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Dalla Newsletter
del Giugno 2002
LA COLORAZIONE DEI CAPELLI CON LE PIANTE: L'HENNE'
La colorazione dei capelli è diventata un momento
importante nella vita di tutti i giorni per un numero
sempre più grande di persone.
Se anni fa erano solo alcune signore a sottoporsi a
questo trattamento cosmetico, oggi molte persone cambiano
il proprio colore di capelli, più o meno frequentemente,
senza limiti di sesso o di età. Questo fatto ha
importanti implicazioni sociali, che coinvolgono il
bisogno di sembrare sempre più giovani e in forma, ma
soprattutto la necessità di essere integrati nella
società, di piacere agli altri, di far parte del
"gruppo".
In risposta a tale tendenza l'offerta di tinture per
capelli sul mercato è sempre più ampia; inoltre i
prodotti più utilizzati, sia in casa che dal
parrucchiere, sono quelli formulati con coloranti di
sintesi che permettono di ottenere, nella quasi totalità
dei casi, dei buoni risultati ma che tuttavia alterano la
struttura naturale del capello (come si vede dalle figure
seguenti, che rappresentano un capello sano e dei capelli
rovinati a causa di trattamenti di permanente e
colorazione).
In conseguenza di questo
inconveniente, si sta registrando un fenomeno non
trascurabile e in continuo aumento, e cioè la richiesta
da parte dei consumatori di prodotti cosmetici in
generale, ma anche di tinture per capelli in particolare,
sempre più naturali, e soprattutto più vegetali.
In quest'ottica suscitano sempre maggior interesse i
coloranti presenti nelle piante, poiché possono essere
usati con tranquillità, non avendo mai dato origine a
sospetti di tossicità.
Le piante
tradizionalmente indicate dalla letteratura erboristica
per la cura e la colorazione dei capelli sono diverse, ma
quella di gran lunga più utilizzata è senza dubbio
l'Hennè; infatti il consumo di Hennè in Italia, ma
anche nel resto del mondo, rappresenta una quota
considerevole dell'universo delle tinture per capelli: in
un anno nel nostro paese si utilizzano circa 30
tonnellate di Hennè!
L'Hennè, il cui nome botanico è Lawsonia inermis, deve
questo nome al medico inglese John Lawson che, nel 1709,
descrisse in maniera particolareggiata questa pianta in
un libro pubblicato a Londra, mentre il termine inermis
si riferisce al fatto che spesso la pianta è priva di
spine. Un sinonimo è Lawsonia alba, che fa invece
riferimento al colore bianco-rosato dei fiori.
La Lawsonia, originaria delle regioni calde subtropicali
e degli altipiani dell'Africa centro-orientale, è
coltivata però soprattutto in India, Tunisia, Egitto,
Sudan, Arabia, Iran, Cina ed anche in Florida.
La pianta può sopravvivere per oltre 100 anni!
Il suo uso è molto antico: perfino nelle tombe dei
faraoni egizi sono state ritrovate polveri ricavate dalle
sue foglie e mummie con le unghie colorate con Hennè.
Oggi le foglie di Lawsonia, seccate e polverizzate, sono
utilizzate in cosmesi, in medicina ed anche nelle
cerimonie religiose musulmane.
Viene infatti utilizzata, in diverse circostanze, per
decorare le ragazze con disegni rituali e propiziatori
delle mani e dei piedi; viene donato da parenti e amici
alla nascita di un bambino, che poi verrà anch'egli
dipinto e decorato sempre su mani e piedi; viene portato
in dono anche dal fidanzato alla promessa sposa, che lo
utilizzerà il giorno delle nozze per le sue decorazioni
rituali.
L'Hennè
entra a far parte della medicina tradizionale, specie nei
paesi di origine, come rimedio per una grande varietà di
disturbi. Ad esempio si utilizza l'estratto acquoso, di
colore giallo, aranciato o bruno, come colluttorio per
fare gargarismi e contro il mal di gola; poiché gli si
attribuiscono proprietà astringenti
e antimicotiche,
viene anche utilizzato contro infiammazioni ed eruzioni
della pelle, herpes, psoriasi,
foruncoli, scottature, ematomi, forfora, seborrea, ecc.
Viene anche utilizzato per uso interno, nonostante il suo
sapore molto amaro, sotto forma di estratto per
combattere l'emicrania, la calcolosi, l'ingrossamento
della milza, per le malattie dell'apparato digerente,
come antidissenteria, e inoltre come abortivo per le sue
proprietà oxitociche (proprietà, cioè, di suscitare
contrazioni uterine).
L'Hennè è stato adoperato con successo anche
nell'industria tessile per la colorazione di molte fibre;
il suo uso in combinazione con vari sali inorganici ha
permesso di ottenere una vasta gamma di colori, dal
marrone al grigio, oltre a quello rosso originale, colori
che diventano permanenti e resistenti al lavaggio col
sapone, al candeggio e alla luce del sole, se il filato
viene messo a bagno con una soluzione acida prima e dopo
la colorazione.
Ma l'Hennè è utilizzato in Italia e nel resto del mondo
soprattutto come tintura per capelli, in alternativa ai
coloranti di sintesi chimica.
Le foglie secche e polverizzate della Lawsonia vengono
stemperate in acqua calda, in modo da ottenere una
pappetta fluida che viene subito applicata sui capelli e
lasciata agire da 30 minuti a un'ora, o anche di più se
si vuole ottenere una colorazione più intensa, avendo
l'accortezza di avvolgere la testa con una cuffietta di
plastica o stagnola, per far sì che l'impacco non si
asciughi, ciò che impedirebbe all'Hennè di esplicare in
pieno la sua azione.
Questa preparazione può essere completata dall'aggiunta
di un cucchiaio di aceto o limone all'impasto, subito
prima dell'applicazione sui capelli, oppure da alcuni
cucchiai di yogurt bianco intero se i capelli sono
lunghi, ricciuti o secchi. Questa tecnica non è
condivisa da tutti gli erboristi, ma se consideriamo ciò
che abbiamo detto prima a proposito della tintura delle
stoffe, e cioè che la colorazione ottenuta con l'Hennè
diventa stabile se il tessuto viene immerso in soluzioni
acide, è abbastanza intuitivo capire che l'aggiunta di
aceto o yogurt, entrambi acidi, contribuisca a fissare
meglio la colorazione sul capello; in questo modo si
ottengono riflessi più duraturi e si evitano quelle
perdite di intensità della colorazione, che alcune
persone lamentano dopo qualche lavaggio.
La scelta fra aceto e limone, o yogurt dipende solo dal
tipo di capigliatura, e dal fatto che si sia in presenza
di cute grassa, nel qual caso è preferibile usare limone
o aceto, anche di mele, o di cute secca o capelli lunghi,
secchi o ricci, nel qual caso è preferibile lo yogurt,
che nutre e ammorbidisce i capelli, mitigando anche
l'azione leggermente dissecante dell'Hennè. In effetti
il lawsone, che è il principio colorante più importante
dell'Hennè, in ambiente leggermente acido favorisce il
legame fra la fibra dei capelli e la tintura, rendendo
quindi la colorazione più veloce e duratura. La
colorazione diventa anche più scura allungando il tempo
di contatto con le molecole coloranti, poiché una
maggior quantità di esse riesce a legarsi alla struttura
dei capelli.
L'Hennè, al contrario delle tinture chimiche, non
penetra all'interno del capello, ma si deposita e lega
sulle squame della sua cuticola; si ha così un effetto
"sostantivante", cioè il diametro del capello
aumenta leggermente, e la capigliatura diventa più
voluminosa e resistente agli agenti esterni, oltre che
più luminosa e dall'aspetto "sano".
In tutti i casi, dopo l'applicazione dell'Hennè è
necessario un accurato risciacquo e uno shampoo, per
eliminare tutti i residui della polvere di Hennè.
Inoltre è necessario proteggere le mani con guanti di
gomma, per evitare che anch'esse si colorino, poiché la
pelle contiene una sostanza, la cheratina, che è la
stessa che troviamo nella struttura del capello.
L'Hennè dona riflessi rosso-ramati ai capelli castani o
bruni, rosso-rame intenso ai capelli biondo-scuro,
rosso-carota ai capelli biondo-chiaro; è sconsigliato
per i capelli ossigenati o bianchi, ai quali dà una
colorazione rosso-carota violenta, veramente eccessiva e
non gradevole. In realtà la colorazione è sempre la
stessa; le differenze che appaiono sono dovute
esclusivamente al colore di fondo dei capelli, sui quali
è applicato.
Si possono ottenere delle variazioni a quanto appena
detto, miscelando l'Hennè con altre piante tintorie,
come il mallo di noce e il cosiddetto Hennè nero
(Indigofera tinctoria species), ed altre piante che
rendono i riflessi rossi più tendenti al mogano, al
castano, al nero, al biondo, ma questo effetto è poco
duraturo perché il colore dato da queste piante è molto
più leggero dell'Hennè e viene perso con alcuni
lavaggi, quindi l'applicazione va ripetuta spesso,
all'incirca ogni 10-15 giorni, a seconda della frequenza
degli shampoo. Per il colore biondo in particolare, il
cosiddetto hennè biondo serve solo a dare riflessi
dorati e luminosi a capelli già chiari, ma non ha nessun
potere schiarente su capelli castani.
Aggiungere una piccola quantità di polvere di Tè nero,
o il suo infuso concentrato, alla miscela da applicare
sui capelli, non modifica di molto l'intensità del
colore, ma ne rende il riflesso un po' più brillante.
Spesso alla polvere di foglie di Hennè viene addizionato
un colorante sintetico, il picramato di sodio, che
permette di raggiungere tonalità di rosso più o meno
accese a seconda della concentrazione (generalmente fra
il 2-3%), impossibili da raggiungere con la Lawsonia tal
quale; si ottiene così l'Hennè
"superrenforçè" dei prodotti francesi.
E' possibile ottenere comunque colorazioni molto più
intense col solo Hennè, da effettuare solo su capelli
castani, sia chiari che scuri, allungando il tempo di
posa anche per tutta una notte, avvolgendo il capo con un
asciugamano, così come si usa fare ancora oggi nei paesi
arabi.
Chi ha la capigliatura con una piccola percentuale di
capelli bianchi, può utilizzare l'Hennè miscelato al
mallo di noce o all'Hennè nero (Indigofera sp.) in modo
da ottenere un colore non troppo aranciato sui capelli
bianchi, che assumeranno così una tonalità più calda
che simulerà la presenza di mèches ramate, con effetto
d'insieme abbastanza gradevole (ricordando però di
effettuare applicazioni abbastanza ravvicinate, ogni
10-15 giorni circa).
L'uso dell'Hennè è raccomandato a chi ha la cute
grassa, forfora, capelli fragili, sottili, sfibrati,
opachi, con doppie punte, poiché riduce tutti questi
problemi e, con l'uso costante addirittura li elimina:
non per niente le donne orientali, che usano l'Hennè da
secoli, sono famose per i loro splendidi capelli.
Chi volesse invece sfruttare il potere
"curativo" dell'Hennè, ma non desidera
cambiare la propria colorazione, può utilizzare il
cosiddetto Hennè neutro (Cassia obovata), che migliora
la capigliatura e rinforza i capelli, senza alterarne il
colore.
Per concludere, l'utilizzo dei coloranti vegetali
permette di ottenere in molti casi dei riflessi di
notevole bellezza, ma spesso presenta dei limiti di
fronte alla eterogeneità di situazioni che si possono
presentare, come numerosi capelli bianchi, capelli
sottoposti a trattamenti di permanente, stiratura,
decolorazione e tintura (in questi casi si rischia
addirittura di ottenere tonalità di colore verdastre!).
C'è inoltre la difficoltà ad ottenere tonalità scure,
come nero e castano, che rende i coloranti vegetali in
particolar modo dipendenti dalla "base" su cui
vengono applicati.
Una soluzione interessante è quella di integrare la
capacità tintoria di alcune piante, tradizionalmente
usate, con quella dei coloranti moderni, in miscele
standardizzate in modo da avere ogni volta un prodotto
sicuro e controllato, anche per quanto riguarda le
capacità tintoria delle piante, che altrimenti
oscillerebbe notevolmente a seconda del luogo di origine
e della stagione di raccolta; questi fattori infatti
influenzano la percentuale di principi attivi coloranti
presenti nelle piante tintorie, essendo queste soggette
alle condizioni ambientali, che possono naturalmente
variare a seconda del clima, della stagione, della
temperatura e della natura del terreno.
In tal modo si riesce ad ottenere un risultato
soddisfacente anche in casa, in modo economico e
corrispondente alle attese.
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