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Dalla Newsletter del Maggio 2001
IL SOLE SULLA PELLE: BENEFICI O DANNI?
Le prime giornate di sole, i primi week-end al mare ci fanno venire
la voglia di esporci al sole, di abbronzarci per spazzar via dalla
nostra pelle il colorito pallido dell'inverno, ma... è vero che i
raggi del sole creano danni alla nostra pelle?
Effettivamente il sole può farci invecchiare precocemente, indebolire
e sfibrare i capelli, creare disturbi agli occhi, esporre la pelle
a rischi di tumore, ma soltanto se ci esponiamo troppo, nelle ore
sbagliate e senza alcuna precauzione! Se invece adottiamo delle semplici
norme di prudenza, allora i raggi del sole ci regalano quel colorito
dorato che ci dà un'aria più sana e attraente, che contribuisce a
farci sentire più giovani e a darci fiducia in noi stessi. Il sole
infatti, se preso con moderazione e seguendo determinati accorgimenti,
ci aiuta a stare bene e ci mette di buon umore; recenti studi hanno
confermato che c'è una correlazione fra luce e psiche: i raggi solari,
soprattutto di mattina, agiscono sul funzionamento di alcune sostanze,
chiamate neurotrasmettitori, preposte a regolare l'umore.
Il sole dunque si è rivelato un valido ed efficace antidepressivo
naturale, perciò prendere il sole al mattino, oltre che che farci
abbronzare senza scottature, ci metterà più allegria. Ma non basta:
il sole ci dà altri benefici, infatti contribuisce ad aumentare le
difese immunitarie e rinforza le ossa perché stimola l'organismo a
produrre la vitamina D, che serve a fissare il calcio.
Vediamo però quali sono le insidie che si nascondono nei raggi solari,
in modo da poterle evitare. I raggi del sole contengono differenti
tipi di radiazioni, che solo in parte raggiungono la superficie terrestre
perché la fascia di ozono stratosferica, situata a un'altezza fra
i 15.000 e i 25.000 metri, arresta le radiazioni più pericolose (raggi
X, raggi Gamma, raggi cosmici) lasciando passare solo radiazioni a
lunghezza d'onda superiore: i raggi infrarossi ed i raggi ultravioletti,
che vengono distinti in UVA, UVB, UVC. Si può quindi capire quanto
sia essenziale l'integrità della barriera di ozono per il nostro pianeta,
e quali pericoli può rappresentare la sua rarefazione dovuta anche
alle attività umane, in particolare l'uso di CFC, gas usati per bombolette
spray e impianti di refrigerazione.
I raggi infrarossi hanno la capacità di aumentare la temperatura corporea,
distruggere batteri nocivi, stimolare la produzione di vitamina D
(che, come abbiamo detto, è fondamentale per la calcificazione ossea
in quanto aiuta l'osso stesso a fissare il calcio); chi però soffre
di fragilità capillare o vene varicose deve proteggersi, riparando
i punti deboli, poiché questi raggi determinano la dilatazione dei
vasi sanguigni.
I raggi ultravioletti, quando sono troppo intensi, come nelle ore
centrali del giorno, sono mal tollerati dal nostro organismo e provocano
una serie di reazioni, la più visibile delle quali è l'arrossamento
della cute e l'aumento della sua temperatura: è questo l'eritema solare.
L'organismo però risponde a queste sollecitazioni da parte delle radiazioni
solari, stimolando la produzione di una barriera protettiva che difenda
la pelle: è questa reazione che provoca la formazione della tintarella,
che altro non è se non un meccanismo di difesa; infatti l'esposizione
al sole produce e fa affiorare dagli strati piú profondi della pelle
la MELANINA, una sostanza di colore scuro che ha la peculiarità di
assorbire i raggi ultravioletti, creando una barriera protettiva,
ossia l'abbronzatura. Ma non tutti i raggi ultravioletti stimolano
l'abbronzatura: i raggi UVA infatti non sono responsabili della produzione
di melanina ma, penetrando in profondità, raggiungono il derma e alterano
le sue fibre elastiche, favorendo la perdita di tono cutaneo e la
formazione di rughe. I raggi UVB sono molto energetici e possono provocare
eritemi e ustioni, ma si ritiene che siano gli effettivi raggi abbronzanti,
in quanto raggiungono gli strati superficiali del derma dove particolari
cellule, dette melanociti, producono la melanina e quindi l'abbronzatura.
I raggi UVC, un tempo ritenuti di importanza trascurabile, dovrebbero
essere bloccati dalla fascia di ozono, ma la sua rarefazione ha risvegliato
l'interesse verso queste radiazioni un tempo ritenute d'importanza
trascurabile. Nel caso in cui la forza dei raggi solari sia troppo
elevata e l'esposizione troppo prolungata, può instaurarsi un eritema,
prima della formazione dello scudo di protezione melaninico.
Oltre ai tipi di raggi solari e alla loro forza a seconda delle ore
del giorno, dobbiamo tenere conto anche della situazione in cui ci
troviamo come la stagione, la natura del luogo (prato, sabbia, acqua,
neve), l'altitudine, la latitudine (all'equatore i raggi sono più
pericolosi perché più perpendicolari: ecco perché l'uomo che vive
in Africa ha modificato nel corso dei millenni il colore della pelle,
che è diventata nera).
Oltre a tutte queste condizioni è fondamentale che ognuno di noi consideri
la vulnerabilità individuale ai raggi ultravioletti e quindi la nostra
predisposizione alle scottature. Questa sensibilità può essere riconosciuta
abbastanza facilmente da alcune caratteristiche somatiche oggettive,
in particolare il colore della pelle e dei capelli, che ci consentono
di individuare il cosiddetto fototipo al quale apparteniamo, cosí
da scegliere il comportamento e la protezione più adatta a noi. I
fototipi sono sei:
FOTOTIPO 1 = capelli rossi, pelle lattescente
FOTOTIPO 2 = capelli dorati, pelle chiara
FOTOTIPO 3 = capelli biondi, pelle chiara
FOTOTIPO 4 = capelli castani, pelle chiara
FOTOTIPO 5 = capelli castani, pelle scura
FOTOTIPO 6 = capelli scuri, pelle olivastra
Questa suddivisione è naturalmente molto schematica, perché c'è tutta
una gamma di tipi intermedi a questi, ma ci consente di avere un'idea
di quello che può essere il nostro fototipo e di proteggerci adeguatamente
dai raggi del sole, tenendo presente che il fototipo 1 è il più vulnerabile
e avrà bisogno di protezioni altissime, che potranno essere via via
più basse andando verso il fototipo 6.
Poiché, come abbiamo visto, il processo di pigmentazione cutanea è
dovuto alla melanina, è molto utile, per incrementare la sua disponibilità
in maniera fisiologica, assumere alcune sostanze presenti in natura
che hanno appunto questa capacità. Esistono infatti degli integratori
della nostra alimentazione, che sono particolarmente ricchi di queste
sostanze e che possono darci una mano ad abbronzarci meglio, senza
danni alla pelle e proteggendola anche dall'invecchiamento e dalle
antiestetiche macchie scure. Queste sostanze sono i carotenoidi (come
il Betacarotene, il Licopene e la Cantaxantina), che stimolano la
naturale sintesi della melanina, accelerano il processo di abbronzatura
intensificandola e proteggono le cellule dai radicali
liberi.
Un'altra sostanza naturale vantaggiosa per l'abbronzatura, la troviamo
nell'olio di Avocado che è ricco di tirosina, indispensabile per la
sintesi della melanina. Sono importanti inoltre la vitamina E e il
Selenio, che svolgono una notevole azione antiossidante, prevenendo
il fotoinvecchiamento cutaneo; ma anche le vitamine A e C, che mantengono
il fisiologico trofismo
cutaneo generale ed in particolare quello del collagene, fondamentale
per l'elasticità della pelle! L'aloe vera infine è in grado di mantenere giovani
ed elastici i tessuti cutanei, favorendo una naturale idratazione
degli stessi.
Quindi, con poche norme di comportamento e con l'aiuto della natura,
riusciremo ad ottenere una sana e piacevole abbronzatura che durerà
nel tempo, senza danni.
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