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Dalla Newsletter
del Marzo 2001
SOVRAPPESO E CELLULITE
Un aiuto dalla Fitoterapia
Il sovrappeso, detto anche obesità nelle sue
manifestazioni più estreme, è un incremento del peso
corporeo al di sopra delle caratteristiche scheletriche e
fisiche dell'individuo, dovuto ad un accumulo eccessivo
di tessuto adiposo (grasso) nel corpo. Si parla di
obesità quando il peso di un individuo supera quello
ideale del 25% per l'uomo, e del 30% per la donna. Ma
come possiamo sapere qual è il nostro peso ideale? Un
metodo molto semplice, anche se un po' approssimativo,
consiste nel togliere dalla nostra statura in centimetri
il numero 100 per l'uomo, 104 per la donna: il numero
restante, in kg, dovrebbe rappresentare il peso normale.
Un metodo più aggiornato è il cosiddetto 'indice di
massa corporea', che si calcola con una semplice
regoletta: si deve dividere il proprio peso in kg, per il
quadrato dell'altezza in metri (cioè peso/alt² ); il
numero che si ottiene deve essere compreso fra 18,5 e 25
se il peso è normale: valori più alti indicano
sicuramente un eccesso di peso corporeo.
Una volta stabilito l'indice di massa corporea, se
veramente il nostro peso è eccessivo dobbiamo trovare il
modo di perdere quei chili in eccesso, che tanto ci
disturbano, sia per motivi estetici sia, soprattutto, per
motivi di salute; chi tende ad accumulare chili in
eccesso, mette infatti a repentaglio la propria salute,
favorendo l'insorgenza di disturbi più o meno gravi,
quali ad es. le malattie cardiovascolari. Un accumulo di
adipe dipende da vari fattori, il più comune dei quali
è l'eccessiva introduzione di calorie rispetto al
consumo calorico dell'organismo.
Il trattamento del sovrappeso si basa essenzialmente
sull'adozione di un'adeguata dieta ipocalorica, che
andrebbe rigorosamente osservata, ma che molto spesso è
difficile da mantenere, anche se una corretta
alimentazione è sempre lo strumento migliore per
sentirsi in forma e prevenire molte malattie. In
quest'ottica si colloca la fitoterapia del sovrappeso e,
a maggior ragione, dell'obesità, fitoterapia che si
avvale di preparati contenenti diversi tipi di piante con
proprietà diverse, utili per dimagrire e tornare in
forma.
Alcune piante ricche di mucillagini (come ad esempio il glucomannano e l'Ispaghul),
hanno la capacità di ridurre l'appetito e
contemporaneamente l'assimilazione, con un'azione
meccanica di riempimento dello stomaco e di distensione
delle sue pareti, con conseguente induzione del senso di
sazietà in tempi più brevi e inoltre, durante il
percorso intestinale, esse si amalgamano ai cibi
assorbendo acqua, grassi, colesterolo,
zuccheri, riducendo cosí la loro assimilazione e
favorendo inoltre l'evacuazione; agiscono inibendo
l'assimilazione dei carboidrati e dei grassi, seppure con
meccanismo diverso, anche la garcinia, il thè verde, il citrus aurantium, il baccello
di fagiolo.
Altre piante, come il fucus, hanno un'azione sul
metabolismo attraverso lo stimolo della funzione
tiroidea, cosí che l'organismo "brucia" più
calorie rispetto al solito, quindi consuma di più; come
conseguenza, se l'apporto calorico alimentare è
controllato, si avrà una diminuzione del peso.
Altre piante ancora, come la betulla, l'orthosiphon, i peduncoli di ciliegio, la pilosella ed altre, agiscono
sulla diuresi,
facilitando l' eliminazione dei liquidi e riducendo
quindi la ritenzione idrica nei tessuti, che può
complicare il quadro generale con l'instaurarsi di edemi
che possono degenerare in cellulite. Anche le piante coleretiche
e colagoghe
(come il tarassaco e il carciofo) sono utili, in
quanto facilitano la digestione emulsionando i grassi
dell'alimentazione e contribuiscono a un generale stato
di benessere, poichè facilitano l'eliminazione di
tossine.
Infine, ma non meno importanti, ci sono quelle piante in
grado di ridurre l'ansia, che molto spesso è una delle
cause del sovrappeso, poiché possono esserci alterazioni
psicologiche che causano uno squilibrio del centro
dell'appetito e attacchi di bulimia, oppure, molto più
semplicemente, quando siamo ansiosi tendiamo a
gratificarci con il cibo, anche se in quel momento non
abbiamo fame.
A peggiorare il quadro generale dell'individuo in
sovrappeso, come dicevamo a proposito delle piante
diuretiche, spesso interviene la cellulite: con questo
termine si fa riferimento a un quadro degenerativo che
coinvolge il tessuto adiposo, il tessuto connettivo, i
vasi sanguigni e linfatici e che porta alla formazione
della cosiddetta pelle a "buccia di arancia",
con sottostanti cuscinetti, cosí antiestetici che ogni
donna (perché è un difetto tipicamente femminile per
questioni di equilibrio ormonale) cerca di combatterla,
ma non sempre riesce a trovare il prodotto veramente
efficace.
Ma come si forma la cellulite? La causa principale è un
rallentamento della circolazione che provoca alterazioni
del pannicolo adiposo; infatti quando si ha un
rallentamento del microcircolo, le pareti dei vasi
sanguigni diventano meno elastiche e toniche, fino a
quando attraverso le sue cellule si ha la fuoriuscita
della parte liquida del sangue, che invade gli spazi tra
le cellule e i vasi stessi, provocando il ristagno dei
liquidi con edema dei tessuti e con compressione dei vasi
sanguigni, delle fibre nervose (con conseguente
sensazione di formicolio e di "punture di
spilli") e delle cellule adipose, che si rompono
facendo fuoriuscire il grasso; questo grasso si raccoglie
in bolle che l'organismo cerca di arginare, creando delle
fibre di collagene che lo incapsulano insieme alle stesse
cellule adipose, formando cosí dei noduletti che via via
aumentano di numero e di volume fino a formare dei veri e
propri "bozzi" antiestetici, che danno alla
pelle l'aspetto appunto della "buccia d'arancia
", che a un certo punto diventa dolente al tatto.
Combattere la cellulite significa intervenire sia con
trattamenti generali che con trattamenti locali. I primi
consistono nel recupero del peso ideale con
un'alimentazione sana ed equilibrata, che dia ampio
spazio alla verdura e alla frutta, con riduzione
dell'introito di zuccheri semplici e di grassi, con
l'esercizio fisico, il moto e l'igiene di vita, ma anche
con l'utilizzo di quelle piante di cui si è accennato
prima per la riduzione del peso corporeo, e inoltre con
piante più specifiche per combattere la cellulite quali
le piante diuretiche, che provocano la rimozione di
liquidi a livello dei tessuti e degli spazi
intercellulari; ma producono benefici anche le piante
attive sulla circolazione (come il rusco, la centella, la Vite rossa, il ginkgo, l'Amamelide, l'ippocastano ed altre), che nei
tessuti cellulitici è sempre compromessa, riducendo la
sofferenza tissutale dovuta a scarso apporto di ossigeno,
e inoltre piante ad attività antiinfiammatoria (ad
esempio il gambo di ananas, la Papaia, l'olmaria) che svolgono un ruolo
importante nel combattere la cellulite, riducendo la
dolenzìa tipica del tessuto cellulitico.
I trattamenti locali si avvalgono di preparati a base di
quelle piante a cui abbiamo già accennato ed altre
ancora, come le alghe dell'isola di Guam che, veicolate
per uso locale in creme, gel, fanghi, completano l'azione
dei trattamenti interni, potenziandoli, accelerando i
risultati che saranno sempre più soddisfacenti quanto
più saremo costanti nell'effettuarli.
Quindi, come sempre, la natura è prodiga di piante che
ci aiutano anche in questi frangenti: il bagaglio delle
conoscenze e delle pratiche tramandateci da usi
millenari, unito ai moderni studi scientifici che
indagano sui meccanismi d'azione delle piante, sono alla
base dei buoni risultati che si ottengono con la moderna
fitoterapia.
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