturalmente;
talvolta invece si incastrano nei dotti escretori, gli ureteri, che
collegano i reni alla vescica, provocando una colica
renale, evento piuttosto doloroso che spesso è il primo segnale
della presenza di calcoli renali, di cui non ci si era mai accorti.
Il nome "calcolo" deriva dal latino "calculus = sassolino", mentre
il nome litiasi deriva dal greco "litos = pietra", ed alludono entrambi
all'aspetto e alla composizione di queste formazioni. La dimensione
dei calcoli renali può essere la più varia: le concrezioni più minute,
della dimensione di una capocchia di spillo, vengono chiamate renella,
e in questo caso si dice che siamo in presenza di sabbia urinaria;
le concrezioni più voluminose si designano col nome di microcalcoli
o calcoli, secondo le loro dimensioni. Quando i calcoli arrivano ad
occupare tutto lo spazio del bacinetto renale, assumono una forma
ramificata insinuandosi in tutte le cavità disponibili, riproducendo
la forma del bacinetto renale stesso: questi vengono definiti "calcoli
a stampo" e sono i più problematici, perché sono quasi sempre silenti
e ci si accorge della loro presenza in modo fortuito, quando sono
ormai molto grandi, per cui l'unica cura è in genere solo quella chirurgica.
La composizione chimica dei calcoli renali può essere varia, infatti
possono essere formati da diverse sostanze come fosfati, ossalati,
urati, ecc. Una volta che i calcoli si sono formati, la loro eliminazione
può essere effettuata con diverse tecniche, sia invasive che non invasive,
come ad esempio la litotrissia, cioè la frantumazione dei calcoli
ancora nella loro sede di formazione, ottenendo dei frammenti che
poi possono venir eliminati per vie naturali.
Questa breve trattazione vuole avere solo un carattere generale e
sviluppare l'argomento a grandi linee: lasciamo al medico tutte le
valutazioni del caso, sia sulla diagnosi che sulla terapia dei calcoli
renali! Naturalmente la strategia migliore è sempre la prevenzione,
e anche nel caso dei calcoli renali la natura può darci un aiuto per
combattere questo disturbo, che può essere pericoloso per la salute
e il buon funzionamento dei reni.
Innanzitutto è necessario realizzare un'abbondante diuresi,
assumendo liquidi in buona quantità quotidianamente, in modo da ridurre,
per diluizione, la concentrazione dei sali contenuti nell'urina; essi
infatti, se troppo concentrati, precipitano sotto forma di urati,
ossalati, fosfati, eccetera. Parallelamente è necessario accrescerne
l'eliminazione, e a questo scopo si possono utilizzare diverse piante
officinali. Esistono infatti numerose piante, la cui azione favorisce
l'eliminazione delle sostanze che, se si depositano all'interno dei
reni, possono dare origine ai calcoli, come la Parietaria,
il Rusco,
il Sambuco, l'Ortica,
la Betulla,
il Mais,
L'Alchechengi, il Frassino, l'Olmaria,
il Mirtillo...
ma l'elenco potrebbe continuare!
La Parietaria,
chiamata "muraiola" perché cresce sui muri, specie sui ruderi, o anche
erba vetriola o spaccapietre, perché un tempo la si usava per rimuovere
le incrostazioni dalle bottiglie, possiede proprietà depurative,
diuretiche,
emollienti, rinfrescanti. E' indicata per prevenire e combattere i
calcoli renali e vescicali; per cistite ricorrente (anche associata
a Equiseto,
barbe di Mais e Uva
ursina), edemi.
Il Rusco,
chiamato anche Pungitopo per via dei suoi apici pungenti, vive in
Italia nel sottobosco, dove le sue belle bacche rosse sono molto caratteristiche.
Le proprietà del Rusco sono diverse: esso è infatti un ottimo diuretico,
eliminatore dei cloruri, antiedemigeno,
vasoprotettore e vasocostrittore
del sistema venoso. E' quindi indicato in caso di nefrite e litiasi
urinaria, gotta,
e inoltre per reumatismo articolare, insufficienza venosa, varici,
emorroidi, edemi
agli arti inferiori.
Il Sambuco, Sambucus nigra, di cui si utilizza la corteccia come diuretico,
eliminatore dei cloruri, in caso di litiasi urinaria, nefriti, reumatismo,
gotta,
ritenzione idrica, è un bell'arbusto o piccolo albero dai fiori raccolti
in belle infiorescenze, anch'essi utilizzati per le loro proprietà
diuretiche
e diaforetiche.
L'Ortica,
nelle due specie Urtica dioica e Urtica urens, piante assai diffuse
e ben note a tutti, ha proprietà diuretiche
e favorisce l'eliminazione dei cloruri e dell'acido urico, quindi
molto indicata per prevenire i calcoli renali, la gotta,
il reumatismo gottoso.
La Betulla
è un bell'albero slanciato che può raggiungere i 30 metri di altezza;
il suo habitat preferito è quello delle zone montane. Di essa vengono
utilizzate le foglie e la linfa per l'azione diuretica,
depurativa,
che facilita l'eliminazione dell'urea e dell'acido urico, quindi il
suo uso costituisce un'ottima prevenzione contro l'iperuricemia,
l'iperazotemia,
la litiasi renale, gli edemi.
L'Olmaria
(Spiraea ulmaria o Filipendula ulmaria), viene utilizzata per la sua
capacità di potente eliminatore dell'urea, acido urico e cloruri,
ma è anche febbrifuga, sudorifera e antireumatica. E' detta Olmaria
per le sue foglie simili a quelle dell'Olmo. Voglio ricordare, a titolo
di curiosità, che l'Olmaria è considerata l'aspirina vegetale, in
quanto contiene salicilati: si deve in fatti al nome latino Spiraea,
il nome dato all'aspirina stessa, sintetizzata chimicamente dopo la
scoperta dei salicilati vegetali (il nome salicilato inoltre deriva
da Salice).
Il Mais,
pianta ben nota perché usata nell'alimentazione, di cui si utilizzano
a scopo salutistico gli stili dei fiori, è utilizzata per le sue proprietà
diuretiche
e come eliminatore degli acidi urici e dei fosfati; è anche sedativo
della sintomatologia dolorosa nelle affezioni delle vie urinarie,
quindi è consigliabile come coadiuvante contro la litiasi urinaria
(urica, ossalica e fosfatica), cistiti, nefriti, albuminuria,
gotta.
L'Alchechengi, Physalis alchechengi, è una pianta erbacea dai frutti
ovoidali varianti dall'arancio al rosso scarlatto, avvolti da una
vescicola molto caratteristica la cui forma ricorda una "lanterna
giapponese". E' un ottimo diuretico,
eliminatore dell'acido urico, quindi indicato per litiasi urinaria
urica e ossalica.
Il Frassino, Fraxinus excelsior, è un albero diffuso in tutta Europa,
nei boschi freschi sulle rive dei fiumi e dei ruscelli. Le sue foglie
hanno proprietà diuretiche,
che si manifestano soprattutto su reni che abbiano problemi, mentre
su quelli sani l'attività è minore, come accade spesso con le piante
officinali. E' un potente eliminatore dell'acido urico, molto indicato
in caso di litiasi renale, reumatismo articolare, gotta,
reumatismo gottoso.
Il Mirtillo,
detto anche Mirtillo nero dal colore dei suoi frutti, è un piccolo
arbusto che cresce in tutta Europa; in Italia è diffuso nelle zone
montane e submontane, nei sottoboschi e nelle brughiere delle Alpi
e dell'Appennino. L'azione delle sue foglie è diuretica,
uricolitica,
antisettica
delle vie urinarie, quindi può essere utilizzato come coadiuvante
in caso di infiammazioni delle vie urinarie, cistiti, uretriti, nefriti,
iperuricemia,
gotta,
oltre che come ipoglicemizzante.
Come si vede, la Natura è ricca anche in questo caso di piante benefiche;
quelle appena descritte, fra le tante che potevamo scegliere, sono
le più usate e collaudate.
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