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Articolo tratto dalla Newsletter del
Dicembre 2002
L'ALOE VERA
L'Aloe Vera è
conosciuta da millenni per le sue proprietà medicinali.
Essa, infatti, è citata nell'Antico Testamento, nei
Vangeli e in documenti antichissimi che tramandano l'uso
dell'Aloe presso gli Egizi, i Cinesi, gli Indiani e i
popoli Arabi.
Il documento più antico in cui si fa riferimento
all'Aloe vera pare sia il Papiro di Ebers (circa 1500
a.C.), che è attualmente conservato all'Università di
Lipsia, nel quale sono elencate le proprietà salutari
della linfa di questa pianta, così come veniva
utilizzata nell'antico Egitto ove, tra l'altro, entrava
nella formulazione dei preparati adoperati per il
processo di imbalsamazione.
Persino Ippocrate (460-337 a.C.), forse il maggiore
medico dell'antichità, fondatore di una scuola medica
che tramandò i suoi insegnamenti in una collezione di
oltre 60 libri, cita ripetutamente l'uso dell'Aloe nei
suoi trattati, decantandone le proprietà
antinfiammatorie, rigeneranti, disinfettanti,
antiscottature.
Dioscoride, medico greco (20-70 d.C.), autore del più
antico trattato di farmacologia a noi pervenuto, il
"De materia medica" nel quale parla
diffusamente delle erbe officinali, descrisse ampiamente
i benefici effetti di questa pianta per la guarigione di
piaghe, cicatrizzazione di ferite, protezione e sollievo
contro scottature, pruriti e infiammazioni cutanee.
Durante il Medio Evo e il Rinascimento l'uso medicinale
dell'Aloe si diffuse in Europa, e il suo uso a scopo
curativo venne introdotto anche nel Nuovo Mondo, forse
per opera dei missionari spagnoli. Da quel momento la
coltivazione della pianta si diffuse dapprima nei Caraibi
e successivamente in Messico e Sud america.
E' notevole il fatto che
gli usi antichi di questa pianta sono gli stessi di oggi:
tutti gli studi e le ricerche moderne non hanno fatto
altro che confermare la validità di quello che più di
mille anni fa già si metteva in pratica.
Il fatto che l'uso dell'Aloe Vera non si sia diffuso come
era lecito aspettarsi, è dipeso dal fatto che non si
conoscevano adeguati sistemi per una razionale e sicura
conservazione dell'estratto della pianta, problema che
oggi è stato superato.
L'Aloe è una pianta grassa dalle foglie succulente, il
cui nome deriva forse dal termine greco
"als-alòs", che vuol dire sale, ma anche mare,
forse a significare che il suo habitat è proprio vicino
al mare; mentre un'altra derivazione attendibile sembra
essere quella che la fa discendere dal vocabolo arabo
"alua", che vuol dire amaro, come in effetti è
amaro il succo completo della pianta.
Sotto il nome di Aloe sono elencate numerose specie di
questo genere di piante (circa 250) che appartengono al
genere delle Liliacee, ma la specie oggetto di questa
trattazione è solo l'Aloe Vera, intendendo con questa
definizione l'Aloe barbadensis Miller.
L'habitat di questa pianta è molto vario, infatti
comprende sia il bacino del Mediterraneo, sia i paesi
orientali quali Africa orientale, India, isole
dell'oceano Indiano, ma anche il continente Americano,
dal Texas al Messico fino al Venezuela, e anche
l'Oceania.
La pianta cresce spontanea su terreni secchi e calcarei,
ma si può anche coltivare, sia per seme che per talea.
Dalle foglie della pianta
di Aloe Vera si estrae, con lavoro manuale, un succo
denso, concentrato, gelificato, ottenuto eliminando
attentamente la parte più esterna della foglia, che è
ricoperta da piccole ghiandole contenenti antrachinoni,
sostanze dall'azione lassativa o purgativa, secondo il
dosaggio, azione che non sempre è desiderata. Una volta
privata di questa parte, della foglia rimane la parte
centrale quasi bianca, traslucida, che viene macinata e
centrifugata per eliminare le fibre: in questo modo si
recuperano in maniera integrale tutte le molecole di
interesse fitoterapico in essa contenute, pare oltre 200,
in grado di esplicare molteplici attività di carattere
biologico.
La lavorazione delle foglie
va effettuata nel più breve tempo possibile, poiché la
conservazione causa un decadimento delle sue proprietà,
tanto più marcata quanto più le foglie restano
immagazzinate dopo il taglio. Le perdite di proprietà
sembrano essere il risultato di attività enzimatiche che
avvengono dopo che la foglia è stata rimossa dalla
pianta, quindi è necessario procedere subito alla
stabilizzazione del gel, una volta che venga estratto
dalle foglie.
E' dunque molto importante scegliere prodotti di alta
qualità, che garantiscano un elevato standard di
produzione, oltre ad una materia prima coltivata
biologicamente.
Ma veniamo alle numerose proprietà del succo puro di
Aloe Vera: assunto per via interna complessivamente esso
depura l'organismo sia dalle tossine esogene, provenienti
quindi dall'esterno, introdotte per via orale o
respiratoria, che da quelle endogene, prodotte quindi
direttamente dalle nostre cellule, come i cataboliti,
aiutando così l'azione depurativa del fegato, dei reni e
del sistema linfatico.
Inoltre stimola e riequilibra il sistema immunitario,
aumentando le difese dell'organismo; è di aiuto nei
problemi ossei e articolari, come l'artrite; svolge una
marcata azione eupeptica, colagoga, antinfiammatoria
sull'apparato digerente, con effetto cicatrizzante,
riepitelizzante, riequilibrante del pH e della flora
batterica gastrointestinale.
Il succo puro di Aloe Vera è perciò utile in caso di
disturbi gastrici quali gastrite e ulcera, colite e colon
irritabile, emorroidi, ma anche reumatismi; la grande
ricchezza di vitamine, minerali e aminoacidi fa del succo
di Aloe Vera un ottimo antiossidante, nutriente e
tonificante cellulare.
Per uso esterno il gel di Aloe Vera è largamente
conosciuto per le sue proprietà antinfiammatorie,
lenitive, calmanti, idratanti, anestetiche, rinfrescanti,
cicatrizzanti, antibiotiche, quindi il suo uso è ideale
in caso di pelle secca e danneggiata, mani screpolate,
irritazioni della pelle e ustioni, scottature solari,
punture di insetti, prurito, abrasioni e dermatiti,
lesioni ulcerative, piaghe, pustole della varicella
pruriginose, nonché trattamenti pre-solari e doposole.
Comunemente si crede che il marcato effetto emolliente e
risanante dell'Aloe vera gel sia da ascrivere alla
presenza in esso di polisaccaridi, ma queste sostanze, da
sole, non spiegano i numerosi effetti benefici di questo
gel, per cui è lecito affermare che le sue numerose
proprietà siano il frutto di un sinergico effetto di
questi composti con le altre numerose sostanze presenti;
il significato stesso di sinergia ci dà la spiegazione:
il termine deriva dalle parole greche sin=insieme ed
érgon=opera, che sta proprio ad indicare un'azione
correlata a più strutture, la somma, il potenziamento di
un'azione dovuta ad elementi che lavorano
"insieme", come avviene nell'estratto vegetale
integrale, 'in toto', che è sempre più attivo dei
principi attivi isolati, anche se usati
contemporaneamente.
Questo dimostra ancora una volta, ma forse non ce n'era
bisogno, che l'uomo non è ancora riuscito a copiare la
Natura!
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