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Dalla Newsletter
del Novembre 2002
LE PIANTE STIMOLANTI PER LE DIFESE IMMUNITARIE
L'argomento che mi accingo a trattare è sicuramente
molto complesso; tuttavia cercherò di essere chiara e
concisa, senza addentrarmi in una trattazione troppo
approfondita, ma esaminando i concetti basilari che
servono come premessa agli argomenti successivi.
Soltanto di recente si è compreso appieno il reale
significato e la grande importanza del Sistema
Immunitario; la scienza che studia l'Immunologia,
infatti, è giovanissima, pur essendo il Sistema
Immunitario deputato specificatamente all'organizzazione
delle difese di ogni organismo, sia verso l'interno
dell'organismo stesso, sia verso l'ambiente esterno.
Al Sistema Immunitario non spetta soltanto il compito di
proteggere e curare l'organismo dagli attacchi di virus,
funghi e batteri, ma anche quello di distruggere ed
eliminare tutte le sostanze nocive inclusi i
"rifiuti" prodotti in continuazione dal nostro
corpo: cellule morte, cellule tumorali, sostanze tossiche
o comunque estranee.
Esso è un sistema di grande complessità che gli
scienziati cercano di comprendere in tutte le sue
sfumature, data la sua grande importanza nella ricerca
dell'omeostasi,
fondamentale per qualunque organismo.
L'identità immunologica di ogni singolo organismo viene
"stampata" dal sistema immunitario ed è
deputata a preservare l'integrità delle sue cellule, in
ogni istante, difendendole da attacchi ed alterazioni sia
esogene, come ad esempio infezioni batteriche, fungine,
virali, sia endogene, come le degenerazioni neoplastiche.
Il sistema immunitario è costituito da circa un miliardo
di cellule che si rinnovano continuamente e a ritmo
frenetico: in un organismo normale in un minuto nascono e
muoiono circa dieci milioni di cellule immunocompetenti,
cellule che prendono il nome di Leucociti, o più
comunemente di Globuli Bianchi.
Tutte le cellule immunocompetenti cooperano per la difesa
dell'organismo, e la loro rapidità di azione verso
"ospiti" indesiderati è alla base dei
meccanismi di difesa, che implicano il mettere in
funzione sistemi diversi, la cui attivazione rende
possibile le interazioni successive e la loro
prosecuzione.
Tuttavia l'intreccio di queste azioni è così complicato
e delicato, che la possibilità che venga in qualche modo
alterato sono tantissime: basti pensare all'uso di
farmaci particolari, all'esposizione a metalli, alle
ricorrenti infezioni o malattie debilitanti, allo stesso
invecchiamento cellulare.
Oggi è una certezza l'esistenza di una stretta relazione
tra la funzione immunitaria ed il sistema nervoso
centrale e le ghiandole
endocrine; questo ci fa capire quanto sia complessa
l'organizzazione immunitaria dell'organismo, e ci fa
intuire come qualsiasi alterazione di questa
organizzazione possa portare a uno squilibrio della
reazione immunitaria stessa.
Ogni individuo è dunque caratterizzato da una precisa
situazione neuro-immuno-endocrina e ogni intervento atto
a modulare questo meccanismo, può dare risultati diversi
a seconda delle condizioni del soggetto stesso.
Ci può essere infatti una coincidenza di circostanze
sfavorevoli e spesso concomitanti, che giocano un ruolo
rilevante nel predisporci alle infezioni come ad esempio
un'alimentazione squilibrata, la fatica, lo stress
eccessivo, i disturbi della psiche, eccetera.
Si può quindi affermare che un individuo può essere
più o meno vulnerabile nei confronti dei germi patogeni,
in relazione al suo stato di benessere psico-fisico,
mentre le persone che hanno rinforzato le difese
immunitarie autogene dell'organismo, mostrano
un'aumentata resistenza alle infezioni.
Qualsiasi intervento sul sistema immunitario, posto in
essere per esaltare e/o modificarne una o più funzioni,
costituisce un'azione immunomodulante.
L'impiego di piante capaci di regolare il metabolismo e
il sistema immunitario può vantaggiosamente precedere (e
si effettua così una prevenzione), ma anche affiancare,
le terapie convenzionali, data la bassa tossicità dei
trattamenti naturali.
Nella scelta di utilizzare piante medicinali per
esercitare un'azione immunomodulante su un organismo,
gioca il vantaggio che, nel caso del fitoterapico, ad
agire non è una molecola singola, ma il fitocomplesso
della pianta (o delle piante), che riesce ad esplicare la
sua azione sui molti bersagli che attuano l'omeostasi del
sistema immunitario. Infatti all'interno di estratti
titolati standardizzati di piante ad azione
immunomodulatrice, coesistono più molecole che possono
possedere le stesse finalità, e quindi costituiscono un
vero "pool" attivo di sostanze capace di
risposte importanti, come confermato da numerose
sperimentazioni.
E' quindi essenziale usare sempre prodotti che contengano
estratti controllati nel contenuto di principi attivi,
oltre che naturalmente nei processi microbiologici e
negli eventuali effetti tossici.
Le piante medicinali maggiormente utilizzate come
immunostimolanti sono diverse, ma fra queste meritano
senz'altro una menzione particolare l'Uncaria,
l'Eleuterococco, la Curcuma, l'Astragalo, la Schisandra e
infine, ma non ultima per importanza, l'Echinacea, oltre
ad altre sostanze naturali quali la Pappa Reale,
la Propoli,
la Vitamina C e i Lactobacilli o Fermenti Lattici.
L'Uncaria è un
arbusto rampicante che cresce spontanea nelle foreste
Amazzoniche, dove è conosciuta come "Uña de
Gato" (unghia di gatto).
Dell'Uncaria vengono utilizzate le foglie per infuso, ma
soprattutto la corteccia per decotti, dai
"Curanderos" brasiliani e peruviani nella
prevenzione e cura di malattie reumatiche infiammatorie e
di malattie allergiche, nelle infiammazione delle prime
vie digestive (gastriti e ulcere) e nella patologia
degenerativa di tipo neoplastico.
Da recenti studi effettuati da ricercatori europei, oggi
il bagaglio di conoscenze riguardanti questa pianta le
riconosce proprietà antinfiammatorie, antivirali,
antimutagene e immunostimolanti.
L'Uncaria ha una composizione chimica abbastanza
complessa e i suoi numerosi componenti esplicano le
diverse azioni riconosciutele, ma gli studi condotti
confermano la superiorità degli estratti di pianta
intera, rispetto alle frazioni singole purificate, quindi
è preferibile usare la pianta "in toto", nella
forma estrattiva titolata e standardizzata, anche in
considerazione dell'ampia variabilità botanica e
stagionale di questa pianta.
Alla luce di questi studi quindi l'Uncaria trova
indicazione come coadiuvante nelle malattie infiammatorie
croniche, nelle deficienze immunitarie e nelle infezioni
virali, quali raffreddori, influenza, reumatismi, ecc.
La Curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberacee ed
è apprezzata nei secoli in cucina come aromatizzante e
stimolante della digestione.
Nonostante la medicina popolare e la tradizione
erboristica occidentale conoscano ed utilizzino il rizoma
di questa pianta come coleretico
e colagogo,
in realtà le proprietà farmacologiche di questa pianta,
da attribuire essenzialmente alla curcumina, sono
soprattutto la sua attività antinfiammatoria, quella antiossidante
e quella immunostimolante.
L'Astragalo è una pianta che proviene dalla medicina
tradizionale cinese, utilizzata nel trattamento del
raffreddore comune.
In realtà si tratta di una pianta molto promettente per
contrastare le malattie infettive, soprattutto virali in
particolare, quali raffreddore comune e sindrome
influenzale.
Dell'Astragalo si utilizzano le radici ricche in
saponine, flavonoidi
e polisaccaridi, ma è proprio la frazione
polisaccaridica ad esercitare una specifica attività
immunostimolante.
L'Eleuterococco
è una pianta ritenuta tradizionalmente adattogena,
poiché aumenta la resistenza agli stress psico-fisici,
migliorando le capacità dell'individuo per quanto
riguarda le prestazioni atletiche.
Presenta anche un effetto antiastenico utile nelle
convalescenze e nelle malattie infettive, ed aumenta le
difese immunitarie in quanto stimola la risposta
anticorpale e aumenta la fagocitosi
da parte dei globuli bianchi.
Va usata con cautela nei soggetti con grave ipertensione,
quando non siano sottoposti a trattamento
antiipertensivo, mentre è consigliato a chi ha bassi
valori di pressione sanguigna.
La Schisandra fa
parte anch'essa del grande gruppo di piante adattogene;
è originaria delle regioni orientali e si utilizza
l'estratto dei suoi frutti.
Negli ultimi vent'anni gli studi su questa pianta ne
hanno messo in evidenza le proprietà antistress, ma essa
si è rivelata anche un ottimo antiossidante, un
normalizzante della pressione sanguigna troppo bassa
(senza alterare quella normale o alta), oltre che un
fattore di resistenza alle infezioni virali.
L'Echinacea è
una pianta molto nota, da tempi remoti, agli indiani
d'America.
Essa infatti è originaria delle praterie del Nord
America ed è stata scoperta dai coloni europei che ne
osservarono l'uso fra le tribù indiane. Queste la
utilizzavano sia per guarire dai morsi dei serpenti ed
insetti velenosi, che per combattere la tosse, i
raffreddori e tutti i sintomi legati agli agenti esterni
della stagione invernale.
L'estratto titolato e standardizzato della sua radice è
ricavato da due diverse varietà: l'Echinacea
angustifolia e l'Echinacea purpurea, e garantisce i
livelli più elevati di principi attivi, in modo da
assicurare i massimi risultati in termini benefici.
L'Echinacea ha quindi un'attività immunostimolante, batteriostatica,
oltre ad un'azione antinfiammatoria e cicatrizzante; per
uso esterno è anche riepitelizzante
e normalizzante della cute. Queste proprietà ne fanno un
ottimo coadiuvante nella prevenzione della sindrome
influenzale, delle malattie da raffreddamento e di altre
patologie su base infettiva, stati di debilitazione in
corso di convalescenza da malattia cronica. Per uso
esterno è indicata per dermatosi,
acne, couperose.
L'uso della Vitamina C per aumentare le difese
immunitarie è ormai noto, così come quello della Pappa
Reale, che agisce anche come ricostituente e stimolante
dell'appetito, proprietà che viene sfruttata
specialmente per bambini, anziani, convalescenti,
individui sottopeso, eccetera.
Le piante più ricche in vitamina C sono l'Acerola e la Rosa canina,
oltre ai frutti tradizionalmente usati come alimento alle
nostre latitudini, come gli Agrumi e, da qualche tempo, i
Kiwi.
Anche i Fermenti Lattici, o Lactobacilli, agendo da
competitori verso i germi patogeni e inibendo la loro
adesione alle mucose, nonché stimolando l'attività dei
macrofagi (cellule capaci di inglobare gli agenti
estranei, potenzialmente tossici, e di digerirli)
contribuiscono ad aumentare le difese dell'organismo,
soprattutto a livello intestinale e genito-urinario.
La Propoli poi ha una duplice funzione: batteriostatica
e battericida,
attività ulteriormente potenziate dall'aumento delle
capacità di difesa dell'organismo contro Virus e
Batteri, stimolate dalla Propoli stessa: la sua azione
immunostimolante fa crescere la resistenza
dell'organismo, favorendo, grazie ai flavonoidi presenti
in essa, la sintesi degli anticorpi e l'attività dei
macrofagi, in grado d'inglobare l'agente patogeno
estraneo e di digerirlo. La sua capacità di stimolare le
difese immunitarie generali aiuta a prevenire le malattie
da raffreddamento, quali raffreddore, influenza,
tonsilliti.
La Propoli possiede anche proprietà antimicotiche
ed è praticamente priva di effetti collaterali. Solo
raramente ha dato luogo a fenomeni di tipo allergico, non
gravi e che cessano alla sospensione del trattamento,
imputabili però soprattutto alla qualità scadente e non
purificata dai pollini, del prodotto adoperato; quindi è
importante sempre utilizzare prodotti di qualità elevata
e garantita, oltre che titolati e standardizzati.
Non avevamo alcun dubbio che, anche in questo caso, la
Natura potesse venirci in aiuto!
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