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Dalla Newsletter del Febbraio 2001 |
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LA STITICHEZZA I RIMEDI NATURALI PER COMBATTERLA
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La stitichezza, o stipsi (dal greco "stipsis" = restringimento),
è una diffusissima affezione che possiamo trovare a tutte le età;
infatti essa si può verificare già nei bambini in tenera età, ma anche
nei ragazzi, negli adulti e anche, piuttosto spesso, in età avanzata.
La stitichezza consiste in un ritardo, più o meno accentuato, nell'evacuazione
del bolo fecale, rispetto al ritmo con cui essa si verifica normalmente
(una evacuazione, o anche due, nelle 24 ore). Più esattamente col
termine stipsi si definisce una situazione caratterizzata da meno
di tre evacuazioni alla settimana, con emissione di feci dure, abitualmente
di peso inferiore agli 80 grammi (da "Medicina interna: fisiopatologia
e clinica", di A. Torsoli-P. Vernia-Habib FI.; UTET, Torino,
1997, pag. 2483-2538). Poiché la stitichezza può essere causata da
numerosi fattori, in questa sede trascuriamo volutamente le cause
patologiche, di stretta pertinenza medica.
Adesso facciamo un passo indietro e vediamo qual è la funzione dell'intestino,
in modo da capire quali possono essere le cause della stipsi e come
si può cercare di evitarla, con semplici norme di comportamento che
riguardano l'alimentazioe e il nostro tipo di vita.
La principale funzione dell'intestino è quella di assorbire le sostanze nutritive
presenti nel cibo che quotidianamente ingeriamo, ma esso assorbe anche elettroliti
ed acqua; quest'ultima viene dapprima secreta sotto forma di saliva, succo gastrico,
bile, succo pancreatico, poi viene riassorbita lungo il canale digerente, soprattutto
nel colon: già da questo è facile capire che, se la quantità di acqua che introduciamo
giornalmente non è sufficiente, è facile che le feci diventino dure, perché poco
idratate, con conseguente difficoltà ad evacuarle; ed ecco una prima causa di
stipsi che, con un po'di attenzione, si può evitare.
Quindi una prima norma utile sarà quella di ingerire liquidi abbondanti
durante la giornata, sia sotto forma di acqua, succhi, thé etc., ma
anche sotto forma di cibi come minestre, minestroni, verdura e frutta,
ricchi di acqua (e di fibre!).
Attenzione, però: se la nostra alimentazione è povera di fibre, difficilmente
nell'intestino l'acqua verrà trattenuta in quantità sufficiente a
rendere le feci più morbide; inoltre le fibre vegetali producono una
maggiore quantità di scorie fecali, che hanno la capacità di sollecitare
meccanicamente i movimenti peristaltici (contrazioni gastro-intestinali,
tipiche, che si propagano dall'alto in basso facilitando cosí il procedere
del suo contenuto). Quindi ecco che abbiamo trovato un'altra eventuale
causa di stipsi, che possiamo combattere introducendo un'adeguata
quantità di fibre vegetali con gli alimenti, circa 25-30 grammi al
giorno (tutti i giorni!), con conseguente maggiore ritenzione di acqua
nell'intestino, ciò che comporta un aumento della massa fecale con
formazione di feci morbide, che transitano rapidamente e vengono più
facilmente evacuate. Fra i vari tipi di alimenti che forniscono fibre
ad azione lassativa, segnaliamo in particolare la fibra di avena,
contenuta nei fiocchi di avena, oltre che nel cereale integro, molto
efficace e delicata, adatta a tutti, bambini, gestanti, anziani, e
anche a mucose intestinali infiammate come ad es. nelle coliti.
Un'altra causa di stitichezza è la vita sedentaria, poiché induce
atonia delle pareti intestinali, mentre una regolare attività fisica
tonifica i muscoli dell'addome e quelli del pavimento pelvico, influendo
positivamente sulla motilità intestinale e sull'efficienza della defecazione.
Un'ulteriore causa dell'insorgenza della stipsi può essere una inibizione
psichica, in rapporto a convenienze sociali che, spesso, costringono
a rinviare il bisogno immediato di defecazione.
A volte possono indurre stipsi certi trattamenti farmacologici, specie
negli anziani, fra i quali è piú frequente il loro uso.
Inoltre è facile riscontrare stitichezza associata a diverticolite
e a patologie ano-rettali, come ragadi o emorroidi, che spesso sono
da essa causate.
Frequentemente poi, in concomitanza ad una condizione di stipsi, si
manifesta anche tutta una serie di disturbi, complessivamente definiti
"disturbi digestivi", la cui sintomatologia spesso contribuisce
ad aggravare l'alterata funzionalità intestinale. Sono questi i disturbi
della motilità e della secrezione gastrica, della funzionalità epato-biliare
e gli stati dispeptici,
la cui sintomatologia, come ad es. digestione lenta e difficile, senso
di pesantezza dopo i pasti, meteorismo
(gonfiore addominale), dolori spastici localizzati all'addome, costituisce
spesso un fattore aggravante della stipsi; questo ci induce a prendere
in esame non solo il l'ultima porzione dell'intestino, ma a considerare
l'intero processo digestivo e la coordinazione dei vari organi e sistemi
che vi partecipano.
Fatte tutte queste considerazioni, se non riusciamo a eliminare il
problema con abitudini alimentari adeguate, associate a uno stile
di vita più corretto, non resta che ricorrere all'uso dei lassativi
vegetali: la natura in questo campo è veramente generosa perché ci
fornisce ogni tipo di aiuto, da quello più blando e delicato, adatto
a chi ha un problema leggero o saltuario, ai bambini, alle donne in
stato di gravidanza e a coloro che hanno infiammazioni intestinali,
coliti, ragadi o emorroidi, per quali i lassativi più energici sono
assolutamente controindicati, fino ad arrivare a chi invece ha un
disturbo più grave, cronico, a volte aggravato da un uso improprio
ed eccessivo dei lassativi stessi.
Nei casi in cui si vuole ottenere uno stimolo delicato, è opportuno
usare i lassativi meccanici, che aumentano il volume fecale, analogamente
a quanto fanno le fibre vegetali assunte con la dieta; questo avviene
perché le piante che si utilizzano a questo scopo contengono una elevata
percentuale di mucillagini, le quali gonfiandosi per idratazione,
richiamano e trattengono acqua all'interno dell'intestino aumentando
il volume del bolo fecale, stimolando direttamente la muscolatura
intestinale per via meccanica, come conseguenza della pressione esercitata
sulle sue pareti interne. Le piante usate a questo scopo sono ad esempio
le foglie di Malva, i semi di Psillio e di Lino, il Glucomannano, le radici di Altea, e varie altre che, oltre ad avere azione
lassativa molto delicata sono anche lenitive delle infiammazioni delle
mucose, intestinali e non, per cui sono il lassativo ideale nei casi
accennati prima. Se poi queste piante si associano ad altre aventi
proprietà coleretiche
e colagoghe
(che stimolano cioè la produzione di bile più abbondante e più fluida,
da parte del fegato), come ad es. il Tarassaco, il Boldo e la Cicoria, poiché la bile è naturalmente lassativa,
otteniamo un prodotto ancora più efficace contro la stitichezza, sempre
adatto a quei casi delicati (come gravidanza, emorroidi, ragadi anali)
di cui si sta parlando, ma indicato anche a quelle persone che hanno
quei "problemi digestivi" cui si è accennato in precedenza
e che complicano la stipsi.
A queste piante è opportuno associare anche alcune piante carminative,
come Finocchio, Cumino, Coriandolo, etc., quelle cioè che riducono
i gonfiori addominali, poiché questo problema si accompagna spesso
alla stitichezza; in questo modo avremo un beneficio ancora più completo.
Parliamo ora di quei casi in cui la stipsi è più ostinata, vuoi perché
non si riesce ad adottare uno stile di vita più corretto, vuoi perché
ormai l'intestino è già assuefatto ai lassativi e i rimedi più delicati
non sono efficaci; in questi casi è ancora il mondo vegetale che ci
dà la soluzione: a questo punto è necessario ricorrere a quelle piante
che contengono principi attivi più forti e stimolanti, le cosiddette
"droghe antrachinoniche", come la Senna, la Frangula, il Rabarbaro, l'Aloe ed altre ancora, che agiscono prevalentemente
a livello dell'intestino crasso (colon), stimolando le contrazioni
peristaltiche
della sua muscolatura, favorendo cosí il suo svuotamento. Anche in
questo caso è consigliabile l'associazione con le piante di cui si
è parlato prima, in modo da ridurre al minimo il dosaggio degli antrachinoni
ed evitare quindi prodotti troppo drastici, che a lungo andare potrebbero
diventare irritanti.
Quest'ultima classe di lassativi non va assunta continuativamente,
ma saltuariamente, seppure con una certa regolarità, in modo da avere
una funzione intestinale il più possibile costante.
I lassativi antrachinonici sono assolutamente controindicati in caso
di gravidanza e allattamento, nei bambini sotto i 12 anni di età,
nelle malattie infiammatorie acute a carico dell'intestino (colite
ulcerosa, enterocolite, appendicite, morbo di Crohn), in caso di dolori
addominali di origine sconosciuta, nelle occlusioni intestinali acute.
Le erbe per combattere i vari tipi di stitichezza si possono assumere,
a seconda dei casi, sotto forma di tisana o di prodotti già pronti
in compresse, delle quali esistono le più svariate formulazioni, adatte
a tutti i casi che abbiamo trattato: saranno l'abilità e l'esperienza
dell'erborista a decidere quale prodotto è il più adatto di volta
in volta.
Dott.ssa Marina Multineddu
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