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Oggi voglio parlarvi di un prodotto
naturale, usato in erboristeria a scopo salutistico e
cosmetico, che non appartiene al mondo vegetale, ma a
quello minerale: l'Argilla.
L'Argilla è sicuramente uno dei materiali più antichi
che l'uomo abbia mai usato; la ragione di questo sta nel
fatto che essa, impastata con acqua, manifesta
un'eccellente plasticità, caratteristica questa che ne
ha permesso l'uso fin dalla preistoria per forgiare vasi
e altre suppellettili per usi domestici, oltre a forme di
vario genere anche artistiche, come statuine ecc.
La plasticità dell'Argilla è quella proprietà che
permette di modellarla senza aggiunta di additivi con
funzione legante, oltre alla sola acqua.
Oltre all'uso ceramico che tutti i popoli ne hanno sempre
fatto, e che comunemente è più noto, si conosce
un'altro uso dell'Argilla, anch'esso molto antico, per
quanto riguarda l'impiego di questo minerale come
"medicina" nella cura di una lunga serie di
malattie e di disturbi. Fin dalla preistoria l'uomo,
infatti, si è servito della natura per mantenersi sano,
e fra le tante sostanze naturali che ha usato si annovera
l'Argilla. Si ritrovano nei testi più antichi menzioni
circa l'utilizzo della "terra" per uso interno
ed esterno; la "geofagia" (letteralmente:
mangiare la terra) era molto diffusa e ancora oggi
esistono popoli primitivi, presso i quali la
"geofagia" è una prassi comune in caso di
malattie. E' abbastanza noto d'altronde che i bambini,
quando hanno qualche carenza minerale, tendono a mangiare
la terra, o la sabbia, o l'intonaco dei muri, forse
perché in loro funziona ancora un certo istinto naturale
che li porta a ricercare le sostanze di cui hanno bisogno
(questo comportamento è definito dalla medicina
ufficiale "pica", che vuol dire gazza, forse
perché allude al comportamento di questo uccello che
prende tutto ciò che trova).
Gli Egiziani ad esempio usavano l'Argilla, assieme ad
altre sostanze come la Propoli, per mummificare i
cadaveri, ma anche per il trattamento estetico del viso e
dell'intero corpo.
Anche i Greci la usavano nel trattamento estetico
femminile, oltre che come medicamento e per sbiancare le
lane, e naturalmente per usi ceramici.
In seguito anche i Romani, oltre ad usare l'Argilla
nell'artigianato della ceramica, usavano la "terra
da follone" o "terra dei lavandai", la
quale altro non era che Argilla, anche a scopo estetico e
per trattamenti idrotermali. All'epoca di Plinio la
cosiddetta "Terra Sarda" era Argilla impiegata
per diversi scopi (in Sardegna effettivamente ci sono
ancora oggi grandi giacimenti di Argilla).
Nel 500 a.C. Erodoto divulgò l'uso dell'Argilla per
combattere una lunga serie di disturbi e persino nella
traduzione del Vangelo di San Giovanni troviamo scritto
che Gesù indicava ai sofferenti di immergere le loro
membra malate in quella fanghiglia scaldata dal sole che
si trovava lungo la riva del fiume, per esserne guariti.
Anche nel Medioevo, lungo le strade di Parigi, si
vendevano diversi tipi di Argilla.
Ma è solo più avanti, all'inizio del '900, che l'abate
Kneip divulgò l'uso dell'Argilla da un punto di vista
terapeutico.
Ma che cosa è esattamente l'Argilla? Essa è un
materiale inorganico appartenente all'idrosfera, e in
particolare al suolo terrestre, che presenta una sua
precisa struttura cristallina; questo particolare la
differenzia dai fanghi che invece sono sostanze amorfe,
le cui molecole cioè non hanno una precisa
organizzazione, e che sono derivati da una trasformazione
chimica e biochimica avvenuta su detriti organici di
origine vegetale o animale, per opera di agenti
atmosferici quali calore, pioggia, vento ecc., ma anche a
causa dell'attacco di microorganismi come batteri,
lieviti, muffe, ecc.
L'Argilla quindi presenta una struttura cristallina ben
definita che serve a classificare e a distinguere i vari
tipi di Argilla attraverso l'esame ai raggi X. Esiste,
infatti, una grande varietà di Argille; le più comuni
sono le Argille bianche, dette caoliniche (questo nome
deriva dalla collina cinese Kao lin, da cui venne
estratto per la prima volta questo minerale), le Argille
rosse, che hanno questo colore per la presenza di Ferro
in un particolare stato, e le Argille verdastre o
grigiastre, il cui colore è dato sempre dal Ferro ma in
uno stato chimicamente diverso. Di ciascuno di questi
tipi di Argilla esistono molte varietà ancora, che
dipendono dalla loro composizione mineralogica, sulla
quale non è il caso di soffermarsi; si può dire
soltanto che la classificazione delle Argille è stato un
problema di non facile soluzione, anche perché in natura
le Argille si trovano associate nei vari tipi e anche ad
altri minerali, e che tutte le Argille derivano dalle
cosiddette "rocce madri" che si sono
trasformate in Argilla sotto l'azione degli agenti
atmosferici (acqua, vento, calore).
I vari tipi di Argilla hanno una granulometria il cui
diametro è inferiore ai due micron (millesimi di
millimetro) ed hanno in comune le seguenti proprietà:
1) Si rigonfiano in acqua
2) Si trasformano in gelatina collosa (plasticità)
3) Sono detergenti
4) Assorbono i gas
5) Purificano le acque e i liquidi in genere
6) Sono impermeabili
7) Sono in grado di emulsionare varie sostanze eterogenee
8) Sono in grado di scambiare ioni
Quest'ultimo particolare differenzia nettamente le
Argille che hanno un potere terapeutico da quelle che ne
sono prive o quasi. Infatti, un'elevata Capacità di
Scambio Cationico (C.S.C.) sta a significare che
un'argilla è in grado di scambiare ioni e di assorbirne
altri, quindi è attiva; invece risulta meno attiva se ha
una bassa C.S.C.
Le Argille che presentano un'elevata C.S.C. sono le
Argille verdi, che hanno dimostrato già dai tempi
dell'abate Kneip di possedere notevoli proprietà per le
malattie della pelle e per altri disturbi.
Va precisato che l'Argilla verde usata a scopo
terapeutico e cosmetico, deve essere essiccata al sole e
non nel forno; quella che si utilizza per uso interno
deve essere esclusivamente Argilla Ventilata essiccata al
sole, cioè quella più purificata e priva di impurità e
a granulometria più fine, ciò che garantisce una
maggiore superficie di scambio, quindi una migliore
attività.
Ma veniamo agli usi dell'Argilla a scopo salutistico:
essa può essere utilizzata sia per uso esterno che
interno, per un gran numero di disturbi, ai quali può
arrecare giovamento in maniera dolce, come sempre avviene
con i trattamenti effettuati con sostanze naturali, senza
peraltro escludere altri trattamenti, naturali e non,
quando necessario.
I disturbi per i quali si può ottenere un beneficio
dall'Argilla sono legati, oltre che alla sua Capacità di
Scambio Cationico, anche alla sua capacità adsorbente,
cioè di fissazione chimica di un corpo, che dà
all'Argilla la possibilità di intrappolare batteri e
microbi, tossine e scarti del metabolismo intestinale,
gas e veleni, quindi ha un alto potere disintossicante;
essa non assorbe invece i nutrienti, come vitamine e
minerali, ha quindi un'adsorbenza selettiva, ma anzi
fornisce essa stessa numerosi minerali ed oligoelementi,
per cui è anche remineralizzante.
I disturbi per i quali è consigliato l'uso interno
dell'Argilla sono in particolare la gastrite, il
meteorismo addominale e i borborigmi, l'insufficienza
digestiva e l'acidità di stomaco, l'aerofagia, l'ernia
iatale, la colite, la stipsi; quelli per cui è indicato
l'uso esterno sono le dermatiti, le scottature, gli
eczemi, i geloni, gli ascessi, l'acne e i foruncoli, i
dolori articolari e muscolari, la forfora e i capelli
grassi, il piede d'atleta, i gonfiori ai piedi, le
infiammazioni vaginali, per le quali si può anche
associare all'Argilla qualche altra sostanza naturale,
come ad esempio olio essenziale di Melaleuca, per
potenziarne l'azione.
La preparazione dell'Argilla per l'uso interno avviene
nel seguente modo: la sera si versa un cucchiaino circa
di argilla in un bicchiere di acqua potabile a
temperatura ambiente, utilizzando un cucchiaino non
metallico né di plastica, ma utilizzando ad esempio il
normale mestolo di legno da cucina, regolandosi a occhio
per la quantità; l'Argilla va quindi mescolata a lungo
per emulsionarla bene, quindi si ripone il tutto per
l'intera notte; la mattina vedremo che si è formato un
deposito in fondo al bicchiere; noi dobbiamo bere appena
alzati e a digiuno l'acqua che sovrasta quel deposito
(non ha nessun sapore), cioè l'acqua argillosa, ogni
mattina per circa un mese, facendo poi una pausa per una
decina di giorni e quindi ripetendo ancora per un mese
l'assunzione di acqua argillosa. Questo schema si può
ripetere due o tre volte durante l'anno.
In realtà si potrebbe bere anche il deposito di Argilla,
ma personalmente ritengo che bere la sola acqua argillosa
sia più prudente, perché in questo modo il trattamento
risulta molto più delicato e senza complicazioni, che
talvolta si presentano, come ad esempio la stipsi,
seppure di breve durata e solo in fase iniziale. Solo in
caso di acidità di stomaco possiamo, anche due o tre
volte al giorno e per alcuni giorni di seguito, bere un
bicchiere d'acqua in cui abbiamo disciolto la punta di un
cucchiaino di Argilla, ingerendo subito il tutto:
l'acidità e il bruciore allo stomaco passeranno
istantaneamente, mentre l'Argilla esplicherà la sua
azione cicatrizzante e antinfiammatoria sulla mucosa
infiammata dello stomaco.
Con l'uso interno dell'Argilla si effettua una profonda
depurazione di tutto l'organismo, con l'eliminazione
delle tossine e il recupero dei sali minerali
dall'Argilla stessa, oltre ad avere benefici per i
disturbi descritti in precedenza.
Per l'uso esterno dell'Argilla invece si procede nel modo
seguente: si versa l'Argilla macinata fine in un
recipiente non metallico né di plastica, ma ad esempio
di vetro o ceramica, quindi si versa l'acqua sufficiente
ad impastarla velocemente, in modo da ottenere un impasto
morbido ed omogeneo, che non va maneggiato troppo e
possibilmente si lascia riposare qualche tempo; quindi
esso va spalmato sulla parte da trattare, direttamente
sulla pelle e nello spessore di circa mezzo centimetro;
si copre con un panno di lana e si lascia l'impacco da
almeno mezz'ora, fino ad un paio d'ore, o anche una notte
intera se lo si sopporta, quindi si asporta con acqua
tiepida.
Il cataplasma di Argilla può essere applicato più volte
durante la giornata, utilizzando sempre nuova Argilla,
senza riusare quella già applicata che ormai è carica
di tossine e non è più attiva e potrebbe essere
addirittura dannosa.
E' importante che l'applicazione dell'Argilla non dia mai
sensazioni di disagio; se questo accade l'impacco deve
essere subito rinnovato, freddo o tiepido, secondo il
"gradimento" dell'organismo.
Per gli usi esterni per i quali non è indicato applicare
il cataplasma di Argilla, essa va mescolata con acqua in
modo da fare una sospensione che si utilizza per lavaggi,
lavande, bagni, pediluvi, sciacqui, gargarismi ecc.
In questa breve trattazione ho cercato di illustrare le
qualità più importanti di questa materia naturale e i
suoi usi principali, ma l'argomento richiederebbe ben
altro spazio!
A chi fosse maggiormente interessato, suggerisco di
approfondirlo leggendo i libri "L'Argilla che
guarisce" di Raymond Dextreit, De Vecchi editore, e
"Il manuale dell'Argilla" di G.Ferraro,
edizioni Città Studi - Milano.
Dott.ssa Marina Multineddu
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